L'inflazione percepita

L'inflazione percepita
  • La gente spesso ha l'impressione che il tasso di inflazione sia più elevato di quanto dicano le cifre ufficiali.
  • Molti fattori possono contribuire a far percepire l'inflazione più elevata di quanto non sia.
  • Le percezioni e le aspettative in merito all'inflazione possono avere un impatto economico significativo.

Nell'UE, i consumatori hanno a che fare quotidianamente con variazioni dei prezzi, al rialzo o al ribasso, per l'intera gamma di prodotti e servizi che acquistano. In qualsiasi momento, tali mutamenti contribuiscono a formare le percezioni individuali dell'inflazione, che i prezzi siano aumentati, o stiano aumentando più rapidamente di prima, o meno.

I sondaggi d'opinione condotti sui consumatori rivelano che i cittadini dell'UE hanno spesso l'impressione che l'inflazione sia più elevata di quanto effettivamente rilevato dagli indici dei prezzi. Questa differenza porta la gente a chiedersi: "Perché il tasso di inflazione per me non vale?".

Come si forma l'inflazione percepita?

Sono molti i fattori che possono contribuire a far percepire l'inflazione più elevata rispetto alle misurazioni effettive dell'indice dei prezzi al consumo armonizzato (IPCA):

  • L'attenzione rivolta principalmente agli acquisti frequenti. Un caffè al bar, un filone di pane o i biglietti dell'autobus sono acquisti frequenti, cioè che una persona effettua quotidianamente: pertanto, questi prodotti pesano maggiormente nel nostro giudizio sull'inflazione complessiva. Negli ultimi anni, i prezzi dei prodotti e servizi acquistati di frequente hanno subito notevoli aumenti, in particolar modo per quanto riguarda i generi alimentari (sia al supermercato sia al ristorante), i trasporti (ad esempio proprio i biglietti dell'autobus), il carburante, il tabacco, le attività ricreative (i biglietti del cinema), la cura della persona (parrucchieri) e i servizi di riparazione e pulizia.
    E dato che i prezzi dei prodotti e servizi acquisiti più di rado, quali le automobili o i premi assicurativi, nello stesso periodo sono invece aumentati di poco, o hanno addirittura subito un calo (come nel caso delle apparecchiature informatiche), l'inflazione potrebbe ancora essere percepita a un livello superiore di quello reale.
  • La tendenza a ricordarsi gli aumenti dei prezzi, piuttosto che i cali. Le persone tendono a ricordare di più le esperienze spiacevoli, in modo da poter evitare di riviverle in futuro. L'aumento del prezzo di un prodotto rimane dunque, in generale, impresso più a lungo rispetto a un calo e ciò può provocare una distorsione nella nostra percezione dei modelli generali di cambiamento dei prezzi.
  • L'inflazione percepita sono persistenti. Le percezioni di un livello più elevato di inflazione tendono a persistere nel pensiero dell'opinione pubblica. Il passaggio all'euro del 2002 ci aiuta a illustrare questa situazione: sebbene il tasso di inflazione reale dell'IPCA per l'UE non abbia rilevato variazioni significative al momento dell'introduzione della nuova moneta contante, molti cittadini nell'area dell'euro hanno avuto l'impressione che l'euro avesse causato aumenti notevoli dei prezzi. Questa convinzione persiste tuttora e in alcuni paesi in cui è in vigore l'euro la divergenza fra i tassi di inflazione misurati e l'inflazione percepita non è ancora scomparsa.
  • I cambiamenti nella qualità non vengono percepiti. Spesso, un prezzo può aumentare per via di un miglioramento nella qualità del prodotto, ad esempio uno schermo migliore per un televisore o una nuova confezione per i generi alimentari. Nei mercati competitivi, i produttori cercano infatti di offrire vantaggi e caratteristiche sempre più attraenti per il consumatore. Ma questi miglioramenti potrebbero avere un prezzo: in tali casi, dunque, il prezzo più elevato è dovuto a un aumento della qualità, non all'inflazione.
  • L'influenza dei media. La televisione e i giornali di tutta l'UE si occupano di inflazione, poiché è un argomento di interesse per i loro telespettatori e lettori. Ma gli articoli che parlano degli aumenti del costo della vita sono talvolta basati su dati limitati raccolti dalle stesse agenzie di stampa. Quindi, per quanto possano riportare fedelmente i singoli cambiamenti di prezzo, i servizi giornalistici non danno sempre il quadro generale dell'inflazione.

Grafico: I diversi tassi di inflazione nell'area dell'euro per piccoli acquisti frequenti e acquisti meno frequenti

L'impatto dell'inflazione percepita

L'inflazione percepita riveste una certa importanza poiché contribuisce a formare il comportamento dell'opinione pubblica, nei diversi ruoli di consumatori, dipendenti, investitori e risparmiatori, in merito a varie questioni: cosa comprare e dove, se comprare o meno e se risparmiare o comprare. (Le conseguenze dell'inflazione)

Gestire l'inflazione percepita

Poiché l'inflazione percepita tende a influenzare il comportamento economico delle persone, è importante che non si discosti molto dai tassi di inflazione misurati. I governi nazionali e le istituzioni dell'UE compiono ogni sforzo per informare a intervalli regolari i cittadini europei riguardo alla situazione dell'inflazione. Fra gli esempi, citiamo la pubblicazione regolare di dati aggiornati da parte dell'ufficio statistico della Commissione europea, Eurostat, e il "pannello di controllo dell'inflazione" sul sito Web della Banca centrale europea.

L'introduzione dell'euro e l'inflazione percepita

Una buona comunicazione sulla transizione alla nuova moneta è essenziale quando uno Stato membro si prepara a fare il suo ingresso nell'area dell'euro. L'esperienza maturata durante l'adozione iniziale dell'euro, nel 2002, dimostra che fra i tassi di inflazione misurati e quelli percepiti possono comparire divergenze apprezzabili e persistenti. Quanto appreso a partire dal 2002, in particolare in merito alla necessità di attuare campagne estese di comunicazione sul passaggio all'euro e sui prezzi, contribuisce in modo determinante ai preparativi per l'adozione della moneta unica nei paesi candidati a entrare a far parte dell'area dell'euro.

Ad esempio, in vista del passaggio all'euro in Slovacchia, avvenuto il 1° gennaio 2009, il governo nazionale, la Commissione europea e la Banca centrale europea hanno unito le forze per dissipare le preoccupazioni dei consumatori in merito agli aumenti dei prezzi. Molte aziende hanno sottoscritto volontariamente un codice etico relativo ai prezzi, impegnandosi a convertirli esattamente, senza cercare di sfruttare il passaggio all'euro per trarre profitto. Le imprese sono state inoltre obbligate a esporre i prezzi sia in corone sia in euro per circa quattro mesi prima del passaggio all'euro e dovranno continuare a farlo fino al 1° gennaio 2010. Queste misure, volte a tutelare i consumatori, sono state divulgate attraverso un'estesa campagna di comunicazione e informazione.

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