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Ultimo aggiornamento: 11-05-2009
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Termini processuali - Polonia

 

INDICE

1. Quali sono i diversi tipi di termini applicabili i secondo le regole processuali in materia civile (per esempio i termini di diritto sostanziale, i termini per il compimento di attività processuali, i termini di prescrizione o di decadenza, i termini legali ecc)? 1.
2. Quali sono i giorni considerati festivi ai sensi del regolamento (CEE, Euratom) n. 1182/71 del 3 giugno 1971? 2.
3. Quali sono le regole generali applicabili in materia di termini processuali ai diversi procedimenti civili? Elencare le norme giuridiche in materia 3.
4. Quando un atto o una formalità devono essere compiuti entro la scadenza di un termine, qual è il momento iniziale dal quale il termine decorre (dies a quo) per il compimento dell'atto o della formalità? (per esempio, la data da cui inizia a decorrere il termine per l'effettuazione di un'azione, per il verificarsi di un avvenimento, per l'emissione di una decisione). 4.
a) a) Può il momento iniziale dal quale il termine decorre essere influenzato o modificato dai modi di notificazione degli atti (consegna personale mediante ufficiale giudiziario o mediante servizio postale)? a)
5. Quando comincia a decorrere il termine? 5.
a) Quando il termine è espresso in giorni, occorre tenere conto della data dell'atto, del fatto, delle decisione o della notificazione? a)
b) Quando un termine è espresso in giorni il numero di giorni va riferito ai giorni di calendario o soltanto ai giorni lavorativi? b)
c) Quando il termine è espresso in mesi o in anni? Quando scade? c)
6. Se il termine scade di sabato, domenica o in un giorno festivo o non lavorativo, il termine è prorogato fino al primo giorno successivo non festivo? Tale proroga si applica anche quando il periodo in questione decorre da un avvenimento futuro? 6.
7. Quando la domanda giudiziale viene proposta a un tribunale che ha sede nel territorio centrale dello Stato membro (che comprende anche i territori diversi dal territorio metropolitano o i territori geograficamente separati), i termini di scadenza sono prorogati per le persone che risiedono in uno di questi territori o per quelle che vivono/risiedono all'estero? In caso affermativo, in quale misura? 7.
8. Al contrario, quando la domanda giudiziale viene proposta a un tribunale che ha sede in uno di questi territori geograficamente distinti, i termini di scadenza sono prorogati per coloro che non vivono/risiedono in questi territori o per le persone che vivono/risiedono all'estero? 8.
9. Sono previsti termini particolari per determinati procedimenti civili? 9.
10. Possono i tribunali, per una emergenza o per altre cause, abbreviare i termini di comparizione o fissare una precisa data per la comparizione? Al contrario, possono tali termini essere prorogati? 10.
11. Se un atto destinato a una parte residente in un luogo dove potrebbe beneficiare di una proroga del termine viene notificato in un luogo in cui il beneficio non è previsto, la persona destinataria perde la possibilità di fruire della facilitazione? 11.
12. Quali sono le sanzioni in caso di inosservanza dei termini? 12.
13. Se il termine è scaduto, quali rimedi sono disponibili per le parti contumaci? 13.

 

1. Quali sono i diversi tipi di termini applicabili i secondo le regole processuali in materia civile (per esempio i termini di diritto sostanziale, i termini per il compimento di attività processuali, i termini di prescrizione o di decadenza, i termini legali ecc)?

Nei procedimenti giudiziari civili si distinguono i seguenti tipi di termini:

  1. per gli atti processuali delle parti:
    1. termini legali
    2. termini giudiziari
    3. termini concordati
  2. per gli atti processuali del tribunale:
    1. termini istruttori

Rientrano nei termini perentori/improrogabili: i termini legali e i termini giudiziari.

1a) I termini legali

I termini legali, intesi come termini perentori (cioè il cui mancato rispetto rende l'atto processuale non valido) sono quelli previsti dalla legge. Tali termini non possono essere né prorogati né ridotti dal tribunale. I termini legali decorrono dal momento stabilito dalla legge.

I termini legali comprendono:

  • i termini ad quem - quando l'azione deve essere effettuata entro la scadenza indicata
  • i termini post quem - quando l'azione può essere effettuata dopo il termine indicato.

Rientrano tra i termini legali i termini per la presentazione di mezzi di impugnazione, per esempio la presentazione di un appello.

1b) I termini giudiziari

S'intendono anch'essi come termini perentori, ma sono stabiliti dal tribunale o dal giudice.  I termini giudiziari possono essere prorogati o ridotti, ma solo per motivi validi e a seguito di una domanda presentata prima della scadenza dei termini, anche senza che la controparte sia stata interpellata.

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Tali termini decorrono dalla pubblicazione della decisione o del decreto in materia oppure, qualora il codice preveda ex officio la notifica, dal momento della notifica.

Nei termini giudiziari rientra il termine per ovviare all'incapacità di agire in tribunale o in un procedimento o il termine per completare un appello.

Il tribunale è tenuto d'ufficio a vigilare sul rispetto dei termini legali e giudiziari.

1c) I termini concordati

Sono i termini concordati tra le parti del procedimento nell'accordo per riprendere un procedimento sospeso su loro richiesta.

2. I termini istruttori

Sono i termini per le azioni del tribunale finalizzate ad assicurare il corretto funzionamento degli organi giudiziari nei procedimenti civili. Il loro mancato rispetto da parte del tribunale non conferisce alle parti il diritto di contestare l'azione del tribunale.

Nel codice di procedura civile polacco i termini processuali legali previsti per la presentazione dei mezzi di impugnazione dipendono dal tipo di decisione del tribunale (sentenza, decisione sul merito in procedimenti non contenziosi, sentenza in contumacia, ingiunzione di pagamento in un procedimento, decisione). Segnatamente, sono stati previsti i seguenti termini legali:

  • sentenza o decisione sul merito in un procedimento non contenzioso (articolo 328 e articolo 369 del codice di procedura civile):

La motivazione di una sentenza viene redatta su richiesta della parte, presentata entro una settimana a decorrere dalla pubblicazione della sentenza, e, nel caso in cui una parte non era rappresentata da un avvocato, un consulente legale o un mediatore autorizzato ed era assente, in quanto detenuta in carcere, quando è stata pronunciata la sentenza, a partire dalla data di notifica della sentenza.

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Le misure di impugnazione devono essere presentate entro due settimane dalla notifica alla parte della sentenza che si contesta. Se la parte non ha chiesto la motivazione della sentenza, può impugnarla entro 21 giorni dalla data di pronuncia della sentenza.

  • decisione di cui all'articolo 394, paragrafo 2 del codice di procedura civile:

Il termine per la presentazione dei ricorsi è di una settimana a decorrere dalla notifica della decisione e qualora la parte non abbia impugnato entro i termini prescritti dalla decisione notificata in sede di udienza, a decorrere dalla pubblicazione della decisione.

  • sentenza in contumacia di cui all'articolo 344 del codice di procedura civile:

Il convenuto, contro cui è stata pronunciata la sentenza in contumacia, può impugnarla entro una settimana dalla data in cui tale sentenza gli è stata notificata.

  • sentenza in contumacia di cui all'articolo 342 del codice di procedura civile:

Il tribunale deve motivare le sentenze emesse in contumacia se il caso è stato del tutto o in parte archiviato e l'attore ha chiesto tale motivazione entro una settimana dalla data in cui è gli è stata trasmessa la sentenza o se il convenuto, che non ha presentato una richiesta in tal senso, ha presentato un appello entro i termini prescritti.

  • ingiunzione di pagamento nei procedimenti di cui all'articolo 502 del codice di procedura civile:

L'ingiunzione di pagamento intima al convenuto di pagare, entro due settimane a decorrere dalla notifica dell'ingiunzione, l'intero importo dovuto, incluse le spese, o di contestare tale ingiunzione entro tale termine.

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  • ingiunzione di pagamento nei procedimenti di cui all'articolo 491 del codice di procedura civile:

Quando emette un'ingiunzione di pagamento il tribunale delibera che il convenuto paghi, entro due settimane a decorrere dalla notifica dell'ingiunzione, l'intero importo dovuto, incluse le spese, o contesti l'ingiunzione entro tale termine.

2. Quali sono i giorni considerati festivi ai sensi del regolamento (CEE, Euratom) n. 1182/71 del 3 giugno 1971?

Conformemente alla legge del 18 gennaio 1951 relativa ai giorni festivi, i giorni obbligatoriamente festivi sono i seguenti:

  • tutte le domeniche (nella giurisprudenza i sabati non sono considerati festivi per legge),
  • il 1° gennaio, Capodanno,
  • il primo giorno di Pasqua,
  • il secondo giorno di Pasqua,
  • il 1° maggio, Festa statale,
  • il 3 maggio, Festa nazionale,
  • il primo giorno di Pentecoste,
  • il giorno del Corpus Christi,
  • Ferragosto, Assunzione di Santa Maria Vergine,
  • il 1° novembre, Ognissanti,
  • l'11 novembre, Festa nazionale dell'indipendenza,
  • il 25 dicembre, Natale,
  • il 26 dicembre, Santo Stefano.

Le festività religiose mobili cadono nei seguenti giorni:

2006

2007

2008

2009

2010

Il primo giorno di Pasqua

16.04

08.04

23.03

12.04

03.04

Il secondo giorno di Pasqua

17.04

09.04

24.03

13.04

04.04

Il primo giorno di Pentecoste

04.06

27.05

11.05

31.05

23.05

Il giorno del Corpus Christi

15.06

07.06

22.05

11.06

03.06

3. Quali sono le regole generali applicabili in materia di termini processuali ai diversi procedimenti civili? Elencare le norme giuridiche in materia

Il termine finale (dies ad quem) è definito più precisamente come la scadenza del termine. Tale termine non deve essere indicato come data ma deve essere determinato sulla base di un evento che accadrà in una determinata situazione secondo quanto previsto dalle parti in causa.

I termini processuali sono stabiliti in riferimento ad unità di tempo (giorno, settimana, mese).

Conformemente all'articolo 165 del codice di procedura civile, al metodo per calcolare i termini nei procedimenti civili si applicano le disposizioni del codice civile relative ai termini nel caso in cui una legge, una decisione giudiziaria, una decisione di un'autorità di un altro Stato o un'azione legale stabilisca un termine senza specificare il metodo di computo (articolo 110 del codice civile). La consegna di un atto processuale a un ufficio postale polacco gestito da un operatore pubblico equivale alla presentazione di tale atto in tribunale. Lo stesso vale per quanto riguarda la presentazione di un atto da parte di un militare all'autorità militare, di un detenuto all'amministrazione dell'istituto di pena e di un membro dell'equipaggio di una nave al capitano di tale nave.

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  • Articolo 111 del codice civile: un termine stabilito in giorni scade al termine dell'ultimo giorno.
  • Articolo 112 del codice civile: un termine stabilito in settimane, mesi o anni scade al termine del giorno che corrisponde, per denominazione o per data, al primo giorno del termine e se non c'è stato tale giorno nell'ultimo mese, l'ultimo giorno di tale mese.
  • Articolo 113 del codice civile: se il termine è stabilito all'inizio, a metà o alla fine del mese si intende il 1°, il 15° o l'ultimo giorno del mese. Il termine di mezzo mese equivale a 15 giorni.
  • Articolo 114 del codice civile: se il termine è stabilito in mesi o anni e non è richiesta la continuità, per mese si intendono trenta giorni e per anno 365 giorni.
  • Articolo 115 del codice civile: se l'ultimo termine per l'esecuzione di un'azione scade in un giorno festivo secondo la legge, il termine scadrà il giorno successivo.

4. Quando un atto o una formalità devono essere compiuti entro la scadenza di un termine, qual è il momento iniziale dal quale il termine decorre (dies a quo) per il compimento dell'atto o della formalità? (per esempio, la data da cui inizia a decorrere il termine per l'effettuazione di un'azione, per il verificarsi di un avvenimento, per l'emissione di una decisione).

Articolo 111 del codice civile: se l'inizio del termine stabilito in giorni è un determinato avvenimento, nel computo del termine non si tiene conto del giorno in cui si verifica l'avvenimento.

a) a) Può il momento iniziale dal quale il termine decorre essere influenzato o modificato dai modi di notificazione degli atti (consegna personale mediante ufficiale giudiziario o mediante servizio postale)? 

Il tribunale può notificare gli atti in diversi modi: mediante servizio postale, tramite un ufficiale giudiziario o un procuratore e nonché mediante il servizio di notificazione del tribunale. La notifica può avvenire anche mediante la consegna diretta dell'atto nelle mani dell'interessato presso la segreteria del tribunale. Tuttavia, di norma, la notifica avviene per mezzo postale (articolo 131 del codice di procedura civile). Tutti i metodi di cui sopra sono ugualmente validi e il ricorso a uno di loro non influisce sui termini.

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Un termine si considera rispettato se l'atto processuale per il quale tale termine è stato stabilito viene ricevuto dal tribunale entro tale termine, cioè viene presentato all'ufficio competente del tribunale (fa fede il timbro con la data) oppure viene depositato ad un ufficio postale polacco.

Sulla base della giurisprudenza si ritiene che la data di presentazione di un atto procedurale al telefono è la data di consegna del telegramma, mentre, se l'atto è inviato via fax, è l'ora indicata nell'avviso di ricevimento del tribunale. Analogamente, la data di pagamento delle spese di giudizio mediante bonifico bancario effettuato da una banca estera è la data di ricevimento dell'ordine di pagamento da parte della banca nazionale corrispondente di tale banca estera. Il termine per effettuare l'azione si considera rispettato non sulla base della data della presentazione dell'atto all'estero, ma sulla base della sua trasmissione ad un ufficio postale polacco.

5. Quando comincia a decorrere il termine?

a) Quando il termine è espresso in giorni, occorre tenere conto della data dell'atto, del fatto, delle decisione o della notificazione?

Conformemente all'articolo 111 del codice di procedura civile, nel computo del termine non è compreso il giorno iniziale (dies a quo) in cui ha avuto origine l'evento a partire dal quale inizia a decorrere il termine.

Quando il termine è espresso in giorni, occorre tenere conto della data dell'atto, del fatto, delle decisione o della notificazione? In caso affermativo, in che modo ?

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Il ricevente attesta di aver ricevuto l'atto in una determinata data apponendo la propria firma. Se non vuole o non può farlo, la persona che consegna la notifica indica personalmente la data di notifica e le ragioni per cui manca la firma. La persona che notifica l'atto specifica il modo in cui esso è stato notificato sull'avviso di ricevimento, indica la data di notifica sull'atto notificato e appone la propria firma.

Si considera che la firma del ricevente confermi non solo il ricevimento dell'atto, ma anche la data dell'avvenuta notifica. La mancata conferma della data di notifica da parte del ricevente non pregiudica la validità della notifica. Deve essere considerata data di notifica la data indicata dal timbro dell'ufficio postale che effettua la consegna. La mancata firma del ricevente l'atto comporta l'obbligo per la persona che effettua la notifica di specificare le ragioni – l'impossibilità o il rifiuto di firmare (oltre ai casi di cui all'articolo 139, ciò può essere causato da incapacità di scrivere, infermità, malattia) e la data di consegna. La data di tali notifiche è, nelle situazioni di cui al paragrafo 1 e, in parte, dell'articolo 139, paragrafo 2, una data che non ha effetti giuridici. In tali casi, la mancanza della data non invalida la notifica dal momento che la data del timbro postale è un fattore determinante per stabilire la data di notifica.

La notifica ha effetto a partire dal momento in cui il destinatario riceve l'atto oppure dal momento in cui, conformemente alle disposizioni del codice, è avvenuta la notifica che ha fatto sì che il beneficiario potesse venire a conoscenza dell'atto. Ai fini della decorrenza dei termini processuali, è irrilevante se il destinatario abbia o meno letto effettivamente il contenuto dell'atto.

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b) Quando un termine è espresso in giorni il numero di giorni va riferito ai giorni di calendario o soltanto ai giorni lavorativi?

Per esempio, se una persona deve effettuare una determinata azione oppure riceve un documento lunedì 4 aprile 2005 a cui è tenuta a dare risposta entro 14 giorni dalla data di notifica, deve rispondere entro:

i) lunedì, 18 aprile (giorni di calendario);

ii) venerdì 22 aprile (giorni lavorativi)?

Quando il termine è espresso in giorni, il numero dei giorni va riferito ai giorni indicati dal calendario; tuttavia, quando il termine per effettuare l'azione scade in un giorno festivo, il termine decorre dal giorno successivo.

Pertanto, nel caso in questione, occorre rispondere entro lunedì 18 aprile. Qualora il 18 aprile fosse festivo, allora il termine scadrebbe il 19 aprile.

c) Quando il termine è espresso in mesi o in anni? Quando scade?

Si veda il punto 3: articoli 112-115 del codice civile.

Esistono momenti di inizio di decorrenza dei termini che si applicano eccezionalmente o specificamente a determinati procedimenti civili?

La decorrenza dei termini di legge è stabilita dalla legge nelle apposite disposizioni in materia. Pertanto, possono essere adottate soluzioni analoghe a quelle applicabili ai termini giudiziari per esempio per quanto riguarda la decorrenza dei termini per la presentazione di una denuncia o soluzioni completamente diverse, sulla base di altre norme, come avviene, ad esempio, nel caso del termine per il riavvio di un procedimento.

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E' prevista un'eccezione dall'articolo 169, paragrafo 4 del codice di procedura civile che stabilisce che un anno dopo la scadenza del termine non rispettato, in casi eccezionali, possa essere chiesta la rimessione in termini.

6. Se il termine scade di sabato, domenica o in un giorno festivo o non lavorativo, il termine è prorogato fino al primo giorno successivo non festivo? Tale proroga si applica anche quando il periodo in questione decorre da un avvenimento futuro?

Si veda il punto 3: articolo 115 del codice civile.

7. Quando la domanda giudiziale viene proposta a un tribunale che ha sede nel territorio centrale dello Stato membro (che comprende anche i territori diversi dal territorio metropolitano o i territori geograficamente separati), i termini di scadenza sono prorogati per le persone che risiedono in uno di questi territori o per quelle che vivono/risiedono all'estero? In caso affermativo, in quale misura? 

Non applicabile.

8. Al contrario, quando la domanda giudiziale viene proposta a un tribunale che ha sede in uno di questi territori geograficamente distinti, i termini di scadenza sono prorogati per coloro che non vivono/risiedono in questi territori o per le persone che vivono/risiedono all'estero? 

Non applicabile.

9. Sono previsti termini particolari per determinati procedimenti civili?

I termini per impugnare una sentenza (o una decisione sul merito in procedimenti non contenziosi - articolo 518 del codice di procedura civile) non sono diversi. Per quanto riguarda i termini relativi alla presentazione di un appello e agli altri mezzi di impugnazione, si veda il punto 1.

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Nei procedimenti sommari e non contenziosi il termine per la presentazione di un appello per la parte che abbia rinunciato a chiedere la motivazione della sentenza decorre dal giorno in cui la sentenza è stata pronunciata.  Inoltre, in un procedimento sommario, la parte presente all'udienza in cui è stata pronunciata la sentenza può, dopo tale pronuncia, far protocollare una dichiarazione in cui rinuncia a presentare un appello. Se tutte le parti aventi diritto rinunciano al diritto di presentare un appello, la sentenza diventa definitiva (articolo 5058 e articolo 517 del codice di procedura civile).

10. Possono i tribunali, per una emergenza o per altre cause, abbreviare i termini di comparizione o fissare una precisa data per la comparizione? Al contrario, possono tali termini essere prorogati?

Il Presidente del tribunale può prorogare o abbreviare un termine giudiziario, sulla base di valide ragioni, soltanto su richiesta presentata prima della scadenza dei termini, anche senza interpellare la controparte. I giudici non possono avvalersi di tale diritto per quanto riguarda i termini legali (articolo 116 del codice di procedura civile).

11. Se un atto destinato a una parte residente in un luogo dove potrebbe beneficiare di una proroga del termine viene notificato in un luogo in cui il beneficio non è previsto, la persona destinataria perde la possibilità di fruire della facilitazione?

Non applicabile.

12. Quali sono le sanzioni in caso di inosservanza dei termini?

Conformemente all'articolo 167 del codice di procedura civile, gli atti processuali compiuti da una parte dopo la scadenza del termine non sono validi. Tale principio riguarda sia i termini legali che quelli giudiziari. Oltre alla nullità dell'atto processuale che è una conseguenza automatica della scadenza dei termini, il fatto che i termini siano scaduti può comportare una serie di altre conseguenze.

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13. Se il termine è scaduto, quali rimedi sono disponibili per le parti contumaci?

In caso di termini scaduti, la parte può chiedere la rimessione in termini o presentare un reclamo al fine della riapertura del procedimento.

Rimessione in termini (articoli 167-172 del codice di procedura civile):

Conformemente all'articolo 167 del codice di procedura civile, se la parte non ha compiuto un atto processuale per motivi indipendenti dalla sua volontà, può chiedere al tribunale una rimessione in termini. Tuttavia, tale rimessione non è ammissibile se il mancato rispetto del termine non comporta degli effetti processuali negativi per la parte. La domanda di rimessione deve essere presentata al tribunale in cui l'atto doveva essere compiuto entro una settimana dal momento in cui cessano di sussistere i motivi che hanno determinato il mancato rispetto dei termini. Nella domanda occorre precisare le circostanze che giustificano la domanda. Contemporaneamente alla domanda, la parte deve compiere l'atto processuale. Una volta trascorso un anno dal termine che non è stato rispettato, la sua rimessione è ammissibile solo in casi eccezionali (articoli 168-169 del codice di procedura civile). Tuttavia, non sono ammissibili domande di rimessione in termini nel caso di sentenze relative ad un annullamento di matrimonio o ad un divorzio oppure di una sentenza che abbia dichiarato l'inesistenza di un matrimonio, se almeno una delle parti ha contratto un nuovo matrimonio dopo che la sentenza è passata in giudicato (articolo 170 del codice di procedura civile). La presentazione di una domanda di rimessione in termini non interrompe i procedimenti relativi al caso né l'esecuzione della sentenza. Tuttavia, il tribunale può, tenuto conto delle circostanze, interrompere il procedimento o l'esecuzione della sentenza. In caso di accettazione della domanda, il tribunale può procedere immediatamente all'esame del caso (articolo 172 del codice di procedura civile).

Riapertura del procedimento:

Nei casi previsti dagli articoli 399-416 del codice di procedura civile, può essere chiesta la riapertura del procedimento che si è concluso con una sentenza definitiva. La domanda di riapertura deve essere presentata entro il termine di 3 mesi; tale termine decorre dal giorno in cui la parte è venuta a conoscenza di motivi per la riapertura del procedimento e, qualora il motivo della riapertura sia l'incapacità di agire o la mancanza di un adeguato rappresentante, dal giorno in cui la parte o il suo rappresentante autorizzato siano venuti a conoscenza della sentenza.

Trascorsi 5 anni dal momento in cui una sentenza è passata in giudicato, non può essere chiesta la riapertura del procedimento tranne che nel caso in cui la parte era incapace di agire o non adeguatamente rappresentata.

Tuttavia, non sono ammissibili domande di riapertura del procedimento nel caso di sentenze relative ad un annullamento di matrimonio o ad un divorzio oppure di una sentenza che abbia dichiarato l'inesistenza di un matrimonio, se almeno una delle parti ha contratto un nuovo matrimonio dopo che la sentenza è passata in giudicato.

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