Commissione Europea > RGE > Notificazione e comunicazione degli atti > Grecia

Ultimo aggiornamento: 18-07-2006
Versione stampabile Aggiungi ai preferiti

Notificazione e comunicazione degli atti - Grecia

EJN logo

Questa pagina è obsoleta. L'aggiornamento è in corso e sarà disponibile sul portale europeo della giustizia elettronica.


 

INDICE

1. Che cosa vuol dire, in concreto, “notificazione e comunicazione degli atti”? Per quale motivo vi sono procedure specifiche per la notificazione e comunicazione? 1.
2. Quali atti devono essere notificati o comunicati ufficialmente? 2.
3. Chi ha la facoltà di notificare o comunicare un atto? 3.
4. In pratica, come viene notificato o comunicato un atto? Vi sono metodi alternativi? 4.
5. Che accade se, a titolo eccezionale, non è possibile notificare o comunicare un atto direttamente al destinatario (per esempio, se non è in casa)? Vi sono metodi alternativi per notificarglielo o comunicarglielo? 5.
6. È prevista la certificazione scritta della notificazione o comunicazione di un atto? 6.
7. Quali sono le conseguenze se la notificazione o comunicazione è effettuata in violazione della legge oppure se l’interessato non ha ricevuto l’atto (per esempio se l’atto è notificato o comunicato a un terzo)? La notificazione o comunicazione è valida ugualmente (in altri termini, si può porre rimedio alla violazione della legge)? Oppure l’atto deve essere ripresentato? 7.
8. Si devono sostenere spese per la notificazione o la comunicazione di un atto? 8.

 

1. Che cosa vuol dire, in concreto, “notificazione e comunicazione degli atti”? Per quale motivo vi sono procedure specifiche per la notificazione e comunicazione?

La “notificazione o comunicazione” è la modalità prevista per consegnare un atto alla persona alla quale è destinato, perché prenda conoscenza del suo contenuto, nel rispetto di determinate disposizioni del diritto procedurale, che stabiliscono chi è autorizzato a procedere alla notificazione o comunicazione, come dare al destinatario la possibilità di prendere conoscenza dell’atto e come certificare l’avvenuta notificazione o comunicazione.

2. Quali atti devono essere notificati o comunicati ufficialmente?

Gli atti da notificare o comunicare ufficialmente sono i documenti riguardanti azioni legali, opposizioni dinanzi al giudice di pace, ricorsi in appello, ricorsi in cassazione, domande di revisione, opposizioni di terzi, opposizioni contro atti giudiziari ed extragiudiziali, interventi principali o adesivi, informazioni processuali e mandati di comparizione rivolti a terzi, domande di applicazione di misure cautelari, domande di tutela legale nei procedimenti di volontaria giurisdizione, citazioni a comparire in udienza e tutte le decisioni giudiziarie (definitive o no).

3. Chi ha la facoltà di notificare o comunicare un atto?

Alla notificazione si procede per domanda dell’attore, previo ordine scritto indicato in fondo all’atto da notificare - ma può effettuarla anche lo stesso attore o il suo rappresentante - oppure per domanda del giudice competente o, se l’azione è intentata dinanzi a un tribunale di composizione collegiale, per domanda del presidente di tale tribunale (articolo 123 CPC). Provvede alla notificazione l’ufficiale giudiziario incaricato dal tribunale nella cui circoscrizione è domiciliato o residente il destinatario della notificazione stessa, nel momento in cui questa viene effettuata (articolo 122, comma 1 CPC). Alle notificazioni o comunicazioni richieste dal tribunale può procedere anche un ufficiale giudiziario di un tribunale penale della circoscrizione oppure un ufficiale di polizia, un gendarme, una guardia campestre o una guardia forestale, oppure il segretario comunale (articolo 122, commi 2 e 3 CPC). Mediante decreto, emanato per proposta del ministro della giustizia, si può ammettere anche la notificazione o comunicazione per via postale o telegrafica o telefonica di tutti o parte dei suddetti atti, determinando nel contempo in qual modo si debba effettuarla e certificarla (articolo 122, comma 3 CPC).

Inizio paginaInizio pagina

Nel caso delle misure cautelari, si comunicano il luogo, la data e l’ora del dibattimento mediante notificazione dell’atto emanato dalla cancelleria del tribunale, nel quale sono appunto indicati tali dati, oppure mediante convocazione effettuata per via telegrafica o telefonica dalla stessa cancelleria del tribunale. Il giudice può disporre che, contemporaneamente alla notificazione del mandato di comparizione, sia notificata anche una copia della domanda (articolo 686, comma 4 CPC).

4. In pratica, come viene notificato o comunicato un atto? Vi sono metodi alternativi?

La notificazione o comunicazione consiste nel consegnare l’atto nelle mani della persona alla quale è destinato (articolo 127, comma 1 CPC), in qualunque luogo questa si trovi (articolo 124 CPC). Se il luogo dove deve effettuarsi la notificazione corrisponde a un domicilio oppure ad un esercizio commerciale, ufficio, officina o laboratorio dove il destinatario abita da solo o con un’altra persona o lavora come impiegato, operaio, artigiano o collaboratore domestico, non si può procedere alla notificazione in un altro luogo senza il consenso del destinatario (articolo 124, comma 2 CPC).

5. Che accade se, a titolo eccezionale, non è possibile notificare o comunicare un atto direttamente al destinatario (per esempio, se non è in casa)? Vi sono metodi alternativi per notificarglielo o comunicarglielo?

Se il destinatario non si trova nel suo domicilio, l’atto viene consegnato a un suo familiare o ad un collaboratore domestico che abiti con lui. In mancanza o in assenza di tali persone, l’atto viene consegnato a una delle altre persone che abitano con il destinatario, che abbiano coscienza delle proprie azioni e non si siano costituiti a giudizio come parte avversa del destinatario (articolo 128, comma 1 CPC).

Inizio paginaInizio pagina

Se nessuna delle persone suddette si trova nel domicilio del destinatario,

  1. l’atto si deve affiggere alla porta dell’abitazione, alla presenza di un testimone;
  2. al più tardi il giorno lavorativo successivo all’affissione, una copia dell’atto, senza marca da bollo, deve essere consegnata nelle mani del capo del commissariato o della stazione di polizia della circoscrizione nella quale si trova l’abitazione oppure, se il capo è assente, nelle mani dell’ufficiale o sottufficiale di servizio o della guardia del posto di polizia. Se l’abitazione si trova in un piccolo comune dove non vi è un commissariato o stazione di polizia, la copia dell’atto va consegnata al sindaco o, in sua assenza, al segretario comunale. In tutti questi casi, la consegna viene certificata mediante un’attestazione apposta, senza marca da bollo, in fondo al verbale della notificazione di cui al punto 6;
  3. al più tardi il giorno lavorativo successivo alla suddetta consegna, il messo che l’ha effettuata deve inviare per via postale al destinatario della notificazione un avviso, indicandovi la natura dell’atto notificato, l’indirizzo del domicilio sulla cui porta l’atto è stato affisso, la data dell’affissione, l’autorità alla quale è stata consegnata la copia e la data della consegna. La spedizione postale viene certificata mediante un’attestazione apposta, senza marca da bollo, in fondo al verbale della notificazione (di cui al punto 6) e firmata dal messo incaricato della notificazione. Nella certificazione si devono indicare l’ufficio postale dal quale è stato spedito l’avviso e l’impiegato che ha preso in consegna l’invio, il quale deve controfirmare l’attestazione (articolo 128, comma 4 CPC).

Se il destinatario della notificazione non si trova nell’esercizio commerciale, ufficio, officina o laboratorio, l’atto viene consegnato nelle mani del direttore dell’esercizio commerciale, ufficio, officina o laboratorio oppure a uno dei soci, colleghi, impiegati o collaboratori domestici, che abbiano coscienza delle proprie azioni e non si siano costituiti a giudizio come parte avversa del destinatario (articolo 129, comma 1 CPC).

Inizio paginaInizio pagina

Se nell’esercizio commerciale, ufficio, officina o laboratorio non si trova nessuna delle persone menzionate al comma 1 dell’articolo 129 del CPC, si applicano le disposizioni dell’articolo 128, comma 4 (articolo 129, comma 2 CPC).

Se il destinatario della notificazione o le persone menzionate agli articoli 128 e 129 rifiutano di ricevere l’atto o di firmare il verbale della notificazione, oppure se non possono firmarlo, il messo incaricato della notificazione affigge l’atto, alla presenza di un testimone, sulla porta dell’abitazione, esercizio commerciale, ufficio, officina o laboratorio (articolo 130, comma 1 CPC).

Se il destinatario della notificazione non ha un domicilio o non lavora in un esercizio commerciale, ufficio, officina o laboratorio, oppure rifiuta di ricevere l’atto, oppure non può o rifiuta di firmare il verbale della notificazione, e se il rifiuto del destinatario o la sua incapacità è certificata da un testimone convocato a tale scopo dal messo incaricato della notificazione, il verbale viene consegnato nelle mani delle persone menzionate all’articolo 128, comma 4, lettera b) del CPC (articolo 130, comma 2 CPC).

Se il destinatario della notificazione è ricoverato in ospedale o si trova in carcere e non è possibile comunicare con lui secondo quanto attestato dalla direzione dell’ospedale o del carcere - che viene annotato nel verbale della notificazione - l’atto può essere notificato al direttore dell’ospedale o del carcere, il quale è tenuto a consegnarlo nelle mani del destinatario (articolo 131 CPC).

Se il destinatario della notificazione lavora su una nave mercantile che si trova in un porto greco, ed è assente o rifiuta di ricevere l’atto oppure rifiuta o non può firmare il verbale, l’atto viene notificato al comandante della nave o al comandante in seconda. Se questi sono assenti o se rifiutano anch’essi di ricevere la notificazione, l’atto viene notificato al comandante del porto, il quale è tenuto ad avvisare il destinatario (articolo 132, comma 1 CPC).

Inizio paginaInizio pagina

Se il destinatario della notificazione lavora su una nave mercantile che non si trova in un porto greco, la notificazione viene effettuata al suo domicilio, a norma dell’articolo 128, e, in mancanza di domicilio, a norma delle disposizioni riguardanti la notificazione a persone il cui domicilio è ignoto. In entrambi i casi, l’atto viene notificato anche presso gli uffici, in Grecia, del proprietario della nave o, altrimenti, dell’agente della nave in un porto greco, purché vi siano tali uffici (articolo 132, comma 2 CPC).

Per le persone in servizio attivo appartenenti a una delle seguenti categorie, se non è possibile notificare l’atto ad esse stesse od a familiari o collaboratori domestici che abitino con loro, si procede alla notificazione a norma dei commi 3 e 4 dell’articolo 128 e l’atto viene notificato:

  1. nel caso di chi presta servizio, in generale, nelle forze armate di terra, al comandante dell’unità o della postazione o del servizio a cui appartiene il destinatario della notificazione. Se è ignota l’unità, la postazione o il servizio, l’atto viene notificato al comandante supremo dell’arma corrispondente;
  2. nel caso degli ufficiali, sottufficiali e marinai della marina militare, al capo di Stato maggiore della marina;
  3. nel caso degli ufficiali, sottufficiali e avieri dell’aeronautica militare, al capo di Stato maggiore dell’aeronautica;
  4. nel caso degli ufficiali, sottufficiali e agenti della polizia amministrativa, della gendarmeria e della capitaneria di porto, al capo del loro servizio;
  5. nel caso del personale addetto ai fari, fanali e semafori marittimi, al comandante del porto della capitaneria nella quale tale personale esercita le proprie funzioni (articolo 133, comma 1 CPC).

Se il destinatario della notificazione è residente o ha sede all’estero, l’atto viene notificato al procuratore del tribunale dinanzi al quale è in corso o si svolgerà il procedimento o del tribunale che ha pronunciato la decisione da notificare o, per i procedimenti dinanzi al tribunale di pace, al procuratore del tribunale di primo grado alla cui circoscrizione appartiene il tribunale di pace. Gli atti relativi all’esecuzione vengono notificati al procuratore del tribunale di primo grado nella cui circoscrizione si procede all’esecuzione. Gli atti extragiudiziali vengono notificati al procuratore del tribunale estero nella cui circoscrizione si trova l’ultimo domicilio o residenza conosciuta del destinatario della notificazione oppure, se sia ignoto il domicilio o residenza all’estero, al procuratore del tribunale di primo grado della capitale (articolo 132, comma 1 CPC). Il procuratore che riceve l’atto deve inviarlo, senza ritardi dovuti alla sua responsabilità, al ministero degli affari esteri, che è tenuto a trasmetterlo al destinatario della notificazione (articolo 134, comma 3 CPC).

Inizio paginaInizio pagina

Se è ignoto il luogo o l’indirizzo esatto in cui risiede il destinatario della notificazione, si applicano le disposizioni del comma 1 dell’articolo 134 e, contemporaneamente, un sunto dell’atto giudiziario notificato viene pubblicato su due quotidiani, di cui uno deve essere edito ad Atene e l’altro nella località in cui ha sede il tribunale oppure anch’esso ad Atene, secondo l’indicazione del procuratore al quale l’atto stesso è stato notificato. Il sunto viene redatto e firmato dal messo che ha proceduto alla notificazione, indicandovi il nome e cognome delle parti, la natura dell’atto giudiziario notificato, la domanda in esso formulata e, se si tratta di una decisione, il suo dispositivo, il tribunale dinanzi al quale è in corso o si svolgerà il procedimento o l’ufficiale giudiziario incaricato dell’esecuzione. Se il destinatario della notificazione è citato a comparire oppure gli viene ingiunto di compiere una determinata azione, nel sunto dell’atto notificato si devono inoltre indicare il luogo, la data e l’ora della comparizione o la natura dell’azione ingiuntagli (articolo 135, comma 1 CPC). Tutte queste disposizioni si applicano anche nei casi nei quali il ministero degli affari esteri certifica che è impossibile trasmettere l'atto alla persona residente o avente sede all’estero (articolo 135, comma 3 CPC).

Se gli uffici o esercizi commerciali menzionati agli articoli 128, comma 4, lettera b), 131, 132 e 133 CPC sono chiusi oppure se i capi o le persone ivi indicate rifiutano di ricevere l’atto notificato o di firmare il verbale della notificazione, il messo incaricato della notificazione redige un verbale al riguardo e consegna l’atto da notificare al procuratore del tribunale di tribunale di primo grado nella cui competenza territoriale rientra la località in cui si doveva procedere alla notificazione. Il procuratore trasmette l’atto alla persona che ha rifiutato di riceverlo o di firmare il verbale. Ai casi di questo tipo si applica l’articolo 136 CPC.

Inizio paginaInizio pagina

6. È prevista la certificazione scritta della notificazione o comunicazione di un atto?

Il messo che procede alla notificazione redige un verbale che, oltre a quanto prescritto all’articolo 117 CPC, deve comprendere: 1) l’ordine di notificazione; 2) l’indicazione chiara dell’atto notificato e delle persone alle quali esso si riferisce; 3) la menzione del giorno e dell’ora della notificazione; 4) la menzione della persona alla quale l’atto è stato consegnato e le modalità della notificazione in caso di assenza o rifiuto del destinatario o delle persone indicate agli articoli 128, 135 e 138 CPC (articolo 139, comma 1 CPC).

Il verbale viene firmato dal messo che ha effettuato la notificazione e dalla persona che riceve l’atto o, in caso di suo rifiuto o incapacità, dal testimone che il messo ha portato con sé a tale scopo (articolo 139, comma 2 CPC).

Il messo che procede alla notificazione annota sull’atto notificato il giorno e l’ora di tale notificazione, aggiungendo la propria firma. Quest'annotazione costituisce una prova a favore di chi riceve la notificazione. In caso di divergenza tra il verbale della notificazione e l’annotazione, prevale il verbale (articolo 139, comma 3 CPC).

Il verbale di cui all’articolo 139 viene redatto in due originali, dei quali uno viene consegnato a chi ha impartito l’ordine di notificazione e l’altro, senza apposizione di marca da bollo, viene conservato dal messo che ha effettuato la notificazione. Su un libro speciale da lui tenuto, il messo iscrive una breve annotazione relativa alla notificazione (articolo 140, comma 1 CPC).

Inizio paginaInizio pagina

L’ufficiale giudiziario è tenuto a rilasciare, a richiesta, copie degli originali che ha in archivio a chi aveva impartito l’ordine di notificazione, al destinatario della notificazione stessa ed a chiunque abbia un interesse legittimo, se il presidente del tribunale di primo grado nella cui circoscrizione si è proceduto alla notificazione concede la sua approvazione apponendo un’annotazione sulla richiesta (articolo 140, comma 2 CPC).

7. Quali sono le conseguenze se la notificazione o comunicazione è effettuata in violazione della legge oppure se l’interessato non ha ricevuto l’atto (per esempio se l’atto è notificato o comunicato a un terzo)? La notificazione o comunicazione è valida ugualmente (in altri termini, si può porre rimedio alla violazione della legge)? Oppure l’atto deve essere ripresentato?

  1. Se una delle parti non ha potuto rispettare un termine di scadenza per un motivo di forza maggiore o per dolo della parte avversa (anche in caso di notificazione invalida da parte dell’ufficiale giudiziario oppure di omissione deliberata, da parte della persona che ha ricevuto l’atto, di avvisarne il destinatario) ha il diritto di chiedere che la situazione torni qual era in precedenza (articolo 152, comma 1 CPC). La domanda in tal senso va presentata entro il termine di trenta giorni a decorrere dal giorno della rimozione dell’impedimento che ha costituito la forza maggiore o del giorno in cui si è avuta conoscenza del dolo (articolo 153 CPC).
  2. Chi è stato giudicato in contumacia, se non era stato citato a comparire oppure non era stato citato a norma di legge o nel rispetto dei termini prescritti, ha il diritto di presentare opposizione contro la decisione pronunciata, se è residente in Grecia entro quindici giorni dalla notificazione della decisione oppure, se il suo domicilio è sconosciuto o risiede all’estero, entro il termine di sessanta giorni dall’ultima pubblicazione del sunto del verbale della notificazione della decisione previsto all’articolo 135, comma 1 (articoli 501 e 503, commi 1 e 2 CPC).
  3. Nel caso che l’attore, citando in giudizio l’altra parte ha sostenuto che ne era ignoto il domicilio, mentre invece esso ne era a conoscenza, se il convenuto risulta, in misura totale o parziale, parte soccombente ha diritto al riesame della decisione pronunciata. Deve presentarne domanda entro il termine di sessanta giorni se risiede in Grecia oppure, se il suo domicilio non è stato reso noto o se risiede all’estero, entro il termine di centoventi giorni con decorrenza dalla notificazione della decisione che intende impugnare oppure, se la decisione non gli è stata ancora notificata entro tre anni dalla sua pubblicazione ed è passata in giudicato o non ammette ricorso, con decorrenza dal giorno in cui essa è passata in giudicato (articoli 538, 544, comma 9, e 545, commi 1, 2, 3 e 5 CPC).

8. Si devono sostenere spese per la notificazione o la comunicazione di un atto?

Le spese della notificazione vengono pagate in anticipo da chi ne ha impartito l’ordine (articolo 173, commi 1 e 3 CPC).

La parte soccombente nel processo viene condannata a pagare anche tali spese (articoli 176 e 189, comma 1 CPC). La loro entità dipende dal luogo e dalla natura della notificazione: il loro importo minimo è 18-20 euro, se la notificazione va effettuata a una persona che abita o risiede nella sede dell’ufficiale giudiziario.

Ulteriori informazioni

  1. Ciascuna delle parti o una terza persona interessata può conferire una procura alle liti, designando la persona che dovrà ricevere gli atti che le vengono notificati o comunicati. La designazione vale per tutte o per alcune delle notificazioni o comunicazioni giudiziarie o extragiudiziali alle quali si procede nei suoi confronti, relative a una, varie o tutte le cause che lo riguardano (articolo 142, comma 1 CPC), come disposto più specificamente all’articolo 142 e seguenti del CPC.
  2. Nessuna delle modalità di notificazione e comunicazione descritte sinora comprende quelle previste nella convenzione dell'Aia relativa alla notificazione e alla comunicazione all'estero di atti giudiziari ed extragiudiziali in materia civile o commerciale, che la Grecia ha ratificato mediante la legge 14 marzo 1983, n. 1334.

« Notificazione e comunicazione degli atti - Informazioni generali | Grecia - Informazioni generali »

Inizio paginaInizio pagina

Ultimo aggiornamento: 18-07-2006

 
  • Diritto Comunitario
  • Diritto internazionale

  • Belgio
  • Bulgaria
  • Repubblica Ceca
  • Danimarca
  • Germania
  • Estonia
  • Irlanda
  • Grecia
  • Spagna
  • Francia
  • Italia
  • Cipro
  • Lettonia
  • Lituania
  • Lussemburgo
  • Ungheria
  • Malta
  • Paesi Bassi
  • Austria
  • Polonia
  • Portogallo
  • Romania
  • Slovenia
  • Slovacchia
  • Finlandia
  • Svezia
  • Regno Unito