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Ultimo aggiornamento: 19-10-2007
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Ordinamento giuridico - Francia

 

INDICE

1. Quali sono gli strumenti, o «fonti del diritto», che esprimono norme (in particolare, ad esempio, i trattati internazionali, il diritto comunitario, la costituzione, le leggi, i decreti, i regolamenti, i regolamenti esecutivi ecc.) ? 1.
1.1. Le fonti internazionali del diritto 1.1.
1.1.1. Le convenzioni internazionali 1.1.1.
1.1.2. Il diritto comunitario 1.1.2.
1.2. Le fonti nazionali del diritto 1.2.
1.2.1. Le leggi costituzionali 1.2.1.
1.2.2. Le norme di valore legislativo 1.2.2.
1.2.3. Le norme di valore regolamentare 1.2.3.
2. Quali sono eventualmente le altre fonti di diritto (in particolare, ad esempio, i principi generali del diritto, le consuetudini, la giurisprudenza) e qual è il loro valore? 2.
2.1. I principi generali del diritto 2.1.
2.2. La giurisprudenza 2.2.
2.2.1. La giurisprudenza internazionale 2.2.1.
2.2.2. La giurisprudenza europea 2.2.2.
2.2.3. La giurisprudenza nazionale 2.2.3.
3. Qual è la gerarchia fra questi vari strumenti (gerarchia delle norme) ? 3.
4. Quali sono le modalità di entrata in vigore, sul territorio nazionale, delle norme contenute in strumenti sopranazionali? 4.
4.1. Le convenzioni internazionali 4.1.
4.2. Le norme comunitarie 4.2.
5. Quali sono le varie autorità che possono adottare norme di diritto? 5.
5.1. Le norme internazionali 5.1.
5.2. Le norme nazionali 5.2.
6. Qual è il procedimento di queste norme giuridiche? 6.
6.1. Le leggi 6.1.
6.2. I regolamenti 6.2.
7. Quali sono le modalità d’entrata in vigore delle norme nazionali? 7.
7.1. La pubblicazione 7.1.
7.2. La notifica 7.2.
8. Quali sono i mezzi di risoluzione di eventuali conflitti fra diverse norme giuridiche nello Stato membro ? 8.

 

Per “fonti del diritto” si intendono le fonti da cui derivano le disposizioni giuridiche che costituiscono il nostro ordinamento giuridico.

1. Quali sono gli strumenti, o «fonti del diritto», che esprimono norme (in particolare, ad esempio, i trattati internazionali, il diritto comunitario, la costituzione, le leggi, i decreti, i regolamenti, i regolamenti esecutivi ecc.) ?

1.1. Le fonti internazionali del diritto

1.1.1. Le convenzioni internazionali

Si tratta dei trattati e degli accordi internazionali intervenuti tra la Francia e alcuni Stati esteri, come ad esempio la Convenzione per la tutela dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950, entrata in vigore per quanto riguarda la Francia nel 1974 e che vincola attualmente una quarantina di Stati membri del Consiglio d'Europa.

1.1.2. Il diritto comunitario

Oltre alle norme derivanti dai trattati comunitari, esistono le norme cosiddette di «diritto derivato» contenute in atti adottati dalle istituzioni della Comunità europea e dell'Unione europea, definite in particolare dal trattato di Roma del 25 marzo 1957 e dal trattato di Maastricht del 7 febbraio 1992. I tipi di provvedimenti sono i seguenti: direttive, decisioni, regolamenti, pareri e raccomandazioni.

1.2. Le fonti nazionali del diritto

1.2.1. Le leggi costituzionali
  • La Costituzione del 4 ottobre 1958;
  • Il Preambolo della Costituzione del 27 ottobre 1946, la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino del 26 agosto 1789, e i principi fondamentali riconosciuti dalle leggi della Repubblica ai quali rinvia il preambolo;
  • Le leggi organiche, previste dalla Costituzione al fine di stabilire le modalità d'applicazione di talune disposizioni relative all'organizzazione dei poteri pubblici.
1.2.2. Le norme di valore legislativo

La legge, atto approvato dal Parlamento titolare del potere legislativo, è l'espressione della volontà generale. L'articolo 34 della Costituzione definisce in modo restrittivo le materie nelle quali il legislatore è competente ad emanare norme nell'ambito delle leggi.

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1.2.3. Le norme di valore regolamentare

Il regolamento è l'atto a portata generale emanato da un'autorità amministrativa. Ai sensi dell'articolo 37 della Costituzione, le norme che non rientrano in materie enunciate all'articolo 34 della Costituzione rientrano nella competenza regolamentare e sono inserite nei seguenti strumenti:

  • le ordinanze: ai sensi dell'articolo 38 della Costituzione, il Governo può chiedere al Parlamento l'autorizzazione ad adottare atti in materie che rientrano nell'ambito della legge. In via transitoria, tali atti hanno un carattere regolamentare; in seguito acquistano un valore legislativo dopo la ratifica del legislatore.
  • i regolamenti: i decreti adottati dal Presidente della Repubblica o dal Primo ministro, i decreti adottati dai ministri e dai prefetti, le decisioni degli organi deliberanti o esecutivi degli enti territoriali o dei loro enti pubblici costituiscono il nucleo essenziale della categoria degli atti regolamentari.

2. Quali sono eventualmente le altre fonti di diritto (in particolare, ad esempio, i principi generali del diritto, le consuetudini, la giurisprudenza) e qual è il loro valore?

2.1. I principi generali del diritto

Si tratta di principi enunciati dal giudice e che derivano o meno da disposizioni contenute in strumenti di diritto scritto. Possiedono un valore superiore ai regolamenti e solo la legge può derogarvi. Tali principi sono in gran parte tratti dalla Dichiarazione dei diritti dell'uomo del 1789 (uguaglianza dei cittadini dinanzi all'autorità pubblica, libertà di coscienza), dal Preambolo della Costituzione del 1946, dalle necessità della vita sociale (continuità dei servizi pubblici, controllo degli atti del superiore sugli atti dei relativi subordinati) o anche imperativi di equità (principio dell'arricchimento senza causa).

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2.2. La giurisprudenza

In teoria, la Costituzione non conferisce al giudice il potere di stabilire regole generali e il suo ruolo è limitato a dirimere le controversie che gli vengono sottoposte. Tuttavia, il giudice è portato a interpretare il diritto scritto in base al quale deve pronunciarsi per dirimere le controversie. Inoltre, spesso nessun testo prevede norme che possono applicarsi a una controversia particolare. In tal caso, considerato che non può astenersi dal giudicare, il giudice è portato a formulare lui stesso la regola generale che gli permetterà di decidere.

La mancanza di norme di portata generale può indurre il giudice a effettuare costruzioni pretorili molto evolute come nel caso del settore della responsabilità dei poteri pubblici.

2.2.1. La giurisprudenza internazionale

Si tratta di pronunce emesse dalla Corte internazionale di giustizia (organo giudiziario principale dell'ONU), dal Tribunale penale internazionale per l'ex-Yugoslavia, dal Tribunale penale internazionale per il Ruanda, e dalla Corte penale internazionale.

2.2.2. La giurisprudenza europea

Viene emessa dalla Corte di giustizia delle Comunità europee (CGCE) e dalla Corte europea dei diritti dell'uomo.

In virtù dell’articolo 234 del trattato che istituisce la Comunità europea, la giurisprudenza della Corte di giustizia si impone alle giurisdizioni nazionali tramite il rinvio pregiudiziale che permette ai giudici nazionali, prima di statuire, di chiedere alla Corte di giustizia la soluzione dei problemi posti dall’applicazione del diritto comunitario, che le parti possono invocare davanti ad essi.

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2.2.3. La giurisprudenza nazionale
  • Il Conseil constitutionnel (Consiglio costituzionale)

    È possibile adirlo per questioni riguardanti la conformità alla Costituzione delle leggi prima della loro promulgazione, e della compatibilità dei trattati. Esso accerta sistematicamente la costituzionalità delle leggi organiche e dei regolamenti delle assemblee parlamentari. Per contro, esso non esercita nessun controllo sulle leggi referendarie adottate direttamente dal popolo sovrano.

  • I giudici amministrativi

    Sono incaricati di giudicare controversie nelle quali sono parti in causa i poteri pubblici. Essi applicano un diritto specifico, in deroga al diritto comune e in gran parte derivante dalla giurisprudenza.

  • I giudici ordinari

    L'ordine giudiziario regola le controversie tra le persone e punisce i reati contro le persone, i beni e la società.

3. Qual è la gerarchia fra questi vari strumenti (gerarchia delle norme) ?

Le fonti di diritto interno sono classificate secondo un ordine gerarchico. Partendo dalla fonte di rango più elevato, la gerarchia è la seguente: la Costituzione, la giurisprudenza del Conseil constitutionnel, le leggi, la giurisprudenza delle giurisdizioni amministrative, civili e penali e i regolamenti.

In forza del principio della prevalenza del diritto comunitario, i regolamenti e le direttive fanno parte dell'ordinamento giuridico francese con prevalenza sulle leggi e sui regolamenti nazionali, secondo modalità definite dai testi normativi o dalla giurisprudenza.

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Gli accordi internazionali prevalgono sulle norme di diritto interno infra-costituzionali in forza dell'articolo 55 della Costituzione. Peraltro, non prevalgono in alcun modo sulle norme costituzionali in quanto ai sensi dell'articolo 54 della Costituzione, nel caso in cui il Conseil constitutionnel, interpellato su una legge di ratifica di un accordo internazionale, dichiari che quest'ultimo contiene una disposizione contraria alla Costituzione, l'autorizzazione a ratificare o ad approvare l'accordo in questione può intervenire solo dopo la revisione della Costituzione.

4. Quali sono le modalità di entrata in vigore, sul territorio nazionale, delle norme contenute in strumenti sopranazionali?

4.1. Le convenzioni internazionali

L'entrata in vigore di un trattato o di un accordo internazionale in Francia è subordinata alla loro ratifica o alla loro approvazione e alla loro pubblicazione. Le convenzioni internazionali si applicano direttamente nell'ordinamento giuridico francese.

4.2. Le norme comunitarie

Talune norme hanno effetto diretto come ad esempio i regolamenti, che hanno una portata generale e sono obbligatori in tutti i loro elementi, e le decisioni, che sono obbligatorie in tutti i loro elementi per i destinatari da esse individuati. Altre norme comunitarie devono essere trasposte in diritto interno dallo Stato membro. Si tratta delle direttive che vincolano gli Stati membri quanto al risultato da ottenere, ma lasciano ai giudici nazionali la competenza quanto alla forma e ai mezzi. Il recepimento deve attuarsi nel termine previsto dalla direttiva stessa, per mezzo di una legge o di un regolamento secondo la materia nella quale le disposizioni interessate intervengono.

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5. Quali sono le varie autorità che possono adottare norme di diritto?

5.1. Le norme internazionali

Per quanto riguarda le convenzioni internazionali, il capo di Stato conclude e ratifica tali strumenti in forza dell'articolo 52 della Costituzione.

5.2. Le norme nazionali

La legge viene votata dal Parlamento e quindi dai rappresentanti del popolo. Tuttavia, i cittadini possono intervenire direttamente anche per mezzo del referendum ai sensi degli articoli 11 e 89 della Costituzione.

Le autorità che adottano i regolamenti sono i seguenti:

  • il Primo ministro e il Presidente della Repubblica: l'articolo 21 della Costituzione attribuisce in linea  di principio il potere legislativo al Primo ministro. Tuttavia, i regolamenti emessi con la forma del decreto dal Consiglio dei ministri devono essere firmati dal Presidente della Repubblica. Qualunque sia l'autorità che li emana, i decreti sono controfirmati dai ministri incaricati della loro esecuzione,
  • i ministri: non hanno, in proprio, il potere legislativo generale. Essi partecipano controfirmando provvedimenti firmati dal Presidente della Repubblica e dal Primo ministro. Alcune norme accordano a taluni ministri un potere legislativo proprio su una determinata materia. D'altro canto, essi possono esercitare il potere legislativo riconosciuto dalla giurisprudenza ai capi di servizi per quanto riguarda il buon funzionamento dell'amministrazione sottoposta alla loro autorità,
  • le autorità decentrate (prefetti) o decentralizzate (organi degli enti territoriali) hanno il potere di statuire sul territorio ove si esercita la loro competenza,
  • talune autorità professionali (ad esempio l'ordine dei medici) detengono dalla legge un potere di regolamentazione nell'ambito della professione,
  • le autorità amministrative indipendenti.

6. Qual è il procedimento di queste norme giuridiche?

6.1. Le leggi

L'iniziativa delle leggi spetta congiuntamente al Primo ministro (progetti di legge) e ai membri delle assemblee (proposte di legge). I progetti di legge sono deliberati in Consiglio dei ministri, previo esame da parte del Consiglio di Stato, e in seguito votati in termini identici dall'Assemblea nazionale e dal Senato. La legge definitivamente adottata dal Parlamento viene promulgata dal Presidente della Repubblica e pubblicata sulla Gazzetta ufficiale, su carta e in forma elettronica.

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6.2. I regolamenti

Sono prescritte particolari formalità per taluni atti regolamentari, come ad esempio per i decreti.

  • I decreti deliberati in Consiglio dei ministri sono firmati dal Presidente della Repubblica e controfirmati dal Primo ministro.
  • I decreti non deliberati in Consiglio dei ministri sono firmati dal Primo ministro.

I decreti cosiddetti «in Consiglio di Stato» richiedono il parere preventivo della Haute Assemblée.

Dopo essere stati firmati dalla o dalle autorità competenti i decreti vengono controfirmati dai ministri incaricati o responsabili della loro esecuzione e sono oggetto di una pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, su carta e in forma elettronica.

7. Quali sono le modalità d’entrata in vigore delle norme nazionali?

L'entrata in vigore di una norma costituisce il punto di partenza della sua applicabilità e della sua opponibilità, e si verifica con la pubblicazione della stessa.

7.1. La pubblicazione

Le leggi e i decreti devono essere pubblicati sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica francese. Per taluni decreti è sufficiente la pubblicazione nel Bollettino ufficiale del ministero interessato. Per quanto riguarda la pubblicità delle decisioni delle autorità locali, si può effettuare con l'affissione o con la pubblicazione nelle apposite raccolte.

7.2. La notifica

Per le decisioni individuali, la pubblicazione si effettua con una notifica della decisione all'interessato.

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8. Quali sono i mezzi di risoluzione di eventuali conflitti fra diverse norme giuridiche nello Stato membro ?

Prima della loro promulgazione e allorché viene interpellato (dal Presidente della Repubblica, dal Primo ministro, dai presidenti delle assemblee, da sessanta deputati o sessanta senatori), il Conseil constitutionnel controlla la conformità delle leggi alla Costituzione. Per contro, nel caso in cui una legge venga promulgata, non esiste alcuna procedura che permetta di rimetterla in discussione. Di conseguenza, il giudice potrà censurare un provvedimento amministrativo solo nella misura in cui violi direttamente la Costituzione. Se la sua incostituzionalità deriva dal fatto che venga adottato in applicazione di una legge che sia essa stessa incostituzionale, il giudice non potrà censurare il provvedimento. La legge impedisce il controllo da parte del giudice.

Il regolamento può essere contestato, a causa del contrasto con una norma superiore, con un ricorso per eccesso di potere davanti al giudice amministrativo. Si tratta di un ricorso per annullamento, che può essere presentato da qualsiasi privato cittadino contro qualsiasi decisione esecutiva illegittima, generalmente entro due mesi dalla data di entrata in vigore dell'atto contestato.

L'illegittimità di un atto amministrativo regolamentare può sempre essere invocata dinanzi al giudice, non in via principale con un ricorso per annullamento, ma incidentalmente con una eccezione di illegittimità. L'eventuale constatazione dell'illegittimità del provvedimento non comporta di conseguenza il suo annullamento, ma induce il giudice a privarlo di effetti nella controversia sottoposta al suo giudizio.

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