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Raccomandazioni di politica economica

A seguito di un esame approfondito delle politiche economiche nazionali, la Commissione europea ha concluso il 2 giugno 2014 che la situazione economica è migliorata in gran parte dell’UE e che diversi paesi hanno compiuto progressi significativi.

Per la prima volta dopo la crisi, quest'anno il disavanzo di bilancio medio per l’UE nel suo complesso dovrebbe scendere al di sotto del 3% del PIL, il livello fissato come obiettivo. In Austria, Belgio, Repubblica ceca, Danimarca, Slovacchia e Paesi Bassi il disavanzo figura ora stabilmente sotto il livello previsto dall'UE e non necessita di un'ulteriore sorveglianza economica. Il successo di questi sei paesi significa che ormai sono solo 11 i paesi con disavanzo eccessivo, rispetto a 24 nel 2011.

In tutta l'UE si assiste a un riequilibrio delle economie. Danimarca e Malta hanno superato i propri squilibri e la situazione in Spagna è di nuovo sotto controllo.

I governi di Spagna, Portogallo, Italia e Francia hanno inoltre varato riforme ambiziose per far fronte agli elevati livelli di disoccupazione.  

Occorre ora che gli Stati membri dell’UE spostino la loro attenzione dalle politiche d'emergenza anti-crisi alle misure volte a rafforzare il loro potenziale di crescita economica e di occupazione. Nel quadro del ciclo annuale di governance economica, la Commissione ha formulato una serie di raccomandazioni su misura per rispondere alle sfide di ciascun paese. Le raccomandazioni riguardano cinque settori principali:

  • disoccupazione, disuguaglianza e povertà - per aiutare le persone a reinserirsi nel mondo del lavoro e combattere la disoccupazione giovanile i governi devono riformare le loro politiche occupazionali e i sistemi assistenziali e di istruzione. A tale riguardo una particolare attenzione va alle iniziative che offrono un'opportunità di formazione ai giovani che non riescono a trovare un lavoro  
  • tassazione favorevole all’occupazione - in molti paesi occorre rivedere i sistemi impositivi per spostare il carico fiscale dal lavoratore ad altre fonti, come ad esempio le imposte sugli immobili e sui consumi e le imposte ambientali. In diversi paesi si deve anche fare di più per combattere la frode e l’evasione fiscale
  • investimenti privati - in paesi come l’Italia, la Spagna, la Grecia, la Lituania, la Slovenia, la Croazia e Cipro le imprese hanno ancora difficoltà a ottenere prestiti bancari. Occorrono politiche per stabilizzare ulteriormente i sistemi bancari e aiutare le imprese a ottenere forme di finanziamento alternative
  • competitività economica - per rendere le economie europee più competitive sono necessarie delle politiche per liberare e rilanciare il settore dei servizi, le infrastrutture dell’energia e dei trasporti e le attività di ricerca e sviluppo
  • alleggerire l’onere del debito - il debito pubblico complessivo dovrebbe raggiungere il livello massimo quest’anno. Ciononostante occorre proseguire le politiche volte a ridurre l’onere che ne deriva. Ciò vale in particolare per Belgio, Irlanda, Grecia, Spagna, Italia, Portogallo e Cipro, dove il debito pubblico supera il valore di un intero anno di produzione economica. Le politiche di gestione del costo delle pensioni e della sanità, che è destinato ad aumentare con l’invecchiamento demografico, sono essenziali.

I governi dell’UE discuteranno le raccomandazioni specifiche che la Commissione ha formulato per i singoli paesi a giugno e le adotteranno formalmente a luglio. Spetterà poi a questi ultimi apportare le necessarie modifiche alle loro politiche affinché siano integrate nei bilanci nazionali per il 2015.

Raccomandazioni specifiche per paese

Analisi annuale della crescita: relazione sui progressi

Gli Stati membri hanno fatto progressi per ciascuna delle cinque priorità individuate dalla Commissione nel 2013. Per il 2014 vengono proposte le stesse priorità, anche se l'accento è posto su settori diversi per tener conto dell'evoluzione del contesto economico a livello di UE e internazionale.

Risanamento di bilancio - Sono stati compiuti notevoli progressi e il disavanzo di bilancio medio nell'UE è stato ridotto di circa metà rispetto alla punta di quasi il 7% del PIL raggiunta nel 2009. I livelli del debito rimangono tuttavia elevati e dovrebbero arrivare quasi al 90% del PIL nel 2014 per poi iniziare a scendere. Grazie alla tempestività degli interventi gli Stati membri possono rallentare il ritmo del risanamento e puntare maggiormente a migliorare la qualità della spesa pubblica e a modernizzare la pubblica amministrazione a tutti i livelli. I paesi con un maggior margine di bilancio dovrebbero stimolare gli investimenti e i consumi privati, mentre gli investimenti a lungo termine nell'istruzione, nella ricerca e innovazione, nell'energia e nella tutela dai cambiamenti climatici dovrebbero sfuggire ai tagli di bilancio. Il carico fiscale dovrebbe essere trasferito dal lavoro al consumo, ai beni immobili o all'inquinamento.

Ripristinare l'erogazione di crediti - Il settore finanziario è stato in parte risanato e le tensioni sui mercati si sono notevolmente allentate dalla metà del 2012. Gli sforzi prodigati dall'UE per costruire un'Unione bancaria aumenteranno la capacità delle banche di gestire i rischi futuri. A breve termine, tuttavia, si deve fare di più per ridurre l'elevato debito privato (ad esempio, introducendo o migliorando i regimi di insolvenza per le imprese e le persone fisiche), preparare le banche ai nuovi requisiti patrimoniali e alle prove di stress e agevolare l'accesso delle imprese ai finanziamenti.

Crescita e competitività - In seguito alla crisi è stato avviato in tutta Europa un processo di riequilibrio orientato verso una crescita maggiormente basata sulle esportazioni. I progressi sono tuttavia insufficienti in termini di apertura dei mercati dei prodotti e dei servizi alla concorrenza, specie per quanto riguarda il mercato dell'energia e le professioni regolamentate. Occorre inoltre modernizzare i sistemi di ricerca.

Disoccupazione e sviluppi sociali - Gli Stati membri hanno fatto progressi per quanto riguarda la modernizzazione del mercato del lavoro e col tempo questo dovrebbe permettere di integrare un maggior numero di persone nella popolazione attiva. Ora bisogna aumentare il sostegno attivo e la formazione per i disoccupati, anche attraverso il miglioramento dei servizi pubblici per l'impiego e l'introduzione di garanzie per i giovani, e modernizzare i sistemi di istruzione. Gli Stati membri dovrebbero inoltre monitorare le retribuzioni, per assicurare che siano atte a sostenere sia la competitività sia la domanda interna, e dovrebbero garantire che i sistemi di sicurezza sociale inglobino i soggetti più vulnerabili.

Pubblica amministrazione - Diversi Stati membri stanno cercando di migliorare l'efficienza del settore pubblico nazionale, anche attraverso una maggiore cooperazione fra i vari livelli di governo. L'obiettivo prioritario dovrebbe essere la promozione dei servizi pubblici online e la riduzione delle formalità burocratiche.

Analisi annuale della crescita

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