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Glossario

Le definizioni contenute nel presente glossario sono intese a migliorare la comprensione dei termini che sono regolarmente utilizzati nelle pagine della Rete giudiziaria europea. Esse non hanno pertanto carattere di definizioni giuridiche in senso stretto.



Atto pubblico

Un «atto pubblico» è un documento che attesta un fatto o atto giuridico, e la cui autenticità è certificata da un'autorità pubblica.

Alcuni atti pubblici hanno efficacia esecutiva. È un atto pubblico ad esempio il documento relativo alla vendita di un immobile redatto dal notaio. Gli atti pubblici formati ed aventi efficacia esecutiva in uno Stato membro sono dichiarati esecutivi in un altro Stato membro conformemente ad una procedura semplificata prevista dal regolamento «Bruxelles I ».

Bruxelles I

L'espressione «Bruxelles I» è spesso utilizzata per indicare il regolamento (CE) n. 44/2001 del Consiglio, del 22 dicembre 2000, concernente la competenza giurisdizionale e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale.

Questo strumento disciplina l'attribuzione della competenza giurisdizionale internazionale tra gli Stati membri dell'Unione europea, nonché le condizioni e le modalità di riconoscimento e di esecuzione delle decisioni giudiziarie rese negli Stati membri, degli atti pubblici e delle transazioni giudiziarie. Il regolamento ha sostituito, eccetto che per la Danimarca, la convenzione «Bruxelles I» del 27 settembre 1968.

Bruxelles II

L'espressione «Bruxelles II» è spesso utilizzata per indicare il regolamento (CE) n. 1347/2000 del 29 maggio 2000 del Consiglio relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di potestà dei genitori sui figli di entrambi i coniugi.

Questo regolamento stabilisce norme relative alla competenza giurisdizionale internazionale, al riconoscimento ed all'esecuzione delle decisioni rese nei procedimenti di divorzio, di separazione personale o di annullamento del matrimonio, nonché delle decisioni relative alla potestà dei genitori sui figli di entrambi i coniugi, rese in occasione dei menzionati procedimenti. Il regolamento ha sostituito, eccetto che per la Danimarca, la convenzione «Bruxelles II» del 28 maggio 1998.

Competenza giurisdizionale internazionale

La «competenza giurisdizionale internazionale» è una nozione propria del diritto internazionale privato. Designa la capacità degli organi giurisdizionali di un determinato paese di giudicare una controversia che presenta carattere internazionale.

Una controversia presenta carattere internazionale quando, ad esempio, le parti hanno diversa cittadinanza o non risiedono nello stesso paese. In questo caso, i giudici di più paesi potrebbero essere competenti per giudicare la controversia e sorge il cosiddetto «conflitto di giurisdizione». Le norme sulla competenza internazionale stabiliscono i criteri per determinare lo Stato i cui organi giurisdizionali sono competenti per giudicare questa controversia.

Comunicazione della Commissione

Una «comunicazione» è un documento di riflessione privo di carattere normativo.

La Commissione assume l'iniziativa di pubblicare una comunicazione quando desidera esporre le proprie considerazioni su un tema di attualità. La comunicazione non ha efficacia giuridica.

Conflitto di giurisdizione

Si veda la «competenza giurisdizionale internazionale »

Conflitto di leggi

Si veda la «legge applicabile».

Convenzione

Le convenzioni, chiamate anche trattati o accordi, sono strumenti privilegiati di diritto internazionale pubblico. La convenzione designa l'accordo concluso tra molti Stati e/o organizzazioni internazionali inteso a produrre effetti giuridici nelle loro reciproche relazioni, e nei confronti dei cittadini degli Stati interessati.

Le convenzioni possono essere bilaterali, cioè concluse tra due Stati. Tali convenzioni erano particolarmente comuni nel passato, prima dell'istituzione di organizzazioni internazionali che costituiscono la sede adeguata per negoziare e concludere convenzioni multilaterali, concluse cioè tra più di due Stati. Molte convenzioni multilaterali sono state negoziate sotto l'egida di organizzazioni internazionali quali la conferenza dell'Aia di diritto internazionale privato o ancora il Consiglio d'Europa. Sotto l'egida della Comunità economica europea, è stata negoziata e conclusa nel 1968 tra gli Stati membri della CEE la convenzione «Bruxelles I» .

La Comunità europea può concludere, a nome degli Stati membri, un certo numero di convenzioni con uno o più paesi terzi.

Una volta firmate dai rappresentanti dei governi, le convenzioni devono essere ratificate o approvate dalle autorità nazionali competenti, generalmente i Parlamenti nazionali. In alcuni Stati, le convenzioni, una volta ratificate, producono direttamente effetti nell'ordinamento giuridico interno. In altri Stati, le convenzioni ratificate potranno produrre effetti soltanto se recepite, sotto forma di legge ad esempio, nell'ordinamento giuridico nazionale.

Le convenzioni, strumenti di diritto internazionale pubblico, si distinguono dagli strumenti di diritto comunitario soprattutto sotto i seguenti aspetti:

  • nel diritto internazionale pubblico, i problemi d'interpretazione sollevati dalle convenzioni possono essere risolti in alcuni casi dalle giurisdizioni nazionali. Di norma, non esiste un sistema giurisdizionale proprio che consenta di garantire l'uniformità dell'interpretazione e quindi dell'applicazione delle convenzioni. Nel diritto comunitario, spetta alla Corte di giustizia garantire l'interpretazione uniforme.
  • Nel diritto internazionale pubblico, non esiste in maniera generale e sistematica un sistema giurisdizionale che consenta di sanzionare uno Stato che non rispetta gli impegni assunti con una convenzione internazionale. Nel diritto comunitario, la Corte di giustizia può constatare gli inadempimenti e può persino infliggere ammende o penalità.
Decisione

Nel diritto comunitario, la «decisione» è un atto di carattere normativo, obbligatorio in tutti i suoi elementi per i destinatari da esso designati.

In forza del trattato CE, le decisioni possono essere adottate dal Parlamento europeo e dal Consiglio, dal Consiglio, e dalla Commissione. Lo strumento della decisione è poco utilizzato nel settore della cooperazione giudiziaria in materia civile. Solo la rete giudiziaria europea in materia civile è stata istituita in forza di una decisione del Consiglio.

Direttiva

Nel diritto comunitario, la «direttiva» è un atto di carattere normativo che vincola gli Stati membri destinatari per quanto riguarda il risultato da raggiungere, pur lasciando loro la scelta della forma e dei mezzi.

Le direttive possono essere adottate nell'ambito del trattato CE dal Parlamento europeo e dal Consiglio, dal Consiglio, e dalla Commissione. Le istituzioni comunitarie ricorrono maggiormente al regolamento che alla direttiva nel settore della cooperazione giudiziaria in materia civile. Le direttive comunitarie, una volta adottate, devono essere successivamente recepite da ciascuno Stato membro, cioè devono essere attuate con legge nazionale.

Diritto applicabile

Si veda la «legge applicabile»

Diritto comunitario

Il «diritto comunitario» designa l'insieme delle norme adottate nell'ambito della Comunità europea.

Il diritto comunitario è costituito principalmente dal trattato CE e dagli atti adottati dalle istituzioni in applicazione del trattato, quali regolamenti e direttive. Anche la giurisprudenza della Corte di giustizia è una delle fonti del diritto comunitario.

Il diritto comunitario si distingue dal diritto internazionale pubblico sotto diversi aspetti(cfr. «diritto internazionale pubblico»).

Diritto internazionale privato

Il «diritto internazionale privato», nella sua accezione più estesa, indica l'insieme delle norme giuridiche che regolano i rapporti internazionali tra privati.

L'espressione «diritto internazionale privato» non assume tuttavia lo stesso significato in tutti gli Stati membri. Nel diritto tedesco o portoghese, ad esempio, sta ad indicare soltanto le norme relative al conflitto di leggi (cfr. «legge applicabile»), mentre in altri sistemi giuridici comprende anche le norme relative alla «competenza giurisdizionale internazionale, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni rese all'estero.

Tutte queste norme relative alla legge applicabile, alla competenza giurisdizionale internazionale, al riconoscimento ed all'esecuzione delle decisioni straniere permettono di risolvere le difficoltà che insorgono quando uno stesso caso presenta collegamenti con più sistemi giuridici e giudiziari distinti. Ad esempio, nel caso di coniugi con diversa cittadinanza che intendono divorziare: quale sarà il giudice competente per pronunciare il divorzio e quale sarà la legge applicata dal giudice? Un altro esempio è l'ipotesi dell'incidente che si verifica in uno Stato membro e causa un inquinamento ambientale che danneggia diversi altri Stati membri: i giudici di quale Stato dovranno adire le vittime? Quale legge applicheranno i giudici competenti?

Le norme di diritto internazionale privato trovano origine nelle leggi, nella giurisprudenza e nella dottrina di ciascuno Stato. Nonostante il nome, il diritto internazionale privato è generalmente un diritto prettamente nazionale. Alcune di queste norme nazionali possono essere uniformate da convenzioni internazionali ed anche da strumenti comunitari. Tale uniformazione permette in particolare di evitare situazioni nelle quali i tribunali di due Stati si dichiarano competenti in forza delle rispettive norme nazionali di diritto internazionale privato e adottano nella medesima fattispecie decisioni tra loro contrastanti.

Diritto internazionale pubblico

Il «diritto internazionale pubblico» designa l'insieme delle norme giuridiche che regolano i rapporti internazionali tra enti pubblici quali Stati e organizzazioni internazionali.

Le convenzioni e le leggi-tipo sono spesso utilizzate come strumenti di diritto internazionale pubblico.

Efficacia esecutiva

L'«efficacia esecutiva» è una nozione propria del diritto processuale civile. Le decisioni giudiziarie hanno efficacia esecutiva, nel senso che possono essere effettivamente eseguite, eventualmente con il ricorso alla forza pubblica.

Sono principalmente le sentenze e gli atti pubblici che, corredati della formula esecutiva, hanno efficacia esecutiva.

L'esecutività può essere fatta valere soltanto nello Stato membro del tribunale che ha reso la decisione. Perché possa essere esecutiva all'estero, la decisione deve avere ricevuto l'«exequatur».

Esecuzione

L'«esecuzione» di una decisione consiste nella messa in atto della stessa, eventualmente con il ricorso ai mezzi coattivi previsti dalla legge a tal fine, quale l'esecuzione forzata con intervento della forza pubblica.

Se vincete una causa in tribunale, ma la controparte non esegue spontaneamente la decisione del giudice, potete ricorrere, a seconda dei casi, alla polizia o ai servizi di un ufficiale giudiziario per fare eseguire la sentenza.

L'esecuzione riguarda, da un lato, le decisioni giudiziarie, e le decisioni arbitrali, gli atti pubblici e le transazioni giudiziarie corredate della formula esecutiva*, dall'altro. L'esecuzione può tradursi ad esempio nell'espropriazione forzata dei beni del debitore o nell'espulsione dell'occupante di un immobile.

In linea di principio, l'esecuzione di una decisione giudiziaria può avere luogo soltanto nel territorio dello Stato nel quale è stata pronunciata. Perché possa essere esecutiva all'estero, la decisione deve avere ricevuto l'«exequatur».

Exequatur

L'«exequatur» è una nozione propria del diritto internazionale privato, riferita ad una decisione resa dal giudice di un paese che autorizza l'esecuzione nel territorio di quest'ultimo di una decisione giudiziaria, una sentenza arbitrale, un atto pubblico o una transazione giudiziaria pronunciati o emessi all'estero.

L'eliminazione dell'exequatur tra gli Stati membri per tutte le decisioni giudiziarie in materia civile e commerciale è l'obiettivo ultimo del programma per il riconoscimento reciproco adottato dalla Commissione e dal Consiglio nel dicembre 2000.

Foro

Il «foro» è una nozione di diritto internazionale privato. Designa l'organo giudiziario cui è attribuita la competenza a giudicare nella causa in questione.

Questo concetto di «foro» è all'origine delle nozioni di «lex fori» e «forum-shopping».

Forum-shopping

Il «forum-shopping» è una nozione propria del diritto internazionale privato. La persona che intenta un'azione in giudizio può essere tentata di scegliere l'organo giudiziario in funzione della legge che verrà applicata.

Colui che intenta un'azione giudiziaria può essere tentato a scegliere un foro, tra le varie giurisdizioni disponibili, non perché sia quello più appropriato per giudicare la controversia, ma perché le norme sul conflitto di leggi che questo tribunale utilizzerà porteranno ad una applicazione della legge a lui più favorevole.

Giurisprudenza

La «giurisprudenza» designa una norma giuridica individuata da diverse decisioni giudiziarie concordanti.

La giurisprudenza della Corte di giustizia delle Comunità europee è molto ricca, soprattutto per quanto riguarda l'interpretazione del trattato, delle direttive e dei regolamenti comunitari. La giurisprudenza della Corte è una fonte del diritto comunitario.

Legge applicabile

L'espressione «legge applicabile» è una nozione propria del diritto internazionale privato. Indica la legge nazionale che disciplina una determinata questione di diritto avente carattere internazionale.

Occorre sapere che un giudice, quando è investito di una controversia, non applica necessariamente la sua legge nazionale per dirimere la stessa.

Quando un rapporto giuridico tra privati presenta carattere internazionale (ad esempio, perché le parti hanno cittadinanza diversa, o non risiedono nello stesso paese), possono essere applicate le leggi di molti paesi. La legge effettivamente applicabile è individuata con il ricorso al meccanismo delle norme di soluzione del conflitto di leggi.

La convenzione sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali, firmata a Roma nel 1980 sotto gli auspici della Comunità economica europea, uniforma le norme sul conflitto di leggi degli Stati membri in questo settore.

Legge-modello o legge-tipo

La «legge-modello» o «legge-tipo» è uno strumento elaborato da diversi Stati e/o organizzazioni internazionali. Essa è intesa ad aiutare gli Stati che lo desiderano a riformare ed aggiornare la loro legislazione nazionale.

Le leggi-modello o leggi-tipo sono elaborate da Organizzazioni internazionali, quali UNCITRAL ed UNIDROIT (si veda la pagina «Diritto internazionale »).

Lex causae

La «lex causae» è una nozione propria del diritto internazionale privato, che corrisponde alla legge, individuata dalle norme sul conflitto di leggi, che disciplina la causa nel merito.

Si veda la «legge applicabile».

Lex fori

La «lex fori» è una nozione propria del diritto internazionale privato, che significa la legge del giudice investito della causa.

Quando è investito di una causa che presenta carattere internazionale, il giudice deve individuare quale sia la legge applicabile nella fattispecie. In alcune ipotesi, la legge applicabile è la lex fori. Tradizionalmente, la lex fori disciplina le questioni di procedura, indipendentemente dalla lex causae.

Lex loci delicti

La «lex loci delicti» è una nozione propria del diritto internazionale privato, che corrisponde alla legge del paese nel quale, in materia di obbligazioni extracontrattuali, si è verificato l'evento dannoso.

Libro verde della Commissione europea

Un «libro verde» è un documento di consultazione pubblicato dalla Commissione, dedicato ad uno specifico tema ed inteso a suscitare e raccogliere i pareri degli ambienti interessati su un certo numero di questioni.

Il libro verde ha lo scopo di consentire alla Commissione di stabilire con maggiore conoscenza di causa gli orientamenti futuri della sua politica relativa al tema trattato.

Obbligazioni contrattuali

Quando due persone stipulano un contratto, esse si obbligano in generale l'una verso l'altra: una parte si obbliga a fornire una merce o prestare un servizio e l'altra si obbliga a versarle il corrispettivo.

Ciascuna delle parti è anche tenuta ad indennizzare l'altra parte in caso d'inadempienza o di cattiva esecuzione del contratto.

Obbligazioni ex delicto

Si vedano le «obbligazioni extracontrattuali»

Obbligazioni extracontrattuali o ex delicto

Si ha un'obbligazione extracontrattuale quando la persona che ha causato un danno ad altri è obbligata ad indennizzare la vittima, in casi non collegati all'esecuzione di un contratto, come ad esempio gli incidenti stradali, i danni causati all'ambiente o anche le diffamazioni a mezzo stampa.

Raccomandazione della Commissione

Nel diritto comunitario, la «raccomandazione» è un atto normativo che ha carattere di incitamento e non vincola i suoi destinatari.

La raccomandazione permette pertanto alla Commissione (o al Consiglio) di rivolgersi in modo non imperativo agli Stati membri e, in alcuni casi, anche ai cittadini dell'Unione.

Regolamento

Nel diritto comunitario, il «regolamento» è un atto di portata generale, obbligatoria in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in tutti gli Stati membri.

I regolamenti possono essere adottati nell'ambito del trattato CE dal Parlamento europeo e dal Consiglio, dal Consiglio, e dalla Commissione.

Il regolamento è uno strumento privilegiato nel settore della cooperazione giudiziaria in materia civile.

Caratteristica del regolamento è la sua applicabilità diretta, il che significa che non deve essere trascritto o recepito dalla legge nazionale e conferisce diritti o impone obblighi in maniera diretta.

Riconoscimento

Il «riconoscimento» è una nozione di diritto internazionale privato. Riconoscere in uno Stato membro una decisione giudiziaria resa in un altro, significa ammettere che tale decisione vi produca alcuni effetti.

Le decisioni giudiziarie producono generalmente effetti soltanto nello Stato in cui sono state pronunciate. Il loro riconoscimento in un altro paese è possibile soltanto se il diritto di questo Stato lo permette o se previsto da una convenzione o uno strumento comunitario.

Ad esempio, ai sensi del regolamento Bruxelles II, che precisa in particolare le condizioni alle quali le decisioni giudiziarie rese in materia matrimoniale sono riconosciute, una decisione di divorzio pronunciata in uno Stato membro potrà avere per effetto la modifica degli atti di stato civile nei registri di un altro Stato membro.

Roma I

L'espressione «Roma I» è spesso utilizzata per indicare la convenzione del 1980 sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali, firmata sotto gli auspici della Comunità economica europea.

Roma II

L'espressione «Roma II» è spesso utilizzata per indicare il progetto di strumento comunitario concernente la legge applicabile alle obbligazioni extracontrattuali.