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L’Unione economica e monetaria

L’Unione economica e monetaria (UEM) rappresenta un importante passo avanti del processo d’integrazione delle economie dell’UE. Essa comporta il coordinamento delle politiche economiche e di bilancio, una politica monetaria comune e una moneta unica, l’euro. Tutti i 27 Stati membri dell’UE partecipano all’unione economica, ma alcuni paesi hanno spinto oltre l’integrazione, adottando l’euro. Questi paesi costituiscono l’area dell’euro.

La decisione di dar vita ad un’Unione economica e monetaria è stata presa dal Consiglio europeo svoltosi nella città olandese di Maastricht nel dicembre 1991, e successivamente sancita dal trattato sull’Unione europea (trattato di Maastricht). L’Unione economica e monetaria dà ulteriore slancio al processo di integrazione economica dell’UE iniziato nel 1957.L’integrazione economica porta con sé i vantaggi offerti dalle maggiori dimensioni, da una maggiore efficienza e robustezza interna per l’economia dell’UE nel complesso e per quelle dei singoli Stati membri. Ciò offre, a sua volta, opportunità di stabilità economica, maggiore crescita e maggiore occupazione a diretto beneficio dei cittadini dell’UE. In termini pratici, l’UEM è sinonimo di:

  • coordinamento delle politiche economiche tra gli Stati membri
  • coordinamento delle politiche di bilancio, in particolare attraverso la limitazione del debito e del disavanzo pubblico
  • una politica monetaria autonoma gestita dalla Banca centrale europea (BCE)
  • la moneta unica e l’area dell’euro.

La governance economica nel quadro dell’UEM

Nel quadro dell’UEM non vi è un’unica istituzione competente in materia di politica economica. Al contrario, la responsabilità è condivisa tra gli Stati membri e le istituzioni dell’UE. I principali attori dell’UEM sono:

  • il Consiglio europeo, che stabilisce i principali orientamenti politici
  • il Consiglio dell’UE (il “Consiglio dei ministri”), che coordina le politiche economiche nell’UE e decide se uno Stato membro può adottare l’euro
  • l'”Eurogruppo”, che coordina le politiche di interesse comune per gli Stati membri dell’area dell’euro
  • gli Stati membri, che definiscono i propri bilanci nazionali entro i limiti concordati per il debito e il disavanzo pubblico e formulano le proprie politiche strutturali in materia di lavoro, pensioni e mercati dei capitali
  • la Commissione europea, che vigila sui risultati e sul rispetto delle regole
  • la Banca centrale europea (BCE), che stabilisce la politica monetaria, con l’obiettivo primario della stabilità dei prezzi.
  • Il Parlamento europeo - condivide con il Consiglio il compito di formulare testi legislativi e sottopone la governance economica al controllo democratico, in particolare nel quadro del nuovo dialogo economico.

Cosa si intende per “integrazione economica”?

In generale, l’unione politica e monetaria è una fase avanzata del processo di integrazione economica, che si articola in sei livelli:

  1. zona di scambio preferenziale (con tariffe doganali ridotte tra alcuni paesi)
  2. zona di libero scambio (senza tariffe interne su talune merci o su tutte le merci scambiate tra i paesi partecipanti)
  3. unione doganale (con tariffe doganali esterne identiche nei confronti dei paesi terzi e una politica commerciale comune)
  4. mercato unico (con una regolamentazione comune dei prodotti e la libera circolazione di beni, capitali, lavoro e servizi)
  5. unione economica e monetaria (mercato unico con una moneta e una politica monetaria comuni)
  6. completa integrazione economica (tutti gli elementi suddetti più l’armonizzazione delle politiche di bilancio e delle altre politiche economiche).

Quando l’Unione europea fu fondata nel 1958 come Comunità economica europea, l’obiettivo era quello di istituire un’unione doganale e un mercato comune per l’agricoltura. Successivamente, la portata limitata di questo mercato comune fu ampliata fino a creare un mercato unico anche per i beni e i servizi, completato in larga parte nel 1993. Attualmente l’Unione europea si trova nella quinta delle tappe sopra descritte. La graduale integrazione economica non è iniziata con la decisione di creare l’euro: si tratta di un processo di lungo periodo che fa parte della storia dell’UE, oltre ad essere uno dei suoi più importanti successi.

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