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Patto di stabilità e crescita

Il patto di stabilità e crescita (PSC) è un insieme di regole volte a garantire che i paesi dell’Unione europea perseguano una gestione corretta delle finanze pubbliche e coordinino le loro politiche di bilancio.

Alcune norme del PSC mirano a evitare che le politiche di bilancio vadano in direzioni potenzialmente problematiche, mentre altre servono a correggere disavanzi di bilancio o livelli del debito pubblico eccessivi.

Nuovi orientamenti in materia di applicazione delle regole del patto di stabilità e crescita

Orientamenti dettagliati sul modo in cui la Commissione europea applicherà le norme vigenti del patto di stabilità e crescita per rafforzare il collegamento tra riforme strutturali, investimenti e responsabilità di bilancio, a sostegno dell'occupazione e della crescita:

Per saperne di più sul piano di investimenti per l'Europa della Commissione europea.

Prevenzione

Le norme del "braccio preventivo" del PSC vincolano i governi al rispetto degli impegni presi per arrivare a politiche di bilancio solide e al coordinamento fissando per ognuno di essi un obiettivo, noto come obiettivo di bilancio a medio termine (OMT).

Questi obiettivi relativi ai disavanzi (o agli avanzi) di bilancio sono definiti in termini strutturali, ossia prendono in considerazione le oscillazioni del ciclo economico e scremano gli effetti dovuti a misure una tantum e ad altre misure temporanee.

Gli Stati membri che adottano l'euro come moneta descrivono il modo in cui intendono raggiungere i rispettivi OMT nei "programmi di stabilità", e gli altri Stati membri nei "programmi di convergenza". Questi vengono valutati dalla Commissione europea e dai governi dei paesi dell’UE durante il semestre europeo.

Correzione

Nell'ambito del "braccio correttivo" del patto di stabilità e crescita, la procedura per i disavanzi eccessivi garantisce la correzione degli squilibri a livello di bilancio o di debito pubblico. Si tratta di un approccio graduale per il contenimento dei disavanzi e la riduzione dei debiti eccessivi.

Il trattato UE definisce eccessivo un disavanzo di bilancio superiore al 3% del PIL. Il debito pubblico è considerato eccessivo (ai sensi del trattato) se supera il 60% del PIL senza ridursi a un tasso adeguato (definito come una diminuzione dell’eccesso di debito del 5% all’anno in media nell’arco di tre anni).

Applicazione

I paesi che non rispettano le norme preventive o correttive del PSC possono incorrere in sanzioni.

Per gli Stati membri che hanno adottato l’euro l'iter prevede degli avvertimenti e, in ultima istanza, delle sanzioni finanziarie, comprese ammende fino:

  • allo 0,2% del PIL, in caso di mancato rispetto delle norme preventive o correttive, oppure
  • allo 0,5% del PIL se il mancato rispetto delle norme correttive si protrae nel tempo. Inoltre, tutti gli Stati membri (tranne il Regno Unito) potrebbero subire una sospensione degli impegni o dei pagamenti da parte dei fondi strutturali e di investimento dell'UE (ad esempio, il Fondo europeo di sviluppo regionale, il Fondo sociale europeo, il Fondo di coesione, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca).

La storia del patto di stabilità e crescita

Il patto di stabilità e crescita ha seguito una significativa evoluzione al pari delle norme di governance economica dell'UE.

2015

Flessibilità del PSC

La Commissione europea emana linee guidapdf Scegli le traduzioni del link precedente  sul modo in cui applicherà le norme del PSC per rafforzare il legame tra riforme strutturali, investimenti e responsabilità di bilancio, a sostegno dell'occupazione e della crescita.

2014

Riesame del patto di stabilità e crescita

Un riesame delle norme "six pack" e "two pack" pdf Scegli le traduzioni del link precedente , previsto dalla normativa, ha stabilito che esse hanno contribuito al progresso del consolidamento di bilancio nell'UE. Il riesame ha evidenziato alcuni punti di forza e degli aspetti che potrebbero essere migliorati e di cui si discuterà con il Parlamento europeo e gli Stati membri.

2013

Patto di bilancio

L'importanza degli obiettivi di bilancio fissati dal braccio preventivo del PSC (gli obiettivi a medio termine) viene accresciuta dalle disposizioni note come "patto di bilancio" che fanno parte di un trattato intergovernativo, il trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance (TSCG).

"Two pack"

Il rispetto del patto di stabilità e crescita viene ulteriormente corroborato da nuove disposizioni, note come "two pack", che rafforzano il coordinamento economico tra gli Stati membri e introducono nuovi strumenti di monitoraggio. Ulteriori dettagli sull'applicazione delle norme "two pack" sono riportati nel "codice di condotta" (ultima revisione del novembre 2014).

2011

"Six pack"

Il PSC viene ampliato e reso più prevedibile migliorando in tal modo decisamente le norme sulla governance economica dell'UE grazie a un insieme di nuove disposizioni note come il "six pack". Il monitoraggio delle politiche economiche e di bilancio viene organizzato nell'ambito del semestre europeo, ulteriori dettagli sull'applicazione delle norme del PSC sono riportati in un "codice di condotta" (ultima revisione del settembre 2012).

2005

Modifica del patto di stabilità e crescita

I legislatori UE modificano il patto di stabilità e crescita in modo da tenere meglio conto delle singole circostanze nazionali e conferire una maggiore logica economica alle norme da rispettare.

1999

Disposizioni correttive

Entrano in vigore le disposizioni correttive del PSC.

1998

Norme preventive

Entrano in vigore le disposizioni preventive del PSC.

1997

Patto di stabilità e crescita

Gli Stati membri dell’UE convengono di rafforzare la sorveglianza e il coordinamento delle politiche economiche e di bilancio nazionali per far rispettare i limiti relativi al disavanzo e al debito stabiliti dal trattato di Maastricht. Nasce il patto di stabilità e crescita.

1992

Firma del trattato di Maastricht

Gli Stati membri firmano il trattato di Maastricht aprendo la via alla creazione dell'euro come moneta comune dell'UE. Il trattato limita il disavanzo pubblico al 3% del PIL e il debito pubblico al 60%, in modo da consentire ai diversi paesi di condividere una moneta unica.

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