Navigation path

Pagina iniziale
Cos'è la politica di concorrenza?
Perché la politica di concorrenza è importante per i consumatori?
In che modo la Commissione garantisce la concorrenza?
Le istituzioni dell'UE e la politica di concorrenza
Per contattarci

A tutto vantaggio dei consumatori

Accordi anticoncorrenziali

Le imprese possono falsare la concorrenza mettendosi d'accordo con i concorrenti per fissare i prezzi o ripartirsi il mercato, in modo che ognuna abbia il monopolio sulla parte ad essa assegnata. Gli accordi anticoncorrenziali possono essere palesi o segreti (come nel caso dei cartelli). Possono essere scritti (come "accordi tra imprese" o in una decisione o in uno statuto di un'associazione di categoria) o informali.

Perché i cartelli sono un fenomeno così negativo e come individuarli?

Le imprese che fanno parte di cartelli che controllano i prezzi o ripartiscono i mercati non sono stimolate a lanciare nuovi prodotti, migliorare la qualità e mantenere bassi i prezzi. I consumatori finiscono per pagare di più per una qualità inferiore.

I cartelli sono vietati dal diritto della concorrenza dell'UE e la Commissione sanziona le imprese che ne fanno parte. Essendo illegali, i cartelli mantengono in generale la massima segretezza e non è facile smascherarli.

Ecco perché la Commissione incoraggia le imprese a fornire le prove dell'esistenza di cartelli promettendo loro un "trattamento favorevole". L'impresa facente parte di un cartello che si autodenuncia per prima non paga l'ammenda. Questa politica ha avuto molto successo nello smantellare i cartelli.


Le imprese concludono accordi ogni giorno. Sono tutti illegali?

Sono quasi sempre illegali gli accordi con i quali i partecipanti:

  • fissano i prezzi
  • limitano la produzione
  • si dividono tra loro i mercati o i clienti
  • fissano i prezzi di rivendita (tra un produttore e i suoi distributori).

Un accordo può invece essere autorizzato se:

  • i suoi effetti positivi sono maggiori di quelli negativi
  • i partecipanti non sono concorrenti
  • è concluso tra imprese che insieme detengono solo una piccola quota di mercato
  • è necessario per migliorare prodotti o servizi esistenti, per svilupparne di nuovi o per metterli a disposizione dei consumatori in modi nuovi e più efficienti.

Esempi

Gli accordi di ricerca e sviluppo e di trasferimento di tecnologie sono spesso compatibili con il diritto della concorrenza perché alcuni prodotti richiedono un lavoro di ricerca che costerebbe troppo a un'unica impresa. Possono essere legali anche gli accordi sulla produzione, gli acquisti o la vendita in comune e in materia di standardizzazione.

Gli accordi di distribuzione possono essere illegali se, ad esempio, i produttori pretendono che i negozi abbiano un'immagine precisa o il personale di vendita sia formato in modo particolare. Clausole simili possono però essere permesse se mirano a che i prodotti siano immagazzinati o venduti in luoghi adatti e i clienti possano beneficiare di consigli personalizzati, oppure a evitare che un distributore si avvantaggi gratis dell'azione promozionale di un concorrente. Ogni caso va valutato individualmente, tenendo conto della posizione di mercato delle aziende e delle cifre in gioco.


  
indietro successivo