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Ultimo aggiornamento: 19-10-2007
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Provvedimenti cautelari e misure conservative - Austria

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INDICE

1. Quali sono i diversi tipi di misure provvisorie e cautelari possibili? 1.
2. A che condizioni queste misure possono essere emesse? 2.
2.1. Procedimento 2.1.
2.2. Condizioni essenziali 2.2.
3. Obiettivo e oggetto di queste misure 3.
3.1. Quali sono i beni che possono essere oggetto di questo tipo di misure? 3.1.
3.2. Quali sono gli effetti di tali misure? 3.2.
3.3. Validità di tali misure 3.3.
4. Possibilità di ricorso 4.
5. Disposizioni speciali in materia di diritto di famiglia 5.

 

1. Quali sono i diversi tipi di misure provvisorie e cautelari possibili?

Come misure provvisorie e cautelari il diritto austriaco prevede determinati procedimenti cautelari. Essi sono:

  • l'assicurazione delle fonti di prova
  • l'esecuzione a titolo di garanzia
  • i provvedimenti cautelari.

Tutti questi procedimenti cautelari hanno in comune il fatto che le parti non devono provare le loro asserzioni, ma soltanto attestarle, in altre parole asseverandole e dando ad esse dignità di fede.

Poiché i provvedimenti cautelari costituiscono le misure più importanti, ad esse sono dedicate le informazioni qui di seguito riportate.

I provvedimenti cautelari sono ordinanze emesse dal giudice in forma di decisione mediante le quali è garantita la futura possibilità di un'esecuzione forzata o anche solo di regolamentare per un tempo determinato una situazione di fatto o di permettere una soddisfazione provvisoria.

I provvedimenti cautelari sono ulteriormente distinti in funzione del loro fine per:

  • garantire un credito pecuniario;
  • garantire un diritto a una prestazione individuale;
  • garantire un diritto o un rapporto giuridico.

2. A che condizioni queste misure possono essere emesse?

2.1. Procedimento

I provvedimenti cautelari sono emessi solo su richiesta di parte. Le parti sono descritte come ricorrente ("parte minacciata") e resistente ("controparte della parte minacciata"). I seguenti organi sono competenti all'emanazione di un provvedimento cautelare:

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  • durante un processo pendente, il giudice che è stato adito della causa (Prozessgericht);
  • durante un procedimento di esecuzione, il giudice dell'esecuzione;
  • prima del processo di cognizione o nel periodo tra il processo di cognizione e quello di esecuzione, il tribunale circondariale nel cui distretto si trova il foro generale della controparte;
  • in via sussidiaria, il tribunale del distretto nel quale si trovano l'oggetto dell'ordinanza o il domicilio o la residenza del terzo debitore o del tribunale circondariale che procede alla prima esecuzione dell'ordinanza in questione.

Poiché la procedura è retta dalle disposizioni del diritto delle esecuzioni, non esiste l'obbligo di farsi rappresentare da un avvocato nei procedimenti di primo grado.

Nella misura in cui è necessario portare ad esecuzione provvedimenti esecutori come ad esempio nel caso di sequestro giudiziario, tali misure sono adottate in via d'ufficio (dall'ufficiale giudiziario). Le spese della procedura d'urgenza, il cui importo dipende dal valore del credito oggetto della controversia, sono sostenute inizialmente dal ricorrente. Solo in caso di vittoria nel processo principale il ricorrente ha diritto ad ottenere il rimborso delle spese, che di norma viene chiesto nel corso del processo principale. Peraltro, il rimborso delle spese per il resistente è già fissato nella decisione a suo favore sulla procedura d'urgenza nel caso in cui quest'ultimo veda riconosciute le proprie richieste.

2.2. Condizioni essenziali

Il presupposto per l'emanazione di un provvedimento cautelare è la richiesta del ricorrente. A tale richiesta occorre:

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  1. allegare e certificare l'esistenza di un credito pecuniario, un diritto relativo a qualsiasi altro tipo di prestazione legale di carattere non patrimoniale, un diritto contestato o una serie di rapporti giuridici;
  2. allegare e certificare la presenza di una minaccia;
    • in caso di provvedimento cautelare inteso a garantire una prestazione pecuniaria deve essere certificata una minaccia soggettiva; ciò corrisponde alla certificazione che senza un provvedimento cautelare il resistente avrebbe impedito o ostacolato con i suoi mezzi il recupero del credito pecuniario.
    • Per gli altri tipi di provvedimento cautelare deve essere certificata solo una minaccia oggettiva, cioè la situazione in cui senza l'emanazione di un provvedimento cautelare il procedimento giudiziario o l'ottenimento del diritto sarebbero impediti o ostacolati in modo significativo, principalmente attraverso modifiche dello stato di fatto dell'oggetto dell'ingiunzione.
    • Sia nel caso di provvedimenti cautelari per la garanzia di crediti pecuniari, che negli altri tipi di provvedimenti cautelari, per attestare la presenza della minaccia è sufficiente dimostrare che il diritto o il credito deve essere eseguito in Stati in cui non si applica il regolamento (CE) n. 44/2001 (Bruxelles I) e che non hanno ratificato né la convenzione del 27 settembre 1968, né la Convenzione di Lugano.

3. Obiettivo e oggetto di queste misure

3.1. Quali sono i beni che possono essere oggetto di questo tipo di misure?

I diversi mezzi di garanzia di un credito sono tassativamente enumerati nella legislazione in materia di esecuzioni. Essi sono:

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  • il sequestro e l'amministrazione giudiziaria di beni mobili;
  • il divieto di alienare o di pignorare beni mobili;
  • l'interdizione nei confronti dei terzi (Drittverbot);
  • l'amministrazione di immobili della controparte della parte minacciata;
  • il divieto di alienare beni immobili o di gravare con ipoteche questi ultimi o diritti intavolati nel libro fondiario.
3.2. Quali sono gli effetti di tali misure?

Essi sono diversi in funzione dei mezzi di garanzia impiegati. Nel caso di sequestro e amministrazione dei beni mobili, i beni sono sottratti all'influenza diretta ed effettiva dell'opponente della parte minacciata. Anche le ordinanze relative al bene oggetto del sequestro e dell'amministrazione restano prive di effetto. La legge conferisce al tribunale un ampio margine di discrezionalità sull'applicazione delle disposizioni "necessarie o utili" in relazione ai beni, nella misura in cui essi siano oggetto di sequestro e di amministrazione al fine di evitare possibili modifiche che comportino perdite di valore o di lucro. Queste disposizioni possono ad esempio comprendere la vendita dei prodotti sequestrati deperibili.

Tutte le disposizioni che sono in contraddizione con il divieto di alienazione e di ipoteca dei beni mobili restano prive di effetto.

Il divieto di coinvolgere terzi ha per conseguenza che la controparte della parte minacciata si vede sottrarre ogni possibilità di disporre del suo credito nei confronti di un terzo e in particolare di invocare qualsiasi possibilità di ottenerlo. Contemporaneamente si ordina al terzo debitore di cessare qualsiasi pagamento, fino a diversa disposizione del tribunale, di somme dovute al resistente e di non dare seguito a qualsiasi prestazione né di consegnare qualsiasi bene al resistente o di effettuare qualsiasi altra azione che possa impedire o ostacolare in modo significativo l'esecuzione relativa al recupero del credito in questione o ai beni dovuti oggetto della prestazione. In tal modo è possibile impedire al terzo debitore di adempiere un'obbligazione o di astenersi dall'adempimento, ma non è possibile vietargli il pagamento al ricorrente la parte lesa o impedirgli di esercitare qualsiasi diritto. Se il terzo debitore non si conforma a quanto sopra disposto si rende responsabile del pagamento delle prestazioni pecuniarie. La legge non stabilisce espressamente se i diritti di disposizione del terzo debitore in contrasto con il divieto siano nulli ipso facto; tale punto è inoltre controverso nella dottrina austriaca.

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L'amministrazione dei beni immobili del resistente è affidata dal tribunale a un amministratore designato e controllato da quest'ultimo a partire da tale momento.

Nel libro fondiario è intavolata l'iscrizione relativa al divieto di alienare i beni immobili o di gravare con ipoteche questi ultimi o i diritti intavolati nel libro. Conformemente a tale rilievo, il resistente può usufruire di diritti volontari di disposizione dei beni mobili o di un diritto e delle rispettive iscrizioni nel libro fondiario nella misura in cui siano riunite determinate condizioni relativi al ricorrente. Solo se il diritto del ricorrente è stato rigettato irrevocabilmente dal tribunale o se l'ordinanza cautelare è stata revocata con un altro mezzo, il terzo ottiene anche nei confronti del ricorrente un diritto pieno e il divieto rimane senza effetto.

3.3. Validità di tali misure

Un provvedimento cautelare è valido solo per un determinato periodo di tempo e la sua validità può essere prorogata su istanza del ricorrente. Se il provvedimento cautelare non è stato emesso nell'ambito di un processo di cognizione il giudice deve fissare un termine ragionevole per la giustificazione (Rechtfertigungsfrist) cioè un termine all'interno del quale l'azione del ricorrente o la domanda di esecuzione devono essere giustificate e l'azione deve essere avviata. Il convenuto può far sospendere il processo di ingiunzione e ottenere la revoca delle ordinanze già eseguite mediante il deposito di una cauzione (Lösungssumme).

L'ordinanza cautelare deve essere annullata su istanza di parte o in via d'ufficio se:

  • il termine per la presentazione delle prove sia scaduto senza che siano state adottate altre misure;
  • il provvedimento cautelare abbia contenuto più ampio di quello necessario per la protezione del ricorrente;
  • non persista la sussistenza dei presupposti che hanno permesso l'emanazione di tale provvedimento;
  • il debitore abbia versato una cauzione o una garanzia pecuniaria;
  • sia venuto meno il motivo del provvedimento.

4. Possibilità di ricorso

I procedimenti per l'emissione di un provvedimento cautelare prevedono due forme di ricorso prive di effetto sospensivo:

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  • Il ricorso contro il provvedimento cautelare: l'opponente della parte minacciata può presentare ricorso entro 14 giorni se non è stato ascoltato preventivamente. Per salvaguardare il diritto ad essere sentiti possono essere prodotte nuove asserzioni in fatto. Il tribunale di primo grado decide sul ricorso in camera di consiglio.
  • È possibile anche presentare ricorso contro le decisioni adottate nel corso del procedimento relativo ai provvedimenti cautelari. Il termine per il ricorso è di 14 giorni. Il procedimento di ricorso ha prevalentemente forma scritta e non è possibili addurre fatti nuovi. Il procedimento di revisione è ammesso anche contro una decisione che determina un provvedimento cautelare, ma non nel caso di rigetto di un provvedimento cautelare.

5. Disposizioni speciali in materia di diritto di famiglia

In materia di controversie di diritto familiare la legge prevede circostanze particolari:

  • l'attribuzione di un assegno provvisorio di mantenimento al coniuge (divorziato)
  • l'attribuzione di un assegno provvisorio di mantenimento al figlio
  • provvedimenti cautelari di protezione dalla violenza domestica e
  • la regolamentazione, l'utilizzazione o la conservazione provvisorie dei beni di consumo della famiglia e dei risparmi coniugali.

Tra queste disposizioni speciali per le controversie familiari le ordinanze cautelari come forma di prevenzione contro la violenza domestica assumono particolare importanza. Dall'entrata in vigore della legge sulla protezione contro la violenza (Gewaltschutzgesetzes), avvenuta il 1° maggio 1997 l'Austria ha un sistema di prevenzione della violenza domestica molto semplice ed efficiente che prevede l'esclusione di un membro della famiglia e la sua impossibilità di ritorno nell'ambito familiare nei casi in cui quest'ultimo abbia un atteggiamento violento. Questo sistema prevede in particolare una stretta cooperazione con la polizia, il tribunale della famiglia, i servizi di intervento per la protezione contro la violenza nell'ambito familiare e - qualora le vittime siano minori - i responsabili dei servizi della protezione dei minori.

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Nel caso in cui esistano indizi della possibile esistenza di un comportamento rappresentante una minaccia alla vita, alla salute o alla libertà, le norme di pubblica sicurezza (Polizeirecht) autorizzano gli organismi incaricati della sicurezza competenti a adottare un provvedimento di interdizione o di accesso a determinate aree, della durata massima di 10 giorni. Se è stata presentata domanda di ordinanza cautelare presso il tribunale, l'interdizione può essere prorogata per un periodo massimo di 20 giorni. La polizia è anche obbligata a informare i servizi di intervento (Interventionstelle) in modo che essi possano fornire il sostegno dovuto alla persona vittima della violenza.

Qualsiasi persona il cui comportamento nei confronti di un familiare stretto (sia mediante un attacco fisico, sia mediante la minaccia di un'aggressione fisica o di un'altra condotta suscettibile di perturbare la salute mentale della vittima) renda impossibile la coabitazione deve essere obbligata dal tribunale, su richiesta della parte minacciata:

  • a abbandonare il domicilio e le aree limitrofe e
  • a non fare ritorno nel domicilio e nelle aree limitrofe nella misura in cui l'abitazione serva al soddisfacimento dei bisogni di alloggio del richiedente.

Inoltre il tribunale può anche interdire alla persona nei cui confronti è indirizzato il provvedimenti in questione di frequentare determinati luoghi specifici (ad esempio l'esterno dell'abitazione, l'esterno della scuola frequentata dai bambini) e può impedirle di incontrare o di contattare l'attore nella misura in cui tale provvedimento non violi un interesse oggettivo dell'opponente.

Se nell'ambito di un processo principale, quale ad esempio un processo di divorzio, di separazione o di annullamento del matrimonio, di divisione dei beni o di definizione dei diritti di uso dell'abitazione, è stata adottata un'ordinanza conservativa essa è valida fino alla chiusura del processo principale. L'ordinanza cautelare può essere adottata indipendentemente dal fatto che le parti continuino a convivere o no e indipendentemente dal processo principale. Nella misura in cui non è pendente un processo di questo tipo, il periodo di tempo in cui una simile ordinanza è stata adottata non può essere superiore a 3 mesi.

Sussistendo tale condizione l'ordinanza cautelare deve essere eseguita su istanza di parte o in via d'ufficio. L'organo preposto all'esecuzione (ufficiale giudiziario) deve procedere all'espulsione del convenuto dal domicilio, privarlo di tutte le chiavi del domicilio e condurlo in tribunale. Nell'ambito dell'esecuzione delle ordinanze cautelari per la protezione contro la violenza famigliare il tribunale può chiedere ai servizi d'ordine di fare appello agli organi messi a loro disposizione per garantire il mantenimento dell'ordine pubblico. Dato che questa situazione è frequente, le ordinanze cautelari per la protezione contro la violenza nella famiglia, generalmente sono eseguite dai servizi d'ordine pubblico e non dall'ufficiale giudiziario.

Ulteriori informazioni

  • Justizressort Deutsch - English - français
  • Bundeskanzleramt - Republik Österreich Deutsch - English
  • RDB - Die Rechtsdatenbank Deutsch

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