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Ultimo aggiornamento: 06-11-2006
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Responsabilitá dei genitori - Repubblica Ceca

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INDICE

1. Che cosa si intende, nella pratica, con l’espressione “potestà dei genitori”? Quali sono i diritti e i doveri di chi esercita la potestà dei genitori? 1.
2. In linea di massima, chi esercita la potestà su di un minore? 2.
3. Se i genitori non sono in grado o non sono disposti ad esercitare la potestà, può essere designata un’altra persona in loro vece? 3.
4. Se i genitori divorziano o si separano, in che modo viene presa una decisione sulla potestà? 4.
5. Se i genitori concludono un accordo sulla potestà, quali formalità occorre espletare per rendere tale accordo giuridicamente vincolante? 5.
6. Se i genitori non riescono a raggiungere un accordo sulle questioni attinenti alla potestà, quali metodi alternativi vi sono per risolvere la controversia senza ricorrere al giudice? 6.
7. Se i genitori adiscono un giudice, quali sono le questioni su cui il giudice può prendere una decisione inerente al figlio? 7.
8. Qualora il giudice decida che solo uno dei genitori debba avere l'affidamento, ciò significa che tale genitore può prendere tutte le decisioni inerenti al figlio senza consultare l'altro genitore? 8.
9. Se il giudice decide per l'affidamento congiunto, cosa comporta ciò nella pratica? 9.
10. A quale tribunale o autorità occorre rivolgersi per presentare una domanda in materia di potestà dei genitori? Quali formalità occorre espletare e quali documenti devono essere allegati? 10.
11. Quale procedura si applica in tali casi? Esiste una procedura d’urgenza? 11.
12. È possibile ottenere il patrocinio a spese dello Stato per coprire le spese dei procedimenti? 12.
13. È possibile ricorrere in appello contro una decisione sulla potestà dei genitori? 13.
14. In determinati casi può essere necessario chiedere l'esecuzione di una decisione sulla potestà dei genitori. In tali casi, a quale tribunale occorre rivolgersi e in che modo viene affrontato il problema? 14.
15. Che cosa occorre fare per ottenere il riconoscimento e l'esecuzione nella Repubblica ceca di una decisione relativa alla potestà dei genitori pronunciata in un altro Stato membro? 15.
16. A quale tribunale occorre rivolgersi per opporsi al riconoscimento e all'esecuzione di una decisione relativa alla potestà dei genitori pronunciata da un tribunale di un altro Stato membro? Quale procedura si applica in tali casi? 16.
17. Quale legge si applica in materia di potestà dei genitori se il figlio o i genitori non vivono nella Repubblica ceca o hanno la cittadinanza di Stati diversi? 17.

 

1. Che cosa si intende, nella pratica, con l’espressione “potestà dei genitori”? Quali sono i diritti e i doveri di chi esercita la potestà dei genitori?

L’espressione “potestà dei genitori” designa un istituto sancito dalla Legge sulla famiglia e corrisponde a un insieme di diritti e doveri connessi ai seguenti obblighi verso i figli:

  1. prendere cura del figlio minore, soprattutto della sua salute e del suo sviluppo fisico, emotivo, intellettuale e morale;
  2. assumere la rappresentanza legale del minore;
  3. amministrare il patrimonio del minore.

Quando esercitano i diritti e doveri discendenti dalla potestà sui figli, i genitori sono in particolar modo obbligati a tutelare gli interessi del minore, orientare il suo comportamento ed esercitare una sorveglianza corrispondente al livello di sviluppo del minore. I genitori hanno il diritto di imporre una disciplina ragionevole, mai lesiva della dignità del minore, senza pregiudizio della salute o dello sviluppo fisico, emotivo, intellettuale o morale del minore. I genitori sono tenuti a fornire al minore, che sia in grado di formulare una propria opinione e di valutare la portata delle misure che lo riguardano, tutte le informazioni necessarie e l’opportunità di esprimere liberamente la propria opinione su tutte le decisione concernenti gli aspetti essenziali che lo riguardano. I genitori rappresentano il minore in tutti gli atti giuridici per i quali la legge considera la minore età una causa di incapacità legale di agire.

2. In linea di massima, chi esercita la potestà su di un minore?

I genitori biologici del minore sono generalmente i titolari della potestà dei genitori nei suoi confronti. Se il minore è stato adottato, la potestà è trasferita ai genitori adottivi. Non ha alcuna conseguenza il fatto che la coppia sia sposata o meno e che il minore sia nato in costanza di matrimonio o fuori dal matrimonio. La potestà dei genitori sorge alla nascita del minore. Quando la relazione genitoriale sorge a seguito di un’adozione, la potestà sul minore ha inizio quando diventa effettiva la sentenza di adozione pronunciata dal tribunale.

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La potestà dei genitori spetta ai genitori, sempre che essi siano in possesso della piena capacità di agire. Tuttavia, il giudice può riconoscere la potestà dei genitori su un minore anche in caso di un genitore minorenne che soddisfa i requisiti per adempiere ai diritti e agli obblighi derivanti dalla potestà dei genitori.

Se uno dei genitori è deceduto, è sconosciuto o è incapace di agire, la potestà dei genitori spetta all'altro genitore.

Se sono soddisfatte le condizioni giuridiche, il tribunale può decidere la sospensione o la limitazione dell’esercizio della potestà dei genitori nonché la revoca della stessa.

Il giudice può sospendere l’esercizio della potestà dei genitori, se un ostacolo significativo impedisce al genitore di esercitare i suoi diritti e doveri di genitore e se ciò risponde agli interessi del minore.

Il giudice può limitare la potestà di un genitore, qualora questi non eserciti correttamente i suoi diritti e doveri di genitore e se ciò risponde agli interessi del minore. Se un genitore abusa della potestà dei genitori o la trascura in modo grave, il giudice lo priva della potestà dei genitori.

Se i genitori del minore sono deceduti, sono stati privati della potestà dei genitori, l'esercizio di detta potestà è stata loro sospesa o non sono pienamente capaci di agire, il giudice designa un tutore per il minore al quale è affidata l’educazione, la rappresentanza legale e l’amministrazione dei beni del minore in luogo dei genitori del minore.

Se il genitore commette un reato doloso in danno del figlio o induce il figlio di meno di 15 anni a commettere un reato in qualità di complice o favoreggiatore, il giudice valuta in tutti i casi se ciò costituisce fondamento per avviare un procedimento di revoca della potestà dei genitori.

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I citati provvedimenti giudiziari non comportano l’estinzione dell’obbligo genitoriale di provvedere al mantenimento del minore.

3. Se i genitori non sono in grado o non sono disposti ad esercitare la potestà, può essere designata un’altra persona in loro vece?

I genitori rappresentano legalmente il minore in tutti gli atti giuridici per i quali il minore non è pienamente capace di agire. Nessuno dei due genitori può rappresentare il figlio per negozi giuridici che comportino un conflitto di interessi tra i genitori e il figlio o più figli degli stessi genitori. Se nessuno dei due genitori è in grado di rappresentare il figlio, il giudice può designare un amministratore fiduciario che rappresenta il minore nei procedimenti o nell’esercizio di specifici negozi giuridici. L’amministratore fiduciario è generalmente designato da un organismo incaricato della tutela del benessere sociale dei minori.

Se i genitori del minore sono deceduti, sono stati privati della potestà dei genitori, l'esercizio di detta potestà è stata loro sospesa o non sono pienamente capaci di agire, il giudice designa un tutore per il minore al quale è dal quel momento affidata l’educazione, la rappresentanza legale e l’amministrazione dei beni del minore in luogo dei genitori del minore. Come tutore dovrebbe essere designata una persona specificamente raccomandata dai genitori. Se non esiste alcuna raccomandazione in tal senso, il giudice nomina un tutore tra i parenti del minore o tra le persone vicine al minore o alla famiglia o un’altra persona fisica. Ove non possa essere designata alcuna persona fisica come tutore del minore, il giudice nomina un organismo responsabile della protezione dei minori. Il tutore deve rispondere davanti al giudice dell’adempimento delle sue funzioni ed è tenuto a fornire al tribunale rapporti sul minore di cui ha la tutela e la contabilità relativa all'amministrazione dei beni del minore. Il tutore non ha, tuttavia, alcun obbligo di mantenimento nei riguardi del minore. Inoltre, il tutore non detiene la potestà dei genitori; ciò nonostante, le relazioni tra tutore e minore sono disciplinate dalle disposizioni del diritto di famiglia aventi per oggetto i diritti e i doveri di figli e genitori. Tutte le decisioni prese da un tutore e di sostanziale rilevanza per il minore devono ricevere l’approvazione del giudice.

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Il diritto di famiglia consente inoltre che taluni dei diritti e doveri parziali rientranti nella potestà dei genitori possano essere esercitati da un'altra persona idonea. Ad esempio, il giudice ha facoltà di affidare il minore alle cure di un'altra persona fisica, se essa fornisce la garanzia di offrire un’adeguata educazione del minore e acconsente a farsi carico del minore. In tal caso, il giudice precisa la portata dei diritti e dei doveri dell'affidatario in relazione al minore di cui trattasi.

Un’ulteriore opzione consiste nell’affidare il minore a una famiglia di accoglienza. Nell’occuparsi di un minore, il genitore di accoglienza esercita in modo commensurato i diritti e doveri spettanti al genitore biologico. Tuttavia, il genitore di accoglienza non ha alcun obbligo di mantenimento nei confronti del minore e può assumerne la rappresentanza legale e amministrarne i beni soltanto per gli aspetti correnti.

Qualora i diritti di proprietà del minore possano risultare compromessi, il giudice nomina un amministratore fiduciario per garantire una maggiore tutela al patrimonio del minore. Inoltre, il giudice deve nominare un amministratore fiduciario in concomitanza di una sentenza che limita l’esercizio della potestà dei genitori nella misura in cui ciò risponde agli interessi del minore. Un amministratore fiduciario può essere una persona fisica pienamente capace di agire, il cui stile di vita garantisce il corretto adempimento di tale funzione e che acconsenta a tale incarico. Se non può essere designata alcuna persona fisica, il giudice generalmente nomina un organismo responsabile della protezione dei minori come amministratore fiduciario.

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Se vi sono gravi motivi che impediscono ai genitori di assicurare la corretta educazione del minore, o se l'educazione del minore non può essere debitamente garantita a causa dei citati gravi motivi o è gravemente minacciata o compromessa, il giudice può affidare il minore alle cure di un'idonea istituzione o disporre che il minore sia posto in un istituto per minori bisognosi di assistenza immediata.

4. Se i genitori divorziano o si separano, in che modo viene presa una decisione sulla potestà?

In casi simili, si dà sempre preferenza all’accordo concluso tra i genitori. Se vi è accordo, è necessario risolvere la questione dell’affidamento del minore e delle modalità con cui ciascuno dei genitori deve contribuire al mantenimento del minore. Per essere valido l’accordo deve tuttavia essere approvato dal tribunale. Un accordo può anche disciplinare le relazioni tra il minore e i genitori; in questo caso, non è necessaria l'approvazione del tribunale. Il giudice interviene con una decisione se i genitori non raggiungono alcun accordo sugli aspetti fondamentali dell'esercizio della potestà dei genitori. Il giudice può anche deliberare su tali aspetti senza esserne sollecitato quando si tratti di un minore i cui genitori non coabitano e non hanno raggiunto un accordo sulla questione del mantenimento e dell'educazione del figlio. In caso di divorzio, la decisione volta a stabilire quale dei genitori sarà incaricato dell'educazione del minore e il modo in cui ciascun genitore contribuirà al mantenimento del minore (sia che si tratti di accordo tra i genitori sia di sentenza giudiziaria) è una condizione preliminare fondamentale per il divorzio.

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5. Se i genitori concludono un accordo sulla potestà, quali formalità occorre espletare per rendere tale accordo giuridicamente vincolante?

Se un accordo che disciplina l'esercizio della potestà dei genitori (in particolare per quanto riguarda la designazione del genitore che si farà carico dell’educazione del minore e il modo con cui ciascun genitore deve contribuire al mantenimento del minore) deve sostituire una decisione di giustizia riguardante i diritti e le responsabilità dei genitori nei confronti di un minore durante il periodo successivo al divorzio, l'accordo deve essere approvato dal tribunale per essere valido. Per contro, ciò non è necessario per la validità dell’accordo sulle relazioni tra i genitori ed il minore.

6. Se i genitori non riescono a raggiungere un accordo sulle questioni attinenti alla potestà, quali metodi alternativi vi sono per risolvere la controversia senza ricorrere al giudice?

In tali casi, è possibile rivolgersi ai mediatori che operano in tutti i tribunali distrettuali. Il loro compito consiste nel cercare una composizione in via amichevole tra le parti; in questo tipo di procedimento svolgono il ruolo di intermediari.

Inoltre è possibile ricorrere ai servizi di consulenza in materia matrimoniale, familiare e di relazioni interpersonali, che forniscono l’assistenza di psicologi qualificati e assistenti sociali. La Repubblica ceca conta anche molte organizzazioni senza fine di lucro che possono essere contattate in questo contesto.

Inoltre, per quanto riguarda la potestà dei genitori, i genitori possono rivolgersi all'ente di protezione sociale dell'infanzia.

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7. Se i genitori adiscono un giudice, quali sono le questioni su cui il giudice può prendere una decisione inerente al figlio?

Generalmente, il tribunale può deliberare sui seguenti aspetti attinenti al benessere del minore:

  1. misure educative,
  2. adozione,
  3. affidamento e tutela,
  4. mantenimento.

La questione che più frequentemente viene esaminata ai fini decisione del giudice consiste nel determinare a quale genitori affidare l’educazione del minore. Nei casi di divorzio, questo aspetto è quasi sempre risolto. Il minore è spesso affidato alle cure di uno dei genitori. Il giudice tiene soprattutto conto degli interessi del minore in considerazione della sua personalità, delle capacità educative dei genitori e di altri fattori pertinenti. Tuttavia, se i due genitori sono capaci di occuparsi del figlio e se manifestano entrambi l'interesse a farsi carico della sua educazione, il tribunale può decidere l’affidamento condiviso o alternato dei due genitori qualora ciò sia nell’interesse del minore e se tale situazione garantisce al meglio le necessità del minore. Il tribunale è anche autorizzato a decidere l’importo pecuniario con il quale ciascun genitore deve contribuire al mantenimento del figlio. Per determinare l'importo dell'assegno di mantenimento, si deve tenere conto del patrimonio, delle capacità ed opportunità dei genitori, delle necessità giustificate del minore e dell'importo con il quale i genitori contribuiranno personalmente alle cure del minore.

Il tribunale può anche decidere su aspetti attinenti all'educazione e al mantenimento del minore senza esserne sollecitato, qualora il figlio sia minorenne. Oltre agli aspetti suddetti, il tribunale può anche pronunciarsi sul regime delle relazioni tra il minore ed i suoi genitori (tali relazioni possono essere limitate o vietate se ciò è nell'interesse del minore), i nonni o i fratelli e sorelle.

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8. Qualora il giudice decida che solo uno dei genitori debba avere l'affidamento, ciò significa che tale genitore può prendere tutte le decisioni inerenti al figlio senza consultare l'altro genitore?

L'educazione del minore e la soddisfazione delle sue necessità costituiscono soltanto alcuni dei diritti e delle responsabilità che rientrano nella potestà dei genitori. Se il genitore al quale non è stata affidata l’educazione del figlio non ha perso la potestà dei genitori o tale potestà non ha subito limitazioni di sorta, il genitore è ancora autorizzato a prendere decisioni sulle questioni fondamentali che riguardano il figlio.

9. Se il giudice decide per l'affidamento congiunto, cosa comporta ciò nella pratica?

Nell’ipotesi di un divorzio, la legge sulla famiglia opera una distinzione tra l’affidamento condiviso e l’affidamento alternato, in funzione di quale modalità corrisponda meglio agli interessi del minore e ne assicuri la soddisfazione dei bisogni. Questo tipo di decisione può essere preso se i genitori sono in grado di comunicare e cooperare per quanto riguarda l’educazione del figlio.

Affidamento condiviso

Il tribunale deciderà di affidare il minore all’affidamento condiviso dei genitori se essi vivono sotto lo stesso tetto e si fanno carico di parte degli obblighi pecuniari e se sussistono altre condizioni. In pratica, l’affidamento condiviso può consistere nel fatto che un genitore garantisca l’istruzione del minore e l'altro si faccia carico delle sue attività sportive oppure che uno dei genitori si occupi dell’apprendimento linguistico del figlio mentre l’altro segue le attività extrascolastiche. In questo caso, i due genitori condividono l’assistenza sanitaria e la soddisfazione delle necessità materiali del minore, quali l’alimentazione, la pulizia, l’abbigliamento, ecc.

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Affidamento alternato

Nel quadro dell’affidamento alternato, il minore è affidato alle cure di uno e dell’altro genitore in modo alternato e per periodi prestabiliti. Nello stesso tempo, il tribunale definisce i diritti e le responsabilità connessi a questi periodi di affidamento alternato. Nella maggior parte dei casi, l'alternanza tra i genitori avviene su base mensile. In questo caso è fondamentale che i genitori vivano in zone vicine, in particolare considerando la frequenza dell'istituto scolastico.

10. A quale tribunale o autorità occorre rivolgersi per presentare una domanda in materia di potestà dei genitori? Quali formalità occorre espletare e quali documenti devono essere allegati?

È necessario presentare l’istanza al tribunale distrettuale (a Brno, il tribunale municipale) competente per il distretto nel quale il minore risiede, corredandola di eventuali proposte riguardanti la potestà dei genitori. Il tribunale può anche deliberare su questioni relative all’affidamento di un minore anche in assenza di tali proposte.

Le formalità ed i documenti da allegare alla richiesta dipendono dal tipo di istanza. In generale, è necessario indicare chiaramente il richiedente, il minore interessato ed il convenuto. Inoltre, il richiedente deve esporre il suo caso, giustificandolo ed esponendo nei dettagli gli elementi a sostegno. La richiesta deve comprendere tutti i documenti importanti relativi a tali questioni – ad esempio, il certificato di nascita, il certificato di matrimonio, la decisione giudiziaria resa precedentemente in materia, ecc. La richiesta deve essere presentata in un numero di copie pari al numero delle parti, più una copia per il tribunale.

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Se la richiesta non soddisfa le formalità prescritte o se manca uno dei documenti necessari, il tribunale ne chiederà l’integrazione.

11. Quale procedura si applica in tali casi? Esiste una procedura d’urgenza?

Il tribunale può avviare un procedimento per deliberare sull’affidamento di un minore anche in assenza di specifica domanda, ma naturalmente è possibile presentare un’istanza in tal senso per avviare il relativo procedimento.

Prima di deliberare in modo definitivo, il tribunale può – con sentenza preliminare - imporre al convenuto la responsabilità di pagare un assegno alimentare o rimettere il minore all’affidamento dell’altro genitore o ad una persona designata.

Il codice di procedura civile regola peraltro la procedura propria nei casi in cui un minore è privato di cure o si trova in una situazione tale per cui la sua vita e il suo sviluppo armonioso sono minacciati o compromessi. In questo caso, su proposta di un organo di protezione sociale dell'infanzia competente, il tribunale pronuncia una sentenza preliminare affinché il minore sia affidato alla persona designata in detta sentenza. Il tribunale deve pronunciarsi sulla domanda di sentenza preliminare senza indugio o al più tardi nelle 24 ore della sua presentazione. La sentenza preliminare ha validità di tre mesi a decorrere dal momento in cui ha acquisito forza esecutiva; se un procedimento in materia è avviato prima della scadenza di questo termine, la sentenza preliminare rimarrà in vigore fino a che la sentenza definitiva acquisisca forza esecutiva. Una volta pronunciata, la sentenza è immediatamente eseguita; il tribunale coopera con gli organi competenti per porre il minore sotto la custodia della persona designata; se il minore risiede con un'altra persona, ne è allontanato.

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12. È possibile ottenere il patrocinio a spese dello Stato per coprire le spese dei procedimenti?

Secondo la legge sulle spese giudiziarie, il procedimento relativo alla tutela e all’affidamento dinanzi al tribunale dei minori è interamente gratuito. Di conseguenza, il richiedente non deve sostenere alcuna spesa quando introduce una istanza in materia di esercizio della potestà dei genitori.

Tuttavia, diverso è il discorso sul pagamento dei costi connessi con la designazione di un avvocato. In questo caso, il tribunale può accogliere la domanda di patrocinio gratuito ai sensi del codice di procedura civile. Il beneficio del patrocinio gratuito è concesso se la domanda è giustificata dalla situazione della persona interessata, che non è in grado di pagare gli onorari dell'avvocato. In pratica dunque, se la situazione patrimoniale o sociale della persona interessata è sfavorevole. La situazione patrimoniale o sociale sfavorevole è definita sulla base dei criteri generalmente applicati per l'esenzione dalle spese processuali (disoccupazione, pensione d'invalidità, congedo parentale), ma è sempre necessario tenere conto delle circostanze specifiche della fattispecie.

Inoltre, a condizione che siano soddisfatti i requisiti preliminari stabiliti nella legge sugli avvocati, è possibile chiedere all'Ordine degli avvocati di designare un legale che presti assistenza gratuita.

13. È possibile ricorrere in appello contro una decisione sulla potestà dei genitori?

Sì, è possibile fare appello avverso una sentenza sulla potestà dei genitori. I tribunali distrettuali sono i tribunali competenti in primo grado per i procedimenti di questo tipo. Di conseguenza, il tribunale regionale (o il tribunale municipale di Praga) è competente a conoscere in tutti i ricorsi. È possibile fare appello nei quindici giorni successivi alla ricezione di una copia scritta della sentenza che si intende impugnare. Se una decisione rettificativa è stata emessa in relazione al dispositivo della decisione, il termine di ricorso ricomincia a correre dalla data in cui la suddetta decisione rettificativa prende effetto. Il ricorso è considerato presentato in tempo utile anche dopo il termine di quindici giorni se il ricorrente ha seguito istruzioni sbagliate fornitegli dal tribunale.

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Inoltre, giova sottolineare che la decisione può essere esecutiva a titolo preliminare, nel senso che può essere eseguita anche se non ha ancora acquisito forza esecutiva a motivo del ricorso inoltrato.

14. In determinati casi può essere necessario chiedere l'esecuzione di una decisione sulla potestà dei genitori. In tali casi, a quale tribunale occorre rivolgersi e in che modo viene affrontato il problema?

Nella Repubblica ceca, è necessario presentare al tribunale domanda di esecuzione di qualsiasi sentenza riguardante la potestà dei genitori; la procedura da seguire nell’esecuzione di una decisione è disciplinata dal codice di procedura civile.

In questo caso, è necessario presentare la richiesta di esecuzione della decisione al tribunale distrettuale competente per la zona in cui risiede il minore. La richiesta, che deve contenere tutte le informazioni pertinenti (la designazione della parte obbligata e della parte autorizzata, la definizione della portata e del contenuto dell'obbligo, la definizione del termine per il compimento del suddetto obbligo e la specificazione del titolo esecutivo di cui si chiede l'esecuzione), deve essere corredata di una copia della decisione (o dell'accordo approvato dal tribunale sull'educazione del minore o sul regime delle relazioni con il minore), compresa la conferma della sua esecutività. Prima di ordinare l’esecuzione della decisione, il tribunale chiederà alla parte che rifiuta di conformarsi alla sentenza o che non rispetta l'accordo approvato dal tribunale sull'educazione del minore o l'accordo che regola le relazioni con il minore di conformarsi alla decisione giudiziaria o all'accordo approvato dal tribunale. Chiedendo alla parte interessata di tenere tale comportamento, il tribunale richiama la sua attenzione sulle conseguenze di un inadempimento degli obblighi enunciati nella decisione o nell'accordo. Tuttavia, in circostanze particolari, il tribunale può ordinare l’esecuzione della decisione e l’allontanamento del minore anche in mancanza di una specifica domanda in tal senso. In questa fase della procedura, il tribunale può anche sollecitare la partecipazione del competente organismo di protezione sociale dell'infanzia. Se la parte in difetto non si conforma volontariamente alla decisione o all'accordo sulla potestà dei genitori a seguito della richiesta formulata in questo senso dal tribunale, quest’ultimo le infligge un’ammenda; l'ammenda può essere inflitta ripetutamente, ma l'importo della singola ammenda non può mai superare 50 000 CZK. Inoltre, il tribunale può ordinare l’allontanamento del minore dalla parte con la quale il minore non dovrebbe stare in base alla decisione o all'accordo e la sua sistemazione presso la parte incaricata dell'educazione del minore nell'ambito della decisione o dell'accordo, o alla quale il minore deve essere restituito o alla parte alla quale la decisione o l'accordo ha accordato il diritto di contatto con il figlio.

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15. Che cosa occorre fare per ottenere il riconoscimento e l'esecuzione nella Repubblica ceca di una decisione relativa alla potestà dei genitori pronunciata in un altro Stato membro?

Le decisioni sulla potestà dei genitori pronunciate in diversi paesi diventano esecutive nella Repubblica ceca conformemente alla legge sul diritto internazionale privato e procedurale, a condizione che siano entrate in vigore a seguito della conferma del competente organo straniero e siano state riconosciute dagli organi cechi, fatte salve le eccezioni precisate nella legge. Se queste condizioni sono soddisfatte, la procedura è analoga a quella dell’esecuzione di una decisione pronunciata da un tribunale ceco (cfr. la risposta alla domanda precedente). Il nostro organo riconoscerà tutte le decisioni straniere di questo tipo dopo aver verificato che soddisfano i requisiti di riconoscimento; riconoscerà pertanto una decisione senza emettere una dichiarazione speciale, giacché tale decisione è trattata come se fosse stata pronunciata dal nostro organo.

Le convenzioni internazionali che disciplinano questa materia e che sono vincolanti per la Repubblica ceca devono essere rispettate e prevalgono sul diritto nazionale.

16. A quale tribunale occorre rivolgersi per opporsi al riconoscimento e all'esecuzione di una decisione relativa alla potestà dei genitori pronunciata da un tribunale di un altro Stato membro? Quale procedura si applica in tali casi?

Come già citato, il riconoscimento di decisioni straniere sulla potestà dei genitori non richiede alcuna dichiarazione speciale circa la decisione dell'organo ceco e questo riconoscimento della decisione straniera non è preceduto da alcun particolare procedimento volto al riconoscimento. Il diritto internazionale privato e procedurale dispone che la decisione straniera non può essere riconosciuta o eseguita se tale riconoscimento o esecuzione è contrario all'ordine pubblico ceco. In questo caso, è necessario portare la controversia davanti al tribunale competente (cfr. sopra – domande n. 10 e 14).

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17. Quale legge si applica in materia di potestà dei genitori se il figlio o i genitori non vivono nella Repubblica ceca o hanno la cittadinanza di Stati diversi?

La legge relativa al diritto internazionale privato e procedurale dispone che le relazioni tra genitori e figli, comprendente l'educazione, l’istruzione e il mantenimento, sono disciplinate dal diritto dello Stato il cui minore è cittadino. Se il minore vive nella Repubblica ceca, queste relazioni possono essere valutate conformemente al diritto ceco, ove ciò corrisponda agli interessi superiori del minore.

La legge dispone inoltre che i tribunali cechi sono competenti a conoscere di tutte le questioni che riguardano l'educazione e il mantenimento dei minori e di tutte le questioni che vi sono associate, a condizione che detti minori siano cittadini cechi, anche se risiedono all'estero. L'organo consolare ceco può anche assumere l’affidamento di minori cechi che vivono all'estero e non possono beneficiare di cure parentali nei limiti della giurisdizione del tribunale, a condizione che lo Stato nel quale il minore risiede riconosce tale giurisdizione. Per quanto riguarda il minore originario di un paese straniero che risiede nella Repubblica ceca, i tribunali cechi applicheranno soltanto le misure necessarie alla protezione della persona e dei beni del minore e ne informeranno in seguito gli organi competenti nel paese d'origine del minore. Se l'organo del paese d'origine del minore non modifica la situazione del minore entro un termine ragionevole, il tribunale ceco ne prende l'iniziativa. Nel caso di una decisione che scioglie il vincolo matrimoniale dei genitori di un minore che vive nel territorio della Repubblica ceca, il tribunale stabilirà i diritti e le responsabilità dei genitori nei confronti del minore per il periodo successivo al divorzio, a condizione che il minore rimanga in territorio nazionale e il paese d'origine del minore non dia esecuzione ad altri provvedimenti.

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In quest’ultima fattispecie è tuttavia necessario sottolineare che le citate disposizioni della legge relativa al diritto internazionale privato e procedurale sono applicate soltanto se non sono contrarie ai trattati internazionali che vincolano la Repubblica ceca. Il 4.3.1999, la Repubblica ceca ha firmato la convenzione dell'Aia Convenzione concernente la competenza, la legge applicabile, il riconoscimento, l'esecuzione e la cooperazione in materia di responsabilità genitoriale e di misure di protezione dei minori. La convenzione sancisce che il tribunale o le autorità amministrative della parte contraente della residenza abituale del minore sono competenti ad adottare provvedimenti volti alla protezione della sua persona o dei suoi beni. Queste disposizioni si applicano ad eccezione dell'articolo 7, che tratta del trasferimento della residenza abituale del minore in un altro Stato contraente, nel qual caso gli organi dello Stato contraente della nuova residenza abituale del minore sono competenti. Nell'esercizio della loro competenza in materia di protezione del minore e dei suoi beni, gli organi delle parti contraenti applicano il proprio diritto nazionale. Tuttavia, nella misura necessaria per la protezione della persona o dei beni del minore, possono eccezionalmente applicare o tenere conto del diritto di un altro paese con il quale nella fattispecie vi sia un legame fondamentale. In caso di trasferimento della residenza abituale del minore e se il minore vivrà in un altro Stato contraente, le condizioni di esecuzione delle misure adottate nel paese in cui il minore aveva la sua residenza abituale iniziale sono soggette al diritto del nuovo Stato di residenza. Il riconoscimento o l'annullamento di una decisione sulla potestà dei genitori legale (senza intervento di un tribunale o di un organo amministrativo) è soggetto al diritto del paese di residenza abituale del minore. Il riconoscimento o l'annullamento di una decisione sulla potestà dei genitori in base ad un accordo o un atto giuridico unilaterale (senza intervento di un tribunale o di un organo amministrativo) è soggetto al diritto del paese in cui il minore aveva la sua residenza abituale al momento dell'entrata in vigore dell'accordo o dell'atto giuridico unilaterale. Le responsabilità genitoriali che esistono ai sensi del diritto del paese in cui il minore aveva la sua residenza abituale rimangono in vigore dopo il trasferimento della residenza abituale del minore in un altro paese. In caso di trasferimento della residenza abituale del minore, il riconoscimento legale delle responsabilità genitoriale ad una persona che, fino ad allora, non ne aveva assunto alcuna, sarà sottoposto al diritto del paese della nuova residenza abituale del minore. L'esercizio delle responsabilità genitoriali è disciplinato dal diritto del paese di residenza abituale del minore. In caso di trasferimento della residenza abituale del minore, dipenderà dal diritto del paese di nuova residenza abituale del minore.

Inoltre, la convenzione del 2 ottobre 1973 Convenzione concernente il riconoscimento e l'esecuzione di decisioni relative alle obbligazioni alimentari e la convenzione europea del 20 maggio 1980 sul Convenzione europea sul riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia di affidamento dei minori e ristabilimento dell'affidamento devono anche essere osservate.

Ulteriori informazioni

Collegamenti a pagine web:

Ordinamento giudiziario della Repubblica ceca ceština - English 

La rete giudiziaria europea in materia civile e commerciale – schede informative sulla potestà dei genitori

Servizi di consulenza in materia matrimoniale, familiare e di relazioni interpersonali ceština

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Ultimo aggiornamento: 06-11-2006

 
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