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DG Interpretation

La combinazione linguistica degli interpreti di conferenza

Nella maggior parte dei casi, gli interpreti di conferenza lavorano dalle loro lingue passive verso la loro madrelingua. La madrelingua è la loro lingua attiva e talvolta viene detta lingua A.

Alcuni interpreti hanno una conoscenza eccellente di una lingua diversa dalla propria e sono in grado di interpretare in questa lingua partendo da una o più delle lingue da loro conosciute. Hanno cioè una seconda lingua attiva. Quando un interprete è in grado di interpretare dalla propria madrelingua in una seconda lingua si dice che ha un retour. Alcuni interpreti che padroneggiano una lingua di retour interpretano in questa lingua solo in consecutiva, ma non in simultanea.

Solo pochi interpreti sono in grado di interpretare dalle lingue che conoscono in una seconda lingua attiva. Di questi interpreti si dice che lavorano in due cabine. Un numero ancor più ridotto di interpreti padroneggia più di due lingue attive.

Lingue passive sono quelle che gli interpreti capiscono perfettamente e che generalmente sanno anche parlare, ma non ad un livello sufficiente da poter interpretare in esse.

L'AIIC, Associazione Internazionale Interpreti di Conferenza, utilizza le seguenti definizioniexternal link:

Lingue attive:

A : la madrelingua dell'interprete (o un'altra lingua perfettamente equivalente) nella quale l'interprete traduce partendo da tutte le altre lingue che conosce sia in simultanea che in consecutiva. Tutti i membri dell'associazione devono avere almeno una lingua “A”, ma possono averne più di una.

B : una lingua diversa dalla madrelingua dell'interprete, di cui quest'ultimo ha una perfetta padronanza e nella quale interpreta da una o più delle lingue conosciute. Alcuni interpreti lavorano nella lingua “ B" solo in una delle due modalità di interpretazione (simultanea o consecutiva).

Lingue passive

C : le lingue di cui l'interprete ha una comprensione perfetta e dalle quali interpreta.