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Ultimo aggiornamento: 15-12-2008
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Provvedimenti cautelari e misure conservative - Portogallo

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INDICE

1. Quali sono i differenti tipi di misure? 1.
2. Condizioni per l'adozione di questi provvedimenti 2.
2.1. Descrizione del procedimento 2.1.
2.2. Presupposti di base 2.2.
3. Oggetto e natura dei provvedimenti 3.
3.1. Quali tipi di beni possono costituire l'oggetto di tali provvedimenti (conti bancari, beni mobili, mezzi di trasporto immatricolati, beni immobili, altro)? 3.1.
3.2. Quali sono gli effetti di questi provvedimenti? 3.2.
3.3. Qual è la validità di tali provvedimenti? 3.3.
4. È possibile ricorrere contro un provvedimento? 4.

 

1. Quali sono i differenti tipi di misure?

Questa categoria comprende i cosiddetti procedimenti cautelari, ossia i mezzi processuali «necessari ad assicurare l'efficacia dell'azione» - art. 2, paragrafo 2 del Codice di Procedura Civile portoghese. Tali procedimenti corrispondono a insiemi di azioni intentate dinanzi a un tribunale e da esso eseguite per garantire che la decisione da prendere nell'ambito di una determinata azione si possa concretizzare mantenendo la piena utilità pratica per la parte che l'ha intrapresa e ha vinto la causa.

Questi strumenti di tutela preventiva si attivano qualora si presuma l'esistenza del diritto tutelato (o da tutelare) in giudizio e si profili il rischio di violazione di questo diritto. Si basano su una dimostrazione sommaria e su giudizi di probabilità o verosimiglianza. Hanno lo scopo di prevenire violazioni irreparabili riducendo i rischi derivanti dal ritardo della sentenza finale, cioè dall'alterazione di circostanze essenziali cui potrebbe dar luogo tale sfasamento temporale.

Questi provvedimenti possono assumere finalità conservative o cautelari, il che significa che potranno avere come obiettivo quello di mantenere inalterata una determinata situazione affinché la sentenza dell'azione principale non risulti avulsa dalla realtà e impossibile da eseguire (come accade, ad esempio, quando si intende evitare la dissipazione o la scomparsa di beni sui quali può ricadere un procedimento esecutivo futuro), o di anticipare la sentenza della controversia fino alla pronuncia della sentenza definitiva (come nel caso in cui si assegna una prestazione pecuniaria provvisoria destinata a garantire la sussistenza, l'alloggio e il vestiario al richiedente gli alimenti).

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I procedimenti cautelari possono essere: a) atipici o b) tipici.

Per i primi si tratta di procedimenti non sottoposti ad alcun modello processuale predefinito, poiché spetta al tribunale adottare la misura adeguata «ad assicurare l'efficacia reale del diritto minacciato» - paragrafo 1 dell'art. 381 del suddetto Codice. Tali procedimenti non si applicano qualora si prevenga concretamente il pericolo di violazione mediante un provvedimento specifico e si basano su norme procedurali ad essi sussidiariamente applicabili.

I secondi rispettano un modello già contemplato dalla legislazione ordinaria e devono soddisfare un insieme di requisiti, presupposti e contenuti decisionali specifici.

I procedimenti cautelari tipici previsti dall'ordinamento giuridico civile portoghese sono i seguenti:

  1. Restituzione provvisoria del possesso;
  2. Sospensione di deliberazioni societarie;
  3. Alimenti provvisori;
  4. Perizia di indennizzo provvisorio;
  5. Sequestro di beni;
  6. Denuncia di nuova opera;
  7. Rilevamento di beni.

Il procedimento cautelare di restituzione provvisoria del possesso può essere intrapreso quando il possessore di un dato bene ne sia stato privato contro la propria volontà, attraverso coercizione fisica o morale, e pretenda il ripristino provvisorio del possesso.

Il procedimento cautelare di sospensione di deliberazioni societarie è accessibile ai soci di associazioni o società di qualunque tipo che intendano ottenere la sospensione dell'esecuzione di deliberazioni contrarie alla legge, agli statuti o al contratto, suscettibili di generare un «danno consistente» - art. 396 del Codice di Procedura Civile.

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Il procedimento di alimenti provvisori consente di ricevere una somma mensile destinata a garantire, fino al pagamento della prima prestazione definitiva, la disponibilità delle risorse strettamente necessarie al finanziamento delle spese relative al mantenimento, all'alloggio e all'abbigliamento del richiedente nonché le spese legali qualora questi non possa beneficiare di gratuito patrocinio.

Il procedimento cautelare di perizia di indennizzo provvisorio consente alle parti lese e ai terzi che abbiano diritto ad indennizzo o ad alimenti - a seguito di un'azione di indennizzazione in caso di morte o lesione fisica o di situazione di necessità ovvero «suscettibile di porre seriamente in causa il sostentamento o l'alloggio del danneggiato» - di richiedere che venga loro concesso un determinato assegno, sotto forma di reddito mensile, a titolo di «indennizzo provvisorio del danno» - paragrafo 1 dell'art. 403 del suddetto Codice.

Il procedimento di sequestro di beni permette al «creditore che abbia giustificato timore di perdere la garanzia patrimoniale del suo credito» di ottenere il «sequestro giudiziario di beni» - art. 406 del suddetto Codice di Procedura Civile.

Ricorrendo al procedimento di denuncia di nuova opera colui che si ritiene «offeso nel suo diritto di proprietà, individuale o comune, in qualsiasi altro diritto reale o personale di godimento o nel suo possesso, a causa di opera, lavoro o servizio nuovo che gli arreca - o minacci di arrecargli - pregiudizio, può richiedere (...) che l'opera, il lavoro o il servizio venga immediatamente sospeso » - paragrafo 1 dell'art. 412 del suddetto Codice. Questa denuncia può essere fatta anche per via extragiudiziale, purché abbia luogo la posteriore ratifica giudiziaria. Questa deve essere richiesta entro il termine di cinque giorni.

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Il procedimento cautelare di rilevamento di beni deve essere intrapreso qualora esista «giustificato timore di smarrimento, occultamento o dissipazione di beni, mobili o immobili, o di documenti», allo scopo di ottenere la descrizione di questi beni in atto giudiziario (con menzione del rispettivo valore, attribuito da un perito - «giurato»), e alla consegna degli stessi a un depositario - articoli 421 e 424 del Codice di Procedura Civile.

2. Condizioni per l'adozione di questi provvedimenti

Si veda la risposta alla domanda precedente.

2.1. Descrizione del procedimento

Ad eccezione del procedimento cautelare di denuncia di opera nuova, per il quale è possibile intraprendere un'iniziativa preventiva di carattere extragiudiziario seguito da una richiesta di ratifica giudiziaria, tutti gli altri procedimenti si basano su una richiesta preliminare presentata al tribunale.

È competente ad ordinare tali provvedimenti il tribunale giudiziario che soddisfa i criteri di seguito elencati, di cui all'art. 83 del suddetto Codice:

  1. Il sequestro e il rilevamento di beni possono essere richiesti sia presso il tribunale in cui deve essere avviata la relativa azione legale (ossia, l'azione in cui si discute in termini definitivi il diritto che si intende tutelare mediante il procedimento), sia presso il tribunale del luogo in cui i beni si trovano o, qualora i beni fossero locati presso diverse circoscrizioni giudiziarie, in un qualsiasi tribunale di queste ultime;
  2. Per la denuncia di opera nuova è competente il tribunale del luogo dell'opera;
  3. Per gli altri procedimenti cautelari è competente il tribunale in cui si propone la relativa azione legale.

La rappresentanza tramite avvocato è obbligatoria se il valore del procedimento è superiore a € 3740,98 o quando sia sempre ammissibile il ricorso.

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Il valore processuale del procedimento viene determinato in base ai seguenti criteri:

  1. per gli alimenti provvisori e per la perizia di indennizzo provvisorio, in base alla mensilità richiesta moltiplicata per dodici;
  2. per la restituzione provvisoria del possesso, in base al valore del bene espropriato;
  3. per la sospensione di deliberazioni societarie, in base all'importanza del danno;
  4. per la denuncia di opera nuova e per i procedimenti cautelari atipici, in base al danno che si intende evitare;
  5. per il sequestro di beni, in base all'importo del credito che si intende garantire;
  6. per il rilevamento di beni, in base al valore dei beni rilevati»

art. 313 del suddetto Codice.

In Portogallo la funzione di agente esecutivo è svolta dai procuratori esecutivi e dagli ufficiali giudiziari. Tali agenti svolgono la propria attività nel'ambito di questi procedimenti a livello di esecuzione delle ingiunzioni e di attuazione delle deliberazioni di sequestro e di rilevamento di beni.

La tassa di giustizia relativa a questi procedimenti viene pagata in un'unica soluzione, al momento della presentazione della domanda iniziale, e corrisponde ai valori indicati nella seguente tabella:

Valore del procedimentoTassa di giustizia per ciascuna parte/insieme di soggetti processuali (UC)
Fino a € 500
0,5
Da € 500,01 a € 1875
0,75
Da € 1875,01 a € 3750
1
Da € 3750,01 a € 7500
1,25
Da € 7500,01 a € 15000
1,5
Da € 15000,01 a € 25000
2
Da € 25000,01 a € 40000
2,75
Da € 40000,01 a € 70000
3,5
Da € 70000,01 a € 100000
5
Da € 100000,01 a € 135000
6,5
Da € 135000,01 a € 170000
8
Da € 170000,01 a € 210000
9,75
Da € 210000,01 a € 250000
12

Oltre € 250.000, la tassa di giustizia indicata è maggiorata di 2,5 UC ogni € 25.000 o frazione.

Nel periodo 2004-2006 l'Unità di Conto (UC) ha il valore di € 89.

Conformemente al disposto dell'art. 32 del Codice dei Diritti di Cancelleria del Tribunale, le spese comprendono altresì:

  1. i rimborsi di spese anticipate;
  2. i pagamenti dovuti o anticipati a qualsiasi organismo, nella fattispecie documenti, pareri, mappe, altri elementi informativi o probatori e servizi richiesti dal tribunale, con l'eccezione del costo di certificati estratti ufficiosamente dal tribunale;
  3. i compensi dovuti a chi è intervenuto accidentalmente nel processo, inclusi i compensi legalmente stabiliti;
  4. le spese di trasporto e le indennità di missione;
  5. il rimborso allo Stato delle spese relative al gratuito patrocinio, inclusa - tra l'altro - la spesa inerente gli onorari pagati o anticipati allo stesso scopo;
  6. il costo della citazione da parte di un ufficiale giudiziario, qualora l'istante dichiari di pretenderlo.
2.2. Presupposti di base

Nella valutazione delle richieste di avvio di un procedimento cautelare, il tribunale deve sempre verificare la fondatezza del pericolo invocato, la gravità della potenziale violazione del diritto e la relativa difficoltà di riparazione. Esso deve inoltre valutare se la misura conservatoria o cautelare sia effettivamente adeguata ad assicurare la tutela del diritto che si presume a rischio. Deve infine accertare che un eventuale ritardo comporterebbe effettivamente un pericolo.

Il tribunale deve inoltre controllare la relazione di dipendenza - effettiva o potenziale - del procedimento da una causa avviata, o in procinto di essere avviata, che abbia per oggetto il diritto cautelato.

In questo tipo di procedimenti spetta al tribunale procedere a una dimostrazione sommaria, ossia meno rigorosa che nell'ambito dell'azione principale, che sussiste la probabilità concreta dell'esistenza del diritto da cautelare e che il relativo pericolo di violazione è sufficientemente giustificato.

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Quanto ad altri requisiti da verificare, sempre relativamente ai procedimenti cautelari tipici, si veda la risposta al quesito n. 1.

Ciononostante, il procedimento può essere respinto dal tribunale qualora il pregiudizio da esso derivante per il convenuto ecceda considerevolmente il danno che il convenuto intende evitare mediante il procedimento – paragrafo 2 dell'art. 387 del Codice di Procedura Civile.

Il diritto da tutelare mediante il procedimento può essere preesistente o derivare dalla sentenza pendente.

Relativamente al debitore:

La nozione di urgenza si applica a tutti i procedimenti. Pertanto, si attribuisce loro «carattere urgente, con precedenza su qualsiasi altro servizio giudiziario non urgente» e si stabilisce che i «procedimenti avviati presso il tribunale competente devono essere decisi, in prima istanza, entro il limite massimo di due mesi, ovvero di 15 giorni qualora il convenuto non sia stato citato» – art. 382 del Codice di Procedura Civile.

E' necassario dimostrare che la decisione definitiva non sarebbe eseguibile a causa del trasferimento o della scomparsa dei beni del debitore?

Si, nell'ambito delle misure conservatorie di sequestro e di rilevamento dei beni.

3. Oggetto e natura dei provvedimenti

3.1. Quali tipi di beni possono costituire l'oggetto di tali provvedimenti (conti bancari, beni mobili, mezzi di trasporto immatricolati, beni immobili, altro)?

Qualsiasi tipo di bene può essere oggetto di provvedimento cautelare.

3.2. Quali sono gli effetti di questi provvedimenti?

Poiché emanati da tribunali, questi provvedimenti «sono obbligatori per tutti gli organismi pubblici e privati e prevalgono su quelli di qualsiasi altra autorità», secondo quanto disposto dal paragrafo 2 dell'art. 205 della Costituzione della Repubblica Portoghese.

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Relativamente al debitore che non si conforma all'ordinanza:
Può sempre disporre dei suoi beni?

Qualora, nell'ambito di procedimenti di sequestro o di rilevamento dei beni, il debitore proclamato depositario dei beni procedesse alla loro alienazione commetterebbe un atto contrario all'ordine pubblico. Il relativo negozio giuridico sarebbe nullo se il fine di eludere il provvedimento decretato fosse comune alle parti del negozio, secondo il disposto dall'art. 281 del Codice Civile portoghese.

Nelle restanti situazioni, sebbene valido tale atto è inefficace per il richiedente il sequestro - paragrafo 1 dell'art. 622 del suddetto Codice.

È soggetto a sanzioni?

Sì. È soggetto a sanzioni penali con conseguenze di carattere civile, segnatamente il sequestro di beni di valore corrispondente a quello dei beni a lui affidati e non presentati, maggiorato dei costi e delle spese aggiuntive e del relativo risarcimento obbligatorio.

Relativamente a terzi:
Quali sono gli obblighi della Banca per quanto riguarda la messa a disposizione di informazioni e il blocco dei conti?

Nel procedimento cautelare di sequestro di beni le Banche devono «comunicare al procuratore esecutivo l'importo dei saldi esistenti, ovvero l'inesistenza di conti o saldi, entro 15 giorni»; in seguito, devono provvedere a comunicare al convenuto l'avvenuto sequestro. La banca «è responsabile dei saldi bancari esistenti presso il proprio istituto alla data della notifica e fornisce al tribunale l'estratto da cui risultano tutte le operazioni inerenti i depositi successive all'esecuzione» del sequestro- paragrafi 7 e 9 dell'art. 861-A, applicabile in base al disposto dal paragrafo 2 dell'art. 406 del succitato Codice di Procedura Civile.

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Quali sono le sanzioni per il mancato rispetto della decisione?

La mancata trasmissione delle informazioni di cui alla risposta precedente può comportare l'irrogazione di un'ammenda processuale. La suddetta azione può inoltre dar luogo a responsabilità civile, ossia ad obbligo di risarcimento.

3.3. Qual è la validità di tali provvedimenti?
La legge prevede una durata limitata o spetta al giudice determinarla nell'ordinanza?

Tali provvedimenti hanno una validità di tempo determinata derivante dalle specifiche della relativa normativa.

I provvedimenti sono validi fino al momento della sentenza o di una nuova ordinanza?

I provvedimenti sono validi fino al momento in cui la sentenza dell'azione principale cui si riferisce il procedimento può produrre i suoi effetti. Ad esempio, negli alimenti provvisori e nella perizia di indennizzo provvisorio, questo momento è quello del pagamento della prima prestazione definitiva o dell'indennizzo fissato e, nel sequestro di beni, quello della conversione in pignoramento.

Nell'ipotesi di vincolo inizialmente imposto senza contradditorio, vi è un termine per convocare le parti e sentire le rispettive ragioni?

Quando il convenuto non sia stato sentito prima che il procedimento fosse decretato, ci si limita a notificargli la relativa ordinanza. Se intende ricorrere, allo scopo di «addurre fatti o produrre mezzi di prova non considerati dal tribunale suscettibili di confutare i fondamenti del procedimento o determinarne la riduzione» (comma b del paragrafo 3 dell'art. 388 del Codice di Procedura Civile) il convenuto dovrà presentare ricorso entro dieci giorni dalla data della notifica.

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Allo scadere di questo termine, se del caso, si procede alla produzione «delle prove richieste o determinate dal giudice» – paragrafo 1 dell'articolo 386 del suddetto Codice.

4. È possibile ricorrere contro un provvedimento?

È possibile ricorrere contro un provvedimento relativo a procedimenti di valore superiore a € 3740,98 purchè l'ordinanza contro cui si ricorre sia sfavorevole al ricorrente per un valore comunque superiore alla metà di tale importo e, indipendentemente da qualsiasi valore, se il ricorso «ha per fondamento la violazione delle norme di competenza internazionale, in ragione della materia, della gerarchia o del tipo di infrazione del caso». «Inoltre, è sempre ammissibile il ricorso contro le ordinanze (...) relative a procedimenti cautelari se il loro valore eccede la competenza del tribunale presso cui si presenta ricorso» – art. 678 del suddetto Codice.

In relazione ale ordinanze emesse nei procedimenti cautelari, fatti salvi i casi in cui il ricorso è sempre ammissibile, il ricorso non viene presentato alla Corte di Cassazione.

Chi può contestare il provvedimento?

Può contestare il provvedimento cautelare chi, in quanto parte nel procedimento, ne sia uscito perdente, e coloro che pur non essendo parti in causa abbiano subito effettivi pregiudizi da esso direttamente derivanti.

Qual è il tribunale competente a valutare il ricorso?

Il tribunale competente a valutare il ricorso è un tribunale di seconda istanza del distretto giudiziario in cui si situa l'organo giurisdizionale che ha emesso la sentenza che si intende impugnare.

Qual è il termine per ricorrere in appello?

Il termine per ricorrere in appello è di 10 giorni dalla notifica dell'ordinanza.

Qual è l'effetto di tale ricorso?

Il ricorso contro il provvedimento, sia esso di concessione preliminare o di rigetto della misura cautelare, ha effetto sospensivo, vale a dire sospende l'efficacia dell'ordinanza contro cui si ricorre.

Il ricorso contro la sentenza che decreta il procedimento non ha effetto sospensivo.

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