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Ultimo aggiornamento: 24-05-2006
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Provvedimenti cautelari e misure conservative - Spagna

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A volte nelle more del giudizio la tutela giudiziale richiesta può divenire inefficace. In questo senso l’ordinamento giuridico prevede una serie di provvedimenti che assicurano l’efficacia del diritto di cui si chiede il riconoscimento giudiziale.

La legislazione spagnola non prevede un elenco tassativo dei provvedimenti cautelari che si possono adottare. Il codice di procedura civile stabilisce che si possono chiedere al giudice provvedimenti cautelari quando sono necessari per garantire l'efficacia della tutela giudiziale che si potrà ottenere con la sentenza che verrà pronunciata successivamente per la causa di merito. Ciò presuppone che anche quando inizialmente si elencano una serie di provvedimenti concreti in ogni caso non si ha un elenco esaustivo. Pertanto, anche se il tipo di procedimento per l’emissione di tali provvedimenti è il medesimo, le misure per tutelare il diritto possono variare. L’unico requisito comune è l’idoneità a garantire una tutela efficace che si richiede al giudice.



 

INDICE

1. Quali sono i vari tipi di provvedimenti? 1.
2. Quali sono le condizioni per disporre i provvedimenti cautelari? 2.
2.1. Procedura 2.1.
2.2. Quali sono i criteri di cui deve tener conto il giudice per disporre un provvedimento cautelare 2.2.
3. Oggetto e natura dei provvedimenti cautelari 3.
3.1. Quali tipi di beni possono essere oggetto di provvedimenti cautelari? 3.1.
3.2. Quali sono gli effetti di tali provvedimenti? 3.2.
3.3. Qual’è la validità di tali provvedimenti? 3.3.
4. È possibile ricorrere contro tali provvedimenti? 4.

 

1. Quali sono i vari tipi di provvedimenti?

Le norme di procedura civile (fondamentalmente il codice di procedura civile –LEC-) rappresentano la fonte normativa principale per i provvedimenti cautelari, tuttavia esistono provvedimenti che sono previsti da leggi sostanziali speciali.

Tra i provvedimenti previsti dal codice di procedura civile (LEC, all’art 727) , sono compresi i seguenti:

  1. Il sequestro conservativo dei beni, per garantire l’esecuzione delle sentenze di condanna al pagamento di somme di denaro o frutti, proventi e beni fungibili, valutabili dal punto di vista finanziario, mediante l’applicazione di determinati prezzi.
  2. L’amministrazione controllata e la liquidazione di beni produttivi, quando il provvedimento richiesto sia una sentenza di condanna a consegnarli per la proprietà, l’usufrutto o qualsiasi altro titolo che comporti un interesse legittimo a mantenere o migliorare la produttività o quando la garanzia di produttività sia di interesse fondamentale per l’efficacia della sentenza di condanna che potrebbe essere emessa.
  3. Il sequestro di un bene mobile, quando l’azione sia diretta a ottenere la condanna alla consegna di un bene in possesso del convenuto.
  4. L’ inventario dei beni, alle condizioni stabilite dal giudice.
  5. L’annotazione preventiva della domanda, quando si riferisce a beni o diritti che sono iscritti in registri pubblici.
  6. Altre annotazioni su registri, nei casi in cui la pubblicità del registro sia utile per il buon fine dell’esecuzione.
  7. L’ordine del giudice di cessare provvisoriamente un’attività o di astenersi provvisoriamente dal tenere un determinato comportamento o il divieto provvisorio di interrompere o cessare dal compiere una prestazione che era in corso di esecuzione.
  8. Il sequestro e la confisca di introiti ottenuti mediante un’attività considerata illecita e il cui divieto o cessazione siano richiesti nella domanda così come la consegna o la confisca degli importi richiesti come remunerazione della proprietà intellettuale.
  9. Il sequestro temporaneo di copie di opere o oggetti che si ritengano prodotti con la violazione delle norme sulla proprietà intellettuale e industriale, così come il sequestro del materiale impiegato per la sua produzione.
  10. La sospensione di accordi societari impugnati, nel caso in cui l’attore o gli attori rappresentino almeno l’1 o il 5 per cento del capitale sociale, a seconda che la società convenuta abbia emesso titoli che al momento dell’impugnazione erano inseriti nel listino del mercato secondario ufficiale.

Inoltre, ai sensi dell’ultimo comma dell’articolo 727 del codice di procedura civile (LEC) , considerato che l’elenco dei provvedimenti non è tassativo, il giudice può concedere altri provvedimenti non compresi tra quelli precedenti.

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  1. Gli altri provvedimenti, espressamente previsti dalla legge per la tutela di alcuni diritti o considerati necessari ad assicurare l’efficacia dei provvedimenti che potranno essere disposti nella sentenza che definirà la causa di merito.

Oltre a questo sistema generale, ci sono altre disposizioni di legge relative ai provvedimenti cautelari comprese le seguenti:

  1. Procedimenti sulla capacità delle persone: l’articolo 726 del codice di procedura civile (LEC) prevede che il giudice disponga d’ufficio i provvedimenti che ritiene necessari per tutelare adeguatamente il presunto incapace o il suo patrimonio.
  2. Procedimenti in materia di filiazione, paternità e maternità: l’articolo 768 del codice di procedura civile (LEC) prevede provvedimenti per la tutela della persona e dei beni di colui che è soggetto alla potestà di colui che risulta essere il genitore e la concessione, in via provvisoria, di alimenti al ricorrente; nei casi urgenti, è previsto che il giudice possa disporre i provvedimenti del caso senza tenere un’udienza preliminare (inaudita altera parte).
  3. Tutela del patrimonio del defunto: tra i provvedimenti previsti a norma degli articoli 790-796 del codice di procedura civile (LEC) sono previste le seguenti misure: il sequestro dei beni ereditari e dei documenti del defunto, l’amministrazione del patrimonio del defunto e la verifica dei familiari del defunto.
  4. Le disposizioni finali del codice di procedura civile (LEC) prevedono provvedimenti applicabili a casi specifici regolati da leggi speciali come il sequestro di attrezzature, apparecchi e materiali nei procedimenti relativi alla proprietà intellettuale (DF 2ª) o in materia di marchi e brevetti (DF 5ª).

2. Quali sono le condizioni per disporre i provvedimenti cautelari?

2.1. Procedura

I provvedimenti vengono emessi dal giudice competente per materia e territorio, vale a dire il giudice che sta istruendo la causa di merito o, qualora quest’ultima non sia ancora cominciata, che sarebbe competente al riguardo.

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I provvedimenti cautelari si possono chiedere prima di presentare il ricorso per la causa principale, a meno che per sua natura sia impossibile concederli (come ad esempio accade nel caso di annotazione preventiva della domanda) o che la legge non esiga che la richiesta venga presentata insieme al ricorso per la causa principale (come la cessazione di attività vietate o la sospensione di accordi collettivi nei casi di controversie su proprietà in comune). Per il loro carattere eccezionale (di solito si richiedono insieme alla domanda principale) , è necessario che concorrano i requisiti di urgenza e necessità. I provvedimenti possono essere adottati senza sentire il soggetto che sarà successivamente convenuto nella causa di merito (salvo il diritto di opporsi ai provvedimenti stessi una volta emessi). Tali provvedimenti rimarrebbero comunque privi di effetto qualora entro venti giorni dall’emissione degli stessi non venisse avviata la causa di merito.

Tuttavia, come già sottolineato, tali misure vengono spesso richieste contemporaneamente alla presentazione del ricorso per la causa di merito: in tal caso il giudice ordina la formazione di un fascicolo separato per lo svolgimento di un procedimento contemporaneo a quello della causa di merito e nel quale si possono proporre e acquisire prove per dimostrare l’esistenza dei requisiti necessari per ottenere la tutela in via cautelare. La regola generale è che prima che siano emessi provvedimenti cautelari le parti siano convocate per un’udienza dinanzi al giudice durante la quale possono esporre le proprie argomentazioni ed espletare prove che si ritengano rilevanti per l’eventuale concessione o per il diniego dei provvedimenti cautelari, indipendentemente dal tipo di provvedimento richiesto ed eventualmente il giudice disponga il rilascio di una garanzia dalla parte che chiede il provvedimento cautelare nell'eventualità che la domanda principale sia successivamente respinta. Ciononostante, la parte che richiede i provvedimenti cautelari può fare istanza affinché i provvedimenti vengano emessi senza sentire l’altra parte (inaudita altera parte) quando sussistano motivi d’urgenza o quando vi sia il rischio che l’udienza possa comprometterne il buon esito (ad esempio, nel caso sussista il rischio di occultamento o dissolvimento del patrimonio del debitore). In tal caso, una volta adottato il provvedimento, la controparte può presentare opposizione.

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Inoltre, è possibile chiedere provvedimenti successivamente alla causa di merito o nel corso del processo d’appello; tuttavia, tale richiesta deve basarsi su fatti e circostanze che ne giustifichino la presentazione in tale fase del procedimento.

Per chiedere l’adozione di provvedimenti cautelari occorre essere rappresentati da un avvocato o da un procuratore, nei processi in cui è obbligatoria l’assistenza di tali professionisti. Nel caso di provvedimenti precedenti alla causa di merito non è necessario essere rappresentati da un difensore.

2.2. Quali sono i criteri di cui deve tener conto il giudice per disporre un provvedimento cautelare

Il giudice concede uno dei provvedimenti summenzionati nel caso in cui vengano soddisfatti i seguenti requisiti.

  1. Rischi per il ritardo nell’esecuzione (periculum in mora) : si tratta del rischio di danno che può subire l’attore durante lo svolgimento del processo e che può rendere inutile l’esecuzione di quanto disposto nella sentenza o nella decisione che definisce la causa. Colui che chiede il provvedimento deve provare che, nella fattispecie in questione, qualora i provvedimenti richiesti non venissero concessi, potrebbero verificarsi nel corso del processo situazioni tali da impedire o rendere difficile l’efficacia della tutela eventualmente concessa al termine della causa di merito. Comunque, il provvedimento non può essere concesso nel caso in cui la situazione che genera il rischio sia stata tollerata dal richiedente da molto tempo, salvo che vengano fornite motivazioni sufficienti per giustificare la mancata richiesta del provvedimento in precedenza.
  2. Fumus boni iuris (probabile esistenza di un diritto) : il richiedente deve esporre al giudice motivi che lo inducano a formarsi un’opinione preliminare sull’accoglibilità della domanda. Ciò implica che il richiedente deve presentare i dati, gli argomenti e la documentazione che inducano il giudice senza entrare nel merito della causa (dato che in Spagna i provvedimenti cautelari sono adottati dallo stesso giudice che successivamente si pronuncerà nel merito) , a formulare un giudizio provvisorio o indicativo che riconosca le sue pretese come fondate. Oltre alle prove documentali sono ammessi anche gli altri mezzi probatori (testimonianze, perizie, dichiarazioni delle parti...).
  3. Garanzia: salvo che sia disposto espressamente in modo diverso, la parte che richiede il provvedimento deve prestare una garanzia sufficiente a rispondere dei danni e dei pregiudizi che la misura cautelare potrebbe produrre sul patrimonio del convenuto. Il giudice ne stabilisce l’entità prendendo in considerazione: a) la natura e il contenuto della richiesta; b) la valutazione che effettua sul fondamento della richiesta del provvedimento; e c) le ragioni o i motivi di idoneità o sufficienza in relazione alla quantificazione dei danni e pregiudizi che i provvedimenti potrebbero provocare.
  4. Proporzionalità: si tratta di un requisito che non viene esplicitamente stabilito nel codice di procedura civile (LEC) ma che la dottrina di solito considera complemento dei precedenti, in considerazione del fatto che il giudice non concederà un provvedimento che non sia strettamente necessario per conseguire la finalità del processo per il quale viene richiesto il provvedimento cautelare. Tale regola deriva dai principi dello stato di diritto e dell’intervento minimo nella sfera della libertà degli individui che secondo la Costituzione regola l’intero ordinamento giuridico.

3. Oggetto e natura dei provvedimenti cautelari

Con l’adozione di un provvedimento cautelare si intende affrontare o prevedere la possibilità che durante lo svolgimento di un procedimento (già in corso o che si svolgerà in futuro) il convenuto sia tenuto ad astenersi dal compiere taluni atti oppure a effettuarne altri sul suo patrimonio. In questo modo si intende impedire che il convenuto compia atti diretti ad evitare che nel suo patrimonio entrino beni o diritti, a provocare o permettere danni sui beni, a sottrarre dalla custodia giudiziale determinati beni, creando situazioni di insolvenza che possano rendere inefficace una eventuale sentenza.

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Nella legislazione spagnola i provvedimenti cautelari hanno natura giudiziale in quanto solo i giudici sono competenti ad emetterli. Mediatori e arbitri non possono emetterli, non esiste un elenco prestabilito e tassativo, sono di carattere dispositivo (cioè si possono adottare soltanto su istanza di parte) sono di natura patrimoniale, poiché riguardano i beni e i diritti del convenuto, sono finalizzati a garantire l’efficacia della sentenza nella causa di merito e sono strumentali rispetto alla decisione che può essere emessa in quest’ultimo procedimento.

Possono adottarsi su beni materiali e immateriali. Non sono soltanto di natura patrimoniale in quanto è possibile adottare, in via cautelare, provvedimenti limitativi dei diritti personali.

È prevista l’adozione di ordini e divieti di fare o non fare.

3.1. Quali tipi di beni possono essere oggetto di provvedimenti cautelari?
  1. I provvedimenti cautelari possono riguardare beni concreti e determinati, e soprattutto quelle cose che possono essere quantificabili in denaro come proventi e frutti che si ricavano dai beni.
  2. Su tali beni si può richiedere il sequestro, ottenendo un diritto di credito che deriva da un’obbligazione generica in quanto le cose dovute non si individuano, bensì sono sostituite da uno specifico importo che può essere quantificato in denaro con semplici operazioni matematiche.

    I beni mobili materiali possono essere affidati ad un custode che sarà designato dal giudice che lo riterrà idoneo a tale scopo.

    Inoltre, esiste la possibilità di sequestro, consegna e deposito di somme, con una distinzione tra il sequestro e la confisca di introiti provenienti da attività illegali e quelle derivanti da attività consentite come quelle derivanti dalla proprietà intellettuale.

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  3. Un altro gruppo di provvedimenti che possono essere adottati riguarda gli atti che possono essere autorizzati dal giudice in relazione a una domanda e che non si riferiscono a un bene definito specificamente.
  4. Ciò include la possibilità di amministrazione o liquidazione giudiziaria di capitali nel caso di domanda di condanna di consegna a titolo di proprietà, usufrutto o qualsiasi altro titolo che coinvolga un interesse legittimo.

    Inoltre, è possibile chiedere l’inventario dei beni alle condizioni stabilite dal giudice.

    È prevista l’annotazione preventiva della domanda quando si riferisca a beni o diritti che possano essere iscritti in registri pubblici nei casi in cui la pubblicità sia utile per finalizzare l'operazione.

    Infine, il giudice può ordinare la cessazione provvisoria di un'attività, l’astensione provvisoria dal tenere un certo comportamento o stabilire il divieto di interruzione o cessazione di una prestazione che si stava effettuando.

  5. L’ultimo gruppo di beni che possono essere oggetto di provvedimenti cautelari si riferisce ai materiali ed esemplari che rientrano in un sistema di esclusività (sequestro giudiziale o confisca delle cose utilizzate per la produzione di diritti di proprietà industriale e intellettuale).
  6. Inoltre, il giudice può sospendere gli accordi sociali di qualsiasi tipo di società.

  7. Infine, la normativa spagnola prevede la possibilità di adottare una serie di provvedimenti non predeterminati, diretti a tutelare i diritti previsti dalla legge o che si considerano necessari per garantire l’effettività della tutela giudiziale. Non viene specificato quali beni possano essere oggetto di tale tutela: possono essere di qualsiasi tipo, purché siano necessari.
3.2. Quali sono gli effetti di tali provvedimenti?
  1. Per quanto riguarda il sequestro preventivo di oggetti quantificabili, denaro, utili e proventi, lo scopo è quello di garantire mediante il provvedimento l’esistenza di un fondo eccedente per il rimborso delle spese di una sentenza ottenuta contro il convenuto, soprattutto nei casi in cui non si adempie alla sentenza spontaneamente.
  2. Il sequestro di un bene mobile può essere disposto solo nel caso in cui la richiesta di condanna riguardi un bene specifico che si trovi in possesso del convenuto.
  3. Con l’amministrazione o con la liquidazione giudiziaria si intende tutelare in particolare i beni strumentali in particolare quelli di produzione, impedendo che un'amministrazione inefficiente provochi una riduzione o una perdita degli utili.
  4. L’amministrazione dei beni strumentali di produzione comporta un controllo giudiziale ma non priva il convenuto della gestione; tuttavia la liquidazione rappresenta un provvedimento più importante ed è costituito dalla sostituzione del convenuto nella gestione con un curatore.
  5. La domanda di inventario può essere accolta in qualunque tipo di procedimento e qualunque sia l'oggetto della causa: l’unico requisito è che l’inventario sia necessario (per il richiedente) perché il giudice possa emettere la sentenza. Il giudice deve stabilire con chiarezza quali dettagli deve contenere e come ottenerli.
  6. Gli effetti dell’annotazione preventiva della domanda si estendono all’ambito processuale in riferimento al quale sono stati concessi. Tali effetti tengono in sospeso la tutela assicurata dalla natura pubblica dei registri e dei certificati di registrazione, in modo tale che il titolare del bene o del diritto registrato può alienarlo, ma il terzo acquirente non potrà sostenere di non essere stato a conoscenza dell’annotazione provvisoria e del relativo pregiudizio che gli poteva derivare. L’annotazione preventiva si può accordare in tutti i tipi di processi nei quali la tutela possa essere ottenuta in un pubblico registro come i registri della conservatoria o i registri commerciali.
  7. Limiti temporali sull’azione del convenuto. La normativa è articolata in varie leggi speciali: pertanto tali limiti devono essere conformi alle norme stabilite in esse. Gli effetti comprendono l’ordine di cessazione provvisoria dell’azione esercitata dal convenuto: l’ordine di astenersi provvisoriamente da una specifica condotta o il divieto di cessare o interrompere la prestazione di un servizio che stava fornendo.
  8. Sequestro, consegna e confisca di somme. Si tratta chiaramente di un provvedimento di garanzia e costituisce un sequestro preventivo per garantire l’adempimento rispetto a una domanda per uno specifico importo pecuniario. Tale provvedimento viene concesso per sequestrare e confiscare gli introiti derivanti da un’attività illecita. L’adozione del provvedimento prevede necessariamente che vengano disposti contemporaneamente il sequestro e la confisca. Nel caso in cui sia richiesto un provvedimento o l’altro si dovrà ricorrere ai provvedimenti generici sopra esaminati. Inoltre è previsto che con il suddetto provvedimento si possa chiedere la consegna o la confisca di somme richieste a pagamento della proprietà intellettuale. Esso riguarda i diritti d’autore, cioè la riscossione di determinati importi relativi al loro lavoro e che consistono in una quota proporzionale degli introiti derivanti da varie manifestazioni pubbliche riconosciute dalla legge sulla proprietà intellettuale.
  9. Sequestro di materiali ed esemplari regolati dal regime di esclusività. Si tratta di un provvedimento cautelare che trae la sua origine dai diritti di sfruttamento esclusivi stabiliti dalle leggi speciali sulla proprietà industriale e intellettuale a favore dei titolari. Si tratta di un sequestro giudiziario con oggetto specifico, vale a dire esemplari o materiale necessario per la produzione di beni tutelati da diritti di esclusiva.
  10. Sospensione di accordi sociali. Si tratta di un provvedimento speciale, considerato che per poterlo richiedere occorrono requisiti speciali, vale a dire l’1% del capitale sociale se si tratta di una società che ha emesso azioni che al momento della richiesta del provvedimento erano quotate sul mercato secondario e negli altri casi del 5% del capitale sociale. Si può applicare a tutti i tipi di società commerciali.
3.3. Qual’è la validità di tali provvedimenti?

Generalmente il giudice emette i provvedimenti cautelari dopo aver sentito il convenuto; nel caso in cui il richiedente faccia domanda e dimostri l’esistenza di motivi d’urgenza il giudice può disporli entro cinque giorni senza ulteriori adempimenti processuali e senza aver sentito il convenuto (inaudita altera parte). Una volta che i provvedimenti sono stati adottati si possono modificare qualora vengano esposti e provati fatti e circostanze dei quali non si era tenuto conto al momento dell’adozione o nel periodo previsto per opporsi al provvedimento.

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Qualora la sentenza nel merito sia sfavorevole alla parte richiedente, il giudice ordinerà immediatamente la revoca del provvedimento, salvo che vi sia una richiesta contraria, in presenza di circostanze particolari e il versamento di un supplemento di cauzione.

Nel caso di una sentenza parzialmente favorevole al richiedente, il giudice deciderà di revocare o mantenere il provvedimento dopo aver ascoltato la controparte.

Nel caso in cui il rigetto della domanda venga confermato, una volta emessa la sentenza definitiva, i provvedimenti vengono revocati d’ufficio e la parte danneggiata da questi ultimi può chiedere il risarcimento dei danni subiti (ciò vale anche nel caso in cui l’attore rinunci all’azione o desista dalla stessa).

Un altro caso in cui può verificarsi una modifica dei provvedimenti cautelari è quello in cui la richiesta del provvedimento viene effettuata prima della causa di merito e il provvedimento sia stato emesso senza sentire il convenuto (inaudita altera parte). In tal caso, qualora il richiedente non provveda a presentare l'atto introduttivo per avviare la causa di merito entro il termine di legge di 20 giorni, il provvedimento cautelare sarà immediatamente revocato e al convenuto spetterà un risarcimento, con le spese a carico dell’attore.

Inoltre, il provvedimento non può essere mantenuto in vigore nel caso in cui la causa principale sia sospesa per oltre sei mesi per motivi imputabili all'attore.

Nel caso in cui venga concessa l'esecuzione provvisoria della sentenza, tutti i provvedimenti concessi in relazione all’esecuzione iniziale sono revocati e sostituiti dai provvedimenti esecutivi in modo tale da cambiare la natura dei provvedimenti originariamente adottati in via provvisoria.

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Infine, il convenuto può chiedere al giudice di sostituire il provvedimento cautelare emesso, fissando una cauzione sufficiente a garantire l’effettiva esecuzione della sentenza. A tal proposito è competente il giudice che ha adottato il provvedimento cautelare e che fissa la cauzione che può essere stabilita in un versamento in denaro (in contanti) o nella prestazione di una garanzia.

4. È possibile ricorrere contro tali provvedimenti?

Le norme di procedura prevedono la possibilità di impugnare il provvedimento cautelare dinanzi a un giudice di grado superiore.

Tale impugnazione non sospende gli effetti del provvedimento cautelare. Inoltre, è possibile impugnare la decisione di rigetto della misura cautelare.

Oltre a tale possibilità di ricorso, l'attore può comunque ripresentare la richiesta nel caso in cui cambino le circostanze esistenti rispetto al momento della sua domanda iniziale.

Nel caso in cui venga disposto un provvedimento cautelare senza sentire il convenuto (inaudita altera parte) non è prevista la possibilità di impugnazione, visto che in questo caso è possibile presentare opposizione dinanzi al giudice che ha adottato la misura cautelare. Il convenuto può impugnare, senza effetti sospensivi, una decisione che respinga la sua opposizione. Parimenti, l'attore ha il diritto di impugnazione nel caso in cui l'opposizione sia totalmente o parzialmente respinta.

Per contro, non sarà possibile impugnare il provvedimento nella parte in cui stabilisce o nega un’eventuale cauzione.

La preparazione e lo svolgimento dell’impugnazione fondamentalmente non sono diverse dalle norme generali. In questo modo l’intenzione di impugnare viene presentata con un atto scritto dinanzi allo stesso organo che ha emesso la decisione da impugnare entro cinque giorni lavorativi dalla notifica della decisione. Nel caso vi siano varie parti che presentano l’impugnazione, il termine si calcola individualmente. In tale atto occorre che sia espressa la volontà di impugnare la decisione sfavorevole. Successivamente il giudice verifica che siano stati rispettati i termini e che la decisione possa essere impugnata. In tal caso, il giudice informa il ricorrente affinché entro i venti giorni seguenti presenti l’atto per avviare l’impugnazione. In tale atto occorre esporre, con le relative motivazioni, quali siano i vizi di forma e nel merito che si possano ravvisare nella decisione. Tale atto sarà notificato alle altri parti entro dieci giorni. Queste ultime entro dieci giorni possono presentare una memoria in opposizione al ricorso o impugnando a loro volta la decisione nei punti in cui ritengano che sia a loro sfavorevole. In entrambi i casi, tale atto dovrà essere motivato. Una volta che tali argomenti siano stati presentati gli atti vengono rimessi al giudice di grado superiore e le parti sono invitate a comparire.

Come sopra affermato, nel procedimento di adozione dei provvedimenti cautelari la presentazione dell’impugnazione non comporterà un effetto sospensivo; perciò il giudice continuerà a emettere i provvedimenti che ritiene necessari per assicurare che il provvedimento cautelare sia adottato.

Tali procedimenti vengono trattati preferibilmente dinanzi alla Corte d’appello e le date per la delibera, la votazione e l’emissione della sentenza devono essere stabilite il più presto possibile.



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