Ogni goccia è preziosa
L’acqua è un elemento essenziale per la vita sulla Terra. Uno degli effetti più gravi del cambiamento climatico in molte parti del mondo è la riduzione del livello delle acque dolci disponibili, che diventano sempre più preziose. Pertanto, limitare l’uso dell’acqua è attualmente una priorità nella lotta contro il cambiamento climatico.
Estati fredde e inverni caldi: condizioni climatiche insolite ed estreme si verificano ormai con sempre maggior frequenza. Nell’estate del 2007, ad esempio, molte persone in alcune regioni del Regno Unito hanno dovuto evacuare le proprie abitazioni e sono rimaste isolate a causa di piogge torrenziali e imponenti inondazioni. Per gli agricoltori è difficile fronteggiare lo stravolgimento delle stagioni di crescita, mentre i potenziali turisti vengono spaventati dalle scene cui assistono in televisione. Per di più, lungi dall’avere effetti positivi sulle riserve idriche, le piogge torrenziali causano il sovraccarico dei sistemi naturali di raccolta e l’inquinamento delle scorte idriche dovuto alla tracimazione del sistema fognario.
Il problema della scarsità dell’acqua è altrettanto grave, soprattutto in quei paesi in via di sviluppo in cui la desertificazione spinge parte degli abitanti ad abbandonare le terre dei loro antenati. Per affrontare questo problema, nel 1994 le Nazioni Unite adottarono la convenzione per la lotta alla desertificazione (UNCCD).
Alla luce di tale situazione, utilizzare le riserve idriche con maggiore parsimonia ed efficienza è diventato fondamentale. Come se non bastasse, condurre l’acqua nei luoghi in cui ve n’è la necessità richiede un gran dispendio di energia: utilizzando una minore quantità di acqua si ridurrà perciò anche la quantità di gas a effetto serra emessi per produrre l’energia necessaria a pomparla nei luoghi di destinazione.
Più che una goccia nell’oceano
La possibilità di ridurre esponenzialmente l’utilizzo di acqua nell’Unione europea esiste. “È possibile risparmiare grandi quantità di acqua”, afferma il Commissario UE per l’Ambiente Stavros Dimas, il quale però ritiene anche che per conseguire questo obiettivo “è necessario incoraggiare attivamente i cittadini e le industrie europee a consumare con attenzione”. Gli esperti ritengono che un uso più assiduo delle tecnologie di risparmio idrico e l’applicazione di misure economiche adeguate potrebbero consentire una riduzione dei consumi idrici fino al 40% nei settori industriale, agricolo e domestico.
L’acqua sta diventando una risorsa molto preziosa, e il suo prezzo dovrebbe rispecchiare questo status. È inoltre fondamentale riuscire a migliorare la gestione delle risorse idriche e garantire che quelle locali vengano prese in considerazione al momento di autorizzare attività economiche.
L’Unione europea partecipa a numerosi progetti e partenariati di gestione dell’acqua in tutto il mondo. Nel quadro dell’accordo di Cotonou, siglato con i paesi dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico, l’UE sta aiutando gli agricoltori e i governi di tali paesi ad affrontare le conseguenze dei periodi di siccità e delle inondazioni e a gestire il ciclo idrico in maniera sostenibile. La carenza d’acqua assume toni drammatici soprattutto in Africa, dove milioni di persone non hanno accesso regolare all’acqua potabile, il che ha come conseguenza la diffusione di problemi sanitari.
Nella regione arida del Kyzylorda, situata nella parte sud-occidentale del Kazakistan, decenni di coltivazione e irrigazione intensive hanno causato una significativa riduzione dei livelli delle acque del lago Aral e dei fiumi della zona. Macchinari da due soldi e metodi di coltivazione superati hanno innescato una crisi ambientale e sociale. Un progetto finanziato dall’UE ha aiutato gli agricoltori locali a sviluppare metodi per utilizzare l’acqua in maniera più efficiente e a passare a coltivazioni più adatte all’ambiente secco del luogo e più sostenibili dal punto di vista dell'irrigazione.
Suggerimenti e tecnologie
L’impatto del cambiamento climatico sulle risorse idriche e sulla qualità delle acque si farà sentire per decenni, ma esistono metodi per limitarne le conseguenze. Sebbene sia l’industria a doversi fare carico di gran parte della responsabilità, ciascuno di noi utilizza una quantità così elevata di acqua che anche una sola goccia risparmiata può fare la differenza. Alcuni semplici accorgimenti, come fare la doccia invece del bagno o chiudere il rubinetto mentre ci si fa la barba o ci si lava i denti, possono ridurre in maniera significativa il nostro consumo quotidiano di acqua. È inoltre consigliabile controllare che i rubinetti e gli sciacquoni non presentino perdite ed evitare di innaffiare con troppa nonchalance piante e prati.
Al giorno d’oggi sono inoltre disponibili varie tecnologie domestiche di nuova concezione per ridurre il consumo di acqua e risparmiare denaro. Si possono ad esempio installare cornette a flusso ridotto nelle docce o limitatori di flusso ai rubinetti. Un altro modo ormai comune per risparmiare acqua, e al contempo pagare bollette meno salate, è utilizzare lavatrici in grado di regolare la quantità di acqua in entrata e sciacquoni dotati di scarico regolabile. Per non parlare, poi, delle ormai numerose lavastoviglie che utilizzano meno acqua di quando i piatti si lavano a mano.
Nei mesi più freddi, la fornitura di acqua calda può essere agevolmente migliorata tramite un isolamento più efficace delle tubature. in più, installare scaldaacqua istantanei dove l’acqua viene effettivamente utilizzata (ad esempio, vicino al lavandino in cucina o al box doccia in bagno) consente di ridurre la quantità di acqua sprecata nell’attesa che si scaldi.
La consapevolezza rimane in ogni caso uno dei modi migliori per risparmiare le risorse idriche. Sapendo poi che la quantità di acqua utilizzata quotidianamente dalla maggior parte degli africani è in media inferiore ai pochi litri d’acqua contenuti in uno sciacquone in Europa, dovrebbe apparire evidente che è dovere di ciascuno di noi utilizzare l’acqua in maniera più efficiente.
Per ulteriori informazioni:


