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"Una base industriale forte, diversificata e competitiva per l'Europa"

La politica industriale è una delle principali iniziative al centro della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva. Una politica efficace si tradurrà direttamente in crescita e occupazione. Consentirà inoltre di incrementare la produzione senza aumentare il consumo di risorse e di energia o le emissioni di gas a effetto serra.

Tutti i settori e tutti i posti di lavoro sono importanti e non vi è motivo di contrapporre tra loro industrie e comparti diversi. Prese isolatamente, le catene del valore e le industrie nazionali non costituiscono soluzioni sostenibili. La crisi del settore dell'auto nel 2009 ha illustrato chiaramente l'interdipendenza dei vari settori a livello transfrontaliero.

Rendere più competitivo un solo elemento della catena del valore (R&S, produzione industriale, ecc.) non è sufficiente. È necessario un approccio globale, che includa ad esempio la competitività delle infrastrutture o una regolamentazione del settore finanziario che migliori l'accesso al credito.

Una politica industriale nuova e ambiziosa richiederà una migliore governance e un'azione coordinata a livello europeo. Mettere in atto una simile politica sarà una delle principali priorità del mio mandato.


L'industria riveste un'importanza vitale

La crisi economica e finanziaria ha mostrato molto chiaramente quanto sia importante che le nostre economie siano basate su strutture industriali forti, diversificate e competitive:

  • l'industria manifatturiera dà lavoro ad un quarto degli occupati nel settore privato in Europa
  • i servizi all'industria assorbono un altro quarto degli occupati
  • l'industria è il motore dei progressi in materia di innovazione e produttività
  • l'industria fornisce le tecnologie necessarie per rispondere a sfide quali i cambiamenti climatici, la mobilità sostenibile, la gestione di risorse scarse e l'evoluzione demografica.

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L'Europa può fare meglio

L'industria europea continua nel suo complesso ad essere competitiva e rimane leader in una serie di mercati. Stanno tuttavia emergendo nuovi concorrenti, dinamici e competitivi, come Brasile, Russia, India e Cina. A lungo andare, questo processo rischia di determinare un trasferimento delle attività produttive fuori dall'Europa e di ridurre o addirittura invertire il nostro vantaggio competitivo.

Anziché lasciare che l'attività industriale abbandoni l'Europa, dobbiamo cercare di modernizzarla e renderla più compatibile con l'ambiente. Il mercato unico europeo, con 500 milioni di consumatori e 20 milioni di imprenditori, rappresenta un potenziale enorme.

Questioni chiave per l'industria

  • sfruttare le opportunità dei nuovi mercati internazionali e rispondere all'intensificarsi della concorrenza mondiale, in relazione anche all'accesso alle materie prime
  • rafforzare il ruolo centrale del mercato unico e creare un contesto favorevole per l'imprenditorialità e le imprese, specialmente quelle di piccole dimensioni
  • puntare di più su tecnologia e innovazione, in particolare sulle nuove tecnologie abilitanti, l'innovazione interdisciplinare e le TIC
  • migliorare l'efficienza energetica e delle risorse ed operare la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio
  • far fronte alla carenza di competenze adeguate della forza lavoro e all'esigenza di gestire le ristrutturazioni.

Politica industriale nel senso più ampio

Nell'elaborare le politiche industriali per riportare l'UE sulla strada della crescita, ci porremo le domande seguenti:

  1. Una determinata politica aiuta a ridurre i costi, abbassare i prezzi e promuovere l'innovazione in un particolare comparto o in un'industria nel suo complesso?
  2. Migliora la competitività in campi quali i trasporti, l'energia, l'ambiente, la protezione sociale e dei consumatori, il mercato unico e il commercio?
  3. Tiene conto dell'intera catena del valore, dall'accesso alle materie prime ai servizi post-vendita?

English (en)

Il commissario Tajani interviene alla seconda conferenza ad alto livello sulla competitività industriale – Bruxelles 2010

Una politica industriale integrata per l'era della globalizzazione. Riconoscere il ruolo centrale di concorrenzialità e sostenibilità – COM/2010/0614 def.

La comunicazione propone una serie di azioni chiave per migliorare la competitività dell'industria europea:

  • analisi dell'incidenza sulla competitività (competitiveness proofing) della nuova legislazione
  • "bilanci della qualità" (fitness checks) della legislazione esistente al fine di ridurne gli effetti cumulativi e contenere i costi per le imprese europee
  • accesso al credito più agevole per le piccole imprese e sostegno alla loro internazionalizzazione
  • promozione della normazione all'interno dell'UE per aumentare la produttività dell'industria
  • modernizzazione delle infrastrutture e dei servizi di trasporto, dell'energia e delle comunicazioni
  • azioni per garantire un approvvigionamento sostenibile delle materie prime
  • iniziative per promuovere l'innovazione settoriale in relazione a tecnologie di fabbricazione avanzate, edilizia, biocarburanti, trasporti stradali e ferroviari
  • azioni per rendere le industrie ad alta intensità energetica più competitive e meno dipendenti dai futuri prezzi dell'energia
  • elaborazione di una politica industriale per i prodotti e servizi spaziali europei che copra l'intera catena di approvvigionamento
  • relazioni annuali della Commissione sulla competitività e sulle politiche industriali dei paesi dell'UE.

Competitività industriale e strategia Europa 2020 English (en)

Una politica industriale per l'era della globalizzazione – MEMO/10/532

Analisi della competitività in 27 Stati membri – MEMO/10/533

Relazione sulla competitività 2010 English (en)

Europa 2020 - Una strategia per una crescita crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva

Ultimo aggiornamento: 25/05/2013 |  Inizio pagina