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Ultimo aggiornamento: 04-01-2007
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Crediti alimentari - Belgio

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INDICE

1. Che cosa si intende in Italia per “alimenti” e “obbligazione alimentare”? 1.
2. Sino a quale momento un figlio può beneficiare degli alimenti? 2.
3. In quali casi è applicabile la legge belga? 3.
4. Se tale legge non è applicabile, quale legge applicheranno i tribunali belgi? 4.
5. L’attore deve rivolgersi ad una istituzione particolare, ad una amministrazione pubblica (centrale o locale) o a un organo giurisdizionale per ottenere gli alimenti? 5.
6. E’ possibile rivolgersi all’autorità competente a nome di un genitore, di un parente o di un minore? 6.
7. Se colui che chiede gli alimenti intende adire l’autorità giudiziaria, come potrà individuare il tribunale competente? 7.
8. Chi avanza la pretesa deve farsi rappresentare per adire il giudice (avvocato, organismo specializzato, altro soggetto)? Altrimenti, quale procedura dovrà seguire? 8.
9. Adire la giustizia comporta un costo? In caso affermativo quale spesa è prevedibile? Se i mezzi di colui che avanza la pretesa sono insufficienti, si può ottenere un’assistenza giudiziaria per far fronte alle spese del procedimento? 9.
10. Che tipo di credito viene concesso dal giudice? Se si tratta di un assegno alimentare come verrà determinato? Come potrà essere sottoposto a revisione allo scopo di adattarlo alle variazioni del costo della vita o alle mutate condizioni dell’avente diritto? 10.
11. Come e a chi sarà versato l’assegno? 11.
12. Se la persona su cui grava l’obbligo dell’assegno non lo versa volontariamente, quali mezzi ci sono per costringerla ad adempiere? 12.
13. Una istituzione privata o una amministrazione pubblica (centrale o locale) possono aiutare l’avente diritto a percepire l’assegno? 13.
14. Possono sostituirsi al debitore in tutto o in parte per quanto riguarda il versamento dell’assegno? 14.
15. L’avente diritto all’assegno può ottenere l’assistenza di una istituzione privata o di una amministrazione dello Stato? 15.
16. In caso affermativo quali sono il nome e l’indirizzo dell’istituzione privata o dell’amministrazione statale? Come si può fare per rivolgersi all’una o all’altra? 16.
17. Quale forma di assistenza potrà l’istituzione privata o l’amministrazione pubblica (centrale o locale) fornire all’avente diritto? 17.
18. L’avente diritto può rivolgersi direttamente ad una istituzione privata o ad una amministrazione pubblica (centrale o locale) italiana? 18.
19. In caso affermativo quali sono il nome e l’indirizzo di tali amministrazioni od istituzioni? Come ci si può rivolgere ad esse? 19.
20. Quale forma di assistenza l’istituzione privata o l’amministrazione pubblica (centrale o locale) potranno fornire all’avente diritto? 20.

 

1. Che cosa si intende in Italia per “alimenti” e “obbligazione alimentare”?

Per “obbligazione alimentare” s’intende l’obbligo, previsto per legge, che un individuo ha nei confronti di un’altra persona che si trova in stato di bisogno ed è a lui legato da un “determinato legame di parentela” di fornirgli i mezzi di sussistenza. Il termine “alimenti” non copre soltanto il cibo bensì tutto ciò che è necessario per vivere: cibo, abbigliamento, alloggio, cure mediche ecc.

Soggetti tenuti all’obbligazione alimentare

L’obbligazione alimentare rientra tra gli obblighi famigliari o matrimoniali o negli obblighi sostitutivi nel momento in cui viene meno tale legame. Esiste tra determinati parenti per vincoli di sangue o matrimoniali, tra coniugi e unioni registrate. Di fatto, si basa sul dovere di “solidarietà” che in certi casi è più forte.

- Genitori ai loro figli?

In questo caso vi sono due tipi di assegni alimentari:

  • Assegni alimentari nel senso più ampio del termine, in virtù del quale il padre e la madre sono tenuti ad assumersi la responsabilità in base alle proprie capacità del vitto e alloggio, mantenimento, controllo, allevamento ed istruzione dei loro figli. Nel caso in cui non hanno completato gli studi, l’obbligo continua anche dopo il raggiungimento della maggiore età. Questo obbligo è legato all’autorità genitoriale, ma va oltre la maggiore età o l’emancipazione del figlio. Esiste a prescindere delle risorse del genitore e a prescindere dallo stato di bisogno del figlio. E’ più ampio nel senso che oltre alla sussistenza del figlio, copre anche l’allevamento, l’istruzione ecc. (articolo 203 del codice civile).
  • Assegni alimentari basati sulla paternità, collegati allo stato di bisogno del minore e le risorse del genitore (articoli 205,207 e 208 del codice civile).
- I figli ai loro genitori?

L’assegno alimentare dei genitori nei confronti dei figli (articolo 205 del codice civile) è reciproco. I figli hanno quindi, a loro volta, il medesimo obbligo nei confronti dei loro genitori se questi ultimi si trovano in uno stato di bisogno.

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- Coniugi?

Il versamento di alimenti tra coniugi si basa sul dovere di fornire aiuto ed assistenza ed il dovere di contribuire alle spese coniugali previste dal Codice civile (articoli 213 e 221 del codice civile). Tali doveri, legati al dovere di convivenza che si applica anche ai coniugi, sono reciproci. Se non sono rispettati possono dar adito ad un’azione legale per garantire il loro adempimento in natura sotto forma di sostentamento o il versamento di importi. – V. domanda n. 12 – (articoli 213, 221 e 223 del codice civile).

- Un coniuge divorziato all’altro coniuge?

Bisogna fare una distinzione in base al tipo di divorzio: divorzio per causa determinata o divorzio congiunto.

§ Divorzio per causa determinata

Durante il procedimento di divorzio per causa determinata (divorzio a causa di adulterio, comportamento eccessivo, crudeltà fisica o mentale, reato grave e dopo un’effettiva separazione superiore ai due anni), uno qualsiasi dei coniugi può chiedere al tribunale di adottare dei provvedimenti provvisori e di concedere un assegno di mantenimento a prescindere dalla colpa (articolo 1280 del codice di procedura civile).

A seguito di un divorzio dovuto ad adulterio, comportamento eccessivo, crudeltà fisica o mentale, il coniuge senza colpa può pretendere un assegno alimentare che gli consenta di conservare il livello di vita matrimoniale (articolo 301 del codice civile).

Dopo un divorzio dovuto a separazione per un periodo superiore ai due anni, il coniuge richiedente è ritenuto responsabile della separazione. Soltanto il coniuge convenuto può chiedere un assegno alimentare. Tuttavia, il coniuge richiedente può rovesciare la presunzione che lo riguarda (articolo 306 del codice civile).

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§ Divorzio congiunto

Spetta ai coniugi che hanno deciso di divorziare consensualmente fissare eventualmente, nei loro accordi, l’importo dell’assegno alimentare da versare all’altro durante e dopo il procedimento (articolo 1288 del codice di procedura civile).

- Altro?

In quali casi?

L’assegno alimentare esiste tra parenti in linea diretta, sia ascendenti che discendenti (genitori/figli, figli/genitori, nipoti/nonni e vice versa – articoli 205 e 207 del codice civile).

Per le persone legate da matrimonio vi sono due fattispecie:

  • Entro certi limiti il coniuge superstite ha un obbligo nei confronti dei figli del coniuge defunto, di cui non è né padre, né madre (articolo 203, secondo comma del codice civile).
  • I figli e le nuore hanno un obbligo nei confronti dei loro suoceri e suocere e vice-versa. L’obbligo cessa se il suocero o la suocera contrae un nuovo matrimonio, se il coniuge (che ha creato il rapporto mediante il matrimonio) ed i figli del matrimonio sono deceduti (articolo 206 del codice civile).

In alcuni casi, la proprietà del marito defunto deve garantire il sostentamento del partner superstite o dei suoi ascendenti (articolo 205, lettera b) del codice civile).

Un figlio la cui paternità non è definita può richiedere gli alimenti per il suo mantenimento, allevamento ed istruzione all’uomo che ha avuto rapporti con sua madre durante il periodo di previsione legale (articolo 336 del codice civile).

Se l’armonia tra conviventi registrati è seriamente perturbata, una delle parti può chiedere al giudice di pace il versamento di un assegno alimentare quale provvedimento provvisorio. Lo stesso vale nel caso in cui cessa l’unione registrata (articolo 1479 del codice civile).

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2. Sino a quale momento un figlio può beneficiare degli alimenti?

Normalmente gli alimenti cessano al raggiungimento della maggiore età o emancipazione. Tuttavia, se il figlio non ha completato gli studi il versamento degli alimenti può proseguire anche dopo (articoli 203 e 336 del codice civile).

3. In quali casi è applicabile la legge belga?

Il Belgio ha aderito alla Convenzione dell’Aia del 24 ottobre 1956 sulla legge applicabile alle obbligazioni alimentari. In linea di massima la Convenzione, che si applica soltanto tra Stati contraenti, presenta le domande di crediti alimentari per i minori alla legge che è d’applicazione nello Stato in cui risiede abitualmente il richiedente gli alimenti (articolo 1).

Tuttavia, il Belgio, nel caso in cui la residenza all’estero del minore è l’unico elemento estraneo nel rapporto, può dichiarare applicabile la propria legge (articolo 2). La legge belga regolamenta quindi qualsiasi azione presa in Belgio da un minore belga che abita all’estero contro un padre belga residente in Belgio.

La legge belga si applica anche se la legge in vigore nello Stato in cui vive il minore rifiuta di riconoscergli il diritto a qualsiasi assegno alimentare (articolo 3).

Tralasciando i casi indicati nella summenzionata convenzione, le regole della legge privata internazionale belga sono d’applicazione (articolo 3, primo e terzo comma del codice civile). O viene applicata la legge belga a qualsiasi richiedente il mantenimento in Belgio, o l’assegno alimentare rientra nella legge nazionale della parte interessata (tenuto conto dell’ordine pubblico internazionale e l’urgenza con cui è necessario prendere una decisione).

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4. Se tale legge non è applicabile, quale legge applicheranno i tribunali belgi?

Se colui che chiede gli “alimenti” e la persona tenuta a versarli si trovano entrambi nel territorio belga:

Vi può essere un rinvio ad una legge straniera in alcuni casi, conformemente alle norme della legge privata internazionale belga. In altri casi, si applica la legge belga.

5. L’attore deve rivolgersi ad una istituzione particolare, ad una amministrazione pubblica (centrale o locale) o a un organo giurisdizionale per ottenere gli alimenti?

Il debitore può anche provvedere ai fabbisogni del richiedente volontariamente. Altrimenti, in caso di controversia, disaccordo o cessazione, è necessario adire le vie legali.

6. E’ possibile rivolgersi all’autorità competente a nome di un genitore, di un parente o di un minore?

Titolare dell'azione è il richiedente gli alimenti. La domanda viene presentata al magistrato dall’avente diritto in persona o dal suo avvocato (in particolare gli articoli 1253, 1254 e 1320 del codice di procedura civile).

Nel caso in cui il richiedente è incapace, il rappresentante legale (padre, madre, tutore ecc) agisce per suo conto.

7. Se colui che chiede gli alimenti intende adire l’autorità giudiziaria, come potrà individuare il tribunale competente?

Il giudice di pace ha la competenza generale nelle controversie riguardanti gli alimenti (articolo 591, settimo comma del codice di procedura civile, ma vi sono delle eccezioni.

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I procedimenti intrapresi da un minore contro la persona che ha avuto rapporti con sua madre durante il periodo previsto dalla legge (articolo 336 del codice civile) sono di competenza del Tribunale di primo grado (articolo 338 del codice civile).

Durante il procedimento di divorzio o di separazione per causa determinata, i provvedimenti provvisori riguardanti l’individuo, l’obbligo di mantenimento ed i beni, sia dei coniugi sia dei minori, rientrano nella competenza del Presidente del tribunale di primo grado che mette un provvedimento provvisorio (articolo 1280 del codice di procedura civile). Nei procedimenti preliminari in vista del divorzio, il giudice può ratificare un accordo parziale o totale tra i coniugi in merito ai provvedimenti provvisori riguardanti gli alimenti per il coniuge o per i figli (articolo 1258, secondo comma del codice di procedura civile). Se in seguito non intervengono cambiamenti, i provvedimenti provvisori presi per i figli si applicano anche dopo il divorzio (articolo 302 del codice civile).

In merito all’importo da versare per gli alimenti dopo il divorzio (articolo 301, 306, 307 e 307, lettera b) del Codice civile, l’autorità competente è il Giudice di pace o il tribunale presso il quale l’istanza di divorzio è stata presentata, a seconda della fase del divorzio. Dopo la sentenza definitiva con la quale si pronuncia il divorzio, è competente soltanto il giudice di pace.

In caso di divorzio o separazione consensuale, le parti utilizzano un accordo precedente per decidere l’importo di sostentamento da versare ai figli e all’altro coniuge. Il giudice di pace è competente per decidere su qualsiasi modifica riguardante l’assegno alimentare ai figli. Tuttavia, il Tribunale per i minorenni può ordinare o modificare qualsiasi disposizione riguardante la potestà genitoriale (articolo 387, lettera b) del codice civile), e può simultaneamente decidere sull’assegno alimentare spettante ai figli.

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8. Chi avanza la pretesa deve farsi rappresentare per adire il giudice (avvocato, organismo specializzato, altro soggetto)? Altrimenti, quale procedura dovrà seguire?

Vedere la domanda n. 6. Secondo il tipo di procedimento avviato, la domanda è presentata mediante atto di citazione dell’ufficiale giudiziario o mediante ricorso. Non serve un avvocato.

9. Adire la giustizia comporta un costo? In caso affermativo quale spesa è prevedibile? Se i mezzi di colui che avanza la pretesa sono insufficienti, si può ottenere un’assistenza giudiziaria per far fronte alle spese del procedimento?

I procedimenti legali vanno pagati. Non è possibile calcolare il costo complessivo. Il costo dipende dal tipo di procedimento intrapreso, dalle spese legali, dalle spese sostenute per la difesa nel caso vi sia un avvocato. La legge ordinaria si applica al pagamento delle spese legali tramite l’assistenza giudiziaria (V. “Assistenza giudiziaria-Belgio”).

10. Che tipo di credito viene concesso dal giudice? Se si tratta di un assegno alimentare come verrà determinato? Come potrà essere sottoposto a revisione allo scopo di adattarlo alle variazioni del costo della vita o alle mutate condizioni dell’avente diritto?

- In merito al tipo di assistenza

L’assistenza avviene sotto forma di assegno alimentare. In alcuni casi tale assegno può essere capitalizzato (articolo 301, quinto comma del codice civile).

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- In merito alla valutazione dell’assistenza e l’indicizzazione

Non esiste una graduatoria. L’assegno alimentare viene concesso soltanto in proporzione al bisogno della persona che ne fa richiesta e al reddito della persona che è tenuta al suo versamento (articoli 208 e 209 del codice civile).

L’assegno alimentare del padre e della madre (articolo 203 del codice civile) viene fissato in proporzione alle loro risorse e questo obbligo deve coprire vitto e alloggio, sostentamento, controllo, allevamento ed istruzione (sino al completamento). Tale assegno alimentare è un pagamento mensile omnicomprensivo versato al genitore che ha la custodia. Ogni madre e padre può agire per proprio conto per rivendicare un contributo dall’altro per vitto e alloggio, spese di sostentamento ecc. (articolo 203, lettera b del codice civile).

L’importo dell’assegno alimentare che la persona che ha avuto rapporti sessuali con la madre durante il periodo di previsione legale è tenuto a versare viene fissato in base ai bisogni del figlio e le risorse, opportunità e situazione sociale del debitore (articolo 336 del codice civile).

L’assegno alimentare dopo un divorzio per causa determinata deve consentire al beneficiario, tenuto conto delle sue possibilità e del suo reddito, di vivere in condizioni equivalenti a quelle che aveva durante il matrimonio (articolo 301, primo comma del codice civile). E’ automaticamente agganciato all’indice dei prezzi al dettaglio (l'articolo 301, secondo comma). Non può superare un terzo del reddito del coniuge debitore. In merito all’assegno alimentare concesso dopo un divorzio a causa di una separazione effettiva superiore ai due anni, l'articolo 307, lettera b del codice civile afferma che l’assegno alimentare può superare un terzo del reddito del coniuge debitore (contra, sentenze 48/2000 e 163/2001 emesse dalla Corte arbitrale). Nel caso di un divorzio congiunto, i coniugi decidono l’ammontare dell’assegno alimentare che uno è tenuto a pagare all’altro e come verrà adeguato al costo della vita (articolo 1288, quarto comma del codice di procedura civile).

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Come indicato al punto 1 sopra, l’assegno alimentare tra coniugi si basa sul dovere di fornire aiuto ed assistenza e sul dovere di contribuire alle spese coniugali come previsto dagli articoli 213 e 221 del codice civile.

11. Come e a chi sarà versato l’assegno?

L’assegno viene pagato a colui che ne fa richiesta o al suo rappresentante. Si tratta di un versamento mensile. In alcuni casi può essere capitalizzato.

12. Se la persona su cui grava l’obbligo dell’assegno non lo versa volontariamente, quali mezzi ci sono per costringerla ad adempiere?

Il beneficiario che dispone di un’ordinanza esecutiva può agire per ottenere l’adempimento delle obbligazioni pecuniarie. A certe condizioni, colui su cui grava l’obbligo dell’assegno può vedersi pignorare la proprietà e/o i beni nel caso in cui non provvede al versamento volontario dello stesso (articolo 1494 del codice di procedura civile). E’ possibile inviare un provvedimento di pignoramento presso terzi, come ad esempio il datore di lavoro del debitore (articolo 1539 del codice di procedura civile). Inoltre, a certe condizioni, il beneficiario che non dispone ancora di un’ordinanza esecutiva può ottenere un ordine di pignoramento per assicurarsi il pagamento degli assegni alimentari futuri (articolo 1413 del codice di procedura civile).

Infine, è stato introdotto un meccanismo di esecuzione semplificata. Si riferisce alla delega di importi, o un’autorizzazione rilasciata al beneficiario, entro certi limiti, da dedurre direttamente dal reddito del debitore o qualsiasi altra somma dovuta da terzi. La delega di somme si applica agli assegni alimentari tra coniugi o ex coniugi (articoli 220, §3, 221, 223, 301 lettera b  del codice civile, 1280 e1306 del codice di procedura civile), mantenimento, allevamento e obblighi riguardanti l’istruzione nei confronti dei figli – anche le domande tra padre e madre previste nell'articolo 203 lettera b del Codice civile – e le domande di credito alimentare tra ascendenti e discendenti (articolo 203 ter del codice civile).

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Per concludere, il Codice penale contiene un articolo riguardante l’abbandono della famiglia (articolo 369 lettera b) che consente di avviare dei procedimenti nei confronti di qualsiasi persona a cui è stato intimato da una sentenza del tribunale definitiva di pagare un assegno alimentare, e che intenzionalmente non ha rispettato le condizioni dell’ingiunzione per più di due mesi.

13. Una istituzione privata o una amministrazione pubblica (centrale o locale) possono aiutare l’avente diritto a percepire l’assegno?

Il beneficiario dell’assegno alimentare che non riesce ad ottenere il pagamento nonostante abbia eseguito le procedure indicate nel punto 12, potrà contattare, una volta istituito, l’Ufficio crediti alimentari (all’interno del “Service Public Fédéral Finances”). L’ufficio si occuperà di stanziare anticipi in merito ad uno o più pagamenti di assegni alimentari fissi, dell’incasso e/o recupero degli anticipi concessi, del saldo dell’assegno alimentare e degli arretrati dovuti da chi è tenuto a versare l’assegno alimentare.

Nel frattempo, il beneficiario dell’assegno alimentare deve contattare il “Centre Public d’Aide Sociale” (CPAS) che può stanziare anticipi per uno o più pagamenti di assegni alimentari fissi (articolo 68, lettera b della Legge del 8 luglio 1976 che ha istituito il CPAS). Tuttavia, ciò riguarda soltanto gli assegni alimentari per i figli ed il figlio beneficiario deve risiedere in Belgio.

14. Possono sostituirsi al debitore in tutto o in parte per quanto riguarda il versamento dell’assegno? 

Il C.P.A.S. può sostituirsi al debitore per il pagamento parziale o totale dell’assegno alimentare mediante un versamento di tipo assistenziale. Il denaro verrà recuperato dal debitore a meno che non dispone delle risorse finanziarie.

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15. L’avente diritto all’assegno può ottenere l’assistenza di una istituzione privata o di una amministrazione dello Stato?

Se l’avente diritto risiede in Belgio e il debitore risiede in un altro paese, l’avente diritto in possesso di un’ingiunzione di credito alimentare può ottenere assistenza dalle autorità del Belgio:

‘Service Public Fédéral Justice - Direction générale de la Législation and des Libertés and Droits fondamentaux’:

Questa autorità interviene ai sensi della Convenzione di New York del 20 giugno 1956 English - français riguardante il recupero dell’assegno alimentare all’estero, approvato dalla Legge del 6 maggio 1966, e in qualità di autorità competente belga in materia.

16. In caso affermativo quali sono il nome e l’indirizzo dell’istituzione privata o dell’amministrazione statale? Come si può fare per rivolgersi all’una o all’altra?

S.P.F. Justice

Convention de New York

Boulevard de Waterloo, 115

1000 Brussels

Belgium.

Tel.: +32 (0)2/542.65.11

Fax: +32 (0)2/542.70.06

17. Quale forma di assistenza potrà l’istituzione privata o l’amministrazione pubblica (centrale o locale) fornire all’avente diritto? 

Quando l’avente diritto si trova in un altro paese e la persona tenuta a versare l’assegno alimentare si trova in Belgio, la Convenzione di New York stabilisce che l’autorità intermediaria (l’autorità belga in questo caso) prende tutti i provvedimenti per conto del beneficiario al fine di recuperare i versamenti dell’assegno alimentare. In primo luogo deve localizzare il debitore e cercare di raggiungere un accordo amichevole in collaborazione con le autorità giudiziarie. Se non ci riesce, o se l’accordo non viene rispettato, l’autorità intermediaria, per conto del beneficiario e, possibilmente dopo aver chiesto il patrocinio a spese dello Stato, adisce le vie giudiziarie per ottenere un assegno alimentare e garantire l’esecuzione della decisione.

18. L’avente diritto può rivolgersi direttamente ad una istituzione privata o ad una amministrazione pubblica (centrale o locale) italiana?

L’avente diritto residente in un paese diverso dal Belgio deve contattare l’autorità centrale responsabile della summenzionata convenzione. L’avente diritto non può contattare direttamente un’organizzazione o un’autorità in Belgio.

19. In caso affermativo quali sono il nome e l’indirizzo di tali amministrazioni od istituzioni? Come ci si può rivolgere ad esse?

In caso di risposta negativa V. la domanda n. 18.

20. Quale forma di assistenza l’istituzione privata o l’amministrazione pubblica (centrale o locale) potranno fornire all’avente diritto?

In caso di risposta negativa V. la domanda n. 18.

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