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Ultimo aggiornamento: 08-02-2007
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Responsabilitá dei genitori - Lituania

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INDICE

1. Che cosa si intende, in pratica, per “potestà genitoriale”? Quali sono i diritti e gli obblighi che spettano al titolare della potestà genitoriale? 1.
2. Di norma, a chi compete la potestà sul minore? 2.
3. Qualora i genitori non siano considerati idonei o non intendano esercitare la potestà sui propri figli, può essere nominata un’altra persona al posto loro? 3.
4. In caso di divorzio o di separazione dei genitori, come vengono stabilite le modalità di esercizio della potestà genitoriale per il futuro? 4.
5. Nel caso in cui i genitori raggiungano un accordo sulle questioni relative alla potestà, quali formalità devono essere espletate affinché tale accordo sia giuridicamente vincolante? 5.
6. Nel caso in cui i genitori raggiungano un accordo sulle questioni relative alla potestà, a quali strumenti alternativi si può ricorrere per dirimere la controversia senza adire l’autorità giudiziaria? 6.
7. Se i genitori decidono di adire l’autorità giudiziaria, quali questioni relative al minore rientrano nell’ambito di competenza del giudice? 7.
8. Se il giudice assegna a uno dei genitori l’affidamento esclusivo del minore, ciò implica che tale genitore può prendere tutte le decisioni riguardanti il figlio senza consultare preventivamente l’altro genitore? 8.
9. Se il giudice assegna ai genitori l’affidamento congiunto del minore, quali sono le conseguenze pratiche di tale decisione? 9.
10. Presso quale tribunale o autorità ci si deve rivolgere per presentare un’istanza in materia di potestà genitoriale? Quali formalità devono essere espletate e quali documenti devono essere allegati all’istanza? 10.
11. Qual è il procedimento applicabile in questi casi? Esiste un procedimento d’urgenza? 11.
12. È possibile usufruire di un’assistenza legale gratuita che copra le spese dei procedimenti? 12.
13. Le decisioni in materia di potestà genitoriale sono impugnabili? 13.
14. In taluni casi può essere necessario rivolgersi a un tribunale o ad altra autorità affinché sia data esecuzione alle decisioni in materia di potestà. Che procedura si segue in tali casi? 14.
15. Che cosa bisogna fare per ottenere il riconoscimento e l’esecuzione in Lituania di una decisione in materia di potestà dei genitori resa dal tribunale di un altro Stato membro dell’Unione europea? Qual è la procedura applicabile in questi casi? 15.
16. Qual è il tribunale competente in Lituania presso il quale ci si può opporre al riconoscimento di una decisione in materia di potestà genitoriale emessa dal tribunale di un altro Stato membro dell’Unione europea? Qual è la procedura applicabile in questo caso? 16.
17. Qual è la legge applicabile nel procedimento in materia di potestà genitoriale nel caso in cui il minore o le parti non siano residenti in Lituania o siano di diversa nazionalità? 17.

 

1. Che cosa si intende, in pratica, per “potestà genitoriale”? Quali sono i diritti e gli obblighi che spettano al titolare della potestà genitoriale?

I diritti e gli obblighi reciproci di figli e genitori sono disciplinati nella parte IV del libro III del codice civile. L’articolo 3.155 del codice civile stabilisce che i genitori si prendono cura dei figli fino alla loro maggiore età o emancipazione. I genitori hanno il diritto e l’obbligo di educare e crescere i figli come si conviene, di tutelarne la salute e, per quanto riguarda lo stato fisico e mentale, di creare condizioni favorevoli a uno sviluppo completo e armonioso, in modo da prepararli a una vita sociale indipendente. Il capitolo XI del libro III del codice civile disciplina i diritti e gli obblighi dei genitori verso i figli e il capitolo XII prevede diritti e obblighi reciproci di genitori e figli in materia patrimoniale.

Ai sensi del paragrafo 2 dell’articolo 3.227 del codice civile, i genitori adottivi vanno trattati come genitori effettivi dalla data in cui la sentenza del giudice sull’adozione è passata in giudicato, fatta eccezione per le deroghe previste dal paragrafo 4 dell’articolo 3.222.

2. Di norma, a chi compete la potestà sul minore?

L’articolo 3.156 del codice civile stabilisce che il padre e la madre hanno gli stessi diritti e obblighi nei confronti dei figli. I genitori hanno gli stessi diritti e obblighi nei confronti dei figli indipendentemente dal fatto che questi ultimi siano nati da una coppia sposata o meno, posteriormente al divorzio o all’annullamento del matrimonio o alla separazione.

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3. Qualora i genitori non siano considerati idonei o non intendano esercitare la potestà sui propri figli, può essere nominata un’altra persona al posto loro?

Se i genitori non sono considerati idonei o non intendono esercitare la potestà sui propri figli, può essere nominata al posto loro un’altra persona. A tal fine il codice civile prevede l’istituto della tutela e della curatela dei minori. I principi fondamentali dell’affidamento temporaneo e permanente di un minore a un tutore/curatore sono contenuti negli articoli 3.254 e 3.257.

4. In caso di divorzio o di separazione dei genitori, come vengono stabilite le modalità di esercizio della potestà genitoriale per il futuro?

In caso di divorzio dei genitori, le modalità di esercizio della potestà genitoriale vengono decise in funzione delle clausole di divorzio.

Se il matrimonio è sciolto con il mutuo consenso dei coniugi, questi ultimi dovranno presentare al giudice un contratto relativo agli effetti del divorzio (modifiche di carattere patrimoniale, versamento degli assegni alimentari per i figli, ecc.). Conformemente al paragrafo 3 dell’articolo 3.53 del codice civile, all’atto di emettere una sentenza di divorzio il tribunale omologa il contratto presentato dai coniugi riguardo agli effetti del divorzio in relazione al pagamento degli alimenti per i figli e il coniuge, la residenza dei figli, la partecipazione dei genitori all’educazione dei figli e gli altri diritti e obblighi patrimoniali dei genitori. Il contenuto del contratto forma parte integrante della sentenza di divorzio. In caso di modifica sostanziale delle circostanze (malattia di uno degli ex coniugi, inabilità al lavoro, ecc.), gli ex coniugi o uno di essi possono chiedere al tribunale di riconsiderare le condizioni del contratto in relazione agli effetti del divorzio.

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Se il matrimonio è sciolto su richiesta di uno o di entrambi i coniugi, la domanda presentata dinanzi al tribunale deve indicare altresì le modalità con cui il richiedente adempirà i suoi obblighi nei confronti del coniuge e dei figli di minore età. Nell’ambito della procedura di divorzio il tribunale deve risolvere questioni concernenti il luogo di residenza e gli alimenti dovuti ai figli, gli alimenti dovuti a uno dei coniugi, la modifica del patrimonio in comune dei coniugi, tranne nei casi in cui la proprietà sia stata modificata con mutuo accordo dei coniugi certificato nell’atto notarile (articolo 3.59).

Se il matrimonio è sciolto per colpa di un coniuge o di entrambi, gli effetti di un divorzio fondato sulla colpa di entrambi i coniugi sono gli stessi dello scioglimento consensuale del matrimonio (articoli da 3.51 a 3.54). Alla procedura di divorzio per colpa di uno dei coniugi si applica, mutatis mutandis, l’articolo 3.59.

In caso di separazione uno dei coniugi può chiedere al tribunale l’omologazione della separazione, se, per determinate circostanze, non necessariamente dipendenti dall’altro coniuge, la loro vita in comune è divenuta intollerabile (impossibile) o può arrecare grave pregiudizio agli interessi dei figli o i coniugi non hanno più interesse a vivere insieme. All’atto di pronunciare una sentenza di separazione il tribunale deve designare il coniuge con cui i figli vivranno e stabilire gli alimenti dovuti ai figli nonché la partecipazione del padre separato (o della madre separata) all’educazione dei figli. I coniugi possono chiedere al tribunale l’omologazione della loro separazione se hanno stipulato un contratto concernente gli effetti della separazione in relazione a residenza, alimenti ed educazione dei figli nonché alla modifica del patrimonio familiare e al reciproco versamento degli alimenti. Qualora i coniugi abbiano stipulato un contratto concernente gli effetti della separazione, il giudice omologa il contratto purché sia coerente con l’ordine pubblico, i diritti e gli interessi legittimi dei figli o di uno dei coniugi. All’atto dell’omologazione del contratto il tribunale ne inserisce il contenuto nella sentenza di separazione.

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5. Nel caso in cui i genitori raggiungano un accordo sulle questioni relative alla potestà, quali formalità devono essere espletate affinché tale accordo sia giuridicamente vincolante?

Se i genitori vivono insieme, la procedura e la modalità di versamento degli alimenti sono stabilite consensualmente dai genitori. Non sono previsti una forma e una disposizione specifiche per tale accordo. Conformemente all’articolo 3.193 del codice civile sul divorzio consensuale (articolo 3.51 del medesimo) o sulla separazione (articolo 3.73 del medesimo), i coniugi stipulano un accordo in cui si stabiliscono i reciprochi obblighi di pagamento dell’assegno alimentare per i figli nonché la procedura, l’importo e la modalità di tale assegno. L’accordo è omologato dal tribunale (articolo 3.53 del medesimo). I genitori di minori possono concludere un accordo sugli alimenti dovuti ai figli anche se il divorzio si fonda su altri motivi. Se uno dei genitori non osserva l’accordo sugli alimenti dovuti ai figli omologato dal tribunale, l’altro genitore ha il diritto di chiedere al giudice l’emissione di un decreto esecutivo.

6. Nel caso in cui i genitori raggiungano un accordo sulle questioni relative alla potestà, a quali strumenti alternativi si può ricorrere per dirimere la controversia senza adire l’autorità giudiziaria?

In Lituania non vi sono strumenti alternativi per risolvere le controversie sulle questioni attinenti alla potestà genitoriale. I genitori possono risolvere la controversia solo ricorrendo al giudice.

7. Se i genitori decidono di adire l’autorità giudiziaria, quali questioni relative al minore rientrano nell’ambito di competenza del giudice?

Qualora i genitori decidano di adire l’autorità giudiziaria, il giudice può decidere su tutte le questioni relative al minore, tra cui la residenza, i diritti di visita dei genitori e la facoltà di incontrare i figli, gli alimenti a questi dovuti e altri aspetti indicati nell’istanza presentata al giudice.

8. Se il giudice assegna a uno dei genitori l’affidamento esclusivo del minore, ciò implica che tale genitore può prendere tutte le decisioni riguardanti il figlio senza consultare preventivamente l’altro genitore?

L’articolo 3.156 del codice civile stabilisce che il padre e la madre hanno gli stessi diritti e obblighi nei confronti dei figli. I genitori hanno gli stessi diritti e obblighi nei confronti dei figli indipendentemente dal fatto che questi ultimi siano nati da una coppia sposata o meno, posteriormente al divorzio o all’annullamento del matrimonio o alla separazione. I genitori hanno il diritto e l’obbligo di allevare i propri figli; essi sono responsabili della loro educazione e del loro sviluppo, della loro salute e del loro orientamento spirituale e morale. Nell’adempimento di tali obblighi i genitori hanno un diritto di priorità sui diritti di altre persone. I genitori devono creare condizioni favorevoli all’apprendimento dei figli durante l’età dell’obbligo scolastico.

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Il tribunale può decidere di affidare i figli a un solo genitore unicamente nei casi in cui la potestà genitoriale di uno dei genitori sia oggetto di restrizioni. Qualora i genitori (il padre o la madre) non adempiano l’obbligo di crescere i figli o abusino della potestà genitoriale o trattino i figli con violenza o producano su di essi effetti deleteri a cagione della loro condotta immorale ovvero non si prendano cura dei figli, il tribunale può emettere una sentenza di restrizione temporanea o illimitata della potestà genitoriale (del padre o della madre). La restrizione temporanea o illimitata della potestà genitoriale comporta la sospensione dei diritti personali e patrimoniali dei genitori sulla base della consanguineità e per legge. Tuttavia i genitori conservano il diritto di visita, tranne nei casi in cui ciò sia contrario agli interessi del minore. In caso di restrizione illimitata della potestà genitoriale il minore può essere dato in adozione senza il consenso dei genitori.

9. Se il giudice assegna ai genitori l’affidamento congiunto del minore, quali sono le conseguenze pratiche di tale decisione?

I genitori decidono di comune accordo in merito a tutte le questioni connesse con l’educazione dei figli e le altre questioni in materia di potestà genitoriale. In mancanza di tale accordo la questione controversa è risolta con il ricorso al giudice.

Possono chiedere un’ordinanza per vedere i figli o per partecipare alla loro educazione il padre o la madre del minore oppure i genitori (tutori/curatori) dei genitori minorenni del minore incapaci dinanzi alla legge. Il giudice stabilisce la procedura per consentire al genitore separato di vedere il figlio, tenuto conto degli interessi di quest’ultimo e fornendo al genitore separato la possibilità di partecipare il più possibile all’educazione del minore. La facoltà di vedere i figli è ridotta al minimo solo laddove una frequentazione continuativa di più ampia portata leda gli interessi del minore.

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10. Presso quale tribunale o autorità ci si deve rivolgere per presentare un’istanza in materia di potestà genitoriale? Quali formalità devono essere espletate e quali documenti devono essere allegati all’istanza?

La persona che intende presentare un’istanza in materia di potestà genitoriale deve adire il tribunale distrettuale. Le formalità da espletare e i documenti da allegare alla domanda variano in funzione dei requisiti della domanda e dei diritti e degli obblighi contestati o da risolvere o stabilire (in materia di potestà genitoriale).

11. Qual è il procedimento applicabile in questi casi? Esiste un procedimento d’urgenza?

L’esame delle controversie e delle questioni principali in materia di potestà genitoriale avviene nell’ambito di una procedura semplificata.

12. È possibile usufruire di un’assistenza legale gratuita che copra le spese dei procedimenti?

È possibile usufruire di un’assistenza legale gratuita conformemente alla legge che disciplina questa materia. La possibilità di ottenere un’assistenza legale gratuita dipende dalla situazione finanziaria personale.

13. Le decisioni in materia di potestà genitoriale sono impugnabili?

Sì, sono impugnabili.

14. In taluni casi può essere necessario rivolgersi a un tribunale o ad altra autorità affinché sia data esecuzione alle decisioni in materia di potestà. Che procedura si segue in tali casi?

Gli ufficiali giudiziari provvedono all’esecuzione forzata delle decisioni dei tribunali.

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15. Che cosa bisogna fare per ottenere il riconoscimento e l’esecuzione in Lituania di una decisione in materia di potestà dei genitori resa dal tribunale di un altro Stato membro dell’Unione europea? Qual è la procedura applicabile in questi casi?

Il riconoscimento delle decisioni pronunciate da tribunali stranieri è disciplinato dal codice di procedura civile. La domanda di riconoscimento di una decisione pronunciata da un tribunale straniero va presentata alla Corte d’Appello della Repubblica di Lituania. La parte richiedente il riconoscimento esibisce la sentenza, la relativa traduzione in lituano, la conferma che la decisione ha acquisito efficacia nonché il materiale probatorio da cui emerga che la parte inadempiente è stata debitamente informata del luogo e dell’ora dell’udienza.

16. Qual è il tribunale competente in Lituania presso il quale ci si può opporre al riconoscimento di una decisione in materia di potestà genitoriale emessa dal tribunale di un altro Stato membro dell’Unione europea? Qual è la procedura applicabile in questo caso?

L’istanza di opposizione va presentata alla Corte suprema della Repubblica di Lituania. L’esame di tale istanza ha luogo nell’ambito di una procedura della Corte di Cassazione disciplinata dal codice di procedura civile.

17. Qual è la legge applicabile nel procedimento in materia di potestà genitoriale nel caso in cui il minore o le parti non siano residenti in Lituania o siano di diversa nazionalità?

La legge applicabile all’accertamento dell’origine di un figlio (legittimazione) è disciplinata dall’articolo 1.31 del codice civile. L’origine di un figlio (accertamento o contestazione di paternità o maternità) è stabilita in conformità della legge dello Stato la cui cittadinanza il figlio ha acquisito alla nascita o della legge dello Stato riconosciuto quale residenza del figlio alla nascita o della legge dello Stato in cui uno dei genitori del figlio è residente o della legge dello Stato di cui uno dei genitori era cittadino al momento della nascita del figlio, optando per la soluzione più favorevole per il minore. Gli effetti della legittimazione sono disciplinati dalla legge dello Stato in cui risiede il minore. Se un figlio o uno dei genitori risiede nella Repubblica di Lituania, la questione della legittimazione viene decisa dai giudici o da altre autorità statali della Repubblica di Lituania.

La capacità di azione legale dei genitori (del padre o della madre) nel riconoscere la paternità (maternità) è disciplinata dalla legge dello Stato in cui il padre o la madre risiedevano alla data del riconoscimento. La forma del riconoscimento della paternità (maternità) è disciplinata dalla legge dello Stato in cui esso è effettuato o dalla legge dello Stato in cui risiede il minore. Le stesse disposizioni si applicano anche alla legittimazione di un figlio nato al di fuori del vincolo matrimoniale.

L’articolo 1.32 è di applicazione ai rapporti tra i genitori e il figlio. I rapporti personali e patrimoniali tra i genitori e il figlio sono disciplinati dalla legge dello Stato in cui risiede il figlio. Se nessuno dei genitori risiede nello Stato di residenza del figlio, mentre il figlio e i genitori sono cittadini dello stesso Stato, si applica la legge dello Stato di cittadinanza comune.

La legge applicabile alla protezione dei minori, alla loro tutela e curatela è stabilita in conformità della Convenzione dell’Aja del 5 ottobre 1961, sulla competenza delle autorità e sulla legge applicabile in materia di protezione dei minori.

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