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Ultimo aggiornamento: 15-03-2007
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Crediti alimentari - Lituania

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INDICE

1. Cosa si intende per “obbligazione alimentare”? 1.
2. In quali situazioni una persona deve versare alimenti ad un’altra? 2.
3. Fino a che età i figli hanno diritto ad essere mantenuti? 3.
4. A chi ci si deve rivolgere per ottenere gli alimenti per sé o per i propri figli: ad un ente speciale, ad un’amministrazione o a un giudice? 4.
5. Volendo promuovere una causa per ottenere che l’altra parte venga obbligata a versare gli alimenti, come si fa a sapere qual è il giudice competente? 5.
6. È possibile proporre una domanda a nome di un’altra persona, per esempio di un parente o di un figlio in stato di bisogno? Ci si deve rivolgere ad un intermediario perché inizi la causa? Altrimenti, quale procedura si deve seguire? 6.
7. Se non si dispone di sufficienti risorse finanziarie, si può ottenere il patrocinio a spese della stato a copertura delle spese processuali? 7.
8. Quali forme di assistenza materiale possono essere decise dal giudice? Se si tratta di un contributo finanziario, come ne viene determinata l’entità? Come si può rivedere l’importo degli alimenti per adeguarlo al costo della vita o ad un mutamento della situazione? 8.
9. Come e a chi sono versati gli alimenti? 9.
10. Se la persona tenuta a corrispondere gli alimenti non li versa volontariamente, con quali mezzi può essere obbligata a farlo? 10.
11. Esiste un organismo speciale o un’amministrazione che possa aiutare gli interessati ad ottenere gli alimenti? 11.
12. Esiste un organismo speciale o un’amministrazione che possa versare gli alimenti o una parte di essi al posto del debitore? 12.
13. Si può chiedere assistenza a un organismo speciale o a un’amministrazione del proprio paese o del paese estero? 13.
14. Come ci si può mettere in comunicazione con le autorità competenti? Qual è il loro indirizzo? Dove si possono trovare i formulari da compilare? Quali documenti vanno allegati alla domanda? Devono essere fatti tradurre? È necessario che i documenti siano autenticati? 14.
15. Che genere di assistenza può fornire l’organismo estero? 15.
16. Per un ottenere assistenza da un ente o un’amministrazione del proprio o di un altro paese è necessaria un’ordinanza del tribunale? Se sì, in quale paese deve essere emessa l’ordinanza? Se nel paese estero, a chi rivolgersi per aiuto? Chi non è in grado di pagare per la consultazione può comunque beneficiare dell’assistenza giudiziaria? 16.

 

1. Cosa si intende per “obbligazione alimentare”?

Il diritto lituano non contiene una definizione del concetto di “obbligazione alimentare”. Tuttavia, analizzando il contenuto delle norme che disciplinano l’obbligazione alimentare, se ne deduce che per obbligazione alimentare si deve intendere l’obbligo dei genitori di assistere materialmente i figli minorenni, l'obbligo del coniuge divorziato di assistere l'altro coniuge in stato di bisogno (se il divorzio non è stato pronunciato per colpa di quest’ultimo), l’obbligo del coniuge separato di assistere l’altro coniuge in stato di bisogno (se la separazione non è avvenuta per colpa di quest’ultimo), l’obbligo dei figli maggiorenni di assistere i genitori inabili al lavoro e in stato di bisogno, l’obbligo dei fratelli (delle sorelle) che ne abbiano la possibilità di assistere i fratelli (le sorelle) minorenni, l’obbligo dei nipoti che ne abbiano la possibilità di assistere i nonni inabili al lavoro e in stato di bisogno e l'obbligo dei nonni che ne abbiano la possibilità di assistere i nipoti minorenni in stato di bisogno.

2. In quali situazioni una persona deve versare alimenti ad un’altra?

  • I genitori hanno l’obbligo di mantenere i figli minori. Se i genitori (o uno dei genitori) di un minore non adempiono a tale obbligo, il giudice ordina il versamento di alimenti su domanda di uno dei genitori, del tutore o dell’ente statale di tutela dei diritti dei minori. I genitori, quando decidono di sciogliere consensualmente il matrimonio o di cominciare a vivere separati, devono concludere un contratto che disciplini gli obblighi dei genitori stessi per quando riguarda il mantenimento dei figli minori. Il contratto deve essere omologato dal giudice. Se uno dei genitori non adempie agli obblighi previsti dal contratto omologato, l’altro genitore ha il diritto di rivolgersi al giudice per chiedere l’esecuzione forzata. Se i genitori, nel decidere di sciogliere il matrimonio o di vivere separati, non si sono messi d’accordo per quanto riguarda il mantenimento dei figli, gli alimenti sono assegnati dal giudice. La separazione dei figli dai genitori o la limitazione della potestà genitoriale non fa venir meno l’obbligo dei genitori di provvedere al sostentamento dei figli.
  • In caso di scioglimento del matrimonio, se la questione degli alimenti non è disciplinata dal contratto concluso tra i coniugi per regolare le conseguenze dello scioglimento del matrimonio, gli alimenti a favore del coniuge divorziato in stato di bisogno, purché il matrimonio non sia stato sciolto per sua colpa, sono assegnati dal giudice. Il coniuge non ha diritto agli alimenti se il suo patrimonio o il suo reddito sono sufficienti perché possa mantenersi autonomamente. Si presume che il coniuge abbia diritto agli alimenti se mantiene un figlio comune ad entrambi i coniugi divorziati o se è inabile al lavoro per ragioni di età o del suo stato di salute.
  • In caso di morte della persona obbligata a versare gli alimenti (coniuge divorziato o genitore), devono provvedere al loro versamento gli eredi, nella misura consentita dal patrimonio ereditato.
  • In caso di separazione, il giudice, nel decidere in merito alla separazione, può prevedere il versamento di alimenti a favore del coniuge separato in stato di bisogno, a carico dell’altro coniuge per colpa del quale si è giunti alla separazione.
  • I figli maggiorenni hanno l’obbligo di mantenere i genitori se questi sono inabili al lavoro e bisognosi di assistenza materiale. Gli alimenti sono versati per mutuo consenso o su decisione del giudice.
  • I fratelli (le sorelle) che ne abbiano la possibilità hanno l’obbligo di mantenere i fratelli (le sorelle) minorenni se questi sono privi dei genitori o non sono in grado di farsi mantenere da loro. Gli alimenti sono versati volontariamente o su decisione del giudice.
  • I nipoti maggiorenni che ne abbiano la possibilità hanno l’obbligo di mantenere i nonni inabile al lavoro e in stato di bisogno. Gli alimenti sono versati volontariamente o su decisione del giudice.
  • I nonni che ne abbiano la possibilità hanno l’obbligo di mantenere i nipoti minorenni se questi sono privi dei genitori o non sono in grado di farsi mantenere da loro. Gli alimenti sono versati volontariamente o su decisione del giudice.

3. Fino a che età i figli hanno diritto ad essere mantenuti?

I genitori hanno l’obbligo di mantenere i figli fino alla maggiore età, ossia fino al compimento dei diciotto anni, che non fa però decadere tale obbligo se un figlio è inabile al lavoro a causa di un’invalidità riconosciuta quando era ancora minorenne. Inoltre, l’obbligo dei genitori di provvedere al sostentamento dei figli non cessa al compimento della maggiore età qualora il figlio sia iscritto ai corsi di giorno di una scuola media, superiore o professionale, non abbia più di 24 anni e sia bisognoso di assistenza materiale. Il giudice può attribuire gli alimenti a un figlio maggiorenne che segue i corsi di giorno di una scuola media, superiore o professionale fino al termine del corso di studi, ma non al di là del compimento dei 24 anni di età.

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4. A chi ci si deve rivolgere per ottenere gli alimenti per sé o per i propri figli: ad un ente speciale, ad un’amministrazione o a un giudice?

Si deve adire un giudice chiedendo il riconoscimento del diritto agli alimenti.

5. Volendo promuovere una causa per ottenere che l’altra parte venga obbligata a versare gli alimenti, come si fa a sapere qual è il giudice competente?

Per tutte le cause civili sono competenti, in primo grado, i tribunali distrettuali, salvo alcune eccezioni previste dal codice di procedura civile lituano. La regola generale è che le domande vanno proposte al tribunale del distretto in cui risiede il convenuto; tuttavia, le cause in materia di alimenti possono essere proposte anche al tribunale del distretto in cui risiede l'attore. Quindi, nel caso che ci interessa, le domande di alimenti possono essere proposte al tribunale del distretto di residenza del convenuto oppure del distretto di residenza dell’attore. I territori di competenza di ciascun tribunale distrettuale sono indicati nella legge del 15 giugno 1994 “sull’istituzione della Corte suprema di Lituania, della Corte d’appello lituana, dei tribunali regionali, sulla determinazione del territorio di competenza dei tribunali regionale e distrettuali e sulla riforma della Procura della Repubblica lituana”.

6. È possibile proporre una domanda a nome di un’altra persona, per esempio di un parente o di un figlio in stato di bisogno? Ci si deve rivolgere ad un intermediario perché inizi la causa? Altrimenti, quale procedura si deve seguire?

La domanda di decisione giudiziaria di assegnazione degli alimenti può essere proposta al giudice da uno dei genitori, dal tutore o dall’ente statale per la tutela dei diritti dei minori.

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Altrimenti, può adire il giudice per ottenere l’assegnazione degli alimenti la persona stessa che ne ha bisogno.

7. Se non si dispone di sufficienti risorse finanziarie, si può ottenere il patrocinio a spese della stato a copertura delle spese processuali?

A norma del codice di procedura civile lituano, le spese processuali comprendono le tasse giudiziarie e le spese connesse al procedimento. A norma dell’articolo 83, prima parte di tale codice, nelle cause relative all’assegnazione degli alimenti l’attore è dispensato dal pagamento delle tasse giudiziarie. A norma della legge lituana sul patrocinio a spese dello Stato, della cosiddetta assistenza giudiziaria secondaria, che copre anche le spese processuali delle cause civili, possono beneficiare i cittadini della Repubblica lituana, i cittadini degli altri Stati membri dell’Unione europea e le altre persone fisiche legalmente residenti nella Repubblica lituana o in altri Stati membri dell’Unione europea il cui patrimonio e reddito annuo non superano la soglia di patrimonio e di reddito stabilita dal governo della Repubblica lituana per la concessione del patrocinio a spese dello Stato. Tuttavia i cittadini degli altri Stati membri dell’Unione europea e le altre persone fisiche legalmente residenti in altri Stati membri dell’Unione europea beneficiano del patrocinio a spese dello Stato solo per le cause transfrontaliere. Il diritto di beneficiare dell'assistenza giudiziaria secondaria indipendentemente dalla la soglia di patrimonio e di reddito stabilita a tal fine dal governo della Repubblica lituana è riconosciuto a chi ha diritto a beneficiare dell’assistenza sociale a norma della legge sull’assistenza sociale finanziaria alle famiglie (e alle persone che abitano da sole) - per il testo della legge in lituano vedi piniginės socialinės paramos mažas pajamas gaunančioms šeimoms (vieniems gyvenantiems asmenims) įstatymą lietuviu kalba, come pure le persone che dimostrano che per cause obiettive non possono disporre del proprio patrimonio e dei propri redditi e che di conseguenza il patrimonio e i redditi annui di cui possono liberamente disporre non superano la soglia di patrimonio e di reddito stabilita dal governo della Repubblica lituana per la concessione del patrocinio a spese dello Stato (per maggiori informazioni si consulti il sito internet www.teisinepagalba.lt English - lietuviu kalba).

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8. Quali forme di assistenza materiale possono essere decise dal giudice? Se si tratta di un contributo finanziario, come ne viene determinata l’entità? Come si può rivedere l’importo degli alimenti per adeguarlo al costo della vita o ad un mutamento della situazione?

Gli alimenti a beneficio del coniuge divorziato possono assumere la forma di una determinata somma da pagare una tantum, di pagamenti periodici da effettuare ogni mese (rendita), o del trasferimento di una quota di patrimonio. Il giudice, quando in caso di scioglimento del matrimonio o di separazione dei coniugi deve pronunciarsi in merito al diritto del coniuge divorziato o separato in stato di bisogno di beneficiare di alimenti e all’entità degli stessi, deve tenere conto della durata del matrimonio, della necessità di un’assistenza materiale, della situazione patrimoniale di entrambi i coniugi, delle loro condizioni di salute, della loro età, come pure della loro abilità al lavoro, della probabilità che il coniuge che non aveva un lavoro possa trovarne uno e di altre circostanze pertinenti. Se gli alimenti sono stati assegnati nella forma di pagamenti periodici, in caso di mutamento sostanziale della situazione di partenza ciascuno degli ex coniugi può chiedere un aumento o una riduzione dell’importo degli alimenti come pure la totale soppressione degli alimenti stessi.

Gli alimenti ai figli minori possono essere assegnati dal giudice nelle forme seguenti: versamenti periodici da effettuare ogni mese; una certa somma una tantum; l’assegnazione al minore di una quota del patrimonio. L’importo degli alimenti deve essere proporzionato alle necessità del minore e alla situazione finanziaria dei genitori e garantire al minore la possibilità di crescere in condizioni soddisfacenti. Se dopo la decisione del giudice sull’assegnazione degli alimenti la situazione finanziaria delle parti muta sostanzialmente, su domanda del minore, del padre o della madre,  dell’ente statale di tutela dei diritti dei minori o del procuratore il giudice può aumentare o diminuire l’importo degli alimenti o modificare la forma nella quale gli alimenti sono corrisposti. I motivi per i quali può essere chiesta la revisione dell’importo degli alimenti sono il peggioramento o il miglioramento della situazione finanziaria del padre o della madre, il mutamento dei bisogni del minore e altri. L’importo degli alimenti può essere aumentato se sopravvengono spese supplementari per il mantenimento del minore (malattia, infortunio, necessità di assistenza speciale o permanente). Eventualmente il giudice può ordinare che vengano coperte anche spese future per cure mediche al minore

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9. Come e a chi sono versati gli alimenti?

Gli alimenti sono versati nella forma stabilita dal giudice: una determinata somma una tantum, versamenti periodici con cadenza mensile o una determinata quota del patrimonio. Gli alimenti sono versati al coniuge divorziato o separato in stato di bisogno.

Nel caso degli alimenti per il mantenimento di un minore, il giudice, nell’assegnare gli alimenti, deve nel contempo designare il padre o la madre o un tutore come amministratore delle risorse finanziarie destinate al mantenimento del minore. Il padre (la madre) gode del diritto di usufrutto sugli alimenti destinati al mantenimento del minore. Se il minore ha un tutore, gli alimenti sono assegnati al minore. Il tutore viene nominato amministratore dei redditi e/o del patrimonio del minore.

10. Se la persona tenuta a corrispondere gli alimenti non li versa volontariamente, con quali mezzi può essere obbligata a farlo?

Se la persona tenuta a corrispondere gli alimenti non si attiene alla decisione del giudice con la quale sono stati assegnati gli alimenti, il beneficiario della decisione del giudice deve rivolgersi per iscritto al giudice per chiedere l’esecuzione forzata. Se un genitore non adempie alle disposizioni del contratto omologato in merito al mantenimento dei figli minori, l’altro genitore ha il diritto di chiedere al giudice l’esecuzione forzata. Il titolo esecutivo o la sentenza del giudice devono essere presentati per esecuzione ad un ufficiale giudiziario. Vedi la risposta alla domanda 11.

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Se necessario il giudice, nel decidere in merito all’assegnazione degli alimenti ad un minore, iscrive un’ipoteca sui beni dei genitori (o di uno di essi). Se non viene data esecuzione alla decisione di riscossione forzata degli alimenti, si procede alla realizzazione dell’ipoteca a norma di legge. Le medesime disposizioni si applicano agli alimenti assegnati ad un coniuge divorziato o separato per il suo mantenimento a carico dell’altro coniuge.

11. Esiste un organismo speciale o un’amministrazione che possa aiutare gli interessati ad ottenere gli alimenti?

Nel processo di esecuzione delle decisioni giudiziarie si è assistiti dall’ufficiale giudiziario che, se necessario, si avvarrà dei mezzi a sua disposizione per l’esecuzione forzata. L’ufficiale giudiziario è una persona abilitata dallo Stato a svolgere le funzioni di esecuzione dei titoli esecutivi, di constatazione di fatti, di notificazione di documenti e altre funzioni stabilite dalla legge.

L’ufficiale giudiziario, dopo aver preso atto del titolo esecutivo o della decisione del giudice, inizia il procedimento di esecuzione a norma di legge. Egli può convocare il debitore e il creditore, ascoltare le loro proposte in merito all’esecuzione, invitare il debitore ad eseguire la decisione. Se il debitore non ottempera all’invito di dare esecuzione alla decisione del giudice entro il termine stabilito, l’ufficiale giudiziario, non oltre il decimo giorno a decorrere dalla scadenza del termine stabilito per l’esecuzione della decisione, avvia il procedimento di esecuzione forzata. Gli alimenti possono essere prelevati dal salario del debitore o da qualsiasi altra forma di reddito. Se la persona obbligata a versare un assegno mensile non lo corrisponde e non lavora, né dispone di altri redditi, si procede all’esecuzione realizzando il suo patrimonio.

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12. Esiste un organismo speciale o un’amministrazione che possa versare gli alimenti o una parte di essi al posto del debitore?

No. Tuttavia i minori che per oltre un mese non ricevono gli alimenti dal padre (dalla madre) o da altri parenti prossimi maggiorenni in grado di mantenerli sono presi in carico dallo Stato. Lo Stato interviene per mantenere i minori attraverso prestazioni di assistenza sociale.

SE LA PERSONA OBBLIGATA A VERSARE GLI ALIMENTI RISIEDE ALL’ESTERO:

13. Si può chiedere assistenza a un organismo speciale o a un’amministrazione del proprio paese o del paese estero?

Affinché una decisione di un giudice lituano sull’assegnazione di alimenti sia esecutiva in un paese straniero, deve essere riconosciuta e dichiarata esecutiva dal giudice competente dell’altro paese. Il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni giudiziarie negli Stati membri dell’Unione europea sono disciplinati dal regolamento (CE) n. 44/2001 del Consiglio, del 22 dicembre 2000, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale. È la persona interessata che deve presentare al giudice o all’istituzione competente dell’altro paese l’istanza di riconoscimento della decisione del giudice lituano con tutti i documenti necessari.

Va precisato che l’interessato, a norma della legge lituana sul patrocinio a spese dello Stato, può beneficiare della cosiddetta assistenza giudiziaria primaria (informazione giuridica, consulenza giuridica ecc.). Dell’assistenza giudiziaria primaria possono beneficiare tutti i cittadini della Repubblica lituana, i cittadini degli altri Stati membri dell’Unione europea e le altre persone fisiche legalmente residenti nella Repubblica lituana o in altri Stati membri dell’Unione europea, nonché altre persone designate in accordi internazionali sottoscritti dalla Repubblica lituana.

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Per ottenere assistenza nella procedura di presentazione dell’istanza di riconoscimento nello Stato membro dell’Unione europea nel quale si intende ottenere il riconoscimento della decisione del giudice è possibile rivolgersi direttamente all’istituzione dello Stato membro in questione competente in materia di patrocinio a spese dello Stato. È anche possibile presentare la domanda di assistenza tramite l’autorità di trasmissione, ossia il ministero della giustizia lituano. La domanda deve essere tradotta nella lingua ufficiale dell’altro Stato membro dell’UE (rif. lituano lietuviu kalba) o in una delle sue lingue ufficiali che sia anche lingua ufficiale dell’UE oppure in un’altra lingua che l’altro Stato membro abbia indicato (con comunicazione alla Commissione europea) come lingua accettata. Per maggiori informazioni si veda l’articolo 29 della legge lituana sull’assistenza giuridica garantita dallo Stato, reperibile anche nel sito www.teisinepagalba.lt English - lietuviu kalba.

14. Come ci si può mettere in comunicazione con le autorità competenti? Qual è il loro indirizzo? Dove si possono trovare i formulari da compilare? Quali documenti vanno allegati alla domanda? Devono essere fatti tradurre? È necessario che i documenti siano autenticati?

La domanda va presentata al giudice o all’istituzione dello Stato estero competente in base al luogo di residenza del debitore del credito alimentare. L’elenco dei tribunali e delle istituzioni competenti è contenuto nell’allegato II del regolamento citato nella risposta della domanda 13 ed è reperibile anche nell’Atlante giudiziario europeo in materia civile (/justice_home/judicialatlascivil/html/index_it.htm). Alla domanda va allegata anche copia della decisione giudiziaria lituana di cui si chiede il riconoscimento e l’apposito attestato rilasciato dal tribunale lituano che ha preso la decisione in primo grado (il modello di attestato è reperibile nel sito internet del ministero della giustizia www.tm.lt English - lietuviu kalba, rubrica “Bendradarbiavimas”, sotto “dokumentų formų”). Se il tribunale o l’istituzione competente lo richiede, occorre presentare anche una traduzione dei documenti, autenticata da una persona abilitata a tal fine in uno degli Stati membri. I formulari e i documenti rilasciati dal tribunale devono essere muniti del timbro ufficiale del tribunale stesso.

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Chi voglia beneficiare dell’assistenza giudiziaria primaria garantita dallo Stato nella Repubblica lituana deve rivolgersi al competente ufficio (organo esecutivo) del comune di residenza dichiarata oppure, se non ha un luogo di residenza, al competente ufficio del comune in cui dimora.

15. Che genere di assistenza può fornire l’organismo estero?

L’organismo estero competente fornirà alla persona informazioni sulla procedura di presentazione della domanda, sui requisiti formali ai quali la domanda deve conformarsi e sulle altre questioni relative al riconoscimento e all’esecuzione di una decisione di un tribunale lituano in quel determinato Stato membro dell’Unione europea.

16. Per un ottenere assistenza da un ente o un’amministrazione del proprio o di un altro paese è necessaria un’ordinanza del tribunale? Se sì, in quale paese deve essere emessa l’ordinanza? Se nel paese estero, a chi rivolgersi per aiuto? Chi non è in grado di pagare per la consultazione può comunque beneficiare dell’assistenza giudiziaria?

Per poter beneficiare dell’assistenza giudiziaria nella Repubblica lituana non è necessaria alcuna ordinanza del tribunale. L’assistenza giudiziaria primaria deve essere prestata immediatamente, quando la persona si rivolge all’ufficio competente del comune. Se non è possibile prestare immediatamente l’assistenza richiesta, deve essere dato al richiedente un appuntamento, al più tardi a distanza di 5 giorni dalla data della richiesta. L’assistenza giudiziaria primaria è gratuita.

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