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Sovvenzioni pubbliche alle imprese (aiuti di Stato)

A volte lo Stato e le amministrazioni locali sostengono con denaro pubblico un insieme di imprese o una singola società. Queste ne ricavano un indebito vantaggio nei confronti dei concorrenti di altri paesi dell'UE. In altri termini, le sovvenzioni falsano la concorrenza e distorcono il commercio.

È compito della Commissione impedire che ciò accada, permettendo che lo Stato intervenga solo nell'interesse generale, ossia a vantaggio dell'insieme della società o dell'economia.

Per maggiori particolari sul ruolo della Commissione riguardo agli aiuti di Stato, si legga l'articolo 108 del trattato sul funzionamento dell'UE.


Quali aiuti sono ammessi

La Commissione deve anzitutto rispondere a tre domande:

  • Lo Stato ha aiutato una o più imprese, ad es. con sovvenzioni, prestiti agevolati, un trattamento fiscale favorevole, garanzie, partecipazioni al capitale, cessione di beni o servizi a condizioni preferenziali, ecc.?
  • È probabile che l'aiuto incida sul commercio tra i paesi dell'UE? (se il valore degli aiuti è inferiore a 200 000 euro in 3 anni, si considera che non abbia effetti sul commercio)
  • Gli aiuti sono selettivi, ossia conferiscono un vantaggio a determinate imprese, determinati comparti o imprese situate in determinate zone? I regimi fiscali generali e le misure legislative a favore dell'occupazione, ad esempio, non sono selettivi perché si applicano a tutti i soggetti economici.
  • La concorrenza è stata falsata o potrebbe esserlo in futuro?

Se la risposta a queste domande è sì, la Commissione deve vietare l'aiuto, a meno che non ne venga dimostrata la compatibilità con il mercato comune.

Esempi

Sono consentiti (nell'interesse comune dell'UE) gli aiuti per assistere o promuovere le zone svantaggiate, le piccole e medie imprese, la ricerca e sviluppo, la protezione dell'ambiente, la formazione, l'occupazione o la cultura.

Sono vietati gli aiuti generali agli investimenti a favore delle grandi imprese (non situate in zone svantaggiate ben delimitate), gli aiuti all'esportazione e gli aiuti per coprire le spese operative delle imprese (aiuti al funzionamento).

Gli aiuti fino a 200 000 euro per impresa nell'arco di un triennio non sono considerati aiuti di Stato, perché non sono in grado di incidere sugli scambi tra Stati membri. Autorizzando d'ufficio gli aiuti di modesta entità, si permette inoltre alla Commissione di concentrarsi sui casi più importanti.


Sorveglianza degli aiuti di Stato

Di norma, i governi devono informare la Commissione della loro intenzione di concedere sovvenzioni o altri aiuti prima di distribuirli.

La Commissione autorizza dopo una semplice valutazione preliminare circa l'85% degli aiuti di cui viene informata.

Se è necessaria una indagine formale, ossia nei casi controversi, se ne dà notizia nella Gazzetta ufficiale dell'UE e il caso viene iscritto nel registro degli aiuti di Stato, disponibile online. Le parti interessate possono presentare osservazioni e la Commissione esamina tutti gli aspetti del caso prima di prendere una decisione definitiva.

La Commissione esamina anche gli aiuti di cui non è stata ufficialmente informata (aiuti illegali), ma di cui è venuta a conoscenza attraverso le proprie indagini, a seguito di denunce di imprese o di cittadini o dalla stampa. Se la Commissione giudica gli aiuti incompatibili con il diritto UE e con la concorrenza leale, ordina alle autorità di cessare di concederli e di recuperare le somme eventualmente già versate.


Statistiche

Il quadro di valutazione degli aiuti di Stato elaborato dalla Commissione contiene statistiche su importo e tipologia degli aiuti concessi da ciascun paese dell'UE.

Ne risulta che la maggior parte degli aiuti concessi in precedenza a singole aziende o comparti sono stati riorientati verso obiettivi di interesse comune, con un conseguente aumento della competitività delle imprese europee sui mercati mondiali.


Crisi finanziaria: cosa fa la Commissione?

La Commissione si adopera perché le misure nazionali per far fronte alla crisi non falsino la concorrenza nell'UE, ma siano inquadrate in un più ampio contesto europeo.

Le regole sugli aiuti di Stato esistono per impedire ai governi di entrare in una costosa gara a chi sovvenziona di più le proprie imprese, mettendo in difficoltà le imprese sane.

Norme temporanee sugli aiuti alle banche

La Commissione riconosce però che può essere necessario un intervento dello Stato per risolvere i problemi del settore finanziario e ha pubblicato norme speciali temporanee sugli aiuti alle banche.

Queste subordinano il sostegno pubblico a misure interne delle banche stesse per risolvere i propri problemi.

Norme temporanee per altri comparti economici

Per dare ai governi un margine di manovra più ampio per rimediare alla rarefazione del credito, la Commissione ha adottato norme temporanee, valide fino alla fine del 2010, che permettono tra l'altro:

  • aiuti di importo limitato, fino a 500 000 euro per impresa
  • premi ridotti per le garanzie pubbliche sui prestiti
  • prestiti agevolati (in particolare per prodotti ecocompatibili)

Vedi anche Legislazione UE sugli aiuti di Stato

Maggiori informazioni sulla regole dell'UE in materia di aiuti di Stato


  
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