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Vantaggi dell’euro

L’inflazione media, che negli anni ‘70 e ‘80 aveva oscillato entro una forchetta dell’8-10%, per poi scendere al 3% neglianni ‘90, nel primo decennio dell’UEM è ulteriormente diminuita e si è collocata appena sopra il 2%.

Nel 2004 i titoli di debito internazionali denominati in euro hanno superato quelli denominati in dollari statunitensi.

In passato, un individuo che fosse partito con 1 000 marchi tedeschi in tasca e avesse attraversato 15 Stati membri dell’UE cambiando denaro a ogni frontiera, si sarebbe ritrovato con meno di 500 marchi una volta ritornato a casa, senza aver comprato alcunché. Oggi, se partisse con 1 000 euro, tornerebbe a casa con la stessa cifra.

I costi di transazione possono essere considerevoli: prima dell’adozione dell’euro si stimava ammontassero allo 0,3-0,4% del PIL dell’UE, ovvero a 20-25 miliardi di euro.

Il costo medio del trasferimento di 100 euro si è ridotto da 24 a 2,40 euro da quando, nel 2001, sono state introdotte norme per i pagamenti oltre frontiera in euro.

Dal dicembre 2006 il valore delle banconote e delle monete in euro in circolazione è stato generalmente più elevato di quello delle banconote in dollari USA circolanti.

L’euro è la seconda più importante valuta di riserva del mondo, dopo il dollaro statunitense. Circa il 24% delle riserve mondiali sono in euro.

L’euro è la seconda moneta più attivamente scambiata nel mondo, utilizzata in circa il 20% delle operazioni giornaliere sui mercati dei cambi.

Banconote e monete metalliche in euro

Sulle monete più vecchie figura l’Europa prima del 2004; quelle più recenti, introdotte a partire dal 2007, tengono conto dell’allargamento dell’Unione e mostrano quindi tutta l’Europa

Gli Stati membri dell’area dell’euro possono coniare una moneta commemorativa da 2 euro due volte l’anno.

In vista del varo dell’euro vennero stampati 14 miliardi di nuove banconote, per un valore di 633 miliardi di euro, e furono coniati 52 miliardi di monete (utilizzando 250 000 tonnellate di metallo).

La mattina del 1º gennaio 2002, in occasione dell’effettiva entrata in circolazione dell’euro, nei paesi partecipanti erano disponibili circa 7,8 miliardi di banconote, per un valore di 140 miliardi di euro.

Nel Febbraio 2014 circolavano oltre 15,8 miliardi di banconote in euro, per un valore di oltre 934 miliardi di euro, e quasi 106,2 miliardi di monete in euro, per un valore di oltre 24 miliardi di euro.

Entro la fine di febbraio 2002 sono stati ritirati oltre 6 miliardi di banconote e quasi 30 miliardi di monete metalliche nazionali, e l’euro era finalmente una realtà per oltre 300 milioni di cittadini in 12 paesi.

Banconote
La prima lettera del numero di serie identifica il paese che stampa la banconota. Ad esempio, "Z" indica il Belgio, mentre "Y" la Grecia.

Sulle banconote sono raffigurati sette stili: classico, romanico, gotico, rinascimentale, barocco/rococò, architettura del ferro e del vetro, moderno del XX secolo.

Una moneta da 1 cent pesa 7,5 grammi, quindi un milione di queste monete peserebbe 7,5 tonnellate, vale a dire il peso di un elefante africano adulto!

La BCE ha il diritto esclusivo di autorizzare l’emissione di banconote in euro. Alla loro produzione provvedono le banche centrali nazionali. Le monete in euro sono emesse dai paesi della zona euro in quantitativi approvati dalla BCE.

Le banconote tendono a "spostarsi" nell'area dell'euro da nord a sud. Ciò è dovuto al fatto che i nordeuropei visitano con maggiore frequenza i paesi dell'Europa meridionale, specialmente durante le vacanze.

All’aera euro possono aderire solamente paesi membri dell’UE.
Tuttavia, benché non siano formalmente parte dell’area euro (o dell’UE), Andorra, il Principato di Monaco, San Marino e la Città del Vaticano utilizzano l’euro come moneta ufficiale e, tramite accordi monetari con l’UE, hanno facoltà di coniare quantità limitate di proprie monete in euro.

Governance economica nell'Unione europea

Nel 2011 il disavanzo pubblico dei paesi della zona euro nel loro complesso era pari al 4,1 % del PIL, ben inferiore a quello degli Stati Uniti (9,6 %) e del Giappone (8,2 %).

Sempre nel 2011 il debito pubblico dei paesi della zona euro nel loro complesso era pari all’87 % del PIL, assai inferiore a quello degli Stati Uniti (102,9 %) e del Giappone (229,8 %).

Tra il 2008 e il 2012, i governi europei hanno fornito alle banche un sostegno finanziario, soprattutto sotto forma di garanzie e iniezioni di capitale, per impedire il collasso del sistema bancario. L’importo destinato allo scopo ha toccato un picco di 1 540 miliardi di euro; era sceso a 1 050 miliardi nel giugno 2012.

Nel dicembre 2013 l’Irlanda è stata il primo paese a uscire con successo dal suo
programma di aggiustamento economico. Il programma era stato concordato formalmente nel dicembre 2010. Esso comprendeva un pacchetto di finanziamenti congiunti di 85 miliardi di euro e copriva il periodo 2010-2013.

Valore dell'economia dell'UE

Con 333 milioni di cittadini nel 2012, l’area dell’euro rappresenta una delle più vaste economie sviluppate al mondo in termini demografici; a titolo di confronto, gli Stati Uniti e il Giappone contavano rispettivamente 314 e 128 milioni di abitanti.

Per quanto riguarda il prodotto interno lordo (PIL), nel 2012 l’area dell’euro risultava la seconda area valutaria al mondo con una quota del 13,7%, preceduta dagli Stati Uniti con il 18,9%, mentre il Giappone registrava il 5,6%.

Nel 2012 le esportazioni di beni e servizi dell’area dell’euro, in percentuale del PIL, apparivano assai più elevate (con il 26,8%) rispetto a quelle degli Stati Uniti (14,1%) e Giappone (15,4%).

L'economia dell'UE, misurata in termini di produzione di beni e servizi (PIL), supera ormai quella degli USA: PIL dell'UE nel 2012: 12 945, 402 miliardi di euro.

L'UE conta solo il 7% della popolazione mondiale, ma i suoi scambi commerciali con il resto del mondo rappresentano circa il 20% delle esportazioni ed importazioni mondiali.

Circa due terzi degli scambi commerciali dei paesi dell'UE avvengono con altri paesi dell'UE.

Varie

Al momento della creazione dell’area dell’euro, gli Stati membri aderenti avevano a disposizione un periodo di transizione della durata di tre anni fra l’adozione dell’euro come moneta scritturale per i pagamenti che non prevedevano l’uso di contante (nel 1999) e l’introduzione delle banconote e delle monete metalliche (nel 2002).

La zona euro
Dall’introduzione della moneta unica i paesi della zona euro sono passati da 12 a 18. Tutti i paesi dell’UE partecipano invece all’unione economica e monetaria.

La Corte di giustizia dell’Unione europea ha confermato la validità della decisione
del Consiglio europeo che istituisce il meccanismo europeo di stabilità.

Il simbolo dell’ Euro combina la lettera greca ε e la E di Europa, mentre le due bande orizzontali evocano stabilità.

L'Unione europea si estende su oltre 4 milioni di km² e conta 503 milioni di abitanti; in termini di popolazione si colloca dunque al terzo posto nel mondo, dopo la Cina e l'India.

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