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Ultimo aggiornamento: 14-11-2006
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Provvedimenti cautelari e misure conservative - Grecia

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INDICE

1. I vari tipi di misure 1.
2. Condizioni per adottare le misure 2.
2.1. La procedura 2.1.
2.2. Quali sono i requisiti essenziali per poter adottare le misure? 2.2.
3. Caratteristiche delle misure 3.
3.1. Quali beni possono essere oggetto di tali misure? 3.1.
3.2. Quali sono gli effetti delle misure? 3.2.
3.3. La validità delle misure è limitata nel tempo? 3.3.
4. Eventuali mezzi di impugnazione 4.

 

1. I vari tipi di misure

Si prega di citare le misure, fornendone la descrizione.

Le misure cautelari e conservative comportano la concessione temporanea di una tutela giuridica, in una causa pendente o imminente, a titolo accessorio per quanto riguarda il diritto di cui si esige la tutela.  La concessione temporanea della tutela giuridica da parte del tribunale è destinata a garantire la soddisfazione futura della pretesa in merito a cui si pronuncerà il tribunale. Le misure previste sono le seguenti: cauzione, iscrizione provvisoria di ipoteca giudiziaria, sequestro conservativo, sequestro giudiziario, misure provvisorie, esecuzione provvisoria, apposizione di sigilli, rimozione di sigilli, inventario e consegna.

2. Condizioni per adottare le misure

2.1. La procedura

Le misure sono sempre ordinate dal giudice.

Il giudice monocratico di primo grado ha la competenza generale ad ordinare dette misure. Il giudice di pace è competente in merito nei casi di provvedimento possessorio e quando a norma delle disposizioni generali del codice di procedura civile è competente a conoscere la domanda principale. Tuttavia, per l’adozione di misure cautelari il giudice collegiale di primo grado investito della domanda principale ha una competenza concorrente con il giudice monocratico di primo grado. Il tribunale competente per territorio è in linea di principio lo stesso che è competente per territorio per quanto riguarda la domanda principale, ma le misure citate possono essere ordinate inoltre dal tribunale del luogo più prossimo a quello in cui saranno eseguite. La decisione che ordina le misure è notificata alla parte che dovrà sottomettervisi ed eseguita dall’ufficiale giudiziario. Se l’ufficiale giudiziario non è in grado di eseguirle, richiede l’intervento delle forze di polizia. Le spese non sono facili da stimare a causa della variazione degli onorari degli avvocati e dell’ufficiale giudiziario. Il costo indicativo è approssimativamente di 250 EUR.

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2.2. Quali sono i requisiti essenziali per poter adottare le misure?

Il tribunale adotta misure conservative se:

  1. la situazione è urgente o si tratta di evitare un rischio imminente, per garantire o tutelare un diritto o di regolamentare una situazione;
  2. è probabile l’esistenza del diritto che deve venire tutelato dalla misura conservativa.

La pretesa deve essere sostenuta da un principio di prova ed apparire fondata; in altri termini, non si esige una prova completa, ma è sufficiente un principio di prova, che sia sufficiente a fornire un grado minore di persuasività per quanto riguarda i fatti da provare, permettendo comunque al giudice di ritenerli probabilmente fondati affinché sia concessa la tutela richiesta. La concessione della tutela richiede che la situazione sia urgente o che esista il rischio che il debitore alieni i suoi beni pignorabili, rendendo quindi impossibile al creditore il ricorso all'esecuzione forzata quando, ottenuta una pronuncia favorevole per la domanda principale, questi potrà disporre di un titolo esecutivo.

3. Caratteristiche delle misure

3.1. Quali beni possono essere oggetto di tali misure?

In generale, tutti i beni del debitore possono essere oggetto di tali misure, sia che si trovino nel possesso del debitore che nel possesso di un terzo; è sufficiente che siano trasferibili secondo le regole del diritto privato e che non siano soggetti a un’esclusione legale. Più precisamente, possono essere oggetto delle misure i beni immobili del debitore, i beni mobili che non rientrano tra quelli non pignorabili, ad esempio navi, aerei, mezzi di trasporto terrestre, depositi bancari e azioni dematerializzate.

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3.2. Quali sono gli effetti delle misure?

Dopo la decisione il debitore non può disporre del proprio patrimonio a causa della misura conservativa che lo vincola, come ad esempio un sequestro conservativo del suo patrimonio o l’iscrizione di un’ipoteca sui suoi beni immobili. Se il debitore non si conforma alla decisione del tribunale, a norma dell’articolo 232 A del codice penale è soggetto a una pena detentiva non superiore a un anno.

Il decreto legge 1059 del 1971 tutela il segreto bancario e prevede una pena detentiva non inferiore a sei mesi in caso di violazione da parte dei membri del consiglio d’amministrazione, gli amministratori o i dipendenti di banca; ciò tuttavia non limita il sequestro conservativo, poiché la pronuncia che ordina la misura non è tenuta obbligatoriamente a indicare il deposito bancario o le azioni dematerializzate temporaneamente vincolati dalla decisione. Il divieto di disporne imposto dalla decisione, tuttavia, non viola il segreto, perché le banche non sono invitate a fornire informazioni sulla loro esistenza. Per quanto riguarda i terzi diversi dalle banche, quando vengono sottoposti a sequestro conservativo i beni in loro possesso, questi sono tenuti ad indicare se il credito o il diritto sottoposto a sequestro esiste e se su di essi pesa un altro sequestro conservativo e per quale importo.

3.3. La validità delle misure è limitata nel tempo?

La legge prevede che le misure siano applicate:

  1. fino alla pubblicazione, nella causa in cui si tratta la domanda principale, di una decisione definitiva sfavorevole alla parte che ha chiesto una misura conservativa, avverso la quale non sia più possibile l’impugnazione;
  2. fino alla pubblicazione di una decisione definitiva che sia favorevole alla parte che ha chiesto la misura conservativa e che sia stata eseguita;
  3. in caso di transazione in merito alla domanda principale;
  4. se sono trascorsi 30 giorni dal termine del processo o dalla sua estinzione per altra causa;
  5. se la decisione è revocata o riformata, dal tribunale che l’ha pronunciata a causa di fatti nuovi o dal tribunale della domanda principale senza la necessità di allegare fatti nuovi;
  6. se la decisione prevede un termine per l’esercizio dell’azione principale e il termine non viene rispettato.

La mancata comparizione di una delle parti citate nelle forme e nei termini previsti dalla legge in occasione dell’esame della domanda comporta un giudizio in sua assenza, ma il tribunale esamina la domanda come se le parti fossero presenti, poiché la mancata comparizione durante la procedura di imposizione di misure conservative non equivale a riconoscere i fatti esposti nella domanda. La domanda può essere riesaminata dal tribunale esclusivamente se la parte sottoposta a giudizio in sua assenza, nel richiedere la revocazione o la riforma della decisione, fa valere fatti nuovi che, se fossero stati conosciuti dal tribunale, l’avrebbero portato a una decisione diversa.

4. Eventuali mezzi di impugnazione

Avverso le decisioni che stabiliscono misure conservative non è consentita impugnazione, con l’unica eccezione dei provvedimenti possessori per i quali la legge prevede espressamente la possibilità di ricorrere in appello dinanzi al giudice collegiale di primo grado competente, entro il termine di dieci giorni dalla notificazione della decisione. Dopo aver esaminato la domanda, il tribunale conferma o annulla la decisione impugnata e la sua pronuncia ha carattere provvisorio. La possibilità di introdurre una richiesta di revoca o riforma della decisione è prevista per la parte, come menzionato precedentemente, e inoltre per il terzo (opposizione di terzo) che non sia stato citato e che non abbia preso parte al processo, ma presenti tuttavia un interesse ad agire.

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