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Ultimo aggiornamento: 04-12-2007
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Termini processuali - Romania

 

INDICE

1. Diversi tipi di termini sono applicabili nell’ambito delle diverse norme procedurali in materia civile 1.
2. Elenco dei giorni considerati giorni festivi conformemente al regolamento (CEE, Euratom) n. 1182/71 del 3 giugno 1971 2.
3. Quali sono le norme generali applicabili ai termini per i diversi procedimenti civili? 3.
4. Quando un atto o una formalità devono essere ufficialmente compiuti entro una determinata scadenza, come si determina il momento iniziale dal quale si fa decorrere il periodo ("terminus a quo") – di tale atto o formalità? 4.
4.1. La modalità di trasmissione o di notificazione dei documenti (notifica brevi manu da parte di un ufficiale giudiziario o notifica a mezzo posta) può modificare il momento iniziale di decorrenza di un termine? 4.1.
5. Da quando inizia a decorrere il termine? 5.
5.1. Quando il termine è espresso in giorni, la decorrenza si calcola dalla data effettiva dell'atto, dell'evento, della decisione o della data di notificazione e/o di avviso? 5.1.
5.2. Quando un termine è espresso in giorni, il numero di giorni indicato comprende i giorni di calendario o soltanto i giorni lavorativi? 5.2.
5.3. Se il termine è espresso in mesi o in anni? 5.3.
5.4. Quando scadono tali termini? 5.4.
6. Se il termine cade di sabato, di domenica, in un giorno festivo o in un giorno non lavorativo, - è prorogato fino al primo giorno lavorativo seguente? Tale estensione è applicabile anche se il momento iniziale di decorrenza del termine corrisponde ad un evento futuro? 6.
7. Quando l’azione è promossa dinanzi ad una giurisdizione la cui sede si trova sul territorio continentale dello Stato membro (per gli Stati che hanno entità territoriali separate dalla metropoli o entità geograficamente separate 1), i termini sono prolungati per le persone che vivono/risiedono in una di dette entità o per quelle che vivono/risiedono all'estero? In caso affermativo, in che misura? 7.
8. Per contro, quando l’azione è promossa dinanzi ad una giurisdizione la cui sede si trova in una di tali entità territoriali separate, sul piano geografico, dal continente, i termini sono prolungati per le persone che non vivono/non risiedono in tali entità o per le entità o per le persone che vivono/risiedono all'estero? 8.
9. Esistono termini particolari per i ricorsi in alcune materie civili? 9.
10. In caso di urgenza o per altra ragione, i tribunali possono ridurre i termini di comparizione o stabilire una data di comparizione speciale? Al contrario, questi termini possono essere prolungati? 10.
11. Quando un atto destinato ad una parte residente in una località in cui beneficerebbe di un termine prorogato è notificato in un luogo in cui i residenti non beneficiano di tale proroga, l’interessato perde il beneficio di tale termine? 11.
12. Quali sono le sanzioni in caso di inosservanza dei termini? 12.
13. Se il termine scade, quali sono i ricorsi disponibili per le parti in contumacia? 13.

 

1. Diversi tipi di termini sono applicabili nell’ambito delle diverse norme procedurali in materia civile

Ad esempio, termini processuali, termini di prescrizione o perentori, prefissati, ecc.

Da un punto di vista di diritto civile i termini rappresentano uno degli aspetti processuali dell'atto giuridico in senso ampio.

Nella teoria di diritto civile il termine è definito come un evento futuro e certo dal quale le parti fanno dipendere l'inizio o la cessazione dell'esercizio di diritti soggettivi e che determina il differimento dell'esecuzione dell'obbligazione civile.

Le disposizioni relative si trovano negli articoli 1022-1025 del codice civile o negli articoli 101-104 del codice di procedura civile.

Conformemente a tali disposizioni esistono due tipi di termini. I termini sospensivi posticipano l'inizio dell'esercizio di diritti soggettivi e l'esecuzione delle relative obbligazioni, mentre i termini finali prorogano l'estinzione di un diritto soggettivo e dell'esecuzione della relativa obbligazione.

Il principio dominante degli effetti dei termini è che il termine riguarda solo l'esecuzione di un atto, non la sua esistenza.

I diversi tipi di termini applicabili nel processo civile sono classificati come termini legali, giudiziali o convenzionali, indipendentemente dal fatto che essi siano termini processuali, termini di prescrizione, o scadenze per eseguire determinati atti. I termini legali sono definiti in modo specifico dalla legge. Sono in linea di principio fissi e quindi non possono essere prorogati o abbreviati dal giudice o dalle parti processuali. I termini giudiziari sono fissati dal giudice durante il processo, ad esempio il termine di comparizione delle parti dinanzi al giudice, di audizione del testimone, di assunzione delle prove, ad esempio documenti scritti, perizie, ecc. I termini convenzionali possono essere stabiliti dalle parti nel corso del processo (ad esempio il termine previsto dall'articolo 341, comma 2 del codice di procedura civile, in materia di arbitrato).

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Da un punto di vista puramente processuale il termine processuale di scadenza è definito ampiamente come il periodo di tempo in cui devono essere compiute determinate fasi processuali o, al contrario, il periodo in cui è vietato eseguire determinati atti processuali.

I termini processuali sono imperativi o proibitivi. I termini processuali imperativi sono termini entro i quali deve essere posta in essere una determinata azione processuale (ad esempio periodi entro i quali deve essere presentata una determinata domanda, come un appello iniziale o un ricorso ecc.) mentre i termini proibitivi prevengono l'effettuazione di determinate azioni processuali.

Un altro criterio di classificazione è relativo alle sanzioni applicabili per il mancato rispetto dei termini e in tali casi i termini sono assoluti o relativi. Il mancato rispetto di un termine assoluto limita in definitiva la validità degli atti processuali, mentre il mancato rispetto di un termine relativo (termine per il deposito della sentenza, termine per la redazione della sentenza, ecc.) può non comportare l'invalidità dell'atto processuale, ma conseguenze disciplinari o finanziarie per il responsabile.

Infine, in funzione della loro durata, i termini possono essere espressi in ore, giorni, settimane, mesi e anni come indicato all'articolo 101 del codice di procedura civile. Inoltre esistono circostanze particolari in cui la legge non prevede espressamente un termine specifico (minuti, ore, giorni ecc.) facendo invece riferimento a un momento determinato entro il quale può essere posto in essere un atto processuale (ad esempio l'esecuzione può essere impugnata fino all'ultima decisione in materia di esecuzione) o indicando che l'atto processuale deve essere adottato "senza ritardo" o "immediatamente" o "in via d'urgenza" come previsto dagli articoli 383, 448 e 579 del codice di procedura civile.

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2. Elenco dei giorni considerati giorni festivi conformemente al regolamento (CEE, Euratom) n. 1182/71 del 3 giugno 1971

Secondo la legislazione rumena i giorni festivi comprendono tutti i sabati e le domeniche, i giorni di festa nazionale (festa nazionale della Romania – 1° dicembre, festa del lavoro 1° maggio) oltre alle principali feste religiose (Natale 25 dicembre, Santo Stefano 26 dicembre, Pasqua, due giorni in funzione del calendario ortodosso, Capodanno 2 giorni il 1° e 2 gennaio).

3. Quali sono le norme generali applicabili ai termini per i diversi procedimenti civili?

Si prega di fare riferimento alla legislazione applicabile

Le norme relative ai termini sono quelle di cui agli articoli 101-104 del codice di procedura civile:

Articolo 101.

  1. I termini devono essere espressi in giorni pieni, senza calcolare il giorno in cui il termine inizia a decorrere e il giorno della sua scadenza.
  2. I termini espressi in ore decorrono dalla mezzanotte del giorno seguente.
  3. I termini espressi in anni, mesi o settimane scadono il giorno dell'anno, del mese o della settimana corrispondente al giorno di inizio.
  4. Un termine che inizia a decorrere il 29°, 30° o 31° giorno di un mese e scade in un mese con meno giorni si considera in scadenza l'ultimo giorno del mese in questione.
  5. Un termine che scade in un giorno festivo, o in un giorno non lavorativo è prorogato fino alla fine del successivo giorno lavorativo.

Art. 102.

  1. I termini iniziano alla data in cui l'atto processuale è notificato, fatta salva diversa previsione legislativa.
  2. Per la parte che ha richiesto la notifica dell'atto i termini decorrono dalla data della richiesta.

Articolo 103.

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  1. La mancata presentazione del ricorso o il mancato esperimento di un'azione processuale entro i termini previsti dalla legge comporta la decadenza tranne il caso in cui la legge preveda diversamente o la parte provi che il ritardo è dovuto a circostanze imprevedibili.
  2. Nell'ultima ipotesi l'azione processuale deve essere esperita entro 15 giorni dalla data in cui l'impedimento è stato rimosso; entro la stessa data deve essere giustificata la causa dell'impedimento.

Articolo 104. Per i documenti processuali inviati al tribunale mediante posta si presume che il termine sia stato rispettato se essi sono stati spediti con raccomandata prima della scadenza del termine.

4. Quando un atto o una formalità devono essere ufficialmente compiuti entro una determinata scadenza, come si determina il momento iniziale dal quale si fa decorrere il periodo ("terminus a quo") – di tale atto o formalità?

(Per esempio: la data dell'atto, o dell'evento, o della decisione, o la data della notifica e/o della comunicazione da cui essa decorre).

Ogni periodo ha un momento iniziale e un momento finale separati dalla durata.

Per quanto attiene al momento iniziale l'art. 102, comma 1 del codice di procedura civile stabilisce che i termini iniziano a decorrere dal momento in cui gli atti processuali sono notificati, salvo diversa previsione di legge.

Esistono inoltre casi in cui l'atto che costituisce il momento iniziale di decorso del termine può essere sostituito da altri atti equivalenti. Così il secondo comma dell'articolo 102 dispone che i termini decorrono in linea generale per la parte che ha richiesto la notifica, dalla data in cui tale richiesta è stata fatta in modo specifico ed esplicito. Inoltre, ai sensi del secondo e terzo comma dell'articolo 284 e dell'articolo 301 del codice di procedura civile, i termini per l'appello o per il ricorso decorrono anche se la decisione è stata notificata contemporaneamente all'ordinanza di esecuzione. Se una parte presenta un appello o un ricorso prima della notifica della decisione, la decisione si considera comunicata alla parte alla data della domanda di appello o di ricorso. Pertanto la data della notifica che determina l'inizio del periodo è sostituita in tal caso da altri atti che costituiscono il momento iniziale del termine (ad esempio, una richiesta di notifica dell'atto dalla parte opponente, la presentazione di un appello o di un ricorso o la notifica della sentenza esecutiva).

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In deroga alla norma generale di cui al primo comma dell'articolo 102 del codice di procedura civile esistono anche casi in cui i termini decorrono in un momento diverso dalla data di notifica, in particolare al momento del deposito della sentenza (ultimo comma dell'articolo 22, dell'articolo 252 e dell'articolo 281 del codice di procedura civile), al momento di ammissione delle prove (articolo 170 o articolo 186 del codice di procedura civile), al momento di pubblicazione di determinati atti (articolo 507 del codice di procedura civile).

Il momento in cui il termine si perfeziona, è definito come il momento in cui il termine ha effetto nel senso che l'atto per il quale il termine era stato fissato non può più essere eseguito (come nel caso di termini perentori) o, al contrario, come il momento in cui può essere esercitato il diritto di effettuare determinati adempimenti processuali (come nel caso di termini proibitivi).

4.1. La modalità di trasmissione o di notificazione dei documenti (notifica brevi manu da parte di un ufficiale giudiziario o notifica a mezzo posta) può modificare il momento iniziale di decorrenza di un termine?

Di regola il termine decorre con continuità tra il momento iniziale e il momento finale e non può essere interrotto o sospeso. Come nel caso della prescrizione la legge processuale civile non dispone di un sistema generale per l'interruzione dei termini processuali, ma conformemente alla teoria generale e alla giurisprudenza per tutti i termini processuali entro i quali deve essere adottato un atto processuale come disposto dall'articolo 103 del codice di procedura civile, ogni fatto che vada al di là del controllo delle parti costituisce un motivo di interruzione del termine. Altri casi particolari di interruzione esistono, ad esempio, nel caso di interruzione del termine per proporre appello-articoli 285-286 del codice di procedura civile) o di termini (articolo 249 del codice di procedura civile). Allo stesso tempo la legge dispone che i termini procedurali/legali possono essere sospesi (in caso di termini di cui all'articolo 250 del codice di procedura civile). In tutti i casi di interruzione il nuovo termine inizia a decorrere indipendentemente dal tempo trascorso prima dell'interruzione. Se il termine è stato interrotto ai sensi dell'articolo 103, 1° comma del codice di procedura civile, una volta rimosso l'impedimento, inizia a decorrere un nuovo termine fissato in 15 giorni, indipendentemente dalla durata dell'interruzione. In caso di sospensione, il termine inizia a decorrere nuovamente dal momento in cui è stato interrotto e nel termine si computa il periodo trascorso prima della sospensione.

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In conclusione, ai sensi dell'articolo 104 del codice di procedura civile, nei casi in cui documenti siano stati spediti per posta o mediante ufficiale giudiziario, al giudice o dal giudice, si suppone che il termine sia stato osservato se essi sono stati spediti mediante lettera raccomandata prima della scadenza del termine. In tal modo, come regola generale, il momento iniziale di un termine non può essere pregiudicato o modificato dal modo in cui documenti sono spediti o modificati (consegnati da un ufficiale giudiziario o notificati tramite posta), tuttavia in circostanze eccezionali questa procedura può essere influenzata da circostanze esterne al di fuori controllo delle parti e in tali casi si applicano le norme contenute nel paragrafo summenzionato.

5. Da quando inizia a decorrere il termine?

5.1. Quando il termine è espresso in giorni, la decorrenza si calcola dalla data effettiva dell'atto, dell'evento, della decisione o della data di notificazione e/o di avviso?

Ai sensi del primo comma dell'articolo 101 del codice di procedura civile i termini espressi in giorni sono calcolati secondo un sistema speciale, precisamente sulla base di giorni pieni escludendo il primo giorno del periodo - dies a quo e l'ultimo giorno - dies ad quem; le norme fissano il momento iniziale analogamente a quanto stabilito al punto 4.

[Il momento iniziale di decorrenza di un termine dipende in qualche modo dalla ricevuta o dalla conoscenza dell'azione da parte del ricevente? In caso affermativo, indicare in che misura.]

I periodi espressi in giorni sono sempre calcolati in giorni pieni, ma il documento/l'atto può essere consegnato soltanto durante l'orario di apertura del tribunale al pubblico. Per evitare questo problema il documento processuale può essere spedito via posta, con la menzione dell'agente dell'ufficio postale, della data e del metodo con il quale documento è stato trasmesso al destinatario.

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5.2. Quando un termine è espresso in giorni, il numero di giorni indicato comprende i giorni di calendario o soltanto i giorni lavorativi?

Ad esempio, se una persona deve esperire un'azione o se ad essa è notificato un documento il lunedì 4 aprile 2005 e deve rispondere entro 14 giorni dalla notifica, la risposta deve pervenire prima di:

  1. lunedì, 18 aprile (giorni di calendario) o
  2. venerdì, 22 aprile (giorni lavorativi)?

La risposta corretta è quella secondo la quale la persona in questione deve rispondere entro il 18 aprile.

5.3. Se il termine è espresso in mesi o in anni?

Ai sensi dei commi 3-5 dell'articolo 101 del codice di procedura civile, i periodi espressi in anni, mesi o settimane terminano alla fine del giorno dell'anno, del mese o della settimana corrispondente al giorno iniziale del periodo.

Un termine che inizia a decorrere il 29°, 30° o 31° giorno di un mese e scade in un mese con meno giorni si considera in scadenza l'ultimo giorno del mese in questione.

Un termine che scade in un giorno festivo o in un giorno non lavorativo è prorogato fino alla fine del successivo giorno lavorativo.

5.4. Quando scadono tali termini?

I termini espressi in settimane, mesi e anni terminano il giorno della settimana, del mese, o dell'anno corrispondente al giorno d'inizio. Ai sensi del comma quattro dell'articolo 101 del codice di procedura civile, un termine che decorre il giorno 29, 30, o 31 di un mese e scade in un mese più breve si reputa scaduto decorso l'ultimo giorno del mese in questione. Indipendentemente dal modo in cui i termini sono fissati, un termine che scade in un giorno festivo o in un giorno non lavorativo è prorogato alla fine del successivo giorno lavorativo. Pertanto in tale caso nel periodo si computano anche i giorni festivi.

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Esistono momenti iniziali di decorrenza di un termine che si applicano in casi eccezionali o particolari in alcune procedimenti civili?

Sì, esistono momenti iniziali di decorrenza di un termine che non sono influenzati dalla data della notifica del documento, ma da ben precisi momenti anteriori, sia in procedura civile che in diritto civile.

6. Se il termine cade di sabato, di domenica, in un giorno festivo o in un giorno non lavorativo, - è prorogato fino al primo giorno lavorativo seguente? Tale estensione è applicabile anche se il momento iniziale di decorrenza del termine corrisponde ad un evento futuro?

Indipendentemente dal modo in cui i termini sono fissati, un termine che scade in un giorno festivo o in un giorno non lavorativo è prorogato alla fine del successivo giorno lavorativo. Pertanto in tale caso si computano anche i giorni festivi.

7. Quando l’azione è promossa dinanzi ad una giurisdizione la cui sede si trova sul territorio continentale dello Stato membro (per gli Stati che hanno entità territoriali separate dalla metropoli o entità geograficamente separate 1), i termini sono prolungati per le persone che vivono/risiedono in una di dette entità o per quelle che vivono/risiedono all'estero? In caso affermativo, in che misura?

8. Per contro, quando l’azione è promossa dinanzi ad una giurisdizione la cui sede si trova in una di tali entità territoriali separate, sul piano geografico, dal continente, i termini sono prolungati per le persone che non vivono/non risiedono in tali entità o per le entità o per le persone che vivono/risiedono all'estero?

9. Esistono termini particolari per i ricorsi in alcune materie civili?

Sì, esistono termini particolari per i ricorsi in alcune materie civili, ad esempio nel caso di controversie in materia di lavoro, per le quali si assiste a una riduzione dei termini processuali e di appello, o nel caso di procedimenti giudiziari ai sensi della legge n. 248/2005 relativa alla libertà di circolazione delle persone.

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Esistono anche termini abbreviati in determinate materie sull'attività giudiziaria di cui agli articoli 581-582 del codice di procedura civile.

10. In caso di urgenza o per altra ragione, i tribunali possono ridurre i termini di comparizione o stabilire una data di comparizione speciale? Al contrario, questi termini possono essere prolungati?

La risposta è affermativa, nel senso che in determinate circostanze eccezionali la legge consente al giudice di prorogare il termine (ad esempio articolo 103, comma 5 del codice di procedura civile in materia di ricorsi) o di ridurlo (ad esempio articolo 89, comma 1 del codice di procedura civile relativo ai termini di notifica dei mandati di comparizione. Questi periodi sono chiamati termini legali imperfetti.

11. Quando un atto destinato ad una parte residente in una località in cui beneficerebbe di un termine prorogato è notificato in un luogo in cui i residenti non beneficiano di tale proroga, l’interessato perde il beneficio di tale termine?

La materia è regolata dalle norme processuali applicabili nella "lex fori", ad esempio le norme di procedura applicate dai tribunali nella cui giurisdizione è compresa la controversia.

12. Quali sono le sanzioni in caso di inosservanza dei termini?

Come precedentemente evidenziato, l'inosservanza di un termine perentorio comporta il pregiudizio della validità degli atti processuali, se i termini relativi non sono osservati - anche nei casi in cui essi non necessariamente comportino la nullità dell'atto processuale, possono tuttavia comportare sanzioni disciplinari o finanziarie nei confronti dei soggetti responsabili (i termini per l'emanazione della sentenza, termini per la pubblicazione della sentenza, ecc.).

Il sistema di sanzioni applicabili in caso di mancata osservanza di termini processuali consiste in:

  • nullità dell'atto processuale;
  • decadenza, una volta decorso il termine dell'esecuzione dell'atto;
  • inammissibilità dell'istanza presentata al tribunale;
  • prescrizione del diritto di portare ad esecuzione l'atto;
  • sanzioni pecuniarie;
  • sanzioni disciplinari;
  • obbligo di rifare o di completare l'atto eseguito senza l'osservanza degli obblighi di legge;
  • obbligo di indennizzare la parte lesa dalla violazione degli obblighi processuali.

13. Se il termine scade, quali sono i ricorsi disponibili per le parti in contumacia?

In tal caso la sanzione è la decadenza. Ad essa il giudice può rimediare ai sensi dell'articolo 103 del codice di procedura civile; la parte interessata deve chiedere la rimessione in termini, presentando e provando le circostanze che hanno provocato l'impedimento nel rispetto del termine. Tali circostanze devono essere insormontabili e al di là del controllo delle parti.

Ulteriori informazioni

[1] Ad esempio, le isole Azzorre o Madeira per il Portogallo, i dipartimenti e i territori francesi d'oltremare per la Francia, le isole Canarie per la Spagna, eccetera.

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