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Ultimo aggiornamento: 18-05-2005
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Crediti alimentari - Lussemburgo

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1. Cosa comprendono le nozioni di «alimenti» e di «obbligazione alimentare» secondo la legge lussemburghese?

Espressione della solidarietà familiare, l'obbligazione alimentare designa l’obbligo imposto dalla legge di sostenere materialmente i parenti prossimi. Si tratta in particolare dell'obbligo dei genitori di nutrire, mantenere ed educare i figli, ma sono altresì previsti l'assegno alimentare da versare all'ex-coniuge in caso di divorzio nonché le obbligazioni alimentari nei casi di adozione.

La regola «les aliments ne s’arréragent pas» [gli alimenti non rimangono insoluti] significa che gli alimenti sono destinati a provvedere ai bisogni presenti e futuri, non a rimborsare le spese passate. Questa regola ha valore giuridico di presunzione semplice, vale a dire che essa può essere vinta se il creditore produce le prove sia di aver dovuto contrarre debiti per la propria sussistenza, sia di non essere rimasto inattivo o di essersi trovato nell'impossibilità di agire.

Un credito alimentare non è suscettibile di compensazione, a meno che il credito con il quale è da compensare non presenti una natura alimentare.

Quali persone sono tenute all'«obbligazione alimentare» nei confronti di un'altra?

  • i genitori nei confronti dei figli

Il padre e la madre hanno l’obbligo di nutrire e mantenere il figlio. Quest'ultimo ha il diritto di far valere il proprio credito alimentare in qualsiasi momento e indifferentemente nei confronti del padre o della madre.

  • i figli nei confronti dei genitori

I figli devono gli alimenti al padre e alla madre che si trovino in stato di bisogno.

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L’obbligazione alimentare tra congiunti prevale su quella degli altri debitori di alimenti. Quindi, il figlio comune è tenuto a un'obbligazione alimentare nei confronti della madre solo qualora il padre si trovi nell'impossibilità di fornirle gli alimenti.

  • il coniuge divorziato nei confronti del suo ex-coniuge

Il tribunale che pronuncia il divorzio può imporre a una delle parti l’obbligo di versare all'altra un assegno alimentare, il cui importo deve rispondere alle necessità del creditore ed essere proporzionato alle risorse finanziarie del debitore.

Non è dovuto alcun assegno alimentare alla parte nei confronti della quale è stata pronunciata una sentenza di divorzio per sua esclusiva colpa o alla parte che convive con una terza persona. Si ritengono in stato di convivenza le persone che vivono nell'ambito di un ambiente comune.

L'assegno alimentare è sempre revisionabile e revocabile. Esso è revocabile nel caso in cui cessi di essere necessario e non è più dovuto, d'ufficio, in caso di nuovo matrimonio del creditore, a partire dal primo mese successivo a quello del matrimonio. Esso non è più dovuto, su richiesta, in caso di convivenza del creditore con una terza persona.

D'altra parte, il credito alimentare può essere oggetto di transazione o di rinuncia. Gli accordi intercorsi tra i coniugi rimangono validi finché perdura presso il creditore o il debitore la situazione in considerazione della quale essi sono stati conclusi.

  • altri

Si tratta:

  • dei coniugi per la durata del matrimonio, ad inclusione del procedimento di divorzio e in caso di decisione di separazione giudiziale;
  • dei figli nei confronti dei loro nonni o altri ascendenti;
  • della successione dell'ex-coniuge, anche separato legalmente, nei confronti del congiunto superstite;
  • dei generi e delle nuore, nei confronti dello suocero e della suocera nonché reciprocamente.

Le obbligazioni alimentari sono reciproche. Tuttavia, allorché il creditore viene meno in maniera grave ai propri obblighi nei confronti del debitore, il giudice può liberare quest'ultimo totalmente o in parte del debito alimentare.

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In quali casi?

Gli alimenti sono soggetti al presupposto dello stato di bisogno. Si presume che ogni persona possa, almeno tramite il proprio lavoro, procurarsi delle risorse, in modo che spetti al debitore stabilire, sia per quale motivo non gli sia stato possibile lavorare, qualora sia disoccupato, sia per quale motivo non possa, pur dedicandosi a un'attività remunerata, corrispondere gli alimenti richiesti dal creditore. L'importo dell'assegno alimentare viene determinato in funzione delle necessità del creditore e dello stato patrimoniale del debitore.

Durante l'istanza di divorzio, l'assegno alimentare tiene conto del tenore di vita della coppia nel corso del matrimonio, nel senso che al coniuge creditore dell'assegno alimentare viene offerta la possibilità di conservare un tenore di vita paragonabile a quello cui era solito durante la convivenza.

Dopo la sentenza di divorzio, la situazione cambia radicalmente. In effetti, è a partire da questo momento che il dovere di reciproca assistenza tra coniugi durante il matrimonio giunge a termine e che ognuno dei coniugi, per quanto possibile, provvede ai propri bisogni e assume un ruolo attivo nell'elaborazione del proprio futuro economico. L'assegno alimentare ha appunto carattere alimentare e non di indennizzo. Il suo solo scopo è quello di garantire la sussistenza all'ex-coniuge.

Pertanto, il coniuge divorziato deve provare di non essere in grado di dedicarsi a un'occupazione remunerata e di essere sprovvisto di risorse finanziarie nonché di entrate sufficienti a provvedere personalmente al proprio sostentamento. L'assegno alimentare va fissato, entro i limiti della capacità finanziaria del debitore degli alimenti, in funzione del solo criterio dell'insufficienza dei mezzi di sussistenza personali del creditore degli alimenti.

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2. Fino a che momento il figlio può beneficiare degli «alimenti»?

Durante la minore età, il figlio beneficia in ogni caso degli alimenti.

Una volta maggiorenne, il figlio beneficia degli alimenti finché non abbia acquisito la propria autonomia finanziaria, in particolare in relazione al proseguimento degli studi superiori o della formazione professionale. L'obiettivo è di fare accedere quest'ultimo all'indipendenza finanziaria tramite l'esercizio di una professione. Poiché il proseguimento degli studi non costituisce un diritto assoluto, il mantenimento dell'assegno alimentare può essere soggetto non solo al procedere regolare della scolarizzazione, ma anche alla riuscita degli esami.

Una volta cessato l'obbligo di mantenimento e di istruzione, il regime generale dell'obbligazione alimentare si applica previa dimostrazione da parte del richiedente del suo effettivo stato di bisogno

3. In quali casi è applicabile la legge lussemburghese?

In vigore in Lussemburgo, la Convenzione dell'Aia del 2 ottobre 1973 sulla legge applicabile alle obbligazioni alimentari costituisce il diritto comune dei contenziosi in materia di obbligazioni alimentari derivanti dai rapporti familiari, di parentela, matrimoniali o di parentela acquisita, ivi comprese le obbligazioni alimentari riguardanti i figli nati fuori dal matrimonio. Tale convenzione sostituisce la Convenzione dell'Aia del 24 ottobre 1956 sulla legge applicabile alle obbligazioni alimentari nei confronti dei figli che prevede esclusivamente le obbligazioni alimentari nei confronti dei figli minori e che rimane applicabile nelle relazioni con gli Stati partecipanti che non abbiano ratificato la convenzione generale successiva.

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La Convenzione dell'Aia del 1973 prevede una regola generale, delle regole sussidiarie e talune deroghe. In linea di massima, è applicabile la legge della residenza abituale del creditore degli alimenti. Qualora essa non riconosca al creditore alcun diritto agli alimenti, è applicabile la legge nazionale comune del creditore e del debitore. Se anche tale legge negasse il diritto agli alimenti, trova applicazione la legge del tribunale interpellato. Un regime derogatorio si applica per parenti collaterali e affini, in caso di scioglimento di matrimonio (divorzio, separazione legale, annullamento del matrimonio) , in caso di localizzazione esclusiva in Lussemburgo e qualora un'istituzione pubblica sia creditrice.

La legge lussemburghese tende ad applicarsi all'obbligazione alimentare soprattutto nelle ipotesi seguenti:

  • quando il debitore e il creditore hanno entrambi nazionalità lussemburghese e quando il debitore ha la sua residenza abituale in Lussemburgo;
  • quando il creditore ha la sua residenza abituale in Lussemburgo;
  • quando è interpellato il tribunale lussemburghese e la legge della residenza abituale del creditore o la legge della nazionalità comune non permettono al creditore di ottenere gli alimenti;
  • quando il creditore è un'istituzione pubblica lussemburghese, come il Fondo nazionale di solidarietà.
  • Per quanto riguarda l'obbligazione alimentare tra i coniugi nell'ambito di un procedimento di scioglimento di matrimonio, la legge applicabile a tale decisione è quella lussemburghese.

4. Qualora essa non sia applicabile, quale legge applicheranno i tribunali lussemburghesi?

Se il creditore e il debitore sono entrambi abitualmente residenti nel territorio lussemburghese, si applica in linea di massima la legge lussemburghese, eccetto quando il creditore, in applicazione della Convenzione dell'Aia del 1973, non invochi la legge della nazionalità comune, qualora debitore e creditore siano entrambi di nazionalità estera. In tal caso, i tribunali lussemburghesi applicheranno tale legge estera comune.

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La legge applicabile, come designata dalla suddetta convenzione governa essenzialmente le questioni seguenti, ovvero l’esistenza di un'obbligazione alimentare, i termini di azione, la capacità e la qualità per agire nonché le modalità di definizione dell'importo dell'assegno. A prescindere dal tenore della legge applicabile, l'importo della prestazione alimentare va sempre fissato in funzione delle necessità del creditore e delle risorse del debitore.

5. Per ottenere gli «alimenti», il richiedente deve rivolgersi a un organismo particolare, a un'amministrazione o alla giustizia?

Per reclamare gli alimenti, il richiedente deve normalmente rivolgersi al Ufficio di conciliazione. Se la domanda di assegno alimentare è legata a un'istanza di divorzio o di separazione legale, il tribunale distrettuale, deliberando sulla domanda di divorzio o separazione, prenderà anche la decisione riguardante la domanda di alimenti.

6. È possibile adire l'organismo competente, l'amministrazione o la giustizia per conto di un genitore, di un parente prossimo, di un minore?

Il genitore che ha l’affidamento di un figlio minore, oppure un discendente di primo grado a suo carico, può richiedere per legge un contributo per il suo mantenimento e l'istruzione. Qualora il creditore sia sotto tutela, solo il tutore sarà qualificato ad agire per suo nome e conto.

7. Se il richiedente prevede di adire alle vie legali, come può sapere quale sarà il tribunale competente?

Per le domande di pagamento o revisione dell'assegno alimentare, il richiedente può scegliere la giurisdizione del luogo del proprio domicilio, o quella del domicilio del convenuto.

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8. Il richiedente deve rivolgersi ad un intermediario per portare la vertenza davanti al tribunale (avvocato, organizzazione specializzata, altro…) ? In caso contrario, quale procedura deve attuare?

Se non si tratta di un procedimento di divorzio o di separazione legale, il richiedente può rivolgersi all'Ufficio di conciliazione tramite citazione, che deve essere notificata alla parte avversa da un ufficiale giudiziario. Le parti della controversia sono dispensate dal patrocinio di un avvocato.

Se l'assegno alimentare viene richiesto nell'ambito di un procedimento di divorzio o di separazione legale, si ricorre al tribunale distrettuale tramite ordine di comparizione, che deve essere notificato alla parte avversa da un ufficiale giudiziario. È obbligatorio il patrocinio di un avvocato.

In ogni caso, il richiedente deve fornire al giudice tutti i documenti comprovanti il suo stato di bisogno, come ad esempio fogli paga, attestati di disoccupazione o di congedo per malattia di lunga degenza, affitti, figli a carico e spese di mantenimento e di istruzione, crediti….

9. Il procedimento giudiziario è a pagamento? In caso affermativo, quale sarà l'importo dell'insieme delle spese da prevedere? Qualora i mezzi del richiedente siano insufficienti, è possibile ottenere l'assunzione a carico delle spese processuali a titolo di patrocinio a spese dello Stato?

Tra le spese da prevedere in caso di processo, vanno menzionate le spese giudiziarie e della procedura al cui pagamento, totale o parziale, può essere condannata la parte che abbia perso il processo. Occorre inoltre prevedere, a seconda dei casi, l'onorario dell'avvocato.

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Le persone le cui entrate siano ritenute insufficienti secondo la legge lussemburghese possono beneficiare del patrocinio a spese dello Stato. A tal fine esse devono compilare un questionario, disponibile presso il servizio centrale di assistenza sociale, e indirizzarlo al presidente dell’ordine degli avvocati competente per territorio, che assumerà una decisione in merito.

Il patrocinio a spese dello Stato si estende a tutte le spese relative alle istanze, procedure o atti per i quali è stata concessa. Essa copre, ad esempio, diritti di bollo e di registrazione, spese di cancelleria, emolumenti degli avvocati, diritti e spese dell'ufficiale giudiziario, spese e onorari dei notai, spese e onorari dei tecnici, tasse sui testimoni, onorari di traduttori e interpreti, spese per certificazioni anagrafiche, spese di trasferta, diritti e spese delle formalità di iscrizioni, ipoteche e pegni nonché, se del caso, per gli annunci legali sui giornali.

10. Quale forma potrà avere l'aiuto eventualmente concesso dalla decisione del tribunale? Qualora si tratti di un assegno alimentare, in che modo sarà valutato? Come potrà essere rivisto per adeguarlo all'aumento del costo della vita o al variare della situazione?

  • Sulla forma dell'aiuto.

Durante il procedimento e dopo la sentenza di divorzio o di separazione giudiziale, l’aiuto assume quasi sempre la forma di assegno alimentare versato mensilmente
Tuttavia, può prendere altresì la forma di un capitale, che può consistere in una somma di denaro, o nella rinuncia a beni in natura.

Per quanto riguarda il contributo al mantenimento e all'educazione del figlio, l'aiuto può assumere la forma di un assegno alimentare versato mensilmente, oppure, interamente o in parte, della presa a carico diretta delle spese sostenute per il figlio
Infine, può esplicarsi come diritto d'uso e di abitazione

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Se la persona che deve fornire gli alimenti giustifica di non poter corrispondere l'assegno, il tribunale può ordinare che questa ospiti nella sua dimora e mantenga colui al quale deve degli alimenti.

  • Sulla valutazione dell'aiuto

Non esiste una tabella di riferimento. L'importo dell'aiuto viene valutato in funzione delle risorse del debitore e delle necessità del creditore

  • Sull'indicizzazione

Per adeguare l’aiuto all'aumento del costo della vita, il giudice può, anche d'ufficio, decidere che l'assegno familiare venga indicizzato ad una clausola di variazione legalmente prevista

  • Sulla revisione

In caso di nuovi elementi, l'assegno alimentare può essere rivisto, aumentato o ridotto, e persino soppresso
In mancanza di un accordo tra le parti, lo scarico o la riduzione vengono effettuati dal tribunale.

Il principio della variabilità dell'assegno alimentare in base ai bisogni del creditore e al patrimonio del debitore è di ordine pubblico. Questo principio implica che il giudice ha il diritto di modificare l'importo dell'assegno alimentare che è stato fissato di comune accordo tra le parti. Tale diritto sussiste non solo se sopravviene una variazione nelle rispettive situazioni del creditore e del debitore, ma anche in assenza di qualsiasi modifica, qualora il giudice riconosca il carattere insufficiente o eccessivo dell'importo.

11. Come e a chi sarà versato l'assegno?

Durante il procedimento e dopo la sentenza di divorzio o di separazione giudiziale, l'assegno alimentare è versato al coniuge beneficiario.

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Il contributo al mantenimento e all'educazione del figlio viene versato sia da uno dei genitori all'altro, sia alla persona cui è stato affidato il minore. Al raggiungimento della maggiore età del figlio, il giudice può decidere (o i genitori concordare) che tale contributo sia saldato, totalmente o in parte, nelle mani del minore.

12. Se il debitore dell'assegno alimentare non lo versa volontariamente, quali mezzi si possono utilizzare per indurlo a pagare?

Il creditore dispone di numerosi mezzi per obbligare il debitore riluttante a versare l'assegno alimentare:

A livello civile:

Il creditore dispone di numerose possibilità:

  • Può ricorrere al giudice per essere autorizzato a percepire, ad esclusione dell'ex-coniuge e senza pregiudizio dei diritti di terzi, le entrate di quest'ultimo, i prodotti del sul lavoro così come gli assegni e le rendite e tutte le altre somme dovute da terzi nelle proporzioni e condizioni determinate dal giudice. Tale decisione è soggetta a revisione in caso di modifica delle circostanze.
  • Può ricorrere alle vie di esecuzione del diritto comune, ovvero il sequestro conservativo (ad esempio di un conto bancario) , il pignoramento di un bene mobile (autovettura, gioielli, ecc.) nonché il pignoramento di un bene immobile (casa, terreno, ecc).

A livello penale:

Il creditore può denuncia penale per i seguenti reati:

  • Il reato di abbandono della famiglia è punibile con la detenzione da un mese a un anno e un'ammenda da 251 a 2. 500 euro o una sola di tali pene. In questo caso si presuppone che il debitore si sottragga, totalmente o in parte, alle obbligazioni alimentari nei confronti del creditore, alle quali è tenuto per legge, sia per essersi rifiutato di soddisfare tali obblighi quando era nella posizione di farlo, sia che, per sua colpa, si trovi nell'impossibilità di adempierli.
    È prevista l'obbligazione alimentare dei genitori nei confronti del figli, quella reciproca tra coniugi nonché quella dell'adottante nei confronti dell'adottato. Il reato copre altresì la condanna al risarcimento del danno quale riparazione del pregiudizio fisico o morale subito a causa dello scioglimento del matrimonio.
  • Il reato di insolvenza fraudolenta è punibile con la detenzione da sei mesi a tre anni e un'ammenda da 500 a 12. 500 euro o una sola di tali pene. In questo caso si presuppone che il debitore, prima della sentenza giudiziaria, abbia organizzato o aggravato la sua insolvenza, sia aumentando il passivo che diminuendo l'attivo patrimoniale, sia dissimulando taluni beni, al fine di sottrarli all'esecuzione di una condanna pronunciata da un tribunale civile in materia di alimenti.

Sono assimilate a tale condanna le sentenze giudiziarie e le convenzioni omologate che comportano l'obbligo di versare delle prestazioni, sussidi o contributi alle spese del matrimonio nonché la determinazione degli alimenti contenuta nelle convenzioni preliminari al divorzio per mutuo consenso.

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Il perseguimento dell'infrazione è preceduto da una diffida, constatata tramite verbale, del debitore degli alimenti da parte di un agente di polizia del granducato. Se il debitore degli alimenti è privo di residenza nota, la diffida non è richiesta.

13. Un organismo o un'amministrazione possono contribuire alla riscossione dell'assegno alimentare?

Su richiesta del creditore, il Fondo nazionale di solidarietà può procedere al recupero dell'assegno alimentare dovuto a un congiunto, un ascendente o un discendente. Per le somme da recuperare, il Fondo subentra nelle azioni e garanzie di cui dispone il creditore per il recupero del suo assegno alimentare. A decorrere dalla notifica al debitore delle somme oggetto del recupero, il debitore deve renderle disponibili nelle mani del presidente del Fondo nazionale di solidarietà.

14. Possono sostituirsi al debitore e versare l'assegno, o parte di esso, al suo posto?

Il Fondo nazionale di solidarietà può, in determinate condizioni, versare l'assegno alimentare al posto del debitore. La domanda di pagamento viene presentata dal creditore o dal suo rappresentante legale al presidente del Fondo nazionale di solidarietà.

Tale domanda è accolta dal presidente o dal suo delegato qualora il creditore giustifichi:

  1. di avere domicilio legale nel paese e che egli stesso o il suo rappresentante legale vi risiedono da cinque anni;
  2. che il suo assegno alimentare è fissato da una sentenza giudiziaria esecutiva nel Granducato di Lussemburgo;
  3. che il recupero totale o parziale dell'assegno non si è potuto ottenere tramite una via di esecuzione di diritto privato esercitata in modo efficace;
  4. di trovarsi in una situazione economica difficile.

La domanda viene accolta anche se la condizione specificata in c) non è soddisfatta, quando il ricorso alle vie di esecuzione sembra destinato al fallimento o allorché il debitore risieda all'estero. Le eventuali contestazioni sono di competenza del giudice di pace del domicilio del creditore, che deve essere interpellato entro quaranta giorni a partire dalla notifica della decisione del presidente.

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I creditori godono del pieno diritto del beneficio del patrocinio a spese dello Stato. A partire dall'accettazione della domanda fino al termine dei pagamenti da parte del Fondo, il creditore non può più esercitare alcuna azione nei confronti del debitore per il recupero del proprio assegno.

Se il richiedente si trova in Lussemburgo e la persona tenuta all'«obbligazione alimentare» risiede in un altro paese:

15. Il richiedente può ottenere l'assistenza di un organismo o di un'amministrazione lussemburghese?

In virtù della Convenzione di New York del 20 giugno 1956 sul recupero degli alimenti all'estero, il richiedente che si trovi in Lussemburgo, può, quando il debitore si trovi all'estero, rivolgersi al procuratore generale di stato per ottenere gli alimenti.

16. In caso affermativo, quali sono il nome e l’indirizzo di tale organismo o amministrazione? Come contattarli?

Il creditore degli alimenti presenta la domanda all'autorità mittente, ovvero al procuratore generale di stato. La domanda deve essere corredata da tutti gli elementi pertinenti, come ad esempio una procura con autorizzazione ad agire per conto del creditore, una fotografia del creditore e, se possibile, una fotografia del debitore.

Procureur Général d’Etat

Parquet Général

12, Côte d’Eich

L-1450 Luxembourg

17. Quali forme di assistenza tale organismo o amministrazione potrà fornire al richiedente?

Il procuratore generale di stato trasmette il fascicolo all'autorità estera, salvo che consideri la domanda temeraria, e può comunicare a detta autorità estera la sua opinione sulla fondatezza della domanda, oltre che raccomandare che il creditore benefici dell'assistenza giudiziaria e dell'esenzione delle spese.

Se il richiedente si trova in un altro paese e la persona tenuta all'«obbligazione alimentare» si trova all'estero:

18. Il richiedente può rivolgersi direttamente a un organismo o a un'amministrazione lussemburghese?

Il richiedente che si trovi in un altro paese, diverso dal Lussemburgo, deve rivolgersi all'autorità competente del paese in cui si trova e non può interpellare direttamente un organismo o un'amministrazione lussemburghese.

19. In caso affermativo, quali sono il nome e l'indirizzo di tale organismo o amministrazione? Come contattarli?

Senza oggetto.

20. Quale forma di assistenza possono fornire al richiedente tale organismo o amministrazione?

Senza oggetto.

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Ultimo aggiornamento: 18-05-2005

 

INDICE

1. Cosa comprendono le nozioni di «alimenti» e di «obbligazione alimentare» secondo la legge lussemburghese? 1.
2. Fino a che momento il figlio può beneficiare degli «alimenti»? 2.
3. In quali casi è applicabile la legge lussemburghese? 3.
4. Qualora essa non sia applicabile, quale legge applicheranno i tribunali lussemburghesi? 4.
5. Per ottenere gli «alimenti», il richiedente deve rivolgersi a un organismo particolare, a un'amministrazione o alla giustizia? 5.
6. È possibile adire l'organismo competente, l'amministrazione o la giustizia per conto di un genitore, di un parente prossimo, di un minore? 6.
7. Se il richiedente prevede di adire alle vie legali, come può sapere quale sarà il tribunale competente? 7.
8. Il richiedente deve rivolgersi ad un intermediario per portare la vertenza davanti al tribunale (avvocato, organizzazione specializzata, altro…) ? In caso contrario, quale procedura deve attuare? 8.
9. Il procedimento giudiziario è a pagamento? In caso affermativo, quale sarà l'importo dell'insieme delle spese da prevedere? Qualora i mezzi del richiedente siano insufficienti, è possibile ottenere l'assunzione a carico delle spese processuali a titolo di patrocinio a spese dello Stato? 9.
10. Quale forma potrà avere l'aiuto eventualmente concesso dalla decisione del tribunale? Qualora si tratti di un assegno alimentare, in che modo sarà valutato? Come potrà essere rivisto per adeguarlo all'aumento del costo della vita o al variare della situazione? 10.
11. Come e a chi sarà versato l'assegno? 11.
12. Se il debitore dell'assegno alimentare non lo versa volontariamente, quali mezzi si possono utilizzare per indurlo a pagare? 12.
13. Un organismo o un'amministrazione possono contribuire alla riscossione dell'assegno alimentare? 13.
14. Possono sostituirsi al debitore e versare l'assegno, o parte di esso, al suo posto? 14.
Se il richiedente si trova in Lussemburgo e la persona tenuta all'«obbligazione alimentare» risiede in un altro paese: Se il richiedente si trova in Lussemburgo e la persona tenuta all'«obbligazione alimentare» risiede in un altro paese:
15. Il richiedente può ottenere l'assistenza di un organismo o di un'amministrazione lussemburghese? 15.
16. In caso affermativo, quali sono il nome e l’indirizzo di tale organismo o amministrazione? Come contattarli? 16.
17. Quali forme di assistenza tale organismo o amministrazione potrà fornire al richiedente? 17.
Se il richiedente si trova in un altro paese e la persona tenuta all'«obbligazione alimentare» si trova all'estero: Se il richiedente si trova in un altro paese e la persona tenuta all'«obbligazione alimentare» si trova all'estero:
18. Il richiedente può rivolgersi direttamente a un organismo o a un'amministrazione lussemburghese? 18.
19. In caso affermativo, quali sono il nome e l'indirizzo di tale organismo o amministrazione? Come contattarli? 19.
20. Quale forma di assistenza possono fornire al richiedente tale organismo o amministrazione? 20.
 
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