Commissione Europea > RGE > Crediti alimentari > Diritto Comunitario

Ultimo aggiornamento: 08-02-2007
Versione stampabile Aggiungi ai preferiti

Crediti alimentari - Diritto Comunitario

EJN logo

Questa pagina è obsoleta. L'aggiornamento è in corso e sarà disponibile sul portale europeo della giustizia elettronica.


Per gli ultimi aggiornamenti cfr. English

«Non riesco ad ottenere che mi sia corrisposto l'assegno alimentare proveniente da un altro Stato membro.»

Per obbligare a pagare un «debitore di alimenti» domiciliato in un altro Stato membro, è necessario rivolgersi alla giustizia dello Stato nel quale viene chiesta l'esecuzione della decisione. Esistono disposizioni comunitarie che vi possono aiutare ad ottenere che vi sia versato l'assegno alimentare proveniente da uno Stato membro diverso da quello in cui risiedete. Queste disposizioni saranno presto migliorate.

  • Il Regolamento (CE) n. 44/2001 del Consiglio, del 22 dicembre 2000, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale (detto regolamento "Bruxelles I"), contiene norme relative alla competenza speciale dei tribunali per le obbligazioni alimentari. Le disposizioni del regolamento sono direttamente applicabili dal 1° marzo 2002, il che significa che chiunque può avvalersene dinanzi ad un giudice. Il regolamento non trova applicazione in Danimarca, nella quale sono tuttora vigenti le disposizioni della Convenzione di Bruxelles del 1968.

Il regolamento stabilisce che il creditore di alimenti può rivolgersi al giudice del luogo in cui ha domicilio il debitore o a quello del luogo in cui egli stesso ha il suo domicilio o la sua residenza abituale. Egli si trova così in posizione favorevole rispetto al debitore, il quale, invece, se prende l'iniziativa, è soggetto alla regola generale e ha un'unica possibilità, quella di rivolgersi al giudice dello Stato membro in cui è domiciliato il creditore.

Inoltre, qualora si tratti di una domanda accessoria ad un'azione relativa allo stato delle persone (per esempio, divorzio), l'azione sarà portata davanti al giudice competente a conoscere quest'ultima secondo la legge nazionale, salvo che tale competenza si fondi unicamente sulla cittadinanza di una delle parti.

Le decisioni emesse in uno Stato membro in materia di obbligazioni alimentari sono riconosciute negli altri Stati membri (articolo 33 del regolamento) e sono eseguite in un altro Stato membro dopo che vi siano state dichiarate esecutive su istanza della parte interessata (articolo 38 del regolamento).

Inizio paginaInizio pagina

Rispetto alla Convenzione di Bruxelles del 1968, che sostituisce, il regolamento (articolo 34) non consente più che sia respinto il riconoscimento di una decisione contraria al diritto internazionale privato dello Stato richiesto, quando la decisione del tribunale d'origine risolve una questione sullo stato e la capacità delle persone. Allo stato attuale, una decisione straniera può non essere riconosciuta soltanto se tale riconoscimento è contrario all'ordine pubblico o in contrasto con una decisione emessa precedentemente, o se la domanda giudiziale od un atto equivalente non è stato notificato o comunicato al convenuto contumace in tempo utile.

Infine, ai sensi dell'articolo 57, paragrafo 1, le convenzioni in materia di obbligazioni alimentari concluse davanti alle autorità amministrative o da esse autenticate sono considerate come atti pubblici autentici che possono beneficiare del meccanismo semplificato d'esecuzione.

Benché questa procedura appaia relativamente semplice, il regolamento non elimina tutti gli ostacoli alla libera circolazione delle decisioni giudiziarie nell'Unione europea e mantiene misure intermedie ancora troppo restrittive.

  • A Tampere nell'ottobre 1999, il Consiglio europeo ha chiesto di ridurre ulteriormente le procedure intermedie tuttora necessarie per ottenere il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni o sentenze straniere. Nel novembre 2000, il Consiglio ha adottato un programma per il riconoscimento reciproco delle decisioni giudiziarie. L'obiettivo finale è di eliminare qualsiasi procedura necessaria per rendere esecutiva una decisione in materia civile e commerciale (exequatur). In questa prospettiva, i crediti alimentari risultano chiaramente prioritari.
  • Successivamente, il 21 aprile 2004 il Parlamento europeo e il Consiglio hanno adottato il regolamento (CE) n. 805/2004  che istituisce il titolo esecutivo europeo per i crediti non contestati. Si applica ai crediti alimentari, ma soltanto nel caso in cui questi possano essere considerati crediti non contestati.
  • Per affrontare tutti i problemi relativi al recupero dei crediti alimentari, nell'aprile 2004 la Commissione ha pubblicato un Libro verde.
  • Il 15 dicembre 2005 la Commissione ha presentato al Consiglio una proposta di regolamento relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni e alla cooperazione in materia di obbligazioni alimentari.

La proposta si prefigge di eliminare tutti gli ostacoli che tuttora si frappongono al recupero dei crediti di alimenti all’interno dell’Unione europea. Essa permetterà di creare un contesto giuridico adatto alle aspirazioni legittime dei creditori di alimenti. Questi ultimi devono poter ottenere agevolmente, rapidamente e nella maggior parte dei casi senza spese, un titolo esecutivo che possa circolare senza ostacoli nello spazio giudiziario europeo e che possa risolversi, in concreto, nel pagamento regolare delle somme dovute.

Inizio paginaInizio pagina

Tale nuovo contesto giuridico europeo richiede un’azione che non può limitarsi a una semplice cosmesi degli attuali meccanismi; occorre adottare misure ambiziose in tutti i settori pertinenti della cooperazione giudiziaria civile: competenza internazionale, legge applicabile, riconoscimento ed esecuzione, cooperazione ed eliminazione degli ostacoli al corretto svolgimento delle procedure. Tali risposte globali devono essere riunite in uno strumento unico.

  • La proposta di regolamento si pone quindi tre obiettivi principali:
  1. Semplificare la vita dei cittadini, riducendo le formalità necessarie affinché una decisione sia pronunciata ed eseguita in ogni Stato membro, e facendo beneficiare i creditori di alimenti di concrete misure di aiuto e di assistenza. Lo stesso dicasi per la possibilità di effettuare la necessaria azione sul luogo della residenza abituale, anche nella fase dell’esecuzione vera e propria, in particolare per eseguire sequestri sugli stipendi o su conti bancari, per avviare i meccanismi di cooperazione o per avere accesso alle informazioni che permettano di localizzare il debitore e di valutarne il patrimonio.
  2. Rafforzare la certezza del diritto, armonizzando le norme sui conflitti tra legislazioni.
  3. Assicurare l'efficacia e la durevolezza del recupero, permettendo al creditore di ottenere una decisione esecutiva su tutto il territorio dell'Unione che possa in seguito beneficiare di un sistema di esecuzione semplice ed armonizzato.
  • Il regolamento è presentato al Consiglio secondo la procedura prevista all'articolo 67, paragrafo 2, primo trattino del trattato che istituisce la Comunità europea, secondo il quale il Consiglio delibera all’unanimità previa consultazione del Parlamento europeo. La presente proposta riguarda il diritto di famiglia e non può pertanto essere adottata secondo la procedura di codecisione, conformemente al trattato vigente.

Tale interpretazione si impone giuridicamente, tenuto conto dei legami molto stretti che uniscono le obbligazioni alimentari al diritto di famiglia, ma presenta tre inconvenienti:

    • non prende sufficientemente in considerazione la natura ibrida del concetto di obbligazione alimentare - familiare per le sue radici, ma pecuniaria nella sua attuazione, come per qualsiasi credito;
    • ignora il fatto che fino ad oggi il legislatore comunitario ha ritenuto che le obbligazioni alimentari potessero essere regolate dal regime di diritto comune ( cfr. regolamento Bruxelles I, che esclude il diritto di famiglia ma conserva le obbligazioni alimentari nel suo ambito d’applicazione, e regolamento TEE che riunisce i crediti alimentari ed è stato adottato secondo la procedura di codecisione);
    • non consente al Parlamento europeo di svolgere pienamente il suo ruolo.

Per questo motivo, in una comunicazione la Commissione ha invitato il Consiglio a trasferire la materia delle obbligazioni alimentari dall’unanimità alla codecisione, conformemente all’articolo 67, paragrafo 2, secondo trattino del trattato.

Inizio paginaInizio pagina

  • Insieme a queste misure le autorità competenti degli Stati membri applicheranno efficaci meccanismi di cooperazione.

A tale riguardo, è opportuno sottolineare che tutti gli Stati membri, tranne la Lettonia, la Lituania e Malta, sono parti alla Convenzione di New York français del 20 giugno 1956 sul recupero degli alimenti all'estero, conclusa sotto l'egida delle Nazioni Unite English - español - français, e che istituisce un meccanismo di cooperazione amministrativa tra le autorità degli Stati parti.

Occorre rammentare, inoltre, che alcuni Stati membri sono anche parti a quattro convenzioni della Conferenza dell'Aia di diritto internazionale privato applicabili in materia di crediti alimentari (si veda la scheda "Diritto internazionale" di questo stesso tema).

Documenti di riferimento

  • Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali (Roma I) (COM/2005/650)
  • Comunicazione della Commissione al Consiglio che invita il Consiglio ad assoggettare all’articolo 251 del trattato che istituisce la Comunità europea le misure adottate ai sensi dell’articolo 65 del trattato in materia di obbligazioni alimentari (COM/2005/648)
  • Regolamento (CE) n. 805/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, che istituisce il titolo esecutivo europeo per i crediti non contestati
  • Libro verde sulle obbligazioni alimentari - Risposte English - français DOC File (DOC File 94 KB) al libro verde
  • Programma di misure relative all'attuazione del principio del riconoscimento reciproco delle decisioni in materia civile e commerciale
  • Regolamento (CE) n. 44/2001 del Consiglio, del 22 dicembre 2000, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale
  • Conclusioni della presidenza - Consiglio europeo di Tampere (15 e 16 ottobre 1999)
  • Convenzione English - français dell'Aia del 2 ottobre 1973 sul riconoscimento e l'esecuzione di decisioni in materia alimentare (Conferenza dell'Aia di diritto internazionale privato)
  • Convenzione English - français del 2 ottobre 1973 sulla legge applicabile alle obbligazioni alimentari (Conferenza dell'Aia di diritto internazionale privato)
  • Convenzione di Bruxelles del 1968 concernente la competenza giurisdizionale e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale (versione consolidata)
  • Convenzione di New York del 20 giugno 1956 français sul recupero degli alimenti all’estero (Nazioni Unite)

« Crediti alimentari - Informazioni generali | Diritto Comunitario - Informazioni generali »

Inizio paginaInizio pagina

Ultimo aggiornamento: 08-02-2007

 
  • Diritto Comunitario
  • Diritto internazionale

  • Belgio
  • Bulgaria
  • Repubblica Ceca
  • Danimarca
  • Germania
  • Estonia
  • Irlanda
  • Grecia
  • Spagna
  • Francia
  • Italia
  • Cipro
  • Lettonia
  • Lituania
  • Lussemburgo
  • Ungheria
  • Malta
  • Paesi Bassi
  • Austria
  • Polonia
  • Portogallo
  • Romania
  • Slovenia
  • Slovacchia
  • Finlandia
  • Svezia
  • Regno Unito