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Ultimo aggiornamento: 27-03-2006
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Provvedimenti cautelari e misure conservative - Diritto Comunitario

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«Desidero che siano presi dei provvedimenti rapidi in uno Stato membro dell'Unione europea, senza attendere la sentenza definitiva.»

Dovete adire il giudice di tale Stato chiedendo l'esecuzione anticipata della sentenza o delle misure di tutela. In numerosi Stati membri, tuttavia, le misure di questo tipo sono limitate al patrimonio situato all'interno dello Stato d'origine o sono molto difficili da ottenere in un altro Stato.

Il regolamento (CE) n. 44/2001 “Bruxelles I” del 22 dicembre 2000, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, definisce norme comuni in materia di competenza ed esecuzione delle decisioni giudiziali. In materia di misure provvisorie e provvedimenti cautelari, il regolamento contiene due disposizioni che, per la loro applicazione, si limitano a fare riferimento alla normativa nazionale degli Stati membri:

  • L'articolo 31 del regolamento statuisce che i provvedimenti provvisori o cautelari previsti dalla legge di uno Stato membro possono essere richiesti al giudice di detto Stato anche se, in forza del presente regolamento, la competenza a conoscere nel merito è riconosciuta al giudice di un altro Stato membro. Ora, la Corte di giustizia delle Comunità europee ha ristretto le possibilità di ricorso a tali provvedimenti: per provvedimenti provvisori o cautelari ai sensi dell'articolo 31 del regolamento debbono intendersi unicamente i provvedimenti volti, nelle materie oggetto del suo campo d'applicazione, alla conservazione di una situazione di fatto o di diritto onde preservare diritti dei quali spetterà poi al giudice del merito accertare l'esistenza. Inoltre, l'adozione di provvedimenti provvisori o cautelari in forza dell'articolo 31 del regolamento è subordinata, in particolare, alla condizione dell'esistenza di un effettivo nesso fra l'oggetto del provvedimento richiesto e la competenza territoriale dello Stato contraente del giudice adito. Si deve inoltre rispettare il diritto del convenuto ad un procedimento in contraddittorio.
  • L'articolo 47 del suddetto regolamento prevede che, qualora una decisione debba essere riconosciuta in conformità del regolamento, nulla osta a che l'istante chieda provvedimenti provvisori o cautelari in conformità della legge dello Stato membro richiesto, senza che sia necessaria una dichiarazione di esecutività ai sensi dell'articolo 41. La dichiarazione di esecutività implica l'autorizzazione a procedere a misure cautelari. Il paragrafo 3 dell'articolo stabilisce tuttavia che in pendenza del termine di cui all'articolo 43, paragrafo 5, per proporre il ricorso contro la dichiarazione di esecutività e fino a quando non sia stata adottata alcuna decisione in materia, può procedersi solo a misure conservative sui beni della parte contro cui è chiesta l'esecuzione.

Il “Programma di misure relative all'attuazione del principio del riconoscimento reciproco delle decisioni in materia civile e commerciale” del 30 novembre 2000 stabilisce le diverse tappe che permetteranno di realizzare dei progressi nei settori oggetto del regolamento “Bruxelles I”. Come prima serie di misure riguardanti direttamente il riconoscimento reciproco, si prevede di ridurre ulteriormente le procedure intermedie tuttora necessarie per ottenere il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni o sentenze nello Stato d'origine. Tali obiettivi potrebbero essere conseguiti con:

  1. l'introduzione dell'esecuzione provvisoria: fare in modo che la decisione che, nel paese richiesto, autorizza l'esecuzione sia immediatamente esecutiva in via provvisoria nonostante l'eventualità di mezzi di ricorso. Per tenere conto di questa evoluzione è necessario procedere alla modifica dell'articolo 47, paragrafo 3, del regolamento “Bruxelles I”;
  2. l'introduzione di provvedimenti cautelari a livello europeo, di modo che una decisione resa in uno Stato membro implichi l'autorizzazione a procedere, nell'insieme del territorio dell'Unione, a misure cautelari sui beni del debitore;
  3. il miglioramento dei sequestri bancari, ad esempio attraverso l'introduzione di un sequestro europeo dei depositi bancari.

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