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Ultimo aggiornamento: 02-08-2007
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Ordinamento giuridico - Diritto Comunitario

Il diritto comunitario nella vita di tutti i giorni.

Il diritto comunitario costituisce un ordinamento giuridico a pieno titolo che garantisce diritti e impone obblighi a tutti gli Europei.

Gli scambi tra Stati membri nell'ambito del mercato interno si intensificano incessantemente e gli Europei si spostano sempre più, per stabilirsi in un altro Stato, lavorare, fare affari, trascorrere le vacanze o sposarsi.

Si sono moltiplicate le situazioni che coinvolgono cittadini che risiedono in paesi diversi e di conseguenza sono aumentate le possibilità di controversie giudiziarie tra cittadini di Stati diversi.

Si tratta di casi che spesso si presentano più delicati di altri poiché, prima ancora di esaminare le questioni di sostanza, occorre risolvere alcuni problemi: per esempio, i tribunali di quale Stato sono competenti per dirimere la controversia, quale legge applicherà il giudice, quale sistema di assistenza giudiziaria farà valere, come può essere eseguita in uno Stato una sentenza pronunciata in un altro Stato, ecc.

Al fine di facilitare la vita dei cittadini e di aiutare gli operatori del diritto, l'Unione europea ha adottato o progetta di adottare numerose norme che rispondano a tutti questi interrogativi.

A partire dal 1999, con il trattato di Amsterdam, possono essere adottate norme comunitarie nei settori del diritto civile e del diritto commerciale.

L'Unione europea può quindi, segnatamente, adottare:

  • regolamenti,
  • direttive,
  • decisioni.
Come i trattati, tali atti fanno parte delle fonti del diritto comunitario.

La cooperazione giudiziaria in materia civile fa parte del sistema giuridico comunitario.

Il sistema giuridico comunitario può essere considerato un ordinamento giuridico a pieno titolo perché è autonomo e diverso da quello degli Stati membri e possiede le proprie fonti del diritto.

Contrariamente al diritto internazionale classico, che ha come soggetti principalmente gli Stati, il diritto comunitario si rivolge anche ai privati e alle imprese.

Inoltre, il diritto comunitario presenta due peculiarità che lo distinguono dal diritto internazionale:

  • L'efficacia diretta.
I regolamenti si applicano direttamente in tutti gli Stati membri e ciò comporta due conseguenze principali:
  • tutti possono avvalersi delle disposizioni del regolamento e invocarle direttamente dinanzi al giudice che deve applicarle;
  • i regolamenti si applicano allo stesso modo in tutta l'Unione e ciò facilita ovviamente la pronunzia di una sentenza nelle controversie tra cittadini residenti in paesi diversi.
Le direttive, invece, devono essere “recepite” : gli Stati membri devono, cioè, integrarne, entro un determinato termine, i principi nella legge nazionale e dispongono di una certa libertà per quanto riguarda i mezzi da utilizzare.

Le direttive non hanno la stessa efficacia diretta dei regolamenti, nel senso che da esse non discendono direttamente diritti e obblighi per i cittadini. Tuttavia, le leggi nazionali devono essere interpretate tenendo conto dei principi delle direttive, anche quando le leggi sono anteriori a queste.

  • La prevalenza del diritto comunitario.
I regolamenti e le direttive comunitarie fanno parte dell'ordinamento giuridico degli Stati membri e prevalgono sulle leggi e le altre norme giuridiche nazionali. In altri termini, il giudice deve prescindere dalle leggi nazionali contrarie al diritto comunitario.

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