Commissione Europea > RGE > Crediti alimentari > Polonia

Ultimo aggiornamento: 21-02-2007
Versione stampabile Aggiungi ai preferiti

Crediti alimentari - Polonia

EJN logo

Questa pagina è obsoleta. L'aggiornamento è in corso e sarà disponibile sul portale europeo della giustizia elettronica.


 

INDICE

1. Che cosa si intende per “alimenti” e per “credito alimentare” nell’ordinamento giuridico polacco? Chi ha diritto agli alimenti? 1.
2. Fino a quale età il figlio ha diritto agli alimenti? 2.
3. In quali casi è applicabile il diritto polacco? 3.
4. Se l’autorità giudiziaria non applica il diritto polacco, quale diritto sarà applicabile (se tanto il debitore quanto il creditore risiedono in Polonia)? 4.
5. Come si presenta la domanda di alimenti all’autorità giudiziaria, all’autorità amministrativa o ad altra organizzazione? 5.
6. È possibile presentare la domanda di alimenti a nome di un consanguineo, di un amico intimo o di un minore? 6.
7. Come può il creditore sapere qual è il giudice competente? 7.
8. L’attore deve essere rappresentato innanzi al giudice da un procuratore professionale o presentare la domanda giudiziale attraverso un’autorità competente? 8.
9. L’attore deve sopportare le spese processuali? In caso affermativo, a quanto ammontano approssimativamente? Quali possibilità di ottenere un aiuto finanziario sono offerte all’attore che non abbia mezzi sufficienti? 9.
10. In quale modo il giudice stabilisce l’entità degli alimenti? In quale modo i cambiamenti nel costo della vita e nella situazione familiare incidono sul livello della prestazione alimentare? 10.
11. Chi paga le prestazioni alimentari e in quale modo? 11.
12. Se il debitore non paga volontariamente, quale attività può essere intrapresa per costringerlo a pagare? 12.
13. Esiste un’autorità o un’organizzazione che assiste chi fa valere una pretesa alimentare? 13.
14. Qualcuno di questi soggetti può erogare in tutto o in parte le prestazioni alimentari al posto del debitore? 14.
15. Il creditore che risieda in Polonia può beneficiare dell’assistenza di autorità locali o centrali oppure di altre organizzazioni in Polonia se il debitore vive in un altro paese? 15.
16. In caso affermativo, in quale modo si può contattare l’autorità competente (si prega di indicare i nomi e gli indirizzi esatti)? 16.
17. Quale tipo di assistenza offre tale autorità od organizzazione? 17.
18. Il creditore che risieda in un altro paese può rivolgersi direttamente a tale autorità od organizzazione polacca se il debitore vive in Polonia? 18.
19. In caso affermativo, in quale modo si può contattare l’autorità competente (si prega di indicare i nomi e gli indirizzi esatti)? 19.
20. Quale tipo di assistenza offre tale autorità od organizzazione? 20.

 

1. Che cosa si intende per “alimenti” e per “credito alimentare” nell’ordinamento giuridico polacco? Chi ha diritto agli alimenti?

Secondo l’articolo 128 del codice della famiglia e della tutela (Kodeks rodzinny i opiekuńczy) l’obbligazione alimentare comporta, a carico dei consanguinei in linea retta e dei fratelli, l’obbligo di fornire i mezzi di sussistenza (tra cui vestiti, cibo, alloggio, combustibile e medicine) e, se necessario, di provvedere all’educazione (curare lo sviluppo fisico e intellettuale, offrire l’accesso all’istruzione e alla cultura).

Gli alimenti comprendono prestazioni in denaro o in natura nonché, per quanto riguarda i bambini, le attività svolte personalmente per educarli e i lavori effettuati nella casa comune nel quadro dell’adempimento dell’obbligazione alimentare.

Il credito alimentare è il diritto di pretendere l’adempimento dell’obbligazione alimentare dalla persona su cui essa grava.

Il principio generale è che l’obbligazione alimentare scaturisce da diversi tipi di rapporto familiare. A seconda del rapporto familiare, il diritto polacco distingue i seguenti tipi di obbligazione alimentare:

  1. l’obbligazione alimentare tra consanguinei, categoria nella quale rientra in particolare l’obbligazione alimentare dei genitori nei confronti dei figli. Nel caso dei consanguinei, ha diritto agli alimenti soltanto chi si trovi in stato di bisogno. Tuttavia, i genitori sono tenuti alle prestazioni alimentari nei confronti dei figli che non siano ancora in grado di mantenersi autonomamente, a meno che il reddito del patrimonio dei figli sia sufficiente per il loro mantenimento e la loro educazione. Dopo il compimento del diciottesimo anno di età i figli perdono il diritto agli alimenti a meno che desiderino continuare gli studi e i risultati conseguiti giustifichino tale scelta. Inoltre, i genitori non sono tenuti a fornire i mezzi di sussistenza al figlio che, avendo compiuto il diciottesimo anno di età e potendo lavorare, abbia intrapreso gli studi ma non li ultimi nei tempi previsti perché non si impegna, non fa i progressi necessari, non ottiene la sufficienza e non dà gli esami nei termini;
  2. l’obbligazione alimentare derivante dall’adozione. Se gli effetti dell’adozione consistono esclusivamente nel sorgere del rapporto tra l’adottante e l’adottato, l’obbligazione alimentare nei confronti dell’adottato grava sull’adottante prima che sugli ascendenti e sui fratelli dell’adottato, mentre l’obbligazione alimentare nei confronti degli ascendenti e dei fratelli grava sull’adottato soltanto in ultima istanza. Negli altri casi, all’adottato si applicano i principi di cui al punto 1;
  3. l’obbligazione alimentare tra parenti acquisiti (matrigna, patrigno, figliastro). Ha diritto alle prestazioni alimentari soltanto chi si trovi in stato di bisogno, e soltanto se, nella situazione data, l’imposizione dell’obbligazione alimentare corrisponda ai principi della convivenza sociale. Alla luce della normativa e della giurisprudenza polacche, per stato di bisogno si intende l’impossibilità di soddisfare con i propri mezzi e con le proprie forze a esigenze di mantenimento ragionevoli;
  4. l’obbligazione alimentare tra i coniugi in costanza di matrimonio. Ai sensi dell’articolo 27 del codice della famiglia e della tutela, i membri della famiglia possono rivendicare il diritto ad un “tenore di vita uguale” per tutti i membri della famiglia;
  5. l’obbligazione alimentare tra i coniugi dopo la cessazione del matrimonio. Se soltanto uno dei coniugi è stato giudicato responsabile del fallimento del matrimonio e il divorzio comporta un deterioramento sostanziale della situazione materiale dell’altro coniuge, quest’ultimo può pretendere che le sue esigenze ragionevoli vengano soddisfatte anche se non si trova in stato di bisogno. Negli altri casi, il coniuge che si trovi in stato di bisogno può pretendere che l’ex coniuge gli fornisca i mezzi di sostentamento necessari per soddisfare le sue esigenze ragionevoli nei limiti della capacità di guadagno e della situazione patrimoniale dell’ex coniuge. L’obbligazione di fornire i mezzi di sostentamento all’ex coniuge divorziato cessa quando quest’ultimo contrae nuovo matrimonio. Tuttavia, qualora obbligato sia un coniuge divorziato che non è stato giudicato responsabile del fallimento della vita coniugale, l’obbligazione alimentare cessa altresì cinque anni dopo la sentenza di divorzio, a meno che, su richiesta dell’avente diritto e in considerazione di circostanze eccezionali, il giudice proroghi il suddetto termine;
  6. l’obbligazione alimentare del padre di un bambino nato fuori del matrimonio nei confronti della madre del bambino. Il padre non sposato con la madre del figlio deve contribuire secondo le proprie possibilità a coprire sia le spese connesse con la gravidanza e il parto sia i costi di mantenimento della puerpera per tre mesi. Se vi sono motivi gravi la madre può chiedere che il padre di suo figlio contribuisca al suo mantenimento per un periodo più lungo.

2. Fino a quale età il figlio ha diritto agli alimenti?

L’obbligazione alimentare dei genitori nei confronti del figlio presuppone che quest’ultimo non sia in grado di mantenersi autonomamente. Per maggiori informazioni si rimanda al punto 1.1.

Inizio paginaInizio pagina

3. In quali casi è applicabile il diritto polacco?

La questione del diritto applicabile è disciplinata in Polonia dalla legge del 12 novembre 1965 sul diritto internazionale privato, dalla convenzione dell’Aia sul diritto applicabile alle obbligazioni alimentari del 2 ottobre 1973 e da accordi bilaterali conclusi con l’Austria, la Bulgaria, la Bielorussia, Cuba, la Repubblica ceca, la Slovacchia, l’Estonia, la Francia, l’Ungheria, la Lituania, la Lettonia, la Corea del Nord, la Romania, la Russia, l’Ucraina e il Vietnam (informazioni su questi accordi sono accessibili sul sito web del ministero polacco della Giustizia: www.ms.gov.pl polski).

In quanto la convenzione o gli accordi bilaterali non dispongano altrimenti, le pretese alimentari tra consanguinei o tra parenti acquisiti sono soggette alla legge del paese dell’avente diritto. Pertanto la legge polacca si applica quando l’avente diritto è un cittadino polacco.

4. Se l’autorità giudiziaria non applica il diritto polacco, quale diritto sarà applicabile (se tanto il debitore quanto il creditore risiedono in Polonia)?

Il luogo di residenza o il domicilio delle parti non influisce sulla scelta del diritto applicabile. L’unico criterio di collegamento rilevante è la nazionalità dell’avente diritto. Si veda al punto 3.

Inizio paginaInizio pagina

5. Come si presenta la domanda di alimenti all’autorità giudiziaria, all’autorità amministrativa o ad altra organizzazione?

La soddisfazione del credito alimentare può essere ottenuta:

  1. attraverso l’esecuzione volontaria dell’obbligazione alimentare;
  2. attraverso la conclusione tra le parti di un accordo riguardante tale obbligazione;
  3. se l’obbligato non ottempera, attraverso una domanda giudiziale di attribuzione degli alimenti.

6. È possibile presentare la domanda di alimenti a nome di un consanguineo, di un amico intimo o di un minore?

Può presentare domanda giudiziale per ottenere l’attribuzione degli alimenti a nome dell’avente diritto:

  • un procuratore, che, oltre all’avvocato, può essere il genitore, il coniuge, il fratello, un ascendente o una persona cha abbia un rapporto di adozione con l’avente diritto;
  • il rappresentante del servizio dell’ente locale responsabile dell’assistenza sociale [a norma della legge sull’assistenza sociale del 12 marzo 2004 (Gazzetta ufficiale polacca del 2004, n. 64, voce 593), tali rappresentanti sono il direttore di un centro comunale di assistenza sociale e il direttore di un centro provinciale di sostegno alla famiglia];
  • il rappresentante di un’organizzazione avente come scopo l’assistenza alle famiglie [un elenco di tali organizzazioni è stabilito nel regolamento del ministro della Giustizia del 10 novembre 2000 (Gazzetta ufficiale polacca del 2000, n. 100, voce 1080)];
  • il pubblico ministero se ciò è giustificato dalla necessità di tutelare la legge e l’interesse pubblico.

A nome dei minorenni aventi diritto agiscono i rappresentanti legali.

Inizio paginaInizio pagina

Un amico intimo può agire a nome dell’avente diritto soltanto se è uno dei soggetti di cui sopra.

7. Come può il creditore sapere qual è il giudice competente?

Secondo il codice di procedura civile (Kodeks postępowania cywilnego), il giudice competente per materia a conoscere delle cause alimentari è il tribunale distrettuale (Sąd Rejonowy). La competenza territoriale è invece determinata dal luogo di residenza dell’avente diritto agli alimenti o da quello del convenuto.

Per sapere quale giudice è competente in un caso concreto, si può consultare un avvocato, i soggetti di cui al punto 15 o l’atlante giudiziario europeo che si trova sul sito web della Commissione.

8. L’attore deve essere rappresentato innanzi al giudice da un procuratore professionale o presentare la domanda giudiziale attraverso un’autorità competente?

Nelle cause alimentari la rappresentanza di un avvocato non è obbligatoria. La parte può scegliere di comparire da sola o di farsi rappresentare da un procuratore professionale.

L’avente diritto agli alimenti può ottenere un avvocato d’ufficio; per informazioni dettagliate al riguardo si veda il punto 9.

9. L’attore deve sopportare le spese processuali? In caso affermativo, a quanto ammontano approssimativamente? Quali possibilità di ottenere un aiuto finanziario sono offerte all’attore che non abbia mezzi sufficienti?

Secondo il diritto polacco, chi fa valere una pretesa alimentare è esentato dall’obbligo di sopportare le spese processuali. L’esenzione è totale, sicché la persona interessata non paga nessuna spesa processuale, neppure i costi dell’appello o dell’esecuzione.

Inizio paginaInizio pagina

Inoltre, chi gode dell’esenzione dalle spese processuali può chiedere di essere assistito da un avvocato d’ufficio. Se la relativa domanda è accolta, gli onorari dell’avvocato d’ufficio sono a carico della controparte. Qualora la persona che ha avuto l’avvocato d’ufficio perda la causa, i costi dell’avvocato sono a carico dello Stato.

I diritti dei cittadini degli Stati membri in materia di gratuito patrocinio sono disciplinati dalla legge sul diritto all’assistenza nei procedimenti civili celebrati negli Stati membri dell’Unione europea (Ustawa o prawie pomocy w postępowaniu w sprawach cywilnych prowadzonym w państwach członkowskich Unii Europejskiej). Notizie in merito sono contenute nelle informazioni fornite dalla Polonia sul gratuito patrocinio.

10. In quale modo il giudice stabilisce l’entità degli alimenti? In quale modo i cambiamenti nel costo della vita e nella situazione familiare incidono sul livello della prestazione alimentare?

L’entità delle prestazioni alimentari dipende sia dalle possibilità di guadagno e dalla situazione patrimoniale dell’obbligato, sia dalle esigenze ragionevoli dell’avente diritto. Queste ultime comprendono tutto ciò che è indispensabile per il mantenimento dell’avente diritto, non solo in termini materiali ma anche in termini culturali e spirituali. Le esigenze dei minori comprendono anche i costi di educazione. Nel valutare le possibilità di guadagno e la situazione patrimoniale dell’obbligato, non viene preso in considerazione il suo reddito effettivo, bensì quello che egli potrebbe ottenere se sfruttasse appieno le sue possibilità di guadagno.

Inizio paginaInizio pagina

Qualora vi sia un mutamento delle circostanze, si può chiedere una modifica della sentenza o dell’accordo riguardante l’obbligo alimentare. Tale domanda può essere presentata da ciascuna delle parti del rapporto alimentare. A seconda delle circostanze, si può chiedere l’annullamento dell’obbligazione alimentare, l’aumento degli alimenti o la loro diminuzione. La modifica del livello delle prestazioni alimentari presuppone che siano aumentate o diminuite le esigenze dell’avente diritto o le possibilità di guadagno dell’obbligato.

11. Chi paga le prestazioni alimentari e in quale modo?

Obbligato al pagamento è il debitore indicato nel titolo esecutivo. Pertanto, in linea di principio le prestazioni alimentari gravano unicamente sulla persona obbligata agli alimenti. Se quest’ultima non paga volontariamente, l’avente diritto può chiedere l’avvio del procedimento esecutivo all’organo competente, che è l’ufficiale giudiziario. L’esecuzione può essere avviata anche d’ufficio, su iniziativa del giudice di primo grado autore della sentenza che ha stabilito il livello degli alimenti. L’avente diritto può anche presentare il titolo esecutivo al datore di lavoro del debitore o all’ente che eroga la pensione a quest’ultimo e chiedere che gli alimenti siano dedotti dagli importi pagati al debitore. Questa domanda è vincolante per l’organismo pagatore.

12. Se il debitore non paga volontariamente, quale attività può essere intrapresa per costringerlo a pagare?

Se l’obbligato non adempie volontariamente all’obbligazione alimentare, si può ricorrere all’esecuzione forzata: si veda la risposta al punto 11.

Inizio paginaInizio pagina

Occorre inoltre ricordare che secondo il codice penale (Kodeks karny) l’omesso pagamento degli alimenti è punibile con una sanzione pecuniaria, con la limitazione della libertà o con il carcere fino a due anni.

13. Esiste un’autorità o un’organizzazione che assiste chi fa valere una pretesa alimentare?

Come detto nel punto 6, la domanda di attribuzione degli alimenti può essere presentata a nome dell’avente diritto, tra l’altro, da determinate organizzazioni, dai rappresentanti dei servizi degli enti locali responsabili dell’assistenza sociale e, in alcuni casi, anche dal pubblico ministero. Questi soggetti possono anche assistere l’attore intervenendo nella causa alimentare già in corso. Il loro ruolo consisterà allora nel sostenere le iniziative assunte dall’avente diritto nel procedimento innanzi al giudice.

14. Qualcuno di questi soggetti può erogare in tutto o in parte le prestazioni alimentari al posto del debitore?

No, nessuno dei suddetti organi può effettuare la prestazione in vece del debitore.

Tuttavia, va ricordato che il 1° settembre 2005 entrerà in vigore la legge del 22 aprile 2005 relativa ai procedimenti contro i debitori alimentari e agli anticipi sugli alimenti (Ustawa z dnia 22 kwietnia 2005 r. o postępowaniu wobec dłużników alimentacyjnych oraz zaliczce alimentacyjnej). Tale legge prevede che, qualora sia impossibile ottenere l’esecuzione delle prestazioni alimentari attribuite dal giudice, le autorità comunali possono autorizzare i centri di assistenza sociale a versare un cosiddetto anticipo sugli alimenti.

Inizio paginaInizio pagina

Solo le persone indicate dalla legge possono chiedere l’anticipo sugli alimenti. Quest’ultimo è pagato dal sindaco o presidente della città competente in base al luogo di residenza dell’avente diritto e non può superare né il livello degli alimenti assegnati dal giudice né gli importi stabiliti dalla legge. L’anticipo dovuto è pari alla prestazione alimentare assegnata ma non pagata.

Tuttavia, l’anticipo sugli alimenti non viene concesso all’avente diritto il quale viva in una istituzione che provvede a tempo pieno al suo mantenimento (per esempio, un centro di assistenza sociale, un istituto per l’infanzia, un riformatorio o un istituto di custodia cautelare), sia stato affidato ad una famiglia sostitutiva, abbia contratto matrimonio o percepisca un assegno familiare per il mantenimento di un figlio.

Questa legge si applica soltanto se l’avente diritto risiede in Polonia.

15. Il creditore che risieda in Polonia può beneficiare dell’assistenza di autorità locali o centrali oppure di altre organizzazioni in Polonia se il debitore vive in un altro paese?

Se il debitore risiede all’estero e l’avente diritto in Polonia, il tribunale regionale (Sąd Okręgowy) competente in base al luogo di residenza dell’avente diritto lo assiste nella preparazione della domanda di alimenti fornendogli tutte le informazioni necessarie, aiutandolo a completare i documenti richiesti e controllando la correttezza formale della domanda.

16. In caso affermativo, in quale modo si può contattare l’autorità competente (si prega di indicare i nomi e gli indirizzi esatti)?

Nome dell’organo giudiziario

Indirizzo

Prefisso regionale

Tel.

Fax

Centralino

Presidente

Sąd Okręgowy

w Białymstoku

ul. M.C.Skłodowskiej 1

15-950 Białystok

085

742-04-41

745-91-00

745-92-00

745-92-17

742-46-40

Sąd Okręgowy

w Bielsku-Białej

ul. Cieszyńska 10

43-300 Bielsko-Biała

033

499-04-99

499-03-16

499-03-18

812-39-15

Sąd Okręgowy

w Bydgoszczy

ul. Wały Jagiellońskie 2

85-128 Bydgoszcz

052

325-31-00

325-31-04

321-31-01

Sąd Okręgowy

w Częstochowie

ul. Dąbrowskiego 23/35

42-200 Częstochowa

034

324-50-15

324-16-80

324-16-80

Sąd Okręgowy

w Elblągu

Pl. Konstytucji 1

82-300 Elbląg

055

611-22-00

611-22-07

611-22-15

611-22-17

Sąd Okręgowy

w Gliwicach

ul. Kościuszki 15

44-100 Gliwice

032

338-02-00

338-01-01

338-01-02

Sąd Okręgowy

w Gdańsku

ul. Nowe Ogrody 30/34

80-958 Gdańsk

058

321-31-99

321-31-00

321-31-01

321-31-04

Sąd Okręgowy

w Gorzowie Wielkopolskim

ul. Mieszka I 33

66-400 Gorzów Wielkopolski

095

722-42-80

do 85

720-28-07

720-28-07

Sąd Okręgowy

w Jeleniej Górze

ul. Wojska Polskiego 56

58-500 Jelenia Góra

075

641-51-00

752-24-34

641-51-51

752-51-13

Sąd Okręgowy

w Kaliszu

Al. Wolności 13

62-800 Kalisz

062

765-77-00

765-77-64

757-37-04

765-78-50

757-49-36

Sąd Okręgowy

w Katowicach

ul. Andrzeja 16/18

40-957 Katowice

032

251-14-21

251-40-91

251-69-83

251-67-28

251-69-83

Sąd Okręgowy

w Kielcach

ul. Seminaryjska 12

25-372 Kielce

041

340-23-00

344-59-45

344-49-23

Sąd Okręgowy

w Koninie

ul. Energetyka 5

62-510 Konin

063

242-30-22

242-38-16

242-65-69

Sąd Okręgowy

w Koszalinie

ul. Waryńskiego 7

75-541 Koszalin

094

-

342-50-71

342-88-04

Sąd Okręgowy

w Krakowie

ul. Przy Rondzie 7

31-547 Kraków

012

619-50-00

619-58-00

619-58-22

619-57-77

Sąd Okręgowy

w Krośnie

ul. Sienkiewicza 12

38-400 Krosno

013

436-84-78

436-85-49

432-05-70

Sąd Okręgowy

w Legnicy

ul. Złotoryjska 40

59-220 Legnica

076

722-59-00

722-59-11

722-59-12

Sąd Okręgowy

w Lublinie

ul. Krakowskie Przedmieście 43

20-076 Lublin

081

535-91-00

do 10

532-08-40

532-99-95

Sąd Okręgowy

w Łomży

ul. Dworna 16

18-400 Łomża

086

216-62-81

216-38-07

216-67-53

Sąd Okręgowy

w Łodzi

Pl. Dąbrowskiego 5

90-921 Łódź

042

677-89-00

677-89-99

677-89-91

Sąd Okręgowy

w Nowym Sączu

ul. Pijarska 3

33-300 Nowy Sącz

018

443-89-00

443-89-22

443-81-14

Sąd Okręgowy

w Olsztynie

ul. Dąbrowszczaków 44

10-001 Olsztyn

089

523-02-30

523-01-85

527-30-48

527-76-95

Sąd Okręgowy

w Opolu

siedziba tymczasowa

ul. Prószkowska 67

45-758 Opole

077

457-22-64

457-28-33

402-48-35

Sąd Okręgowy

w Ostrołęce

ul. Kościuszki 19

07-400 Ostrołęka

029

764-29-22

764-29-40

764-37-22

764-32-88

Sąd Okręgowy

w Piotrkowie Trybunalskim

ul. J. Słowackiego 5

97-300 Piotrków Trybunalski

044

-

647-21-94

649-64-14

647-89-19

Sąd Okręgowy

w Płocku

Pl. Narutowicza 4/6

09-404 Płock 6

024

262-52-44

268-85-84

268-85-79

262-25-26

262-25-26

Sąd Okręgowy

w Poznaniu

ul. Marcinkowskiego 32

60-967 Poznań

061

856-60-00

852-33-06

852-93-85

Sąd Okręgowy

w Radomiu

ul. Marszałka

J. Piłsudskiego 10

26-600 Radom

048

368-02-00

368-03-00

368-03-01

368-03-03

Sąd Okręgowy

w Rzeszowie

Pl. Śreniawitów 3

35-959 Rzeszów

017

875-62-00

875-62-36

862-72-65

Sąd Okręgowy

w Siedlcach

ul. Sądowa 2

08-110 Siedlce

025

632-52-35

do 39

632-62-11

632-61-98

Sąd Okręgowy

w Sieradzu

Al. Zwycięstwa 1

98-200 Sieradz

043

827-13-20

827-12-87

827-10-14

Sąd Okręgowy

w Słupsku

ul. Zamenhofa 7

76-200 Słupsk

059

842-20-41

do 44

842-83-25

842-83-01

Sąd Okręgowy

w Suwałkach

ul. L.Waryńskiego 45

16-400 Suwałki

087

563-13-30

563-13-01

563-13-03

Sąd Okręgowy

w Szczecinie

ul. Kaszubska 42

70-952 Szczecin

091

448-00-02

448-96-36

448-99-15

Sąd Okręgowy

w Świdnicy

Pl. Grunwaldzki 14

58-100 Świdnica

074

851-83-00

851-82-46

851-82-70

Sąd Okręgowy

w Tarnobrzegu

ul. Sienkiewicza 27

39-400 Tarnobrzeg

015

823-48-80 do 81

823-49-20

823-05-51

Sąd Okręgowy

w Tarnowie

ul. J. Dąbrowskiego 27

33-100 Tarnów

014

632-74-00

632-75-00

621-16-38

621-34-74

Sąd Okręgowy

w Toruniu

ul. Piekary 51

87-100 Toruń

056

610-56-00

610-56-04

655-57-06

Sąd Okręgowy

w Warszawie

Al. Solidarności 127

00-951 Warszawa

022

620-03-71

620-13-57

620-13-57

Sąd Okręgowy

we Włocławku

ul. Wojska Polskiego 22

87-800 Włocławek

054

411-62-00

411-62-05

411-62-05

Sąd Okręgowy

we Wrocławiu

ul. Sądowa 1

50-950 Wrocław

071

370-42-00

370-42-01

343-64-75

344-49-59

Sąd Okręgowy

w Zamościu

ul. Akademicka 1

22-400 Zamość

084

-

638-48-13

639-33-59

Sąd Okręgowy

w Zielonej Górze

Pl. Słowiański 1

65-958 Zielona Góra

068

-

322-01-40

322-01-41

17. Quale tipo di assistenza offre tale autorità od organizzazione?

Qualora il giudice polacco sia l’autorità di trasmissione in base alla Convenzione di New York del 1956 o ad un accordo bilaterale, egli fornisce all’avente diritto alla prestazione alimentare tutte le informazioni necessarie, lo aiuta a completare i documenti richiesti, controlla la correttezza formale della sua domanda e la trasmette all’estero.

18. Il creditore che risieda in un altro paese può rivolgersi direttamente a tale autorità od organizzazione polacca se il debitore vive in Polonia?

Qualora l’autorità giudiziaria abbia reso una sentenza che attribuisce prestazioni alimentari e sia applicabile la Convenzione di New York, il creditore che risieda in un altro paese può avvalersi della procedura prevista da tale convenzione e rivolgersi all’autorità di trasmissione competente del paese nel quale risiede.

Se il creditore risiede in un paese con il quale la Polonia ha concluso un accordo bilaterale, l’assistenza è fornita conformemente alle disposizioni di tale accordo. Di regola, gli accordi bilaterali prevedono che il creditore possa presentare la domanda direttamente all’autorità giudiziaria polacca oppure attraverso il giudice straniero che ha pronunciato la sentenza. In quest’ultimo caso, la domanda viene trasmessa attraverso organi centrali, solitamente i ministeri della Giustizia interessati.

19. In caso affermativo, in quale modo si può contattare l’autorità competente (si prega di indicare i nomi e gli indirizzi esatti)?

Nei casi in cui si applica la Convenzione di New York, le autorità di trasmissione competenti dei paesi stranieri sono indicate nelle dichiarazioni di quei paesi allegate alla convenzione e accessibili su Internet.

20. Quale tipo di assistenza offre tale autorità od organizzazione?

Nei casi in cui si applica la Convenzione di New York, le autorità di trasmissione dei paesi stranieri indicate nelle dichiarazioni allegate alla convenzione forniscono all’avente diritto tutte le informazioni necessarie, lo aiutano a completare i documenti richiesti, controllano la correttezza formale della sua domanda e la trasmettono all’estero.

« Crediti alimentari - Informazioni generali | Polonia - Informazioni generali »

Inizio paginaInizio pagina

Ultimo aggiornamento: 21-02-2007

 
  • Diritto Comunitario
  • Diritto internazionale

  • Belgio
  • Bulgaria
  • Repubblica Ceca
  • Danimarca
  • Germania
  • Estonia
  • Irlanda
  • Grecia
  • Spagna
  • Francia
  • Italia
  • Cipro
  • Lettonia
  • Lituania
  • Lussemburgo
  • Ungheria
  • Malta
  • Paesi Bassi
  • Austria
  • Polonia
  • Portogallo
  • Romania
  • Slovenia
  • Slovacchia
  • Finlandia
  • Svezia
  • Regno Unito