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Ultimo aggiornamento: 11-04-2006
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Provvedimenti cautelari e misure conservative - Belgio

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INDICE

1. I vari tipi di misure 1.
1.1. Misure conservative 1.1.
1.2. Misure provvisorie 1.2.
1.3. Esecuzione provvisoria 1.3.
2. Condizioni per adottare le misure 2.
2.1. La procedura 2.1.
2.2. Quali sono i requisiti di base per poter adottare le misure? È necessario che si tratti di casi d’urgenza? 2.2.
3. Caratteristiche delle misure 3.
3.1. Quali beni possono essere oggetto di tali misure? 3.1.
3.2. Quali sono le conseguenze delle misure? 3.2.
3.3. La validità delle misure è limitata nel tempo? 3.3.
4. Eventuali mezzi di impugnazione 4.

 

1. I vari tipi di misure

Le misure conservative hanno lo scopo di garantire la salvaguardia dei diritti. In pratica, con queste misure i creditori possono tutelarsi dal rischio di non essere pagati dai debitori.

Se le misure puramente conservative non sono sufficienti, il giudice può adottare provvedimenti cautelari che hanno effetti analoghi a quelli che ci si attende dal giudizio nel merito. La sentenza definitiva può confermare o annullare queste misure cautelari.

I provvedimenti cautelari e le misure conservative possono essere adottati dal giudice in relazione ai beni del debitore. Per il recupero dei crediti vale il principio secondo il quale il debitore deve rispondere con tutii i suoi beni mobili (denaro, mobili, gioielli, azioni) e immobili (terreni, edifici, abitazioni). Il creditore può anche rivalersi sui diritti del debitore (crediti, salario).

1.1. Misure conservative
A. Sequestro conservativo (Bewarend beslag / Saisie conservatoire)

Ogni creditore può, in casi urgenti, chiedere al giudice di autorizzare il sequestro conservativo di beni del debitore (art. 1413 del Gerechtelijk Wetboek / Code judiciaire, Codice giudiziario). Dei beni così sequestrati il debitore non può più disporre, non può più cioè venderli, donarli o ipotecarli. Questa indisponibilità ha solo un effetto relativo: funziona esclusivamente per tutelare il creditore che ha chiesto il provvedimento. Il debitore rimane proprietario dei beni e ne mantiene i diritti di godimento.

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B. Sequestro giudiziario e convenzionale (Gerechtelijk/Conventioneel sekwester / Séquestre judiciaire/conventionnel)

Riguarda beni che sono oggetto di una controversia e che devono essere preservati fino alla sentenza definitiva (art. 1955 e seg. del Burgerlijk Wetboek / Code civile, Codice civile). Viene concordato fra le parti (convenzionale), oppure ordinato dal tribunale (giudiziario). In contrapposizione al normale deposito, esso può riguardare anche beni immobili (art. 1959 del Codice civile).

C. Inventario

L’elaborazione di un inventario serve a stabilire l’entità di un eredità, di beni messi in comunione nell’ambito di un matrimonio, di un bene indiviso (art. 1175 del Codice giudiziario), su richiesta dei creditori, di uno dei coniugi o degli eredi. Le persone che richiedono l’inventario hanno il diritto di scegliere il notaio che redigerà il relativo atto autentico. Se non riescono a mettersi d’accordo sarà il giudice di pace a designare il notaio (art. 1178 del Codice giudiziario). Qualora sorgano liti è competente a dirimerle il giudice di pace.

D. Apposizione di sigilli

L’apposizione di sigilli ha come conseguenza l’effettiva indisponibilità dei beni. In casi di estrema importanza i creditori, un coniuge o gli eredi possono chiedere questo provvedimento per beni che rientrano nel regime della comunione, per un’eredità o un bene indiviso (art. 1148 del Codice giudiziario). Il provvedimento è adottato dal giudice di pace, che può poi procedere alla rimozione dei sigilli su richiesta della persona che li ha apposti oppure su richiesta dei creditori, di un coniuge o degli eredi. In caso di opposizione alla rimozione dei sigilli, decide sempre il giudice di pace.

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1.2. Misure provvisorie

Le misure provvisorie sono misure revocabili e non irreversibili, adottate in un procedimento d’urgenza o in un procedimento nel merito.

1.3. Esecuzione provvisoria

L’esecuzione provvisoria è possibile, a rigorose condizioni, dopo una sentenza non ancora passata in giudicato. In altre parole: finché è ancora possibile impugnare o proporre opposizione contro la sentenza, essa ha forza di giudicato solo relativa e in linea di principio non può ancora essere eseguita, cosa che può risultare svantaggiosa per la parte che chiede che la parte avversa adempia a un obbligo. In alcuni casi il ricorrente può chiedere al giudice l’esecuzione provvisoria. Una delle modalità dell’esecuzione provvisoria è il sequestro conservativo dei beni del debitore.

2. Condizioni per adottare le misure

2.1. La procedura
A. Sequestro conservativo

Una parte che abbia ottenuto una sentenza, anche estera, può incaricare un ufficiale giudiziario di porre sotto sequestro conservativo i beni della parte avversa interessata dalla decisione. Se non è stata pronunciata una sentenza, è necessario a questo fine l’intervento dell’autorità giudiziaria. Un arbitro non può ordinare il sequestro conservativo (art. 1696 del Codice giudiziario).

Le richieste vengono presentate al giudice del sequestro e vengono esaminate secondo le forme del procedimento d’urgenza (art. 1395 del Codice giudiziario). Il termine della citazione è almeno di due giorni, ma può essere abbreviato in casi d’urgenza.

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L’avvocato presenta una richiesta di sequestro conservativo al giudice, che lo può autorizzare o meno. Il giudice deve pronunciarsi entro otto giorni. La decisione del giudice, insieme all’atto di sequestro, è notificata dall’ufficiale giudiziario alla persona oggetto del sequestro, per informarlo di tale provvedimento.

La decisione è eseguibile in via provvisoria e ha forza di giudicato solo relativa. Il giudice può sempre modificare o revocare la propria decisione se cambiano le circostanze. Le tariffe degli ufficiali giudiziari sono stabilite dal Regio decreto del 30 novembre 1976 (Belgisch Staatsblad / Moniteur Belge, Gazzetta ufficiale belga dell’8 febbraio 1977).

B. Sequestro giudiziario e convenzionale

Per il sequestro convenzionale è sufficiente un accordo valido fra le parti e non è necessario l’intervento del giudice. Il sequestro giudiziario viene invece ordinato dal giudice.

In entrambi i casi viene nominato un custode giudiziario, sia di comune accordo, sia dal giudice. Il custode giudiziario deve preservare i beni affidatigli secondo i principi del buon padre di famiglia, ed è tenuto a restituirli in caso di cessazione del sequestro. Il custode giudiziario percepisce una remunerazione stabilita per legge (art. 1962, terzo comma, del Codice civile).

C. Misure provvisorie

Le misure provvisorie devono sempre essere chieste dinanzi al giudice, sia in un procedimento d’urgenza che in un procedimento nel merito. Possono essere ordinate anche dall’arbitro (art. 1696 del Codice giudiziario).

Il presidente del tribunale di primo grado emette una decisione provvisoria nei casi d’urgenza, in tutte le materie, tranne in quelle che la legge sottrae al potere giudiziario (art. 584, primo comma, del Codice giudiziario). Il fatto che la decisione sia provvisoria significa che non ha effetti definitivi e irrevocabili. Anche i presidenti del tribunale di commercio e del tribunale del lavoro possono emettere decisioni provvisorie in casi urgenti che sono di loro competenza.

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Il procedimento d’urgenza non può pregiudicare il giudizio di merito: ciò significa che la sua forza di giudicato è solo relativa. Il giudice del merito non è da esso vincolato, motivo per cui il giudice del procedimento d’urgenza può solo adottare misure provvisorie.

Nei procedimenti di divorzio, ad esempio, il presidente del tribunale di primo grado è competente ad adottare misure provvisorie relative alla persona, ai beni e al sostentamento sia dei coniugi che dei figli (art. 1280, primo comma, del Codice giudiziario).

La controparte viene messa formalmente al corrente, dall’ufficiale giudiziario, delle misure adottate, e deve rispettarle - se necessario con l’intervento dei servizi di polizia e/o con l’imposizione di una penale. Le tariffe degli ufficiali giudiziari sono stabilite dal Regio decreto del 30 novembre 1976 (Gazzetta ufficiale belga dell’8 febbraio 1977).

Pronunciandosi in primo grado, il giudice di pace può imporre misure provvisorie urgenti per la durata della convivenza dei coniugi, o dei conviventi legali, quando vi sono disaccordi, ad esempio, su questioni come la dimora familiare, o la persona e i beni dei figli. Queste misure sono solo provvisorie, cessano quando finisce la convivenza, e non possono fornire una base durevole per un divorzio. Eventuali disposizioni definitive in caso di divorzio sono stabilite dal tribunale di primo grado.

D. Esecuzione provvisoria

La pronuncia di una sentenza conferisce un titolo esecutivo. Finché non passa in giudicato, non può essere eseguita. L’esecuzione viene sospesa dalla possibilità di impugnazione e opposizione, ma non dalla possibilità di ricorso in Cassazione (art. 1397 del Codice giudiziario).

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Il giudice che ha pronunciato la sentenza definitiva può autorizzare l’esecuzione provvisoria, tranne per le eccezioni previste dalla legge (art. 1398 del Codice giudiziario). Queste eccezioni riguardano il divorzio, la separazione, l’opposizione al matrimonio e l’annullamento del matrimonio. Non possono essere provvisoriamente eseguite neanche le decisioni che ordinano il pagamento di un debito inferiore ai 1860 euro (art. 1399 del Codice giudiziario).

Se l’esecuzione provvisoria è possibile, essa avviene a rischio della parte che la chiede. Il giudice può, facoltativamente, subordinare questa esecutività a delle condizioni, in particolare può chiedere una cauzione al ricorrente (art. 1400, primo comma, del Codice giudiziario). Il ricorrente può avviare l’esecuzione, ma deve versare un importo alla Cassa depositi (Deposito- en Consignatiekas) o deve fornire una garanzia bancaria. È infatti possibile che la sentenza sia riformata in secondo grado e che il resistente abbia diritto a un risarcimento.

2.2. Quali sono i requisiti di base per poter adottare le misure? È necessario che si tratti di casi d’urgenza?
A. Sequestro conservativo

Il sequestro conservativo è possibile solo in casi d’urgenza e solo se il credito è certo, liquido ed esigibile.

La situazione d’urgenza implica che la solvibilità del creditore è in pericolo, e che i diritti del creditore sui suoi beni sono a rischio. Il sequestro conservativo non può essere semplicemente utilizzato come mezzo di pressione: è uno strumento legittimo ogniqualvolta, in base a criteri oggettivi, la posizione finanziaria del debitore risulta in pericolo. La situazione d’urgenza deve esistere sia nel momento in cui viene posto il sequestro, sia nel momento in cui il giudice deve pronunciarsi sul suo mantenimento.

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Il credito deve essere certo, il che significa che deve risultare sufficientemente fondato e che non vi siano ragionevoli motivi di contestarlo. Deve inoltre essere liquido: l’importo deve infatti essere definito, o deve essere almeno possibile una stima provvisoria. Se il debito non è ancora determinato, procederà a una stima il giudice. Vi è infine la condizione di esigibilità: il creditore deve avere il diritto di esigere l’adempimento dell’obbligo. L’art. 1415 del Codice giudiziario aggiunge una sfumatura a questa condizione, stabilendo che il sequestro conservativo può essere applicato anche in caso di crediti relativi a redditi periodici (alimenti, affitti, rendite), e anche di crediti condizionali ed eventuali.

B. Sequestro giudiziario

Il sequestro giudiziario può essere ordinato dal giudice per beni mobili già posti sotto sequestro conservativo, per beni immobili o mobili la cui proprietà o il cui possesso sia oggetto di una controversia fra due o più persone, e per cose che un debitore offre per liberarsi da un debito (art. 1961 del Codice civile). In linea generale ciò avviene quando le circostanze del caso lo giustificano come una forma di misura conservativa allo scopo di mantenere le cose nella loro situazione esistente senza compromettere una soluzione definitiva. Il carattere d’urgenza non è rilevante. Il giudice adotta un provvedimento di questo tipo con prudenza, come misura grave ed eccezionale che può essere autorizzata se vi sono sufficienti e importanti ragioni.

C. Misure provvisorie

Una causa può essere trattata con un procedimento d’urgenza solo se la circostanza è tale che, se non vi è una soluzione immediata, l'attore può subire danni di una certa portata oppure gravi incovenienti. L’urgenza è quindi un requisito essenziale per poter instaurare un tale procedimento.

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Devono avere carattere d’urgenza anche le misure provvisorie in un procedimento nel merito. Per questo si parla di “misure provvisorie urgenti” che possono essere chieste dinanzi al giudice di pace.

D. Esecuzione provvisoria

Il crterio, per un giudice, per autorizzare o meno l’esecuzione provvisoria è il rischio che la parte avversa faccia inutilmente ritardare o renda impossibile l’esecuzione della sentenza a svantaggio di chi la chiede. Se la parte avversa impugna la decisione o propone opposizione solo per evitarne l’esecuzione, ciò costituisce un motivo per chiedere al giudice che ha pronunciato la decisione l’esecuzione provvisoria. Per alcune questioni l’esecuzione provvisoria è tuttavia vietata (si veda sopra).

3. Caratteristiche delle misure

3.1. Quali beni possono essere oggetto di tali misure?
A. Sequestro conservativo

Può interessare tutti i tipi di beni (mobili, immobili, immateriali). Ad alcuni questo provvedimento non è tuttavia applicabile (o lo è solo parzialmente), e ciò accade o per legge, o in virtù della natura del bene, o per il legame fra il bene e la persona del debitore.

I beni che non possono essere sequestrati sono elencati all’articolo 1408 del Codice giudiziario. Si tratta, in breve, di beni che sono indispensabilii per il debitore, necessari per il proseguimento degli studi o per la formazione professionale della persona o dei suoi figli, necessari per l’esercizio della professione, destinati all’esercizio del culto, prodotti alimentari e combustibili. L’articolo 1410, § 2, del Codice giudiziario elenca le somme che sono escluse dal sequestro, fra cui figurano gli assegni familiari e il reddito minimo di sussistenza.

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Sono solo parzialmente sequestrabili i salari ed entrate equiparabili. Gli importi sono indicati all’articolo 1409, § 1, del Codice giudiziario, e sono rivisti annualmente con regio decreto sulla base dell’indice dei prezzi al consumo. L’articolo 1410, § 1, del Codice giudiziario amplia il campo d’applicazione degli importi parzialmente sequestrabili, includendo fra l’altro gli assegni alimentari, le pensioni, i sussidi di disoccupazione e di invalidità e le indennità per incidenti sul lavoro.

I beni sequestrabili vengono indicati dall’ufficiale giudiziario in un verbale nella prospettiva di un’eventuale vendita successiva, a meno che, tramite l'ufficiale giudiziario, non possa essere concluso un accordo con il creditore. Rendere irreperibili i beni registrati dall’ufficiale giudiziario è un reato penale.

B. Sequestro giudiziario

Il sequestro giudiziario può essere ordinato dal giudice per beni mobili già posti sotto sequestro conservativo, per beni immobili o mobili la cui proprietà o il cui possesso sia oggetto di una controversia fra due o più persone, e per cose che un debitore offre per liberarsi da un debito (art. 1961 del Codice civile).

C. Misure provvisorie

Nei procedimenti d’urgenza possono essere adottate misure provvisorie in relazione a tutta una serie di cause. Il presidente del tribunale di primo grado è competente per tutte le controversie civili comuni. Le controversie in materia di diritto del lavoro e di diritto commerciale devono essere portate davanti al presidente del tribunale del lavoro o del tribunale di commercio.

Il giudice di pace può imporre misure provvisorie urgenti, per la durata della convivenza, quando vi sono disaccordi, ad esempio, su questioni come la dimora familiare, o la persona e i beni dei figli. Ciò vale solo per le coppie sposate (art. 223, 1, del Codice civile) e per i conviventi legali (art. 1479, 1, del Codice civile), non per i conviventi non dichiarati.

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D. Esecuzione provvisoria

In linea di principio vi può essere esecuzione provvisoria per tutte le sentenze se il giudice lo autorizza, tranne per le eccezioni previste dalla legge (art. 1398 del Codice giudiziario). Queste eccezioni riguardano il divorzio, la separazione, l’opposizione al matrimonio e l’annullamento del matrimonio. Non possono essere provvisoriamente eseguite neanche le decisioni che ordinano il pagamento di un debito inferiore ai 1860 euro (art. 1399 del Codice giudiziario).

3.2. Quali sono le conseguenze delle misure?
A. Sequestro conservativo

La persona che ne è oggetto non perde la proprietà e i diritti di godimento (uso, locazione, entrate, frutti) dei beni. Non può tuttavia alienare questi beni o gravarli di ipoteche. La conseguenza è che tutti gli atti compiuti. in contrasto con tale indisponibilità sono validi, ma sono inopponibili nei confronti del creditore, che non deve quindi tenerne conto e deve agire come se non fossero esistiti.

B. Sequestro giudiziario e convenzionale

Significa che il possesso materiale di un bene è trasferito a un custode. Questi può compiere solo atti conservativi in relazione a tali beni.

C. Misure provvisorie

Non applicabile.

D. Esecuzione provvisoria

Ha come conseguenza che la sentenza viene eseguita nonostante la possibilità che venga riformata in secondo grado o che venga fatta opposizione. L’attore assume il rischio dell’esecuzione (si veda sopra).

3.3. La validità delle misure è limitata nel tempo?
A. Sequestro conservativo

Ha una validità limitata nel tempo, in linea di principio di tre anni. Il giudice può fissare un periodo più breve. Il sequestro può essere rinnovato prima della scadenza del primo termine. Il rinnovo – che di fatto è una proroga del termine esistente – viene autorizzato se vi sono fondati motivi e se ricorrono sempre le condizioni d’urgenza.

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B. Sequestro giudiziario e convenzionale

La legge non stabilisce alcun limite di validità. Viene levato quando non esiste più il rischio che i beni non vengano mantenuti nella loro condizione esistente e che sia compromessa una soluzione defintiiva.

C. Misure provvisorie

Non hanno un termine di validità stabilito per legge. Possono essere confermate o revocate da una sentenza definitiva.

In caso di divorzio, le misure provvisorie urgenti ordinate dal giudice di pace non sono più applicabili quando viene avviato il procedimento. A partire da tale momento è competente il tribunale di primo grado, e l’applicazione di misure provvisorie può essere richiesta dinanzi al presidente di tale tribunale.

D. Esecuzione provvisoria

Non applicabile.

4. Eventuali mezzi di impugnazione

A. Sequestro conservativo

Il ricorrente può impugnare una decisione del giudice che non autorizza il sequestro entro un mese dalla comunicazione della decisione stessa (art. 1419, 1, e 1031 del Codice giudiziario). La causa viene esaminata con le stesse modalità applicate davanti al primo giudice, la decisione viene pronunciata in camera di consiglio. Se il sequestro viene autorizzato in secondo grado, il sequestrato che vuole contestarlo deve instaurare un’opposizione di terzi presso la Corte d’appello.

Contro una decisione del giudice che autorizza il sequestro conservativo, il sequestrato o qualsiasi parte interessata può instaurare un’opposizione di terzi (art. 1419 del Codice giudiziario). Tale opposizione deve essere presentata, entro un mese dalla notificazione della decisione di autorizzazione, al giudice che ha pronunciato la decisione stessa. L’opposizione di terzi non sospende l’esecuzione, a meno che il giudice non decida in tal senso.

B. Sequestro giudiziario e convenzionale

Non applicabile in caso di sequestro concordato dalle parti.

Il sequestro giudiziario è una decisione del giudice impugnabile conformemente alle disposizioni del Codice giudiziario.

C. Misure provvisorie

È possibile impugnare o proporre opposizione contro le decisioni emesse in un procedimento d’urgenza. Le decisioni del presidente del tribunale di primo grado e del tribunale di commercio sono impugnate in Corte d’appello. Quelle del presidente del tribunale del lavoro sono impugnate alla Corte del lavoro.

I termini per l’impugnazione o l’opposizione sono di un mese dalla notificazione della decisione nel caso in cui il procedimento sia avviato con citazione o comparizione volontaria, e di un mese dopo la comunicazione della decisione tramite lettera giudiziaria nel caso in cui la decisione sia pronunciata su ricorso.

D. Esecuzione provvisoria

Non è possibile contestare un’esecuzione provvisoria. Il giudice di secondo grado non può in alcun caso impedire o far sospendere l'esecuzione di una sentenza (art. 1402 del Codice giudiziario).

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