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Ultimo aggiornamento: 15-06-2006
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Assunzione delle prove e mezzi di prova - Spagna

 

INDICE

1.
1.a) Quali sono le norme applicabili per quanto riguarda l’onere della prova? 1.a)
1.b) Qual è l’oggetto della prova? Esistono norme che dispensano dal fornire prove relativamente a certi fatti? È possibile superare con altre prove le presunzioni previste dalla legge? 1.b)
2. In quale misura il giudice deve essere convinto di un fatto per fondare la sua decisione su di esso? 2.
3. L’assunzione delle prove avviene sempre su richiesta delle parti o il giudice può anche disporla d’ufficio? 3.
4.
4.a) Nel caso in cui la prova sia ammessa dal giudice, quali sono le fasi seguenti? 4.a)
4.b) In quali casi il giudice può respingere la richiesta di una parte di assunzione delle prove? 4.b)
5.
5.a) Quali sono i mezzi di prova? 5.a)
5.b) C’è differenza tra la prova testimoniale e i quesiti rivolti a un perito o la presentazione di prove scritte e le relazioni scritte dei periti? 5.b)
5.c) Vi sono alcuni mezzi di prova che hanno maggior forza probatoria rispetto ad altri? 5.c)
5.d) Per provare determinati fatti è obbligatorio utilizzare determinati mezzi di prova? 5.d)
6. La normativa spagnola stabilisce l’obbligo di testimoniare? 6.
7. Quali persone non possono testimoniare? 7.
8. Qual è il ruolo del giudice e delle parti nell’interrogatorio dei testimoni? 8.
9. Qual è il valore probatorio della testimonianza? 9.
10. Possono essere interrogate le persone giuridiche o gli enti senza personalità giuridica? 10.
11. Come si svolge l’interrogatorio? 11.
12. Qual è il valore delle dichiarazioni dell’attore o del convenuto? 12.
13. Come si certificano le prove testimoniali e l’interrogatorio delle parti? 13.
14. Qual è il valore della prova ottenuta illegalmente? 14.
15. È possibile assumere la prova prima del processo? 15.
16. Come ottenere informazioni sui procedimenti? 16.

 

Per ottenere il riconoscimento di un diritto dinanzi al giudice occorre provare ciò che si asserisce. Pertanto, è necessario espletare un’attività processuale secondo le regole stabilite per le modalità e i tempi.

È fondamentale che chiunque intenda avviare un processo valuti preventivamente se è in grado di provare ciò che asserisce, al fine di evitare perdite di tempo e denaro (costi processuali) come conseguenza dell’impossibilità di provare le proprie pretese. Pertanto, è necessario avere una conoscenza generale e basilare delle norme fondamentali che regolano l'attività probatoria.

Nell’ordinamento spagnolo la fase probatoria viene regolata ai capitoli V e VI del Titolo I (artt. 281-386) del codice di procedura civile (Ley de Enjuiciamiento Civil n. 1/2000, del 7 gennaio 2000); tuttavia alcuni procedimenti (quelli iniziati prima dell’8 gennaio 2001, cioè prima dell’entrata in vigore della legge 1/2000) sono ancora regolati dal precedente codice di procedura civile (legge del 3 febbraio 1881). Il nuovo codice di procedura civile contiene alcune osservazioni generali sulla prova nella sezione XI della sua introduzione (denominata tecnicamente “preambolo”) che possono interessare chiunque intenda conoscere il modo in cui il legislatore spagnolo considera l’attività probatoria.

1.

1.a) Quali sono le norme applicabili per quanto riguarda l’onere della prova?

Ciascuna delle parti che interviene nel processo deve provare i fatti che asserisce e sui quali si basano le proprie richieste; pertanto, la parte attrice dovrà provare i fatti sui cui basa la propria domanda, mentre il convenuto dovrà provare i fatti che precludano, estinguano o indeboliscano l’efficacia dei fatti esposti dall’attore, dal punto di vista giuridico. Questa è la regola generale in materia di onere della prova, salvo che una disposizione di legge stabilisca criteri speciali.

Le conseguenze negative del difetto di prova ricadono sulla parte sulla quale gravava il relativo onere; pertanto, se al momento della pronuncia della sentenza o di un provvedimento simile, la parte non ha provato i fatti che asserisce il giudice disattenderà le sue richieste. Ciononostante le regole sull’onere della prova non rispondono a principi rigidi, bensì possono adattarsi a seconda del caso, della natura dei fatti che si sostengono o si negano e della maggior disponibilità o facilità di provare di ciascuna parte.  Un esempio in tal senso è quello riguardante i consumatori: in questo caso l’imposizione dell’onere della prova al consumatore viene considerato una clausola vessatoria e, infatti, in tal caso l’onere dovrebbe gravare sulla parte contraente.

1.b) Qual è l’oggetto della prova? Esistono norme che dispensano dal fornire prove relativamente a certi fatti? È possibile superare con altre prove le presunzioni previste dalla legge?

Oggetto della prova sono i fatti sui quali le parti fondano le loro richieste. Possono essere oggetto di prova anche la consuetudine e il diritto straniero, ma la prova della consuetudine non sarà necessaria nel caso in cui le parti concordino sulla sua esistenza e sul suo contenuto e nel caso in cui non sia in contrasto con l’ordine pubblico.

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Non è necessario provare i fatti che siano del tutto notori o i fatti sui quali le parti sono d’accordo, fatta eccezione per i casi in cui la materia oggetto del processo non rientri nella disponibilità delle parti e cioè riguardi i processi sulla capacità delle persone, la filiazione, la nullità del matrimonio, le separazioni e i divorzi, la tutela e la custodia dei figli minorenni o gli alimenti reclamati da un genitore nei confronti dell’altro, in nome e per conto dei figli minorenni, l’opposizione ai provvedimenti amministrativi che si adottano in materia di tutela dei minori e i processi che riguardano la necessità di consenso in materia di adozione.

Le presunzioni stabilite dalla legge esentano dalla prova del fatto presunto la parte che ne beneficia. Tali presunzioni ammettono la prova contraria, salvo che esista un divieto espresso della legge. Pertanto, ad esempio, tra le presunzioni previste dalla legge vi è la comunione dei beni nell’ambito del matrimonio a meno che non si dimostri che appartengono personalmente a uno dei coniugi, la presunzione della convivenza dei coniugi e la presunzione che una persona scomparsa sia viva fino al momento in cui ne viene dichiarata la morte.

2. In quale misura il giudice deve essere convinto di un fatto per fondare la sua decisione su di esso?

I fatti come esposti dalle parti negli atti difensivi (dell’attore e del convenuto) devono essere provati, tenuto conto delle circostanze del caso, di tutte le prove espletate e della loro natura (ad esempio non hanno lo stesso valore un documento pubblico e una dichiarazione proveniente dalla parte). Tale valutazione e le ragioni in base alle quali il giudice giunge a determinate conclusioni devono essere spiegate nella sentenza. Oltre alla prova diretta esiste la prova indiretta, cioè una volta che un fatto è stato ammesso o pienamente provato, il giudice può presumere che un altro fatto sia vero, purché esista un nesso preciso e diretto tra i due fatti. Il giudice deve spiegare nella sentenza il ragionamento mediante il quale ha dedotto dal fatto provato un fatto presunto.

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3. L’assunzione delle prove avviene sempre su richiesta delle parti o il giudice può anche disporla d’ufficio?

Secondo il principio dispositivo che regola la giurisdizione civile, le parti devono proporre al giudice le prove di cui intendono avvalersi nel procedimento. Tuttavia il giudice potrà decidere d’ufficio che si acquisiscano determinate prove, ma ciò solo nei casi previsti dalla legge. Pertanto, all'udienza preliminare di un giudizio civile ordinario, nel caso in cui dovesse ritenere insufficienti le prove richieste dalle parti per il chiarimento dei fatti controversi, il giudice potrà indicare alle parti quale è il fatto sul quale potrebbe ravvisarsi insufficienza di prove e quali sono le prove che le parti potrebbero proporre.

Nei processi concernenti la capacità delle persone, la filiazione, il matrimonio e i minori, il giudice o il pubblico ministero, a prescindere dalle prove richieste dalle parti, potrà in ogni caso richiedere o disporre qualsiasi prova che ritenga necessaria per poter emettere la sentenza.

4.

4.a) Nel caso in cui la prova sia ammessa dal giudice, quali sono le fasi seguenti?

Nei procedimenti orali (valore della causa fino a 3.000 €), in seguito alla richiesta e all’ammissione della prova si procede all'espletamento nel corso della stessa udienza.

Nel giudizio ordinario (valore della causa oltre i 3.000 €), all’udienza preliminare (nella quale si risolvono anche le questioni di ordine processuale), vengono ammesse le prove e si stabilisce la data di una successiva udienza per l'espletamento. Di conseguenza, vengono citati i testimoni che la parte stessa non può condurre dinanzi al giudice, i periti nel caso in cui le parti intendano ottenere chiarimenti o spiegazioni sui pareri espressi, o si ordinano i relativi adempimenti agli enti che sono in possesso di documenti che le parti non potevano produrre insieme alla citazione o alla comparsa di risposta, a condizione che le parti abbiano indicato gli archivi dove si possano rintracciare i documenti stessi. Le eventuali prove che non possono acquisirsi nell’ambito del processo (come ad esempio il riconoscimento di determinati luoghi) si espletano precedentemente. Nel caso in cui l’unica prova ammessa sia quella documentale e i documenti non siano stati impugnati, o nel caso in cui venga prodotta una relazione peritale e nessuna delle parti abbia richiesto la presenza in udienza del perito, il giudice pronuncia la sentenza al termine dell’udienza preliminare, senza rinviare la causa ad un’udienza successiva.

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In genere, la legge prevede che la prova sia acquisita dinanzi allo stesso giudice adito per la causa anche nel caso in cui il testimone non risieda nel distretto e debba spostarsi per raggiungere, il giorno dell’udienza, gli uffici giudiziari nei quali si svolge il processo (anche se con diritto a richiedere alla parte che lo ha indicato come testimone l'indennizzo corrispondente stabilito dal giudice e salvo il diritto della parte a chiedere successivamente il rimborso alla controparte nel caso in cui nella sentenza sia stabilita la vittoria delle spese di giudizio). Solo in casi eccezionali, ad esempio quando si tratta di distanze molto rilevanti è possibile ottenere un ausilio giudiziale per raccogliere la dichiarazione negli uffici giudiziari che si trovano nella residenza del testimone. In questo caso viene inoltrata una richiesta di rogatoria (a livello nazionale) o si fa ricorso al meccanismo previsto dalle norme in materia di cooperazione giudiziaria internazionale, a seconda del luogo in cui occorre raccogliere la dichiarazione. In questo caso le parti devono formulare per iscritto le domande da sottoporre. Tuttavia, sempre più spesso viene utilizzata la videoconferenza, per la quale non è richiesta la formulazione anticipata delle domande poiché è sufficiente richiedere il collegamento dall’ufficio giudiziario in cui la prova verrà espletata.

4.b) In quali casi il giudice può respingere la richiesta di una parte di assunzione delle prove?

Il giudice non ammetterà in nessun caso la prova che comporti un’attività vietata dalla legge, né le prove che non abbiano relazione con l’oggetto del processo, né quelle che secondo regole e criteri ragionevoli e certi, non contribuiscano a chiarire i fatti controversi.

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Inoltre, non verranno ammesse le prove che non siano state richieste tempestivamente nel corso del procedimento.

5.

5.a) Quali sono i mezzi di prova?

I mezzi di prova che possono utilizzarsi nel corso di un processo sono i seguenti: l’interrogatorio delle parti; gli atti pubblici; le scritture private; i pareri dei periti; il riconoscimento giudiziario; la prova testimoniale; i mezzi riproduttivi della parola, del suono e della immagine, così come gli strumenti che permettano di registrare, recuperare o riprodurre, parole, dati, cifre e operazioni matematiche a fini contabili o per altri fini che siano rilevanti nell’ambito del processo.

5.b) C’è differenza tra la prova testimoniale e i quesiti rivolti a un perito o la presentazione di prove scritte e le relazioni scritte dei periti?

Nel caso in cui una delle parti intenda avvalersi di una consulenza tecnica sulla quale fonda la sua domanda, deve allegarla all'atto introduttivo o alla comparsa di risposta, a meno che ciò non sia possibile; in questo caso occorrerà far riferimento ai pareri degli esperti (di cui le parti intendono avvalersi) che verranno presentati appena possibile e comunque prima dell’udienza preliminare del giudizio ordinario o prima dell’udienza nel caso del procedimento orale. Tuttavia, le parti possono chiedere che venga nominato un consulente d’ufficio, al momento della presentazione dell’atto introduttivo o della comparsa di risposta nel qual caso la consulenza verrà depositata successivamente (generalmente nel periodo tra l’udienza preliminare e il processo vero e proprio, sia pure con anticipo sufficiente affinché le parti la possano esaminare prima dell’udienza).

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Nel processo orale non occorre menzionare nell’atto introduttivo o nella comparsa di risposta nessun riferimento ai testimoni, poiché ogni parte dovrà comparire il giorno fissato per l’udienza insieme alle persone che devono testimoniare nel processo. Le parti devono chiedere al giudice che siano citati i testimoni che le parti non possono portare, ordinando di comparire entro tre giorni dalla data della notifica della citazione in giudizio. Nel giudizio ordinario, l’identificazione dei testimoni che testimonieranno il giorno dell’udienza si effettua nel corso dell’udienza preliminare nella quale oltre alle questioni procedurali si stabilisce quali sono i fatti controversi nella causa e si propongono e si ammettono le prove rilevanti. (Un’eccezione a questa normativa è costituita dal requisito previsto dalla legge di identificare nell'atto introduttivo i testimoni che l'attore intende far deporre nel procedimento orale che ha per oggetto di immettere in possesso dei beni gli eredi nel caso in cui i beni non siano in possesso di chi abbia la qualifica di proprietario o usufruttuario).

La prova testimoniale è sempre orale, e viene espletata il giorno in cui è fissata l’udienza (la stessa cosa accade con i chiarimenti che si ritiene opportuno richiedere ai consulenti). Tuttavia esiste un’eccezione a questa regola di audizione dei testimoni: si tratta del caso in cui sia necessario per persone giuridiche o enti pubblici fornire informazioni sui fatti materiali del processo, ma non è necessario sentire persone fisiche individualmente. In questo caso, invece di una dichiarazione orale viene consegnata all’ente l’elenco delle questioni sulle quali le parti chiedono che debba rispondere e che il giudice dichiara rilevanti.

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Peraltro i pareri dei consulenti vengono sempre prodotti per iscritto, e, successivamente, le parti decidono, ove necessario, che il consulente compaia al processo per rilasciare le opportune dichiarazioni o spiegazioni.

5.c) Vi sono alcuni mezzi di prova che hanno maggior forza probatoria rispetto ad altri?

Sì. Gli atti pubblici fanno prova piena del fatto, atto o stato di cose che documentano, così come la data in cui la documentazione è stata prodotta e l’identità dei notai e delle persone intervenuti. Nel caso in cui si impugni l’autenticità dell’atto pubblico si procede alla verifica e alla comparazione con l’originale ovunque si trovi. Ciononostante, i suddetti atti fanno prova piena nel processo, senza necessità di verifica o comparazione, e salvo prova contraria o comparazione di manoscritti quando sia possibile: costituiscono un caso a sé stante le scritture pubbliche che risalgono a molti anni fa e che non sono state registrate in un protocollo e qualunque documento pubblico per il quale manca l’originale o il registro con il quale possa verificarsi o compararsi.

Anche i documenti privati fanno prova piena nel processo nel caso in cui non siano stati impugnati dalla parte che pregiudicano. Nel caso in cui venga impugnato un documento privato, la parte che lo ha presentato potrà chiedere la comparazione con lettere o qualunque altra prova al fine di provarne l’autenticità. Nel caso in cui non sia possibile provare l'autenticità del documento privato, esso verrà valutato e criticato secondo il buon senso, e secondo le regole che verranno osservate nella valutazione delle altre prove che si espletano. Nel caso in cui in seguito a una impugnazione risulta che il documento sia autentico la parte che lo ha impugnato può perfino essere condannata a pagare non solo i costi che ne derivano, ma anche una multa.

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5.d) Per provare determinati fatti è obbligatorio utilizzare determinati mezzi di prova?

In via di principio non esiste una regola con la quale si stabilisca che devono utilizzarsi determinati mezzi di prova per provare particolari fatti; tuttavia, ad esempio, è logico pensare che nel caso del pagamento di una somma, come conseguenza delle relazioni commerciali tra le parti, la prova del pagamento del debito fondamentalmente sarà documentale.

6. La normativa spagnola stabilisce l’obbligo di testimoniare?

I testimoni citati hanno il dovere di comparire dinanzi al giudice, all’udienza fissata. In caso di mancata comparizione possono essere condannati al pagamento di una multa da un minimo di 180 fino a 600 euro, salvo che vengano ascoltati entro cinque giorni. Nel caso di mancata comparizione in una seconda occasione la sanzione non è costituita soltanto da una multa poiché il testimone rischia l'accusa del reato di disobbedienza all'autorità (oltraggio alla corte) e di ciò viene avvertito sin dal principio. 

Inoltre, i testimoni devono rispondere alle domande formulate dalle parti e precedentemente ammesse dal giudice. Rispetto a tale principio generale esiste un’eccezione per il testimone che per il suo status o la sua professione abbia l’obbligo di mantenere il segreto sui fatti sui quali viene interrogato. In questo caso il testimone dovrà dichiararlo, motivandolo e il giudice, tenendo conto dei motivi in base ai quali il teste si rifiuta di rispondere, deciderà sull’interrogatorio, eventualmente dispensandolo dal rispondere. In questo caso occorrerà verbalizzare tale autorizzazione.

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Qualora il testimone asserisca che i fatti sui quali è stato interrogato rientrino in una materia dichiarata per legge riservata o segreta, il giudice, nei casi in cui viene considerato necessario per la soddisfazione degli interessi dell’amministrazione della giustizia, chiederà d’ufficio all’organo competente di trasmettere il documento ufficiale che attesta il suddetto carattere. Il giudice, una volta accertata la riservatezza o la segretezza ordinerà di mettere il documento agli atti, verbalizzando le domande coperte da segreto ufficiale.

Inoltre, il testimone deve essere interrogato dal giudice prima della sua dichiarazione, sui rapporti personali con le parti (parentela, amicizia o inimicizia con le parti, interessi personali in materia, ecc.) e alla luce delle sue risposte la parti potranno presentare le proprie osservazioni al giudice sulla sua imparzialità.

7. Quali persone non possono testimoniare?

Chiunque può testimoniare, salvo coloro che non sono capaci di intendere o che mancano di alcuni sensi (vista, udito…) rispetto ai fatti che potevano conoscere soltanto con l’uso dei suddetti sensi.

I minori di quattordici anni possono testimoniare purché, secondo il giudice, abbiano il livello di maturità necessario per sapere e dichiarare la verità.

Nel diritto spagnolo il concetto classico di testimone si riferisce a una persona fisica, ma non vieta che i rappresentanti legali delle persone giuridiche compaiano come testimoni per rendere dichiarazioni su fatti di cui siano a conoscenza, in considerazione della loro posizione. Nel caso delle persone giuridiche e degli enti pubblici è prevista espressamente la possibilità di informare il giudice per iscritto, come ricordato in precedenza.

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8. Qual è il ruolo del giudice e delle parti nell’interrogatorio dei testimoni?

Le domande ammesse dal giudice sono formulate direttamente dagli avvocati delle parti, iniziando dalla parte che ha proposto la testimonianza. Una volta risposto alle domande poste dall’avvocato della parte che ha proposto la prova testimoniale, tutte le altre parti potranno porre nuovi quesiti al testimone che ritengano utili per chiarire i fatti. Inoltre il giudice potrà interrogare il testimone per avere chiarimenti e ulteriori informazioni.

Il giudice, di sua iniziativa o su richiesta di una delle parti può disporre che il testimone che abbia effettuato dichiarazioni in contraddizione con quelle di un altro testimone o di altre parti precedentemente interrogate venga sottoposto a un confronto con il suddetto testimone o una delle parti.

9. Qual è il valore probatorio della testimonianza?

Si tratta di una questione che dev’essere decisa dal giudice che valuterà le dichiarazioni del testimone in base alla sua esperienza, alla logica, ai motivi che il testimone abbia dato a sostegno delle sue affermazioni, alle circostanze personali del testimone, ai suoi rapporti con le parti e al suo potenziale interesse in materia.

10. Possono essere interrogate le persone giuridiche o gli enti senza personalità giuridica?

Sì, attraverso il rappresentante legale o la persona che intervenga a suo nome sui fatti discussi nel processo.

Nel caso dello Stato, delle Comunità autonome delle autorità locali e di altri organismi pubblici è prevista espressamente la possibilità di rispondere alle domande per iscritto.

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11. Come si svolge l’interrogatorio?

La parte risponde oralmente e direttamente all’avvocato della parte che ha chiesto la prova e le cui domande siano state dichiarate rilevanti dal giudice. Successivamente gli avvocati delle altre parti potranno interrogare il testimone e, infine, sarà la volta dell'avvocato del dichiarante. Per ottenere dichiarazioni e informazioni aggiuntive, anche il giudice può interrogare il testimone.

12. Qual è il valore delle dichiarazioni dell’attore o del convenuto?

A meno che non risultino in contraddizione con i fatti dimostrati da altri mezzi di prova espletati, i fatti ammessi da una parte che pregiudichino il suo interesse saranno considerati come accertati, nel caso in cui non sia coinvolta personalmente. Così avviene anche nel caso in cui la parte citata per rendere l’interrogatorio non compaia o se, una volta comparsa si rifiuti di rendere dichiarazioni o dia risposte evasive. Inoltre, la parte che non compare può essere condannata a una multa tra i 180 e i 600 €.

13. Come si certificano le prove testimoniali e l’interrogatorio delle parti?

Le dichiarazioni orali rese in udienza e le comparizioni si registrano su un supporto in grado di registrare e riprodurre suono e immagine. La registrazione si effettua sotto la responsabilità del cancelliere che prende in custodia i nastri, dischi o dispositivi sui quali la registrazione sia stata effettuata. Inoltre, il cancelliere redige una sintesi nella quale prende nota insieme con i dati relativi al tempo e al luogo, delle richieste e delle proposte delle parti e delle decisioni del giudice nonché delle circostanze e degli incidenti che non possono essere registrati nel supporto di cui sopra.

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La dichiarazione può essere effettuata anche mediante videoconferenza purché il testimone che non si trova dinanzi al giudice renda la sua dichiarazione dinanzi al cancelliere della sede giudiziaria in cui si trova per l’espletamento.

14. Qual è il valore della prova ottenuta illegalmente?

Un’attività vietata dalla legge non si può mai ammettere come prova. Inoltre, sono nulle le prove acquisite violando direttamente o indirettamente diritti o libertà fondamentali. Pertanto, tali prove non saranno prese in considerazione dal giudice al momento della decisione.

Nel caso in cui una delle parti ritenga che i diritti fondamentali siano stati violati in origine nell’acquisizione di una prova già ammessa, dovrà farlo presente immediatamente, notificandolo eventualmente alle altre parti e il giudice dovrà pronunciarsi sulla legittimità della suddetta prova.

Qualora il giudice stesso ravvisasse che nell'assunzione della prova sono stati violati diritti fondamentali, la dichiarerà d’ufficio inammissibile.

Su tale questione, che potrà ugualmente essere sollevata d'ufficio, il giudice si pronuncerà nel corso del processo o nel caso si tratti di procedimenti orali, all’inizio dell’udienza prima che inizi l’espletamento della prova.

15. È possibile assumere la prova prima del processo?

È prevista l’assunzione della prova prima del processo quando esista il fondato timore che non possa acquisirsi durante il processo. (Ad esempio, per malattia grave di un testimone o di una parte o per un viaggio all’estero, ecc.). In tal caso una qualsiasi delle parti può chiedere al giudice che si acquisisca la prova in anticipo e se il giudice accoglie la richiesta si acquisisce la prova in presenza delle parti.

Inoltre, è possibile chiedere al giudice l’adozione di misure cautelari (ad esempio provvedimenti conservativi di cose) per evitare la distruzione o il deterioramento di oggetti o dello stato di cose che devono essere utilizzate per acquisire successivamente la prova.

16. Come ottenere informazioni sui procedimenti?

Sulla pagina Web del “Consejo General del Poder Judicial” español

Sulla pagina Web del ministero della giustizia English - español

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