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Ultimo aggiornamento: 28-03-2006
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Ordinamento giuridico - Paesi Bassi

 

INDICE

1. Quali sono le fonti del diritto? 1.
2. Fonti del diritto supplementari 2.
3. Qual è la gerarchia delle norme di diritto? 3.
4. Entrata in vigore delle norme internazionali 4.
5. Quali autorità emanano le norme? 5.
6. Il processo legislativo 6.
7. Quali sono le modalità di entrata in vigore delle norme? 7.
8. Quali sono i mezzi per risolvere eventuali contrasti fra le norme? 8.

 

1. Quali sono le fonti del diritto?

La Costituzione fornisce il quadro dell’organizzazione dello Stato olandese e costituisce la base della sua legislazione.

Importanti fonti del diritto sono i trattati fra i Paesi Bassi e altri Stati. L’articolo 93 della Costituzione stabilisce che le disposizioni dei trattati e delle decisioni di organizzazioni internazionali possono avere effetto diretto sull’ordinamento olandese. In questo caso tali disposizioni hanno la priorità sulle leggi olandesi. Pertanto, disposizioni legali vigenti nel Regno dei Paesi Bassi non sono applicabili se incompatibili con tali disposizioni. Con questo, le norme dell’Unione europea stabilite nei trattati, nei regolamenti e nelle direttive sono importanti fonti del diritto nei Paesi Bassi.

Lo Statuto del Regno dei Paesi Bassi regola le relazioni fra le tre parti del Regno (i Paesi Bassi e i due territori oltremare, le Antille Olandesi e Aruba).

Le leggi sono elaborate a livello nazionale.

Mediante delega in base a una legge, il governo centrale può emanare (ulteriori) norme in decreti governativi e regolamenti ministeriali. Decreti governativi autonomi (non derivati da una legge) sono possibili, ma non possono essere applicate disposizioni penali.

La Costituzione conferisce competenza legislativa ad enti quali province, comuni e distretti delle acque.

2. Fonti del diritto supplementari

I principi generali del diritto sono rilevanti per il governo e per l’amministrazione della giustizia. A volte sono contenuti nelle norme, come ad esempio nel Codice civile (ragionevolezza ed equità). I giudici possono basarsi sui principi generali del diritto nell’emettere una decisione.

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La consuetudine è un’ulteriore fonte di diritto. Di regola, essa vale solo quando la legge vi fa riferimento; il giudice può tuttavia tenerne conto nelle sue decisioni, in caso di conflitti. La consuetudine non può essere fonte di diritto nell’accertamento dei reati (art. 16 della Costituzione).

Costituisce fonte di diritto anche la giurisprudenza, poiché il significato delle decisioni giudiziarie ha una portata che va al di là del caso specifico in cui sono state emesse. Le decisioni delle corti superiori servono da orientamento. Quelle dell’Alta Corte (Corte di Cassazione) hanno carattere d’autorità poiché il compito di questa corte è garantire l’uniformità del diritto. In casi nuovi, quindi, la corte inferiore terrà conto delle decisioni dell’Alta Corte.

3. Qual è la gerarchia delle norme di diritto?

In base all’articolo 94 della Costituzione, alcune norme di diritto internazionale hanno la priorità: le leggi incompatibili con tali norme non sono applicabili. Il diritto europeo ha la priorità sul diritto interno. Seguono poi lo Statuto, la Costituzione e le leggi formali, che hanno la priorità su altre norme e che sono adottate congiuntamente dal governo e dagli Stati Generali (il Parlamento).

È anche stabilito che una legge possa perdere interamente o parzialmente effetto solo in seguito all’introduzione di una legge successiva. Vi è inoltre una norma generale di interpretazione in base alla quale le leggi specifiche prevalgono sulle leggi generali.

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Nella tradizione continentale, la legge costituisce una fonte di diritto superiore alla giurisprudenza.

4. Entrata in vigore delle norme internazionali

I trattati richiedono l’approvazione degli Stati Generali, che può essere tacita o esplicita. L’approvazione esplicita con maggioranza dei due terzi è necessaria per i trattati che contengono disposizioni che si scostano dalla Costituzione.

I trattati sono pubblicati sul Traktatenblad. Si considera che siano stati pubblicati in tutto il Regno a partire dal primo giorno del secondo mese calendario dopo la data di uscita del Traktatenblad in cui figurano. La Legge reale sull’approvazione e pubblicazione dei trattati (Rijkswet goedkeuring en bekendmaking verdragen) contiene disposizioni in merito.

Per quanto riguarda gli strumenti giuridici dell’Unione europea, i regolamenti, per loro natura, hanno effetto diretto nell’ordinamento giuridico interno. Altri strumenti giuridici, come le direttive, devono essere recepiti nel diritto nazionale. Il diritto europeo è attuato a tutti i livelli della legislazione nazionale, quindi, a seconda del livello e dell’oggetto: sotto forma di legge, decreti governativi o regolamenti ministeriali.

5. Quali autorità emanano le norme?

Il governo negozia gli accordi internazionali e i trattati, a cui il Regno è tuttavia vincolato solo dopo l’approvazione da parte degli Stati Generali.

Presupposto è che gli elementi essenziali delle norme importanti e vincolanti per i cittadini siano stabilite con legge. Le leggi (inclusa la Costituzione) sono adottate congiuntamente dal governo (cioè il Re e i ministri) e gli Stati Generali.

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Il governo può emanare decreti. In questo generalmente il Parlamento non è coinvolto, se non quando i decreti governativi, nel processo di adozione, sono inviati alla Seconda Camera (Tweede Kamer), nel qual caso esso esercita un controllo.

I singoli ministri possono elaborare regolamenti. La responsabilità ministeriale nei confronti del Parlamento vale anche in questo caso.

I regolamenti degli enti pubblici di livello inferiore sono adottati dai rappresentanti dei cittadini (assemblee provinciali, consigli comunali, consigli dei distretti delle acque).

6. Il processo legislativo

La Costituzione non prevede un “potere legislativo”. Le leggi sono una decisione congiunta del governo e degli Stati Generali. Il Consiglio di Stato (Raad van State) formula pareri sulle proposte di legge e sui decreti governativi; nel processo di preparazione di una proposta di legge vengono inoltre generalmente consultati anche altri interessati. La Seconda Camera ha il diritto di emendamento. Di regola il Consiglio dei Ministri adotta una proposta legislativa e la invia per parere al Consiglio di Stato. Il governo reagisce poi a tale parere con una relazione. Esso trasmette in seguito con lettera reale la proposta legislativa – eventualmente emendata - alla Seconda Camera. Durante la discussione alla Seconda Camera la proposta può essere emendata. Dopo l’approvazione da parte della Seconda Camera, la proposta viene discussa dalla Prima Camera (Eerste Kamer). In questa fase non sono più possibili emendamenti, poiché la Prima Camera può solo approvare o respingere la proposta legislativa. Una volta approvata dalla Prima Camera, il Capo di Stato ratifica la proposta, che diventa legge.

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7. Quali sono le modalità di entrata in vigore delle norme?

Le leggi sono firmate dal Re e controfirmate dal ministro responsabile. Per entrare in vigore una legge deve essere pubblicata sullo Staatsblad (art. 88 della Costituzione). Responsabile della pubblicazione è il Ministro della Giustizia. Di regola la legge indica nel suo stesso testo la data dell’entrata in vigore.

Anche i decreti governativi entrano in vigore solo dopo la pubblicazione sullo Staatsblad. I regolamenti ministeriali vengono pubblicati sul Nederlandsche Staatscourant.

Le norme provinciali e comunali non sono vincolanti fino a quando non sono pubblicate (si veda ad es. l’articolo 139 della Gemeentewet, la Legge sui comuni).

8. Quali sono i mezzi per risolvere eventuali contrasti fra le norme?

Nella fase preparatoria, tutte le leggi e tutti i decreti governativi sono prima controllati dal Ministero della Giustizia, che ne verifica, fra le altre cose, la legittimità (la conformità con la legge di livello superiore) e la coerenza con altre norme. Anche il Consiglio di Stato esamina questi due elementi quando formula il suo parere.

Non ci sono altre disposizioni oltre alle sopramenzionate norme per i conflitti (le norme di livello superiore prevalgono su quelle di livello inferiore; le nuove sulle vecchie, quelle specifiche su quelle generali). Il giudice non può esaminare la costituzionalità della legge, ma ne può verificare la conformità alle norme di diritto internazionale. Se risulta un’incompatibilità, in specifici casi il giudice deve trovare una soluzione. Può anche essere un motivo per il governo per proporre di emendare la legge.

I regolamenti – e altre decisioni – degli enti pubblici di livello inferiore (come le province, i comuni e i distretti delle acque) possono essere annullati da organi superiori come la Corona, per motivi di incompatibilità col diritto o con l’interesse generale. Il giudice può dichiarare questi regolamenti non vincolanti.

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