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Ultimo aggiornamento: 20-02-2007
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Ordinamento giuridico - Irlanda

 

INDICE

1. Strumenti giuridici/Fonti del diritto 1.
1.1. Fonti nazionali 1.1.
1.2. Diritto comunitario 1.2.
1.3. Fonti internazionali 1.3.
2. Altre fonti di diritto 2.
3. Gerarchia delle fonti di diritto 3.
4. Entrata in vigore degli strumenti sopranazionali 4.
5. Organi investiti del potere legislativo 5.
6. Processo di adozione dei testi legislativi 6.
7. Entrata in vigore di norme nazionali 7.
8. Mezzi di soluzione di conflitti tra diverse fonti giuridiche 8.

 

1. Strumenti giuridici/Fonti del diritto

1.1. Fonti nazionali

La costituzione dell'Irlanda (in gaelico Bunreacht na hÉireann) è la legge fondamentale dello Stato. Essa fissa le istituzioni e gli organi dell'apparato statuale, oltre a sancire la separazione tra il potere esecutivo, il potere legislativo e quello giudiziario. Essa garantisce poi i diritti fondamentali, oggetto di rigorosa e diffusa interpretazione da parte dei tribunali.

La legislazione primaria è costituita da atti adottati dal parlamento (Oireachtas), composto dalla camera alta (Seanad Éireann), dalla camera bassa (Dáil Éireann) e dal presidente dell'Irlanda. La legislazione primaria si suddivide come segue: leggi di modifica della costituzione, che devono essere approvate con referendum popolare; leggi generali, di applicazione generale; norme specifiche intese a disciplinare i comportamenti dei singoli o di gruppi di individui.

Per quel che riguarda la legislazione secondaria - o diritto derivato - il parlamento può conferire una delega legislativa a un ministro del governo o a una particolare autorità. Il potere di emanare norme sulla base di una delega legislativa deve essere attribuito esplicitamente dalla legge primaria ed è disciplinato da vincoli tassativi - i principi e le politiche da attuare devono essere definiti in termini chiari e inequivoci nell'atto legislativo di delega e la loro applicazione deve essere rigorosamente controllata dall'organo che emana la norma. Lo strumento più comune della legislazione secondaria sono i decreti legislativi (statutory instruments), ma si può ricorrere anche a regolamenti, ordini, ordinanze o programmi.

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A norma dell'articolo 50 della costituzione, la legislazione relativa all'Irlanda anteriore al 1922 (leggi del parlamento del Regno Unito e provvedimenti adottati dallo Stato libero di Irlanda (1922-1937) restano in vigore ove non siano in contrasto con la costituzione.

L'ordinamento giuridico irlandese è un sistema fondato sul diritto consuetudinario (common law), nel quale la principale fonte di diritto è la giurisprudenza. In base alla dottrina del precedente, detta anche stare decisis, un giudice è tenuto ad applicare decisioni adottate in casi precedenti, soprattutto ove siano state prese da giurisdizioni superiori. Si tratta comunque di una prassi e non di un obbligo inviolabile. Il corpus giuridico è composta da norme, principi generali, norme giurisprudenziali e interpretative, oltre che da massime.

1.2. Diritto comunitario

Essendo l'Irlanda membro dell'Unione europea, il diritto comunitario costituisce una parte rilevante dell'ordinamento giuridico nazionale. Gli obblighi inerenti all'appartenenza alla Comunità comportano che la costituzione e le leggi nazionali sono soggette alla legislazione comunitaria nelle materie di competenza della Comunità. Per autorizzare l'adesione del paese alle Comunità europee, e per evitare un conflitto tra le disposizioni della costituzione e la legislazione comunitaria, è stata necessaria una modifica della costituzione.

1.3. Fonti internazionali

L'Irlanda ha sottoscritto numerosi accordi e trattati internazionali, oltre a essere membro di molte organizzazioni internazionali. In base alla sua costituzione, l'Irlanda ammette che i principi di diritto internazionali generalmente riconosciuti regolino le relazioni tra gli Stati.

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Il paese ha adottato il sistema dualista, in virtù del quale gli accordi internazionali devono essere integrati dal parlamento nell'ordinamento interno, ai fini della loro applicazione nel diritto nazionale, mentre hanno effetto diretto nelle relazioni bilaterali fra Stati.

L'adesione dell'Irlanda alla convenzione europea dei diritti dell'uomo risale al 1953, e da allora gli obblighi internazionali contratti dal paese permettono ai cittadini di fare assegnamento sulle disposizioni della convenzione stessa. Un'apposita legge del 2003 riconosce gli effetti di diritto interno della convenzione e consente ai singoli di invocarne le disposizioni dinanzi ai tribunali irlandesi.

2. Altre fonti di diritto

In assenza di norme giuridiche formali, i giudici possono pronunciare le proprie decisioni in base alla giurisprudenza. Seppure la loro applicabilità è controversa, e ha perso influenza negli ultimi anni, il diritto naturale e i naturali diritti sono stati invocati dai tribunali nell'interpretare la costituzione e nell'enumerare i diritti costituzionali.

In base al diritto consuetudinario, la dottrina dello stare decisis distingue fra la ratio decidendi, vale a dire la parte vincolante di una decisione, e l'obiter dictum, vale a dire le enunciazioni non vincolanti contenute in una sentenza. Nondimeno l'obiter dictum continua a esercitare un'influenza in sede giurisdizionale, analoga a quella delle decisioni giudiziarie presso altre giurisdizioni e dinanzi ai tribunali internazionali.

3. Gerarchia delle fonti di diritto

La costituzione ha la primazia nell'ordinamento giuridico irlandese. Le leggi, le decisioni e gli atti amministrativi e del governo possono essere soggetti a un controllo di costituzionalità.

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La costituzione stabilisce tuttavia che le sue norme non potranno invalidare alcun atto o provvedimento reso necessario dall'appartenenza dell'Irlanda all'Unione europea o alle Comunità europee. Il diritto comunitario prevale su tutte le leggi nazionali, compresa la costituzione. Anche gli strumenti di attuazione del diritto comunitario devono comunque conformarsi alle procedure previste dalla costituzione.

La legge del 2003 relativa alla convenzione europea dei diritti dell'uomo permette ai singoli cittadini di invocare le disposizioni della convenzione stessa dinanzi ai tribunali irlandesi. La convenzione è stata integrata nell'ordinamento con un rango inferiore a quello della costituzione, la cui primazia resta pertanto intatta. Per legge i tribunali sono tenuti a interpretare e applicare le norme nazionali, nei limiti del possibile, conformemente ai principi enunciati dalla convenzione. Ove la legislazione nazionale non risulti conforme alla convenzione, si pronuncerà una dichiarazione di incompatibilità.

In base alla giurisprudenza i principi del diritto consuetudinario internazionale formano parte dell'ordinamento interno, in virtù dell'articolo 29.3, purché non siano in contrasto con la costituzione, la legislazione o la giurisprudenza. Gli accordi internazionali possono essere ratificati solo qualora siano conformi alla costituzione, mentre in caso contrario è necessario indire un referendum.

La legislazione può essere sostituita o modificata da nuove leggi. La legislazione secondaria può essere annullata in base alla legislazione primaria, e altrettanto vale per il potere di delega legislativa, il quale non consente di derogare alla legislazione primaria. I tribunali possono invalidare le leggi che disattendono il dettato costituzionale (per la legislazione posteriore al 1937) o che non siano conformi alla costituzione (per la legislazione anteriore al 1937).

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Le decisioni dei tribunali possono essere annullate da norme legislative o costituzionali e da altre decisioni giudiziarie di rango uguale o superiore.

4. Entrata in vigore degli strumenti sopranazionali

Come si è detto in precedenza, la costituzione, nella sua formulazione originaria, non risultava compatibile con i trattati della Comunità europea. Essa stabiliva ad esempio che il parlamento è l'unico organo legislativo dello Stato. Per questo motivo nella costituzione è stata introdotta una disposizione in base alla quale nessuna norma, atto o misura resi necessari dall'appartenenza all'Unione europea o alle Comunità europee avrebbe potuto essere invalidata. Si è naturalmente stabilito che, qualora un nuovo trattato introduca un cambiamento di finalità o di obiettivi, esso va sottoposto a referendum popolare e, in caso di approvazione, una nuova disposizione dovrà confermare che lo Stato è abilitato a ratificare questo trattato.

La legislazione europea viene recepita nell'ordinamento interno attraverso la legislazione primaria o, più sovente, mediante decreti legislativi emanati dal governo o da un ministro.

In base alla costituzione, gli accordi internazionali formano parte della legislazione nazionale qualora il parlamento lo stabilisca. Il recepimento avviene solitamente attraverso una legge, come quella del 2003 relativa alla convenzione europea sui diritti dell'uomo, la quale conferisce ai cittadini la facoltà di invocarne le disposizioni dinanzi ai tribunali nazionali.

5. Organi investiti del potere legislativo

La costituzione può essere modificata solo attraverso un referendum popolare.

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Essa stabilisce che il parlamento (Oireachtas), composto dalla camera bassa (Dáil), dalla camera alta (Seanad) e dal presidente sia l'unico organo che nello Stato detiene il potere legislativo. Per entrare in vigore, i disegni legge devono essere convertiti in legge con la firma del presidente. Se questi nutre dubbi sulla costituzionalità del disegno di legge, ha la facoltà di sottoporlo alla suprema corte.

Come evocato in precedenza, il parlamento può delegare le prerogative legislative a un ministro o a un'altra autorità, però secondo modalità rigorosamente delimitate dallo strumento di delega. Le direttive comunitarie solitamente vengono attuate attraverso decreti legislativi emanati da un ministro. Ma la potestà legislativa può essere delegata anche a una serie di organi quali ministeri, enti pubblici o semipubblici, autorità di garanzia, gruppi di esperti ed enti locali.

A norma della costituzione, la gestione delle relazioni esterne incombe al governo, che può firmare trattati e accordi internazionali o aderire a organizzazioni internazionali, nel rispetto del dettato costituzionale.

In base al diritto consuetudinario, la giurisprudenza è vincolante.

6. Processo di adozione dei testi legislativi

costituzione

La prima fase nel processo di modifica della costituzione, a norma dell'articolo 46, consiste nel presentare una proposta dinanzi alla camera bassa. Il disegno di legge deve superare il vaglio di entrambe le camere del parlamento e poi superare un referendum popolare. La proposta si riterrà approvata dagli elettori se otterrà la maggioranza dei voti espressi, i quali devono totalizzare almeno un terzo del numero di elettori regolarmente iscritti. Il disegno di legge deve essere formulato come "atto di modifica della costituzione" e non può contenere nessun altro tipo di proposta. In caso di approvazione popolare, il presidente controfirma la proposta e la promulga debitamente quale legge dello Stato.

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Procedura legislativa

Il primo passo nel caso della legislazione primaria è solitamente la presentazione di un disegno di legge dinanzi a una delle due camere del parlamento. Ogni proposta presentata nella camera bassa deve essere trasmessa per esame alla camera alta, la quale ha la facoltà di introdurre emendamenti che la camera bassa è tenuta a esaminare. Se invece una proposta viene presentata e approvata nella camera alta, per essere successivamente emendata nella camera bassa, si considera che essa sia stata presentata nella camera bassa e la si deve ritrasmettere per esame alla camera alta.

Prima che una legge possa essere promulgata, la relativa proposta deve essere approvata da entrambi i rami del parlamento e controfirmata dal presidente. Durante l'iter legislativo, un disegno di legge può formare oggetto di emendamenti in entrambi i rami del parlamento. La costituzione sancisce tuttavia la supremazia della camera bassa (Dáil) eletta a suffragio universale; l'articolo 23 prevede che, qualora la camera alta abbia respinto o modificato una proposta di legge contro la decisione della camera bassa, quest'ultima potrà scegliere di adottare entro 180 giorni una risoluzione, in base alla quale la proposta appaia come approvata da entrambi i rami del parlamento.

La massima parte dei disegni di legge viene presentata nella camera bassa da un ministro del governo.

Le leggi finanziarie (ad esempio la legislazione fiscale, la soppressione, riduzione, modifica o regolamentazione di imposte o di leggi che hanno un'incidenza sulle finanze pubbliche) può essere proposta e approvata solo dalla camera bassa. Questo tipo di proposte legislative viene trasmesso alla camera alta affinché possa formulare "raccomandazioni".

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La fase ultima è la conversione in legge tramite la firma del presidente. Quest'ultimo, previa consultazione del consiglio di Stato, può sottoporre al vaglio di costituzionalità della suprema corte un testo di legge o parte di esso. Per questa procedura si fa riferimento all'articolo 26. Una volta che la suprema corte si sia pronunciata sulla costituzionalità del testo, non possono più essere formate eccezioni di costituzionalità dinanzi ad alcuna giurisdizione e il presidente è tenuto a firmare la conversione in legge. Qualora venga stabilito che il disegno di legge non è conforme alla costituzione, il presidente è tenuto a rifiutare la sua conversione in legge.

Legislazione secondaria o diritto derivato

Generalmente la legge di conferimento della delega legislativa stabilisce che quest'ultima potrà essere annullata o approvata dal parlamento. Queste disposizioni solitamente prevedono la presentazione degli strumenti legislativi dinanzi a uno dei due rami del parlamento, il quale dispone di un determinato periodo di tempo per annullarle. Ogni testo di diritto derivato che attui misure comunitarie è soggetto a questo meccanismo di annullamento. Dopo essere stati promulgati, determinati strumenti legislativi devono essere depositati in appositi registri e la conversione in legge deve essere annunciata nella Gazzetta ufficiale (Iris Oifigiúil).

Diritto internazionale

Il governo è abilitato a firmare trattati o accordi internazionali, ovvero ad aderire a organizzazioni internazionali, ma si considera che non ha la facoltà di farlo se questi trattati o accordi limitano le competenze legislative esclusive del parlamento o contravvengono alla costituzione. Per tale motivo la giurisprudenza considera che l'accettazione da parte del governo di trattati che modifichino le finalità e gli obiettivi dell'Unione europea deve essere sottoposta all'approvazione di un referendum popolare costituzionale.

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7. Entrata in vigore di norme nazionali

Gli emendamenti alla costituzione entrano in vigore dopo essere stati ratificati con referendum popolare ed essere stati convertiti in legge con la firma del presidente.

Una proposta legislativa è convertita in legge il giorno in cui viene firmata dal presidente ed entra in vigore il giorno medesimo, sempre che il testo dell'atto non disponga altrimenti. Solitamente il presidente non firma un atto prima del 5° giorno o oltre il 7° giorno successivi alla sua presentazione. Un atto può specificare la data di entrata in vigore o prevedere l'adozione di un ordine di entrata in vigore (commencement order) dell'atto o di una parte di esso (legislazione secondaria). Il presidente è tenuto a promulgare la legge pubblicando un avviso nella Gazzetta ufficiale (Iris Oifigiúil) per annunciare la conversione in legge.

Gli atti di legislazione secondaria specificano la data di entrata in vigore.

Di massima, le decisioni di giustizia entrano in vigore il giorno della loro pronuncia.

8. Mezzi di soluzione di conflitti tra diverse fonti giuridiche

Spetta ai tribunali risolvere qualunque tipo di conflitto tra leggi o fonti giuridiche diverse.

Fatta salva la primazia della legislazione comunitaria, la costituzione - in quanto legge fondamentale dello Stato - prevale su ogni altra legge. A norma dell'articolo 34 della costituzione, i singoli possono sollevare eccezioni di costituzionalità della legge dinanzi all'alta corte (High Court). Contro le decisioni di quest'ultima può essere formato ricorso dinanzi alla corte suprema (Supreme Court). I singoli possono altresì adire le vie di giustizia ove ritengano che i loro diritti costituzionali o le procedure previste dalla costituzione sono state violate dall'azione dello Stato.

Si presume che la legislazione emanata dopo l'adozione della costituzione, avvenuta nel 1937, sia conforme alla costituzione stessa fino a prova del contrario.

In determinate circostanze le disposizioni della costituzione, in particolare quelle relative ai diritti fondamentali, possono confliggere in una certa misura. Per risolvere questi casi i tribunali hanno applicato vari meccanismi quali l'interpretazione letterale o grammaticale, la contestualizzazione, l'interpretazione ragionata o armonica, la dottrina della proporzionalità, la gerarchia dei diritti e il rispetto del diritto naturale o l'esame dei diritti naturali.

In determinati casi, in seguito a un precetto costituzionale o a un'interpretazione giurisprudenziale impopolare, è stato indetto un referendum per modificare la costituzione.

Chiunque denunci che i suoi diritti sanciti dalla convenzione europea sui diritti dell'uomo sono stati violati da una legge, deve ottenere da un giudice una dichiarazione di incompatibilità.

L'Unione europea a la legislazione della Comunità europea godono dell'immunità costituzionale, in quanto la costituzione stabilisce che nessun atto o provvedimento reso necessario dall'appartenenza all'Unione sarà invalidato, seppure le forme di applicazione di tali atti o provvedimenti devono essere conformi alla costituzione.

A prescindere dalla legittimità costituzionale, la validità degli atti legislativi delegati va valutata in funzione della conformità alla legge di delega.

Ulteriori informazioni

Per maggiori informazioni sull'ordinamento giuridico irlandese, sulla legislazione e sulla costituzione si possono consultare i seguenti siti:

  • www.taoiseach.ie English
  • www.courts.ie English
  • www.oireachtas.ie English
  • www.irishstatutebook.ie English
  • www.bailii.org English

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Ultimo aggiornamento: 20-02-2007

 
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