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I numerosi vantaggi offerti dalle fonti energetiche rinnovabili sono ormai ampiamente riconosciuti: aiutano a combattere i cambiamenti climatici, offrono un approvvigionamento energetico sicuro e soddisfano i nostri interessi economici di lungo termine. Di qui l'impegno dell'UE a diversificare ulteriormente il proprio mix energetico, portando al 20% la quota delle fonti rinnovabili e puntando all'utilizzo dei biocarburanti e di altre energie rinnovabili nel settore dei trasporti entro il 2020. |

Privilegiando le fonti rinnovabili potremmo diminuire ogni anno il consumo di combustibili fossili di 200-300 milioni di tonnellate e le emissioni di CO2 di ben 600-900 milioni di tonnellate.
Dotandosi di fonti rinnovabili proprie, l'UE ridurrà anche la sua dipendenza dalle forniture esterne e sarà dunque meno esposta alle fluttuazioni dei prezzi petroliferi.
Anche i settori high-tech potranno cogliere nuove opportunità economiche attraverso lo sviluppo di tecnologie a basse o a zero emissioni basate su fonti energetiche rinnovabili come l'energia eolica, solare o idroelettrica e la biomassa.
Per raggiungere l'obiettivo del 20%, i leader dell'UE hanno concordato una serie di obiettivi nazionali vincolanti per tutti gli Stati membri al fine di garantire un'equa partecipazione, tenendo conto delle rispettive posizioni di partenza, dei miglioramenti già attuati e dei diversi livelli di prosperità.
Ciascun paese deve promuovere lo sviluppo e il consumo di fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica, il riscaldamento, il condizionamento dell'aria e i trasporti. Per questi ultimi è previsto in tutti i paesi un tasso di utilizzo dei biocarburanti e altri carburanti derivanti da fonti rinnovabili pari al 10%.
Per quanto utili a ridurre le emissioni, questi ultimi dovranno essere prodotti in maniera sostenibile, non pregiudicare la produzione alimentare e non causare fenomeni di deforestazione e di perdita della biodiversità.