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Ultimo aggiornamento: 29-10-2007
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Termini processuali - Grecia

 

INDICE

1. Diversi tipi di termini sono applicabili ai sensi delle diverse norme di procedura civile 1.
2. Elenco dei giorni considerati giorni festivi conformemente al regolamento (CEE, Euratom) n. 1182/71, del 3 giugno 1971 2.
3. Quali sono le norme generali applicabili ai termini per le diverse procedure civili? 3.
4. Quando un atto o una formalità devono essere ufficialmente compiuti entro una determinata scadenza, come si determina il momento iniziale dal quale si fa decorrere il periodo (“terminus a quo”) di tale atto o formalità? 4.
4.a) La modalità di trasmissione o di notificazione dei documenti (notifica brevi manu da parte di un usciere o notifica a mezzo posta) può incidere o modificare il momento iniziale dal quale decorre un termine? 4.a)
5. Da quando il termine inizia a decorrere: 5.
5.a) Quando il termine è espresso in giorni, la decorrenza si calcola dalla data effettiva dell’atto, dell’evento, della decisione o della data di notificazione e/o di avviso? 5.a)
5.b) Quando un termine è espresso in giorni, il numero di giorni indicato comprende i giorni di calendario o soltanto i giorni lavorativi? 5.b)
5.c) Se il termine è espresso in mesi o in anni? 5.c)
5.d) Quando scadono questi termini? 5.d)
6. Se il termine cade di sabato, domenica, un giorno festivo o un giorno non lavorativo, è prolungato fino al primo giorno lavorativo seguente? Tale estensione è applicabile anche se il momento iniziale di decorrenza del termine corrisponde a un evento futuro? 6.
7. Quando l’azione è promossa dinanzi a una giurisdizione la cui sede si trova sul territorio continentale dello Stato membro (per gli Stati che hanno entità territoriali separate dalla metropoli o entità geograficamente separate1), i termini sono prorogati per le persone che vivono/risiedono in una di dette entità o per quelle che vivono/risiedono all’estero? In caso affermativo, in che misura? 7.
8. Per contro, quando l’azione è promossa dinanzi a una giurisdizione la cui sede si trova in una di tali entità territoriali separate, sul piano geografico, dal continente, i termini sono prolungati per le persone che non vivono/non risiedono in tali entità o per le entità o per le persone che vivono/risiedono all’estero? 8.
9. Esistono termini particolari per i ricorsi in alcune materie civili? 9.
10. In caso di urgenza o per altra ragione, i tribunali possono ridurre i termini di comparizione o stabilire una data di comparizione speciale? Al contrario, questi termini possono essere prolungati? 10.
11. Quando un atto destinato a una parte residente in una località in cui beneficerebbe di un termine prorogato è notificato in un luogo in cui i residenti non beneficiano di tale proroga, l’interessato perde il beneficio di tale termine? 11.
12. Quali sono le sanzioni in caso di inosservanza dei termini? 12.
13. Se il termine scade, quali sono i ricorsi disponibili per le parti in contumacia? 13.

 

1. Diversi tipi di termini sono applicabili ai sensi delle diverse norme di procedura civile

Per “termini” si intendono i limiti di tempo entro cui è necessario compiere un atto giuridico o entro cui l'atto giuridico dev'essere ricevuto perché la causa venga giudicata o perché possa compiersi un atto processuale. Lo scopo di stabilire dei termini è quello di accelerare l'amministrazione della giustizia e di tutelare il diritto ad avere un processo. I termini processuali sono scadenze che producono conseguenze processuali a seconda che vengano rispettati o meno. Si distinguono due tipi principali di termini: 1) i termini per l'AZIONE sono scadenze entro cui è necessario compiere un atto processuale, come il termine di legge previsto per presentare appello (cfr. l'articolo 318, comma 1, del codice di procedura civile) e 2) i termini DI EFFICACIA sono i termini a partire dai quali l'atto processuale deve produrre effetti. Questi termini, come il termine utile per poter citare in giudizio il convenuto (articolo 228 del codice di procedura civile), sono previsti solitamente per favorire il convenuto, in modo da concedere a quest'ultimo il tempo necessario per prepararsi. La distinzione è importante, perché i termini per l'azione possono essere posticipati di comune accordo tra le parti, mentre i termini di efficacia non possono essere rinviati. Se il termine per l'azione scade di giorno festivo, la scadenza è posticipata al primo giorno feriale seguente, mentre i termini di efficacia scadono il giorno finale, anche se si tratta di un giorno non lavorativo o festivo. Di seguito è riportato un elenco dei più importanti termini processuali previsti dal codice di procedura civile:

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  1. Termine per citare le parti una volta che il procedimento è stato avviato: sessanta (60) giorni prima dell'udienza, a meno che la parte citata non risieda all'estero o sia irreperibile, nel qual caso il termine è di novanta (90) giorni prima dell'udienza (cfr. l'articolo 228 del codice di procedura civile).
  2. Termine per la richiesta di annullamento di una sentenza contumaciale: quindici (15) giorni prima della notificazione della sentenza alle parti giudicate in contumacia residenti in Grecia. Se la parte giudicata in contumacia vive all'estero o è irreperibile, il termine ultimo è di sessanta (60) giorni prima della comunicazione della sentenza (cfr. l'articolo 503 del codice di procedura civile).
  3. Termine per presentare appello: trenta (30) giorni dalla notificazione della sentenza definitiva se l'appellante risiede in Grecia. Se l'appellante vive all'estero o è irreperibile, il termine è di sessanta (60) giorni dalla notificazione della sentenza definitiva. Se la sentenza definitiva non viene notificata, il termine ultimo per l'appello è di tre (3) anni dalla pubblicazione della sentenza (cfr. l'articolo 518 del codice di procedura civile).
  4. Termine per il riesame della causa: sessanta (60) giorni se l'appellante è residente in Grecia. Se l'appellante vive all'estero o è irreperibile, il termine ultimo è di centoventi (120) giorni (cfr. l'articolo 545 del codice di procedura civile).
  5. Termine per presentare un ricorso in Cassazione: trenta (30) giorni dalla notificazione della sentenza se il ricorrente è residente in Grecia. Se il ricorrente vive all'estero o è irreperibile, il termine è di novanta (90) giorni dalla notificazione della sentenza. Se la sentenza definitiva non viene notificata, il termine ultimo per fare appello in Cassazione è di tre (3) anni dalla pubblicazione della sentenza (cfr. l'articolo 564 del codice di procedura civile).

I termini processuali sono definiti nel codice di procedura civile e in altre procedure, quali le procedure relative alle cause tra coniugi (scioglimento del matrimonio, annullamento, ecc.), alle comunicazioni di fallimento, alle istanze di annullamento delle notifiche di fallimento in contumacia (cfr. l'articolo 632 del codice di procedura civile), alle vertenze sulle retribuzioni, alle controversie in materia di lavoro, alle ingiunzioni, all'esecuzione forzata e alle istanze di annullamento di esecuzioni forzate in contumacia.

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2. Elenco dei giorni considerati giorni festivi conformemente al regolamento (CEE, Euratom) n. 1182/71, del 3 giugno 1971

I giorni non lavorativi in Grecia sono elencati dalla legge 1157/1981, anche se si tratta di un elenco non esaustivo. Il criterio perché un giorno sia considerato non lavorativo è che, in generale, in quel giorno non vengono concluse operazioni commerciali; per talune professioni o taluni servizi specifici, pertanto, i giorni non lavorativi non sono rilevanti. Le festività possono essere nazionali, religiose o di altro genere, ed essere di natura locale o provvisoria. I giorni festivi sono giorni non lavorativi per gli enti statali. Sono considerati giorni festivi i seguenti: 25 marzo (festa nazionale), 28 ottobre (festa nazionale), 1° gennaio, Epifania (6 gennaio), Venerdì Santo, Sabato Santo, 1° maggio, 15 agosto, Natale e Santo Stefano (26 dicembre), Lunedì di Pentecoste, Lunedì delle Ceneri, Lunedì dell’Angelo e tutte le domeniche.

3. Quali sono le norme generali applicabili ai termini per le diverse procedure civili?

Gli articoli dal 144 al 151 del codice di procedura civile fanno riferimento ai termini processuali. A seconda dell’origine del termine, si distingue tra termini di legge (ossia i termini definiti dalla legge, come i termini per promuovere un’azione legale), termini giudiziari (vale a dire i termini stabiliti dal giudice adito, come il termine concesso alle parti per riferire personalmente, cfr. l’articolo 245 del codice di procedura civile), termini per il rinvio (i termini, cioè, che causano il rinvio dell’udienza come sanzione per il mancato rispetto) e i termini obbligatori (termini che determinano la decadenza da un diritto come sanzione per il mancato rispetto). L’inizio e la fine dei termini sono discussi in appresso. Un termine è sospeso se una delle parti decede prima della sua scadenza. Se il termine sospeso è iniziato con la notificazione di un documento, il nuovo termine comincia con la comunicazione dello stesso documento agli eredi legittimi del defunto. Se il termine è iniziato a partire da qualche altro evento, il nuovo termine decorre dal giorno della comunicazione di una dichiarazione in tal senso alle persone summenzionate. Se un procedimento è rinviato prima della scadenza di un termine, il termine viene sospeso e il nuovo termine inizia a decorrere dal giorno in cui il procedimento riprende. Ai fini dei termini per l’azione di cui all’articolo 147, comma 7, del codice di procedura civile (che comprende i termini per promuovere un’azione legale e le scadenze per le istanze di annullamento di una sentenza contumaciale) non viene considerato il periodo compreso tra il 1° e il 31 agosto.

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La legge permette di prorogare i termini sia con accordo delle parti sia con il consenso del giudice. I termini di legge e giudiziari possono essere prorogati, sempre che ciò non pregiudichi i diritti di terzi. Il giudice non è vincolato ai contenuti di un’istanza di proroga e può accoglierla in parte o rigettarla, in base alla sua valutazione delle circostanze del caso. In altre parole, le parti devono citare e presentare i motivi che giustificano la proroga dei termini. Infine, i termini possono essere ridotti con accordo delle parti e con decisione giudiziale. Tutti i termini di legge possono essere ridotti, a eccezione dei termini previsti per proporre un’azione legale.

4. Quando un atto o una formalità devono essere ufficialmente compiuti entro una determinata scadenza, come si determina il momento iniziale dal quale si fa decorrere il periodo (“terminus a quo”) di tale atto o formalità?

Il periodo si fa decorrere dopo che si è verificato l’evento iniziale (a momento ad momentum). I termini in genere scadono alle ore 19.00 dell’ultimo giorno utile. Se l’ultimo giorno utile è festivo, i termini scadono il giorno seguente. Si ha una proroga dei termini anche quando il giorno finale è un sabato. Se il secondo giorno seguente alla scadenza è anch’esso festivo, il termine scade il primo giorno seguente non festivo. Lo scopo di far decorrere il periodo il giorno seguente è quello di evitare di perdere un giorno in cui l’evento iniziale (in genere, la notificazione) si verifica poco prima delle ore 19.00. Non importa se il giorno seguente (ossia il giorno in cui si fa decorrere il termine) è un giorno non lavorativo, né ha rilevanza se, nel corso del periodo, si alternano giorni non lavorativi, se non altrimenti previsto dalla legge (cfr. l’articolo 632 del codice di procedura civile sulle istanze di annullamento di comunicazioni di fallimento in contumacia).

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4.a) La modalità di trasmissione o di notificazione dei documenti (notifica brevi manu da parte di un usciere o notifica a mezzo posta) può incidere o modificare il momento iniziale dal quale decorre un termine?

Non esiste una disposizione del codice di procedura civile sulla proroga o la riduzione dei termini nel caso in cui i documenti siano trasmessi o inviati via posta o tramite un’altra forma di servizio di trasporto.

5. Da quando il termine inizia a decorrere:

5.a) Quando il termine è espresso in giorni, la decorrenza si calcola dalla data effettiva dell’atto, dell’evento, della decisione o della data di notificazione e/o di avviso?
[Il momento iniziale di un termine dipende in qualche modo dalla ricezione o dalla conoscenza dell'azione da parte del destinatario. In caso affermativo, come?]

Il giorno in cui si verifica l'evento iniziale può essere calcolato soltanto se esplicitamente consentito dalla legge o in una decisione giudiziaria o in un contratto. Ciò non vale per la disposizione in base alla quale la decorrenza si calcola dal momento della notificazione. Per questo motivo, i termini importanti per presentare appello, per ricorrere in Cassazione o per presentare un'istanza di annullamento di una sentenza contumaciale decorrono dal giorno successivo alla notificazione o alla pubblicazione della sentenza. Laddove, tuttavia, si stabilisca che il periodo decorra a partire da un giorno specifico, quel giorno dev'essere contato. Se il momento iniziale del termine è la comunicazione, la conoscenza dei contenuti dell'atto da notificare acquisita con altri mezzi non è determinante ai fini del calcolo della decorrenza (cfr. supra - risposta 4).

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5.b) Quando un termine è espresso in giorni, il numero di giorni indicato comprende i giorni di calendario o soltanto i giorni lavorativi?

Nella maggior parte dei casi, come si è detto, è irrilevante che il periodo di decorrenza comprenda giorni non lavorativi. I giorni lavorativi si calcolano soltanto se ciò sia espressamente previsto (per esempio, nel caso dei termini di presentazione di un’istanza di annullamento di una comunicazione di fallimento in contumacia, che solitamente scadono il lunedì, 18 aprile [sic]).

5.c) Se il termine è espresso in mesi o in anni?

Ancora una volta, se il termine è espresso in mesi o anni, il fatto che comprenda giorni non lavorativi è irrilevante.

5.d) Quando scadono questi termini?
[Esistono momenti iniziali di decorrenza di un termine che si applicano in casi eccezionali o particolari in alcune procedure civili?]

Poiché, di norma, i termini definiti per legge o dal giudice decorrono dal giorno successivo al momento iniziale, la scadenza finale è fissata in base al giorno successivo al momento iniziale.

Se il termine è espresso in anni, esso scade al termine dello stesso giorno nell'anno finale. Per esempio, se una sentenza è pubblicata l'8 maggio 2000, il periodo triennale utile per fare appello scade il 9 maggio 2003 (per cui è irrilevante, ai fini del calcolo del termine, se un anno è bisestile).

Se il termine è espresso in mesi, esso scade al termine dello stesso giorno del giorno iniziale nell'ultimo mese. Se questo giorno non esiste, il termine scade l'ultimo giorno del mese (per cui è irrilevante il numero di giorni che compongono ciascun mese).

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Metà anno corrisponde a sei (6) mesi e metà mese corrisponde a quindici (15) giorni.

Se il termine è espresso in ore, i giorni festivi compresi nel periodo di decorrenza non vengono contati. L'ultima ora si calcola facendo riferimento al momento iniziale, e corrisponde alla prima ora successiva al momento iniziale. Per esempio, se un'attestazione ufficiale è stata fissata alle 10.00, le citazioni si considereranno valide se notificate alle ore 9.40.

6. Se il termine cade di sabato, domenica, un giorno festivo o un giorno non lavorativo, è prolungato fino al primo giorno lavorativo seguente? Tale estensione è applicabile anche se il momento iniziale di decorrenza del termine corrisponde a un evento futuro?

Se il termine scade un giorno festivo o di sabato, esso è prorogato fino al primo giorno lavorativo seguente, anche se il momento iniziale di decorrenza del termine corrisponde a un evento futuro.

7. Quando l’azione è promossa dinanzi a una giurisdizione la cui sede si trova sul territorio continentale dello Stato membro (per gli Stati che hanno entità territoriali separate dalla metropoli o entità geograficamente separate1), i termini sono prorogati per le persone che vivono/risiedono in una di dette entità o per quelle che vivono/risiedono all’estero? In caso affermativo, in che misura?

Il codice di procedura civile non contiene disposizioni relative alla proroga dei termini per le persone che risiedono in zone remote o in aree geografiche separate dalla Grecia. Se, tuttavia, la parte vive all’estero o è irreperibile, il codice di procedura civile prevede un termine più lungo, che varia a seconda della procedura.

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8. Per contro, quando l’azione è promossa dinanzi a una giurisdizione la cui sede si trova in una di tali entità territoriali separate, sul piano geografico, dal continente, i termini sono prolungati per le persone che non vivono/non risiedono in tali entità o per le entità o per le persone che vivono/risiedono all’estero?

Ancora una volta, il legislatore non si pronuncia sulla proroga dei termini per motivi di distanza, indipendentemente dal fatto che la sede della giurisdizione adita sia lontana dal luogo di residenza della parte. In genere, il termine è lo stesso per tutte le parti. Tuttavia, esiste una disposizione speciale per le parti che risiedono all’estero.

9. Esistono termini particolari per i ricorsi in alcune materie civili?

I termini per i ricorsi sono disciplinati dall’articolo 518, comma 1, del codice di procedura civile. Se il ricorrente risiede in Grecia, il termine è di trenta (30) giorni; se vive all’estero o è irreperibile, è di sessanta (60) giorni. Il termine di sessanta (60) giorni non si applica alle persone che si trovano temporaneamente all’estero (in vacanza o per qualche motivo specifico per qualche giorno), ma ha una durata certa a seconda delle circostanze di lavoro o familiari.

10. In caso di urgenza o per altra ragione, i tribunali possono ridurre i termini di comparizione o stabilire una data di comparizione speciale? Al contrario, questi termini possono essere prolungati?

Il sistema giuridico greco ammette la possibilità che il diritto alla tutela giuridica comprenda la tutela giuridica sia definitiva sia provvisoria, indipendentemente dalla natura della controversia. La procedura ingiuntiva (cfr. articoli 682-738 del codice di procedura civile) regolamenta i casi in cui, per poter tener conto dell’urgenza del procedimento o al fine di scongiurare un pericolo imminente, il giudice può ordinare provvedimenti volti a garantire o mantenere un diritto o disciplinare una situazione, e successivamente modificare o rimuovere tali provvedimenti. Trattandosi di cause urgenti, il giudice è responsabile della decisione in merito al tempo e al luogo in cui l’istanza di ingiunzione verrà ascoltata e deve agire tempestivamente, senza tuttavia trascurare il diritto delle parti al contraddittorio. Il giudice può quindi scegliere i modi e i tempi delle convocazioni delle parti a sua discrezione, anche quando si tratti di persone residenti all’estero o irreperibili, e l’udienza può essere fissata anche di domenica o in un giorno festivo. A eccezione delle ingiunzioni, i termini di cui sopra si applicano ad altre procedure civili; non esistono disposizioni che ne disciplinano la proroga.

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11. Quando un atto destinato a una parte residente in una località in cui beneficerebbe di un termine prorogato è notificato in un luogo in cui i residenti non beneficiano di tale proroga, l’interessato perde il beneficio di tale termine?

Questo caso non è contemplato dall’ordinamento giuridico greco.

12. Quali sono le sanzioni in caso di inosservanza dei termini?

La non osservanza dei termini per l’azione giudiziaria non produce effetti processuali. Se un termine entro cui le parti devono intraprendere un’azione scade senza che alcuna azione sia stata intrapresa, le parti decadono dal loro diritto. Per quanto riguarda i termini di efficacia, l’esito è diverso, per esempio il procedimento può essere cancellato (cfr. articolo 271, comma 1, del codice di procedura civile).

13. Se il termine scade, quali sono i ricorsi disponibili per le parti in contumacia?

La reintegrazione dello status quo ante è un rimedio giuridico previsto dalla Costituzione, che consente a una parte che non ha potuto onorare un termine per cause di forza maggiore o per disonestà dell’altra parte di chiedere il ripristino dello status quo ante precedente la decorrenza del termine.

Tuttavia, un’istanza di reintegrazione dello status quo ante non può essere presentata se è fondata a) su una negligenza del legale o del legale rappresentante dell’istante, b) su circostanze sulle quali si è espresso il giudice durante l’esame di un’istanza di proroga del termine o di rinvio per poter garantire l’estensione e o il rinvio di cui trattasi. L’istanza deve contenere chiarimenti sui motivi che hanno determinato il mancato rispetto del termine, prove che consentano di stabilire la verità e l’atto che è stato trascurato ovvero una dichiarazione che l’atto ha già prodotto i suoi effetti. L’istanza di reintegrazione dello status quo ante dev’essere giudicata dal giudice entro trenta (30) giorni dalla data in cui l’impedimento che ha rappresentato l’evento di forza maggiore è cessato o in cui si è avuta notizia della disonestà dell’altra parte; non è possibile presentare una nuova istanza se questo termine decorre senza frutto (cfr. articoli 152-158 del codice di procedura civile).

Ulteriori informazioni

1 Per esempio: le Azzorre o Madeira per il Portogallo, i Dipartimenti e i territori d'oltremare per la Francia, le isole Canarie per la Spagna, ecc.

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