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Ultimo aggiornamento: 07-04-2009
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Termini processuali - Francia

 

INDICE

1. Indicate i vari tipi di termini applicabili secondo le regole processuali in materia civile 1.
2. Elenco dei giorni festivi stabilito conformemente al regolamento (CEE, Euratom) n. 1182/71 del 3 giugno 1971 2.
3. Quali sono le regole generali applicabili al calcolo dei termini in diritto civile e in diritto commerciale? 3.
4. Quando un atto o una formalità devono essere compiuti entro la scadenza di un termine, qual è il momento iniziale dal quale decorre il termine (dies a quo) (per esempio, la data dell’atto, del fatto, della decisione o della notificazione)? 4.
a) Può il momento dal quale il termine decorre essere influenzato o modificato dai modi di notificazione degli atti (a mezzo dell’ufficiale giudiziario o a mezzo del servizio postale)? a)
5. Da quando comincia a decorrere il termine? 5.
a) Quando il termine è espresso in giorni, occorre tenere conto della data dell’atto, del fatto, della decisione o della notificazione che lo fa decorrere? a)
b) Quando il termine è espresso in giorni, il numero dei giorni va riferito ai giorni indicati nel calendario o soltanto ai giorni lavorativi? b)
c) Che regole valgono quando il termine è indicato in mesi o anni? c)
d) Quando scadono tali termini? d)
6. Se il termine scade di sabato, domenica o in un giorno festivo o non lavorativo, il termine è prorogato fino al primo giorno feriale successivo? 6.
7. Quando l’azione è promossa dinanzi ad una giurisdizione la cui sede si trova sul territorio continentale dello Stato membro (per gli Stati che hanno entità territoriali separate dalla madrepatria o entità geograficamente separate), i termini sono prolungati per le persone che vivono/risiedono in una di dette entità o per quelle che vivono/risiedono all'estero? In caso affermativo, in che misura? 7.
8. Per contro, quando l’azione è promossa dinanzi ad una giurisdizione la cui sede si trova in una di tali entità territoriali separate, sul piano geografico, dal continente, i termini sono prolungati per le persone che non vivono/non risiedono in tali entità o per le entità o per le persone che vivono/risiedono all'estero? 8.
9. Sono previsti termini particolari per le impugnazioni in certe controversie civili o commerciali? 9.
10. Possono i giudici, per un caso d’urgenza o per altre cause, ridurre i termini di comparizione o fissare per essa una data speciale? Al contrario, possono tali termini essere allungati? 10.
11. Se un atto destinato ad una parte residente in un luogo ove potrebbe beneficiare di una proroga del termine viene notificato in un luogo i cui residenti non godono di tale beneficio, la persona destinataria perde la possibilità di fruire della facilitazione? 11.
12. Quali sono le sanzioni in caso di inosservanza dei termini? 12.
13. Se il termine è scaduto, a quali rimedi possono ricorrere le parti? 13.

 

1. Indicate i vari tipi di termini applicabili secondo le regole processuali in materia civile

Oltre ai termini processuali, esistono nel diritto francese termini di prescrizione e termini di decadenza.

Il termine di prescrizione è il periodo al termine del quale una persona può acquisire un diritto reale (si parla allora di "termine di prescrizione acquisitiva”), oppure il periodo al termine di quale il titolare di un diritto può perderlo poiché non se ne è avvalso (si tratta in questo caso del "termine di prescrizione estintiva”). Il termine di prescrizione può essere sospeso o interrotto.

Il termine di decadenza costituisce una limitazione della durata del diritto d'azione. Corrisponde alla nozione anglosassone di "limitation of action". I termini di decadenza non possono venire interrotti. Tuttavia, in applicazione dell'articolo 2244 del codice civile francese, certi atti, quali la citazione in giudizio, un decreto o una confisca interrompono questi termini.

I termini processuali sono quelli che si applicano agli atti del processo, una volta avviato. Sono fissati dalla legge o impartiti dal giudice. Contrariamente ai termini di decadenza non estinguono l'azione, e non possono venire né interrotti né sospesi.

2. Elenco dei giorni festivi stabilito conformemente al regolamento (CEE, Euratom) n. 1182/71 del 3 giugno 1971

Sono giorni festivi in virtù dei testi attualmente in vigore:

  • la domenica;
  • il 1° gennaio;
  • il lunedì di Pasqua;
  • il 1° maggio;
  • l'8 maggio;
  • l'Ascensione;
  • il lunedì di Pentecoste;
  • il 14 luglio;
  • l'Assunzione (15 agosto);
  • Ognissanti (1° novembre);
  • l'11 novembre;
  • il giorno di Natale (25 dicembre).

In certi dipartimenti e amministrazioni locali sono istituiti giorni festivi per la commemorazione dell'abolizione della schiavitù: Guadalupa (27 maggio), Guiana (10 giugno), Martinica (22 maggio), Riunione (20 dicembre), Mayotte (27 aprile).

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Nei dipartimenti di Alsazia-Mosella sono festivi il 26 dicembre e il Venerdì Santo.

3. Quali sono le regole generali applicabili al calcolo dei termini in diritto civile e in diritto commerciale?

In diritto comune, in applicazione dell'articolo 2262 del codice civile francese, il termine di prescrizione è di 30 anni. Vi sono tuttavia molte eccezioni a questo principio e in particolare per le azioni di responsabilità civile extracontrattuale, per le quali il termine di prescrizione è fissato a 10 anni a decorrere dalla manifestazione del danno o dal suo aggravamento.

Attualmente, tuttavia, è in corso una riforma della materia della prescrizione in campo civile: una proposta di legge votata dal Senato (ma non ancora dall'Assemblea Nazionale), prevede così di ridurre a 5 anni il termine di diritto comune della prescrizione estintiva.

La durata dei termini di decadenza e dei termini processuali varia a seconda delle materie e delle procedure.

4. Quando un atto o una formalità devono essere compiuti entro la scadenza di un termine, qual è il momento iniziale dal quale decorre il termine (dies a quo) (per esempio, la data dell’atto, del fatto, della decisione o della notificazione)?

Per i termini processuali, in applicazione dell'articolo 640 del nuovo codice di procedura civile francese, quando un atto o una formalità devono essere compiuti prima della scadenza di un termine, questo inizia dalla data dell'atto, del fatto, della decisione o della notificazione che lo fa decorrere.

Questa regola si applica anche per i termini di prescrizione e di decadenza con riserva di particolari disposizioni. Così, in applicazione dell'articolo 2270-1 del codice civile, le azioni di responsabilità civile extracontrattuale si prescrivono in dieci anni a decorrere dalla manifestazione del danno o dal suo aggravamento.

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a) Può il momento dal quale il termine decorre essere influenzato o modificato dai modi di notificazione degli atti (a mezzo dell’ufficiale giudiziario o a mezzo del servizio postale)?

In applicazione dell'articolo 653 del nuovo codice di procedura civile, la data della notifica, quando questa è stata effettuata da un ufficiale giudiziario, è quella del giorno in cui è fatta in mani proprie, al domicilio o alla residenza, oppure è la data in cui l'ufficiale giudiziario redige il verbale in cui descrive quanto compiuto per cercare il destinatario dell'atto.

In applicazione degli articoli 668 e 669 del nuovo codice di procedura civile, la data della notifica a mezzo postale è, per quanto riguarda chi la effettua, quella della spedizione, e, per quanto riguarda il destinatario, quella del ricevimento della lettera. La data di spedizione di una notifica per via postale è quella che figura sul timbro dell'ufficio d'emissione. La data della consegna è quella della ricevuta o della siglatura. La data di ricevimento di una notifica effettuata con lettera raccomandata con ricevuta di ritorno è quella apposta dall’amministrazione delle poste al momento della consegna della lettera al destinatario.

In deroga a queste disposizioni, l’articolo 647-1 del nuovo codice di procedura civile prevede che la data di notifica di un atto in una zona d’oltremare, in Nuova Caledonia o all’estero, sia, per quanto riguarda chi la effettua, la data di invio dell’atto da parte dell’ufficiale giudiziario o della cancelleria, oppure, in mancanza di questa, la data del ricevimento da parte dell'ufficio giudiziario competente.

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5. Da quando comincia a decorrere il termine?

a) Quando il termine è espresso in giorni, occorre tenere conto della data dell’atto, del fatto, della decisione o della notificazione che lo fa decorrere?

In applicazione dell’articolo 641 del nuovo codice di procedura civile, quando un termine è espresso in giorni, la data dell’atto, del fatto, della decisione o della notifica che lo fa decorrere non entra nel computo.

L’inizio di decorrenza del termine non varia a seconda della modalità della notifica. Tuttavia, quando l’atto non è stato consegnato in mani proprie, certe disposizioni consentono di differire il termine di decorrenza alla data di tale consegna in mani proprie o alla data d’adozione di provvedimenti d’esecuzione forzata in base all’atto.

b) Quando il termine è espresso in giorni, il numero dei giorni va riferito ai giorni indicati nel calendario o soltanto ai giorni lavorativi?

Ad esempio, se la notifica avviene lunedì 4 aprile 2005 e il destinatario deve reagire entro 14 giorni, significa:

  1. entro lunedì 18 aprile 2005 (giorni calendario), oppure
  2. entro venerdì 22 aprile 2005 (giorni lavorativi)?

In applicazione dell'articolo 642 del nuovo codice di procedura civile, un termine che scadrebbe un sabato, una domenica o un giorno festivo o non lavorativo è prorogato fino al primo giorno feriale successivo.

Ne deriva che il termine continua a decorrere le domeniche e i giorni festivi, ma quando scade un sabato, una domenica o un giorno festivo o non lavorativo viene prorogato

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c) Che regole valgono quando il termine è indicato in mesi o anni?

In applicazione dell’articolo 641 del nuovo codice di procedura civile, un termine indicato in mesi o in anni scade il giorno dell’ultimo mese o dell’ultimo anno che reca lo stesso numero del giorno dell’atto, del fatto, della decisione o della notifica da cui esso decorre. Se manca il giorno col numero identico, il termine scade l’ultimo giorno del mese.

Quando un termine è indicato in mesi e in giorni, si calcolano prima i mesi e poi i giorni.

La norma stabilita dall’articolo 642 del nuovo codice di procedura civile (cfr. la domanda precedente) si applica ad ogni termine, che sia indicato in giorni, in mesi o in anni.

d) Quando scadono tali termini?

Come sopra indicato, in applicazione dell’articolo 642 del nuovo codice di procedura civile, ogni termine scade l’ultimo giorno a mezzanotte, salvo nei casi di proroga quando il termine scadrebbe un sabato, una domenica o un giorno festivo o non lavorativo.

Come sopra indicato, ogni termine viene calcolato rispetto alla data dell’atto, del fatto, della decisione o della notifica che lo fa decorrere.

6. Se il termine scade di sabato, domenica o in un giorno festivo o non lavorativo, il termine è prorogato fino al primo giorno feriale successivo?

Come sopra indicato, un termine che scadrebbe un sabato, una domenica, o un giorno festivo o non lavorativo, è prorogato fino al primo giorno lavorativo successivo.

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Il punto di partenza di un termine deve essere necessariamente determinato o determinabile. Può all’occorrenza essere valutato dal giudice. Pertanto la proroga del termine al primo giorno lavorativo successivo si applica a tutte le materie e in tutte le procedure.

7. Quando l’azione è promossa dinanzi ad una giurisdizione la cui sede si trova sul territorio continentale dello Stato membro (per gli Stati che hanno entità territoriali separate dalla madrepatria o entità geograficamente separate), i termini sono prolungati per le persone che vivono/risiedono in una di dette entità o per quelle che vivono/risiedono all'estero? In caso affermativo, in che misura?

In applicazione dell'articolo 643 del nuovo codice di procedura civile, quando l'azione è promossa dinanzi ad una giurisdizione che ha sede nella Francia metropolitana i termini di comparizione, di appello, d'opposizione, di ricorso in revisione e di ricorso in cassazione sono prolungati di:

  • un mese per le persone che vivono in un dipartimento d'oltremare o in un territorio d'oltremare;
  • due mesi per quelle che vivono all'estero.

8. Per contro, quando l’azione è promossa dinanzi ad una giurisdizione la cui sede si trova in una di tali entità territoriali separate, sul piano geografico, dal continente, i termini sono prolungati per le persone che non vivono/non risiedono in tali entità o per le entità o per le persone che vivono/risiedono all'estero?

In applicazione dell'articolo 644 del nuovo codice di procedura civile, quando l'azione è promossa dinanzi ad una giurisdizione che ha sede in un dipartimento d'oltremare, i termini di comparizione, di appello, d'opposizione, e di ricorso in revisione sono prolungati di:

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  • un mese per le persone che non vivono in tale dipartimento, così come per quelle che vivono in località di tale dipartimento designate con ordinanza del primo presidente;
  • due mesi per le persone che vivono all'estero.

9. Sono previsti termini particolari per le impugnazioni in certe controversie civili o commerciali?

In linea di principio, in applicazione dell’articolo 538 del nuovo codice di procedura civile, il termine per le impugnazioni è di un mese in materia contenziosa e di quindici giorni in materia non contenziosa. Tuttavia, vari testi derogano a questo principio. Il termine d’impugnazione è ad esempio di quindici giorni per le sentenze emesse nell’ambito di un procedimento d’urgenza, per le decisioni del giudice dell’esecuzione, per quelle del giudice di famiglia e quelle del giudice minorile in materia di assistenza educativa, ecc.

10. Possono i giudici, per un caso d’urgenza o per altre cause, ridurre i termini di comparizione o fissare per essa una data speciale? Al contrario, possono tali termini essere allungati?

In casi d’urgenza, i giudici possono abbreviare i termini di comparizione e fissare una data speciale. Viceversa, i giudici possono rinviare l’esame del caso a una data successiva per permettere la comparizione delle parti.

11. Se un atto destinato ad una parte residente in un luogo ove potrebbe beneficiare di una proroga del termine viene notificato in un luogo i cui residenti non godono di tale beneficio, la persona destinataria perde la possibilità di fruire della facilitazione?

In applicazione dell’articolo 647 del nuovo codice di procedura civile, se un atto destinato a una parte domiciliata in un luogo in cui beneficia di una proroga del termine è notificato in un luogo i cui abitanti non godono di tale beneficio, per la notifica valgono solo i termini accordati a questi ultimi.

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12. Quali sono le sanzioni in caso di inosservanza dei termini?

Il compimento della prescrizione o la scadenza del termine di decadenza pongono fine all’esistenza del diritto d’azione e hanno come conseguenza la fin de non-recevoir, che ha l’effetto di fare dichiarare la domanda irricevibile, senza esame nel merito.

Le sanzioni legate all’inosservanza di un termine processuale, fissato dalla legge o impartito dal giudice, variano secondo il ruolo del termine e secondo l’atto da compiere. L’inosservanza di un termine di comparizione rende nulla la decisione pronunciata prima della sua scadenza se il convenuto non si è presentato. La negligenza delle parti ha generalmente come conseguenza la cancellazione della causa dal ruolo. Il mancato compimento degli atti processuali ha come sanzione la caducità.

13. Se il termine è scaduto, a quali rimedi possono ricorrere le parti?

Nessuna disposizione permette di tornare sull’estinzione del diritto di agire in giudizio, che è un effetto giuridico del compimento della prescrizione o della decadenza.

Tuttavia, quando un testo lo prevede, il giudice ha la facoltà di neutralizzare la decadenza derivante dalla scadenza di un termine. Così, l’articolo 540 del nuovo codice di procedura civile prevede la possibilità di neutralizzare la decadenza derivante dalla scadenza del termine per l’impugnazione di una sentenza emessa in contumacia o considerata in contraddittorio se la parte, senza averne colpa, non è venuta a conoscenza della sentenza in tempo utile per procedere all’impugnazione, o si è trovata nell’impossibilità di agire.

La decisione con cui un giudice dichiara caduco un atto processuale può essere oggetto di impugnazione o di una domanda di ritrattazione. Inoltre, la caducità pone fine al processo ma lascia sussistere il diritto di agire in giudizio. Può quindi essere presentata una nuova domanda finché non interviene nessuna causa di estinzione dell’azione, in particolare la prescrizione.

La decisione di cancellazione dal ruolo non può essere impugnata. Tuttavia, la cancellazione lascia in vita il processo. Ne deriva che l’interruzione della prescrizione o della decadenza risultante dalla citazione permane. Il compimento di una formalità, la domanda di riassunzione, permettono di fare cessare la sospensione del processo risultante dalla cancellazione.

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