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Ultimo aggiornamento: 02-05-2005
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Professioni giuridiche - Svezia

 

INDICE

1. Giudici 1.
2. Avvocati 2.
3. Pubblici ministeri 3.
4. Ufficiali giudiziari 4.

 

Presentazione di ciascuna categoria

1. Giudici

Per la maggior parte, i giudici (“domare”) esercitano la loro attività presso una delle due grandi giurisdizioni. Alla prima appartengono i tribunali ordinari (“allmänna domstolar”) , comprendenti un gran numero di tribunali di primo grado (“tingsrätter”) , sei corti d’appello (“hovrätter”) e la Corte suprema (“Högsta domstolen”). Alla seconda giurisdizione appartengono i tribunali amministrativi (“allmänna förvaltningsdomstolar”) , comprendenti un gran numero di tribunali amministrativi regionali (“länsrätter”) , quattro corti amministrative d’appello (“kammarrätter”) e la Corte amministrativa suprema (“Regeringsrätten”). Il giudice non avente una funzione gerarchica è denominato “rådman” nei tribunali di primo grado e “hovrättsråd” nelle corti d’appello di entrambe le giurisdizioni, mentre il giudice a capo di una sezione è denominato “chefsrådman” nei tribunali di primo grado di entrambe le giurisdizioni, “hovrättslagman” nelle corti ordinarie d’appello e “kammarrättslagman” nelle corti amministrative d’appello. Il giudice capo di un tribunale è denominato “lagman” nei tribunali di primo grado e “president” nelle corti d’appello di entrambe le giurisdizioni. A un giudice della Corte di cassazione spetta il titolo di “justitieråd”.

Per diventare giudice è necessario avere la cittadinanza svedese e aver conseguito il diploma di laurea o di dottorato in legge (rispettivamente, “juris kandidatexamen” e “juristexamen”). A determinate condizioni, può essere considerata equipollente a tali diplomi la formazione di giurista ottenuta in un altro Stato nordico. Inoltre, per essere giudice non si deve aver formato oggetto di una procedura fallimentare né essere assoggettato a tutela.

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I giudici sono nominati dal governo in seguito a una procedura di selezione. Sono dispensate da tale procedura le cariche giudiziarie più elevate. Per la scelta della persona sono decisive le competenze e l’attitudine alla professione. Nel preparare le pratiche per la nomina, assiste il governo una commissione giudiziaria speciale, la cui funzione principale è proporre al governo candidati per i posti vacanti.

I giudici sono assunti dallo Stato nell’ambito di un mandato: sono quindi dei funzionari. Un giudice può essere rimosso dal suo incarico soltanto se, incorrendo in negligenze gravi o ripetute oppure commettendo un reato, si rivela manifestamente inidoneo ad esercitare la sua professione; altrimenti, il giudice cessa la sua attività quando raggiunge l’età legale di pensionamento. La Costituzione riconosce ai giudici l’indipendenza nell’esercizio delle loro funzioni.

In Svezia è prevista una formazione specifica per diventare giudici. Le persone che seguono tale formazione vanno a costituire il gruppo principale di giuristi presi in considerazione per l’assunzione di giudici ordinari. Tuttavia, tale formazione non è un’esigenza formale: tutti i giuristi hanno la possibilità di candidarsi per un posto di giudice, anche se, di norma, chi ha seguito la formazione specifica risulta avvantaggiato.

Per essere ammesso al corso di formazione, si deve aver conseguito il diploma di laurea in legge ed aver esercitato per due anni la funzione di uditore giudiziario (“notarie”) presso un tribunale ordinario o amministrativo di primo grado. Chi viene ammesso al corso di formazione per diventare giudice deve seguire un praticantato di sei mesi come magistrato (“fiskal”) presso una corte d’appello ordinaria o amministrativa. Se supera il periodo di prova, il “fiskal” viene assunto in questa funzione, a titolo temporaneo, dalla corte d’appello presso la quale l’ha effettuato e, dopo almeno un anno, come stadio successivo della sua formazione per diventare giudice, passa ad esercitare la funzione di magistrato, per due anni, presso un tribunale ordinario o amministrativo di primo grado. Presso il tribunale, il magistrato esercita la funzione di giudice e tratta le cause e le pratiche come i giudici ordinari.

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Come ultimo stadio delle formazione per diventare giudice, il magistrato torna alla corte d’appello ordinaria o amministrativa e vi esercita la funzione di giudice per almeno un anno. Dopo aver esercitato con successo tale funzione, il magistrato viene nominato giudice associato (“assessor”) di corte d’appello ordinaria o amministrativa. La formazione è così terminata.

I giudici associati che, conclusa la loro formazione, vogliono essere nominati giudici ordinari, di norma per un certo numero di anni esercitano la loro attività fuori dei tribunali, così da acquisire altra esperienza che consenta loro, a poco a poco, di essere in grado di concorrere a un posto di giudice ordinario.

I diritti legali di ogni individuo e la fiducia del pubblico nel sistema giuridico richiedono che i giudici adottino le loro decisioni prescindendo da considerazioni esterne. Le regole che si applicano ai giudici comprendono vari principi generali relativi al loro operato quotidiano, che riflettono le varie esigenze che il giudice deve soddisfare, quali l’obiettività, l’imparzialità e la capacità di riservare uguale trattamento a tutti. Sono anche previste disposizioni speciali, attinenti alla richiesta di ricusazione di un giudice.

Nella maggior parte dei casi, i giudici dei tribunali ordinari e amministrativi non sono specializzati: essi trattano tutte le cause intentate dinanzi al tribunale.

Come già si è detto, per diventare giudice in Svezia uno dei requisiti è la cittadinanza svedese: i cittadini stranieri non hanno la possibilità di candidarsi a un posto di giudice.

2. Avvocati

In Svezia tutti gli avvocati (“advokater”) esercitano a titolo privato (gli uffici legali pubblici sono stati soppressi). Contrariamente a quanto previsto nel sistema giuridico di numerosi altri Stati, in Svezia è consentito a qualsiasi persona di patrocinare la propria causa in tribunale: non vi è dunque l’obbligo di farsi rappresentare o di assumere un avvocato. Né vi è monopolio degli avvocati, nel senso che chi agisce come rappresentante o consulente in un procedimento giudiziario non deve necessariamente essere un avvocato. Per rappresentare una persona in tribunale, i requisiti non consistono quindi nel possesso del titolo professionale di avvocato, ma dipendono da determinati fattori (quali la residenza, le conoscenze linguistiche e l’attitudine). Sotto certi aspetti, tuttavia, gli avvocati sono privilegiati: per esempio, tranne qualche eccezione soltanto gli avvocati possono essere chiamati ad assicurare il patrocinio gratuito. Può essere patrocinatore privato, invece, chiunque risponda ai requisiti per rappresentare una persona in giudizio. D’altro canto, a differenza di quanto si riscontra in vari altri Stati, in genere non vi differenza qualitativa tra i giuristi che vengono incaricati del patrocinio gratuito e quelli che rappresentano privati: entrambi questi tipi di rappresentanti legali sono, nella massima parte dei casi, avvocati. Secondo l’accezione svedese, è avvocato chi è membro dell’Associazione svedese degli avvocati (“Sveriges advokatsamfund”). Per esserne membro, si devono soddisfare requisiti formali in materia di competenza, esperienza e qualifiche.

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Per diventare avvocato (ossia essere ammesso nell’Associazione) è necessario:

- essere residenti in Svezia o in uno Stato dell’UE o del SEE o in Svizzera,

- aver conseguito il diploma di laurea o di dottorato in legge,

- dopo l’ottenimento del diploma, aver lavorato nel settore legale per cinque anni, di cui almeno tre come consulente presso lo studio di un avvocato o presso il proprio studio legale,

- aver superato l’esame di abilitazione all’esercizio dell’avvocatura,

- avere la fedina penale pulita ed essere sotto altri aspetti idoneo alla professione (non essere né giudice né pubblico ministero né altro pubblico funzionario) e trovarsi in sana situazione finanziaria (non aver formato oggetto di procedura fallimentare né essere assoggettato a tutela).

I requisiti di competenza previsti per diventare avvocato hanno lo scopo di assicurare che accedano alla professione soltanto coloro che possiedono la preparazione sufficiente e ne hanno l’attitudine generale (il titolo di avvocato è una garanzia di qualità). Chi pretende falsamente di essere un avvocato abilitato commette un reato passibile di ammenda.

Chiunque lo desideri può aprire uno studio legale: in Svezia non è richiesto nessun tipo di formazione o di esperienza per presentarsi come giurista e per offrire consulenza legale a titolo professionale.

La legge prevede il divieto di esercizio dell’attività giuridica unicamente per chi, prestando assistenza legale, ha commesso un reato grave: a una persona in questa situazione può essere vietato prestare assistenza legale per un lasso di tempo sino a dieci anni. Chi, prestando assistenza legale, per sua grave noncuranza favorisce il compimento di un atto criminoso, è passibile di ammenda o può essere condannato sino a due anni di carcere per assistenza negligente, ma, se si tratta di un avvocato, si può agire nei suoi confronti per tali motivi soltanto dopo aver consultato l’Associazione degli avvocati.

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L’attività degli avvocati è disciplinata essenzialmente dalla legge (capo 8 del codice di procedura giudiziaria) , che indica i requisiti per l’ammissione nell’Associazione degli avvocati e per l’iscrizione presso di essa e prescrive le modalità di esercizio della professione e di partnership in uno studio legale associato, le norme di vigilanza ecc. Oltre alle norme di legge, vigono le disposizioni dello statuto dell’Associazione degli avvocati e le sue regole indicative sulla buona prassi. Poiché lo statuto è stato stabilito dal governo, l’Associazione si configura come un organo di diritto privato avente carattere pubblico (non è un’autorità). Gli statuti di questo tipo sono quindi assimilabili a regolamenti.

Una delle chiavi di volta nella disciplina relativa alle attività degli avvocati è l’indipendenza. Le norme in tal senso mirano essenzialmente a tutelare l’interesse della società a disporre di una professione soggetta al più rigoroso segreto d’ufficio, che possa fornire consulenza e assistenza giuridiche senza riguardo a considerazioni esterne, tenendo conto soltanto dell’interesse dei clienti. Molto ampie sono le esigenze di ordine deontologico: gli avvocati sono soggetti a vigilanza disciplinare, perché rispettino i rigorosi doveri etici loro imposti. Le norme relative all’esercizio dell’attività professionale - in particolare le norme in materia di organizzazione, qualifiche, etica professionale, controllo e responsabilità - assicurano che gli avvocati abbiano l’indipendenza, l’integrità e l’esperienza che ha il diritto di esigere chi si avvale dei servizi giuridici e che costituiscono i presupposti necessari per la buona amministrazione della giustizia.

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La maggior parte degli avvocati sono specializzati in diritto privato (diritto di famiglia, diritto penale ecc.) o in diritto commerciale. Gli avvocati difensori spesso sono specialisti di determinati tipi di reati, per esempio la criminalità economica, il narcotraffico, i delitti contro le donne o la delinquenza giovanile. Alcuni avvocati si specializzano nelle questioni attinenti ai diritti dell’uomo, e spesso rappresentano chi si rivolge alla Corte europea.

Come si è detto, in Svezia non è necessario, e quindi non è obbligatorio, farsi rappresentare in giustizia né, in particolare, chiedere l'assistenza di un avvocato.

L’attività e la scelta della sede professionale (“stabilimento”) degli avvocati sono disciplinate in particolare dalla direttiva 77/249/CEE, “intesa a facilitare l'esercizio effettivo della libera prestazione di servizi da parte degli avvocati” (la cosiddetta “direttiva avvocati”) e dalla direttiva 98/5/CE, “volta a facilitare l'esercizio permanente della professione di avvocato in uno Stato membro diverso da quello in cui è stata acquistata la qualifica” (la cosiddetta direttiva “stabilimento avvocati”).

Per diventare avvocato in Svezia (ossia per essere ammesso nell’Associazione svedese degli avvocati) , si deve essere residenti in uno Stato dell’UE o del SEE o in Svizzera, aver conseguito il diploma svedese di laurea o di dottorato in diritto, aver superato l’esame di abilitazione all’esercizio dell’avvocatura, essere di notoria integrità ed essere idoneo alla professione sotto gli altri aspetti. Chi ha seguito la formazione prevista per diventare avvocato in uno Stato dell’UE o del SEE o in Svizzera ed ha superato in Svezia un esame attestante la sua sufficiente conoscenza dell’ordinamento giuridico svedese, è ritenuto in possesso dei requisiti corrispondenti alla formazione giuridica svedese e all’esame svedese di abilitazione all’esercizio dell’avvocatura. Quindi, se è considerato idoneo anche sotto gli altri aspetti, può essere accettato come membro dell’Associazione svedese degli avvocati ed esercitare tale attività con il titolo svedese di avvocato. Lo stesso vale per chi è si è iscritto presso l’Associazione svedese degli avvocati e, successivamente, ha esercitato di fatto e regolarmente, per almeno tre anni, l’attività di avvocato in Svezia trattando principalmente questioni di diritto svedese, oppure ha in altro modo acquisito conoscenze ed esperienza sufficienti per essere ammesso nell’Associazione.

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Non sono previste in Svezia condizioni speciali per chi vuole esercitare l’attività di avvocato avvalendosi del titolo professionale acquisito nel suo paese.

In generale, si può dire che non vi sono ostacoli per un avvocato straniero che, senza stabilirsi in Svezia, voglia esercitarvi la sua attività. Vi è tuttavia un’eccezione, nel caso che tale attività comprenda il patrocinio presso un tribunale svedese. Infatti, per rappresentare una persona in giudizio (anche a titolo di consulente privato) , sono richieste condizioni speciali d’idoneità (riguardanti tra l’altro l’integrità morale e la conoscenza del sistema giuridico svedese) e la residenza in uno Stato dell’UE o del SEE o in Svizzera. Invece, gli avvocati che vogliono stabilirsi in Svezia devono iscriversi presso l’Associazione degli avvocati, sottoponendosi quindi alla vigilanza di questa. Le norme che si applicano agli avvocati svedesi valgono in gran parte anche per gli avvocati abilitati in uno Stato dell’UE o del SEE o in Svizzera, che esercitano la loro attività in Svezia.

Come si è detto, un avvocato non deve avere la sua sede professionale in Svezia per potervi esercitare la sua attività, ma, se ha conseguito l’abilitazione in uno Stato dell’UE, deve iscriversi presso l’Associazione svedese degli avvocati se desidera esercitare la sua attività in Svezia a titolo permanente, ossia se se vuole stabilirsi in Svezia avvalendosi del titolo professionale conseguito all’estero. In tal modo, l’avvocato sarà soggetto alla vigilanza dell’Associazione.

Inoltre, come già si è detto, per esercitare a titolo permanente l’attività di avvocato in Svezia non è necessario avere la cittadinanza svedese: essa non è più richiesta dal 1° luglio 2002. Occorre iscriversi presso l’Associazione svedese degli avvocati e, dopo tre anni di esercizio effettivo e regolare dell’avvocatura, trattando principalmente questioni inerenti al diritto svedese, l’avvocato straniero in questione è considerato rispondente ai requisiti previsti, in termini di formazione e di esperienza, per essere ammesso nell’Associazione svedese degli avvocati. Se l’avvocato straniero viene considerato idoneo anche sotto gli altri aspetti, viene effettivamente ammesso nell’Associazione e può esercitare la sua attività con il titolo svedese di avvocato.

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Per gli studi legali associati, comprendenti vari avvocati stranieri, non è necessaria un’autorizzazione preliminare per stabilirsi in Svezia.

Tali studi associati non devono avere uno speciale statuto giuridico: sono consentite varie forme di partnership, e anzi una partnership non deve neanche essere costituita in quanto tale.

Chi non è ancora avvocato e vuole far riconoscere in Svezia il titolo universitario in legge conseguito all’estero - per esempio per effettuare un praticantato presso uno studio legale - deve superare un esame speciale, inteso ad accertare la sua conoscenza del diritto, nel caso che la formazione seguita all’estero differisca sostanzialmente, per durata e contenuti, da quella prevista in Svezia.

Negli studi legali associati, uno soltanto degli avvocati può essere responsabile dello studio o patrocinatore in giudizio, a meno che la commissione direttiva dell’Associazione svedese degli avvocati non abbia concesso una deroga (capo 8, articolo 4, secondo comma del Codice di procedura giudiziaria e articolo 3, quarto comma del regolamento di buona prassi dell’Associazione). Inoltre, un avvocato può essere alle dipendenze unicamente di un altro avvocato, a meno che non permetta altrimenti la commissione direttiva dell’Associazione svedese degli avvocati (capo 8, articolo 2, sesto comma del Codice di procedura giudiziaria). Il responsabile dello studio legale associato deve essere residente in uno Stato dell’UE o del SEE o in Svizzera. Non è richiesta, invece, la cittadinanza svedese, poiché, come si è detto, essa non è più una delle condizioni per esercitare l’avvocatura in Svezia.

Da queste norme consegue che un avvocato non può esercitare la propria attività insieme con appartenenti ad altre categorie professionali (per esempio, revisori di conti). Tale divieto dei cosiddetti rapporti di collaborazione integrata (“multi-disciplinary partnerships”) è stato esaminato e approvato dalla Corte di giustizia CE, per esempio nel caso Nova.

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3. Pubblici ministeri

I pubblici ministeri hanno un ruolo molto importante nel sistema giudiziario e nei processi penali: essi dirigono le indagini sui reati, decidono se questi debbano essere perseguiti e sostengono l’accusa in tribunale. Di norma, un pubblico ministero ha il medesimo statuto indipendente di un giudice e decide lui stesso, tra l’altro, se promuovere l’azione in tribunale.

Per diventare pubblico ministero è necessaria la cittadinanza svedese. Inoltre, si deve aver conseguito il diploma svedese di laurea o di dottorato in legge ed aver esercitato per due anni la funzione di uditore giudiziario presso un tribunale ordinario o amministrativo di primo grado. A determinate condizioni, la formazione giuridica seguita in un altro Stato nordico è considerata equipollente alla laurea o dottorato svedese.

I pubblici ministeri sono nominati per decisione del procuratore del Regno.

I pubblici ministeri non aventi funzioni gerarchiche hanno il titolo di procuratori distrettuali (“kammaråklagare”). Il procuratore a capo di un distretto ha il titolo di (“chefsåklagare”) , mentre un “överåklagare” è, di regola, il capo di una procura comprendente vari distretti. Il pubblico ministero del massimo grado gerarchico è il procuratore del Regno (“Riksåklagaren”).

Tutti i pubblici ministeri esercitano autonomamente le loro funzioni dinanzi ai tribunali di primo grado e alle corti d’appello, mentre solo il procuratore del Regno ha la facoltà di sostenere l’accusa dinanzi alla Corte suprema.

In Svezia è previsto per i pubblici ministeri un corso di formazione. Le persone che seguono tale formazione vanno a costituire il gruppo principale di giuristi presi in considerazione per l’assunzione. Tuttavia, questa formazione non è richiesta specificamente: chiunque abbia una formazione di giurista e abbia esercitato la funzione di uditore giudiziario può aspirare a diventare pubblico ministero.

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Per essere ammesso al corso di formazione si deve aver conseguito il diploma di laurea o di dottorato in legge e aver esercitato la funzione di uditore giudiziario. Chi è ammesso, viene assunto presso un distretto come praticante e assolve alcune semplici funzioni di pubblico ministero, sotto la sorveglianza di un istruttore. Dopo nove-dodici mesi di praticantato è previsto un esame, inteso ad accertare se il praticante possa esser assunto, a titolo temporaneo, come assistente. Dopo circa due anni come assistente, si deve superare un altro esame per diventare procuratore distrettuale. Per i pubblici ministeri che vogliono specializzarsi in determinati tipi di reati penali, per esempio il narcotraffico o la criminalità ambientale o economica, sono previsti corsi speciali di formazione.

Il pubblico ministero dirige le indagini preliminari, decidendo come esse debbano svolgersi, quali atti debbano formarne oggetto, quali misure coercitive si debbano applicare ecc. È importante che il pubblico ministero svolga autonomamente le sue funzioni, così da assicurare, nella procedura, il rispetto del diritto e la correttezza. È suo dovere condurre le indagini preliminari con obiettività, ossia tenendo conto anche delle circostanze che possano essere favorevoli al reo sospetto. Questi ha il diritto di consultare la pratica istruita a suo riguardo. Il procuratore del Regno ha emanato una serie d’istruzioni su come trattare i diversi reati. In tali istruzioni figurano disposizioni specifiche relative alla ricusazione del pubblico ministero.

Alcuni dei pubblici ministeri sono specializzati in determinati campi, per esempio la criminalità ambientale o economica o il narcotraffico. La grande maggioranza di questi pubblici ministeri esercitano le loro funzioni presso le procure distrettuali, ma quelli specializzati nella criminalità economica hanno una sede specifica, la procura per i reati economici (“Ekobrottsmyndigheten”) , dove agiscono in collaborazione con economisti e con funzionari di polizia specializzati.

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Come già si è detto, per diventare pubblici ministeri in Svezia è necessaria la cittadinanza svedese: per i cittadini stranieri non vi è quindi nessuna possibilità di accedere a tale carica.

4. Ufficiali giudiziari

Un ufficiale giudiziario (“kronofogde”) è un funzionario statale in servizio presso un ufficio giudiziario, ossia l'organo preposto all’applicazione della legge. L’ufficiale giudiziario si occupa, tra l’altro, di casi di esecuzione di decisioni giudiziarie e di questioni relative a debiti non onorati nei confronti di privati o dello Stato (consultare anche la scheda sull’esecuzione delle decisioni giudiziarie). Inoltre, di regola lo Stato è rappresentato da un ufficiale giudiziario in procedimenti riguardanti fallimenti, concordati e composizione di situazioni debitorie.

In un ufficio giudiziario, di regola il capo di una sezione o di un’unità avente il compito di eseguire decisioni giudiziarie è un ufficiale giudiziario. Non è necessario, invece, che lo sia chi è capo di un ufficio giudiziario.

In Svezia è previsto un corso di formazione per divenire ufficiale giudiziario. Per essere ammesso al corso si deve avere la cittadinanza svedese, aver conseguito il diploma di laurea in legge o un diploma equipollente ed essere uditore giudiziario abilitato. È possibile ovviare alla mancanza di abilitazione effettuando uno speciale praticantato o mediante dispensa.

Chi è ammesso al corso di formazione viene assunto come ufficiale giudiziario candidato e segue un corso di circa 40 settimane, nel quale le attività pratiche si combinano con l’apprendimento cognitivo.. Completata la formazione, si accerta mediante esame che il candidato possa essere assunto come ufficiale giudiziario.

Per la ricusazione di un ufficiale giudiziario, le disposizioni di legge sono analoghe a quelle che si applicano per i giudici.

Di norma, un ufficiale giudiziario in funzione presso un’unità di esazione di crediti non è specializzato, ma gli è possibile specializzarsi, per esempio nella vendita d’immobili o come curatore fallimentare.

Come già si è detto, per diventare ufficiale giudiziario in Svezia è necessaria la cittadinanza svedese: per i cittadini stranieri non vi è quindi nessuna possibilità di accedere a tale funzione.

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