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Ultimo aggiornamento: 20-11-2007
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Ordinamento giuridico - Lettonia

 

INDICE

1. Gerarchia delle fonti del diritto 1.
2. Strumenti giuridici o “fonti del diritto” che determinano lo status di diritto internazionale, diritto comunitario, Costituzione, leggi e altre norme contenute nell’ordinamento giuridico. 2.
3. Altre fonti del diritto (principi generali del diritto, diritto consuetudinario, giurisprudenza) e loro significato 3.
3.1. Principi generali del diritto 3.1.
3.2. Diritto consuetudinario 3.2.
3.3. Giurisprudenza 3.3.
4. Organismi preposti all’adozione delle leggi e loro aree di competenza 4.
5. Iter legislativo 5.
6. Norme sull’entrata in vigore di leggi nazionali 6.
7. Norme che prevedono l’entrata in vigore di norme comprese in strumenti transnazionali. 7.
8. Come risolve la Lettonia gli eventuali conflitti tra norme di legge e fonti del diritto. 8.

 

1. Gerarchia delle fonti del diritto

La gerarchia delle fonti del diritto lettone è la seguente:

  1. Costituzione;
  2. leggi, regolamenti del Consiglio dei ministri aventi forza di legge;
  3. regolamenti del Consiglio dei ministri;
  4. regolamenti obbligatori delle amministrazioni locali.

2. Strumenti giuridici o “fonti del diritto” che determinano lo status di diritto internazionale, diritto comunitario, Costituzione, leggi e altre norme contenute nell’ordinamento giuridico.

L’art. 15, comma 3, del codice di procedura amministrativa stabilisce che il diritto internazionale, indipendentemente dalla fonte, si applica in base alla posizione nella gerarchia della forza di legge del diritto esterno. Nel caso in cui vi sia divergenza tra una norma di diritto internazionale e una norma di diritto nazionale lettone aventi pari forza di legge, prevale la norma di diritto internazionale.

Come avviene in altri ordinamenti, la forza di legge di un accordo internazionale dipende dall’organo che ha siglato o approvato l’accordo e dalle procedure secondo le quali ciò ha avuto luogo. Infatti, un accordo internazionale ratificato dal Saeima (Parlamento) ha la stessa forza di legge, dal punto di vista formale, di una legge, mentre un accordo internazionale approvato dal Consiglio dei ministri ha la stessa forza di legge di un regolamento del Consiglio dei ministri.

Tuttavia, ai sensi dell’art. 13 della legge sugli accordi internazionali della Repubblica di Lettonia, se un accordo internazionale approvato dal Saeima prevede norme che differiscono da quelle previste dal diritto lettone, si applicheranno le norme contenute nell’accordo internazionale. L’art. 16, comma 9, della legge sulla Corte costituzionale stabilisce altresì che, benché gli accordi internazionali debbano essere costituzionalmente legittimi, questi sono comunque prevalenti rispetto al diritto nazionale, leggi comprese.

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Ai sensi dell’art. 15, comma 4, del codice di procedura amministrativa, il diritto comunitario si applica in base alla posizione nella gerarchia della forza di legge del diritto esterno. Quando i giudici e le autorità nazionali applicano il diritto comunitario devono tenere conto della giurisprudenza della Corte di giustizia. La Repubblica di Lettonia, a partire dal suo ingresso nell’Unione europea, è tenuta ad applicare direttamente o indirettamente non solo i regolamenti ma anche altri strumenti normativi del diritto comunitario quali: i trattati istitutivi dell’Unione europea, gli accordi comunitari con paesi terzi, le direttive, le decisioni delle istituzioni comunitarie, le raccomandazioni, i pareri, gli strumenti di cooperazione del secondo pilastro (politica estera e di sicurezza comune) e del terzo pilastro (cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni), le norme generali degli Stati membri e, infine, i principi stabiliti dalla giurisprudenza della Corte di giustizia delle Comunità europee.

3. Altre fonti del diritto (principi generali del diritto, diritto consuetudinario, giurisprudenza) e loro significato

3.1. Principi generali del diritto

L'applicazione di un principio generale del diritto quale fonte del diritto è indicata all'art. 5 del codice civile lettone e all'art. 11, comma 3, del codice di procedura civile. L'art. 15, comma 5, del codice di procedura amministrativa prevede l'applicazione di principi generali del diritto nel caso in cui una data questione non sia disciplinata da norme di diritto esterno e anche ai fini dell'interpretazione della legge.

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Inoltre, all'art. 4 del codice di procedura amministrativa, il legislatore pone l'accento sui seguenti principi del processo amministrativo e loro significato:

  1. principio dell'osservanza dei diritti della persona;
  2. principio di eguaglianza;
  3. principio dello Stato di diritto;
  4. principio della ragionevole applicazione delle norme di legge;
  5. principio del divieto di arbitrarietà;
  6. principio della fiducia nella legittimità delle azioni;
  7. principio del fondamento giuridico;
  8. principio della struttura democratica;
  9. principio di proporzionalità;
  10. principio della prevalenza della legge.

La legge sulla competenza dei tribunali racchiude principi generali del diritto quali il principio di uguaglianza davanti alla legge, l'immunità dei giudici e dei giudici a latere, la parità dei diritti delle parti, la presunzione di innocenza, ecc.

3.2. Diritto consuetudinario

Ai sensi dell’art. 2 del codice civile, il diritto consuetudinario non può annullare o modificare le norme di legge e si applica nei casi previsti dalla legge. Il diritto consuetudinario internazionale si applica anche ai sensi della Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati.

3.3. Giurisprudenza

La giurisprudenza è un’importante fonte del diritto, utile a definire l’applicazione uniforme della legge, assicurando, in tal modo, la certezza del diritto. La giurisprudenza è una fonte ausiliaria usata come strumento di interpretazione.

4. Organismi preposti all’adozione delle leggi e loro aree di competenza

L’art. 64 della Costituzione prevede che il potere legislativo spetti al Saeima e al popolo (attraverso il referendum). Ai sensi dell’art. 81 della Costituzione, anche il Consiglio dei ministri può emanare regolamenti aventi forza di legge. Pertanto, il Saeima e il popolo detengono il potere legislativo primario e tale potere può essere delegato anche al Consiglio dei ministri e all’amministrazione locale. Ai sensi della legge sull’organizzazione del Consiglio dei ministri, quest’ultimo può emanare leggi sotto forma di regolamenti, se specificatamente autorizzato dalla legge e se la materia trattata non è regolata da una legge. I regolamenti obbligatori delle amministrazioni locali sono emanati dalle amministrazioni locali ai sensi della legge sulle amministrazioni locali. Inoltre, la Costituzione prevede la delega dei poteri legislativi da parte del Saeima alle istituzioni internazionali.

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Il potere legislativo del Saeima riguarda l’intero territorio della Lettonia, mentre il potere legislativo delle amministrazioni locali si limita allo specifico territorio di competenza di un’amministrazione locale.

5. Iter legislativo

Al Saeima possono essere sottoposti disegni di legge da:

  • il presidente
  • il Consiglio dei ministri
  • le commissioni parlamentari
  • almeno cinque deputati del Parlamento
  • un decimo dell'elettorato
  1. Prima lettura - la prima lettura di un disegno di legge comprende l'annuncio da parte della commissione in carica, seguito dal dibattito sui principi del disegno. Alla fine del dibattito, il Saeima decide se adottare o meno il disegno di legge in prima lettura. Se il progetto di legge non viene adottato in prima lettura è considerato respinto e potrà essere ripresentato nella stessa sessione solo se firmato da almeno 51 deputati del Parlamento o se saranno stati approvati gli emendamenti proposti.
    Se il Saeima, agendo su proposta della commissione in carica o di dieci deputati, approva la decisione di riconoscere l'urgenza del disegno, questo sarà soggetto solamente a due letture. I seguenti disegni di legge sono adottati dopo due letture:
    • disegni di legge riconosciuti come urgenti;
    • progetto di bilancio dello Stato ed emendamenti al bilancio;
    • disegni di legge riguardanti l'approvazione di accordi internazionali.
  2. Seconda lettura - I disegni di legge sono preparati per l'esame in seconda lettura dalla commissione in carica, che fornisce una relazione sulle proposte presentate. Possono sottoporre proposte di emendamenti a un disegno di legge o a un progetto di decisione del Saeima:
    • il presidente
    • una commissione del Saeima
    • una parte o un blocco politico
    • un deputato del Parlamento
    • il primo ministro, il vice primo ministro, un ministro, un ministro aggiunto
    • la segreteria parlamentare di un ministro con il benestare di un ministro
    • il servizio giuridico del Saeima, se le proposte riguardano aspetti tecnici della legge.
    Una proposta è adottata se ottiene la maggioranza assoluta dei voti dei parlamentari presenti. Dopo il riesame di tutte le proposte si voterà sull'intero disegno di legge, comprese le proposte approvate. Se il Saeima respinge il disegno di legge all'esame in seconda lettura, questo ritorna alla commissione in carica e potrà essere nuovamente sottoposto a una seconda lettura. Se il Saeima adotta in tal modo un progetto di legge, questo ritorna alla commissione in carica per essere preparato all'esame in terza lettura.
  3. Terza lettura - durante l'esame in terza lettura di un disegno di legge vengono considerati e votati unicamente gli articoli che sono stati proposti dopo l'esame in seconda lettura. Dopo il riesame di tutte le proposte si voterà sull'intero disegno di legge, comprese le proposte approvate. Se il Saeima respinge il disegno di legge all'esame in terza lettura, questo ritorna alla commissione in carica e potrà essere nuovamente sottoposto a una terza lettura.
  4. Secondo esame di una legge - se il presidente chiede un secondo esame di una legge ai sensi dell'art. 71 della Costituzione, il Saeima sottopone le obiezioni giustificate del presidente alla commissione in carica. Si applicano le regole relative alla terza lettura quando una legge è sottoposta a riesame e vengono esaminate solo le obiezioni e le proposte sottoposte dal presidente. Un disegno di legge si considera adottato e diventa legge quando è sottoposto all'esame in due o tre letture, a seconda del caso, e una maggioranza assoluta dei deputati presenti ne ha votato l'adozione. Le leggi adottate dal Saeima sono promulgate dal presidente.

6. Norme sull’entrata in vigore di leggi nazionali

  1. Leggi - ai sensi della Legge sulla promulgazione, pubblicazione, sulle procedure per l'entrata in vigore e sulla validità delle leggi e di altri provvedimenti legislativi adottati dal Saeima, dal presidente e dal Consiglio dei ministri, una legge entra in vigore il 14° giorno dopo la promulgazione, se non altrimenti specificato nella legge stessa. Il periodo di vacatio legis di una legge decorre dal giorno successivo alla data di pubblicazione.
  2. Regolamenti del Consiglio dei ministri - ai sensi della legge sull'organizzazione del Consiglio dei ministri, le direttive e le raccomandazioni del Consiglio vengono pubblicate nel rispetto delle procedure previste per le leggi. Esse entrano in vigore il giorno dopo la pubblicazione salvo che non sia specificata una data diversa.
  3. Regolamenti obbligatori delle amministrazioni locali - ai sensi della Legge sulle amministrazioni locali, i provvedimenti e le direttive entrano in vigore il giorno dopo la firma, a meno che non sia specificata una data diversa. Le decisioni delle amministrazioni locali relative a singole persone fisiche o giuridiche entrano in vigore all'atto della firma. I regolamenti obbligatori emanati dai consigli comunali vengono pubblicati sulla Gazzetta ufficiale non oltre due settimane dall'adozione ed entrano in vigore il giorno successivo alla pubblicazione. I regolamenti obbligatori emanati dai consigli regionali, distrettuali e municipali vengono affissi in luogo visibile all'interno o nelle vicinanze di un edificio del consiglio dell'amministrazione locale non oltre due settimane dall'adozione ed entrano in vigore il giorno successivo all'affissione.

7. Norme che prevedono l’entrata in vigore di norme comprese in strumenti transnazionali.

Gli accordi internazionali sono approvati secondo leggi adottate dal Saeima. Le leggi adottate dal Saeima sono promulgate dal presidente. Tutti gli accordi internazionali e le relative traduzioni in lingua lettone sono pubblicati nella Gazzetta ufficiale, Latvijas Vēstnesis, e nella gazzetta del Consiglio dei ministri, Ziņotājs. Una legge entra in vigore il 14° giorno dalla data di promulgazione, se non altrimenti specificato nella legge stessa. Il periodo di vacatio legis di una legge decorre dal giorno successivo alla data di pubblicazione.

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8. Come risolve la Lettonia gli eventuali conflitti tra norme di legge e fonti del diritto.

  1. I conflitti tra norme di legge (principi) si risolvono mediante la reinterpretazione (e quindi l'armonizzazione) di tali disposizioni (principi) o con l'applicazione di una gerarchia.
  2. In caso di incompatibilità tra varie norme di legge aventi diversa forza di legge, si applicherà la norma avente maggiore forza di legge.
  3. In caso di incompatibilità tra norme di diritto internazionale e norme di diritto nazionale, prevalgono le norme di diritto internazionale.
  4. In caso di incompatibilità tra una norma speciale e una norma generale aventi uguale forza di legge, si applicherà la norma generale se non limitata da quella speciale.
  5. In caso di norma precedente incompatibile con una norma successiva, la norma successiva sarà considerata prevalente.
  6. In caso di norma generale successiva incompatibile con una norma speciale precedente, la norma speciale precedente sarà considerata prevalente.

Ai sensi del codice di procedura amministrativa, quando si decide sulla prevalenza di due norme aventi pari forza di legge, occorre tener conto del significato oggettivo che queste hanno in un contesto generale e la prevalenza dev'essere accordata alla norma che disciplina una materia importante per la società democratica e il sistema di governo.

Inoltre, se un organismo tenuto all'applicazione di determinate norme nutre ragionevoli dubbi in merito alla conformità di una norma con un'altra gerarchicamente superiore, tale organismo dovrà applicare le norme previste ma dovrà informare di tali dubbi un'autorità superiore e il ministero della Giustizia. Alle autorità pubbliche e ai tribunali non è consentito rifiutarsi di decidere in merito a una causa sostenendo che il caso di specie non è contemplato dalla legge (casus omissus).

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