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Ultimo aggiornamento: 17-03-2008
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Assunzione delle prove e mezzi di prova - Slovenia

 

INDICE

I. Onere della prova I.
1.
a) Quali norme disciplinano l’onere della prova? a)
b) Esistono norme che dispensano determinati fatti dall’onere della prova? In quali casi? È possibile contestare tali presunzioni presentando prove? b)
2. In quale misura il tribunale deve essere convinto di un fatto per fondare il suo giudizio sull’esistenza di tale fatto? 2.
II. L'assunzione delle prove II.
3. L’assunzione delle prove avviene sempre su richiesta di una parte o il giudice può procedere anche di propria iniziativa (ex officio)? 3.
4.
a) Se la richiesta di una parte relativa all’assunzione di prove è accettata, quali sono le fasi seguenti? a)
b) In quali casi il tribunale può respingere la richiesta di una parte di assunzione delle prove? b)
5.
a) Quali mezzi di prova esistono? a)
b) Quali procedure vengono seguite per l’assunzione delle prove testimoniali? Sono diverse da quelle relative alle dichiarazioni dei periti? Quali sono le norme relative alla presentazione di prove documentali e di perizie? b)
c) Determinati mezzi di prova hanno maggiore valore probatorio di altri? c)
d) Per provare determinati fatti sono obbligatori specifici mezzi di prova? d)
6.
a) Vi è per legge un obbligo di testimonianza? a)
b) In quali casi un testimone può rifiutarsi di deporre? b)
c) Qualora una persona si rifiuti di testimoniare, può essere obbligata a farlo o incorrere in sanzioni? c)
d) Vi sono persone che non possono testimoniare? d)
7. Qual è il ruolo del giudice e delle parti nell’audizione di un testimone? A quali condizioni l'audizione del testimone può avvenire ricorrendo a nuove tecnologie come la televisione o la videoconferenza? 7.
III. Valutazione delle prove III.
8. Quando una parte ottiene una prova in modo illegale, in che misura il tribunale può tenere conto di tale prova nella sua decisione? 8.
9. Le dichiarazioni delle parti in causa contano come prove in un procedimento? 9.

 

I. Onere della prova

1.

a) Quali norme disciplinano l’onere della prova?

La regola generale è che le parti devono indicare tutti i fatti su cui si basano le loro richieste e obiezioni e presentare i relativi elementi di prova (articoli 7 e 212 della legge di procedura civile ("Zakon o pravdnem postopku" – "ZPP").

Gli istanti devono comprovare i fatti che sono all'origine delle loro richieste e le controparti devono comprovare i fatti che sono alla base delle loro obiezioni. Il diritto sostanziale determina quale delle parti deve affermare e comprovare un determinato fatto. Qualora un fatto non sia stato comprovato, le relative conseguenze ricadono sulla parte che, in base alle norme di diritto sostanziale, deve affermare e comprovare tale fatto (articoli 7 e 215 ZPP).

b) Esistono norme che dispensano determinati fatti dall’onere della prova? In quali casi? È possibile contestare tali presunzioni presentando prove?

L'oggetto dell'istruzione probatoria sono i fatti sui quali si basano le richieste e le obiezioni, le regole scientifiche e professionali e le regole derivanti dall'esperienza, ma non le norme giuridiche. Il principio applicato alle norme giuridiche è che essa devono essere note al giudice d'ufficio (iura novit curia).

Non sono richieste prove per i fatti che sono riconosciuti e generalmente noti (articolo 214 ZPP, primo e quarto comma).

Il giudice considera un fatto riconosciuto come base per il suo giudizio senza verificarne la veridicità (articolo 214 ZPP, primo comma), a meno che non ritenga che la parte abbia riconosciuto tale fatto con l'intenzione di far valere una richiesta che non può azionare.

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In teoria e in pratica si pongono altri questioni relative all'onere della prova per quanto riguarda i fatti non contestati - fatti scoperti durante la procedura di assunzione delle prove, ma non presentati da una delle parti, e le presunzioni legali.

2. In quale misura il tribunale deve essere convinto di un fatto per fondare il suo giudizio sull’esistenza di tale fatto?

Per decidere sul merito relativamente ad una domanda giudiziale, il giudice deve avere un grado elevato di prove materiali ed essere altrimenti convinto dei fatti rilevanti dal punto di vista giuridico.

A volte sarà sufficiente anche una dimostrazione di probabilità per emettere una decisione, in particolare quando si tratta di decisioni procedurali intermedie che non concludono un procedimento e mediante le quali il giudice dirime questioni procedurali intermedie. Affinché il giudice applichi una norma di procedura specifica, va dimostrato che i fatti rilevanti a livello giuridico sono probabili; non è tuttavia necessario che il giudice sia convinto della loro esistenza. La ZPP non definisce di quali fatti si può dimostrare la probabilità per poter prendere in considerazione una determinata norma.

II. L'assunzione delle prove

3. L’assunzione delle prove avviene sempre su richiesta di una parte o il giudice può procedere anche di propria iniziativa (ex officio)?

Conformemente al principio del contraddittorio, sono soprattutto le parti che richiedono l'assunzione delle prove.

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Il giudice può assumere prove anche motu proprio (articolo 7 ZPP, secondo comma), se ritiene che le parti intendano fare un uso inammissibile delle loro richieste.

4.

a) Se la richiesta di una parte relativa all’assunzione di prove è accettata, quali sono le fasi seguenti?

Il giudice decide quale prova viene assunta per stabilire i fatti decisivi (articolo 213, secondo comma, e articolo 287 ZPP), adotta una decisione sulle prove, mediante la quale accetta o respinge le istanze delle parti, e può inoltre ordinare motu proprio l'assunzione di determinate prove.

Se la richiesta della parte relativa alle prove è approvata mediante decisione del giudice, tale decisione viene eseguita e si procede all'effettiva assunzione della prova. Il giudice non è vincolato dalla propria decisione sulle prove, ma può modificarla nel corso del procedimento ed assumere prove per le quali aveva respinto una richiesta precedente, nonché assumere nuove prove (articolo 287 ZPP, quarto comma).

Le prove vengono generalmente assunte durante il dibattimento dinanzi al giudice che adotterà la decisione definitiva (articolo 217 ZPP, primo comma). Se vi sono ragioni valide, le prove possono assunta su richiesta dinanzi ad un giudice specifico (articolo 217 ZPP, primo comma). In casi eccezionali è inoltre possibile l'assunzione di prove dopo la conclusione del dibattimento (articolo 291 ZPP).

b) In quali casi il tribunale può respingere la richiesta di una parte di assunzione delle prove?

La ZPP prevede specificamente che l'assunzione di una prova possa essere rifiutata soltanto qualora sia irrilevante per la decisione, ossia non serva ad accertare i fatti giuridicamente rilevanti. La ZPP non prevede tuttavia alcuna misura particolare per quanto riguarda le possibilità di rigetto delle prove inammissibili o delle prove la cui assunzione è antieconomica o non fattibile.

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Per quanto riguarda le prove inammissibili e le prove che non potranno probabilmente essere ottenute, è importante rispettare il terzo comma dell'articolo 3 ZPP, che stabilisce che il giudice non riconoscerà le richieste delle parti che siano contrarie a norme cogenti o a regole e norme morali per quanto riguarda la preclusione delle prove.

5.

a) Quali mezzi di prova esistono?

La ZPP prevede ispezioni, documenti, audizione di testimoni, audizione di periti e audizione delle parti.

b) Quali procedure vengono seguite per l’assunzione delle prove testimoniali? Sono diverse da quelle relative alle dichiarazioni dei periti? Quali sono le norme relative alla presentazione di prove documentali e di perizie?

Testimoni. Chiunque venga convocato come testimone deve presentarsi e, salvo altrimenti disposto per legge, deve rendere testimonianza (articolo 229 ZPP, primo comma). I testimoni sono sentiti su proposta di una parte, che deve indicare su cosa il testimone è chiamato a testimoniare e specificarne i dati personali (articolo 236 ZPP). I testimoni sono chiamati a testimoniare ad una data specifica mediante una convocazione speciale nella quale devono essere informati del loro obbligo di testimoniare, delle conseguenze della mancata comparizione ingiustificata e del diritto al rimborso delle spese (articolo 237 ZPP).

I testimoni sono sentiti nel corso del dibattimento. Coloro che, a causa dell'età, di malattia o di inabilità fisica grave, non possano rispettare la convocazione, possono essere sentiti presso il loro domicilio (articolo 237 ZPP, secondo comma). Ogni testimone è sentito individualmente e non in presenza di altri testimoni che devono testimoniare successivamente (articolo 238 ZPP, primo comma). Il giudice informa i testimoni del loro obbligo di dire la verità senza omettere nulla. Li avverte inoltre delle conseguenze in cui incorrono qualora dichiarino il falso. I testimoni dichiarano innanzi tutto quanto sanno a proposito del caso in questione. Il giudice che presiede il collegio o i membri del collegio e le parti ed i loro rappresentanti pongono quindi domande per verificare le dichiarazioni dei testimoni o per completarle o chiarirle. Qualora i testimoni rilascino dichiarazioni contraddittorie, è possibile effettuare un confronto (articolo 239 ZPP, terzo comma). La ZPP non riconosce più i giuramenti dei testimoni.

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La ZPP non distingue tra la procedura prevista per l'audizione di testimoni "comuni" e "esperti" e non prevede alcuna disposizione procedurale particolare a tale proposito. Non vi è alcuna differenza nella procedura di audizione dei testimoni e dei periti.

Documenti. Sebbene la ZPP non metta i diversi mezzi di prova in ordine di importanza, i documenti sono le prove più affidabili. È possibile distinguere tra documenti pubblici e documenti privati. I documenti pubblici sono quelli emessi in una determinata forma, prevista da un'istituzione statale che agisce nel suo ambito di responsabilità, o documenti rilasciati in tale forma da un'autorità locale, associazione o altra organizzazione o da singoli nell'esercizio di poteri pubblici loro conferita per legge (articolo 224 ZPP, primo comma). I documenti privati sono tutti i documenti che non sono pubblici. In un documento privato la firma può essere autenticata da un organismo statale autorizzato o da una persona giuridica o fisica che eserciti poteri pubblici (ad esempio un notaio). Tali clausole autenticate nei documenti privati hanno un'importanza pubblica e anche tale parte del documento può essere considerata come documento pubblico. Il valore probatorio dei documenti pubblici è definito a parte nella ZPP. Un documento pubblico dimostra la veridicità dei fatti ivi confermati o precisati (articolo 224 ZPP, primo comma). La ZPP parte del presupposto che il contenuto di un documento pubblico corrisponde al vero. Tuttavia, è ammissibile dimostrare che i fatti sono stati registrati in modo non accurato in un documento pubblico o che un documento pubblico è stato redatto in maniera scorretta (articolo 224 ZPP, terzo comma). Questa è inoltre l'unica regola relativa alle prove prevista nella procedura civile slovena.

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I documenti pubblici stranieri, autenticati secondo le norme succitate, hanno lo stesso valore probatorio dei documenti sloveni, purché siano applicate le disposizioni di reciprocità, salvo altrimenti previsto dai trattati internazionali (articolo 225 ZPP).

La ZPP prevede inoltre norme sull'obbligo di produrre documenti, che dipendono dal fatto che il documento sia in possesso della parte che vi fa riferimento, della controparte, di un organismo statale o un'organizzazione che esercita poteri pubblici o di terzi (persone fisiche o giuridiche).

Periti. Il tribunale assume la prova testimoniale di un perito quando sono necessarie conoscenze tecniche per stabilire o chiarire un determinato fatto e il tribunale non dispone di tali conoscenze (articolo 243 ZPP). Il tribunale designa il perito mediante una decisione speciale (articolo 244 ZPP, primo comma). Prima della nomina il tribunale sente il parere delle parti in merito (articolo 244 ZPP, secondo comma). Un perito può essere nominato anche dal giudice che presiede il collegio o da un giudice delegato, se autorizzati ad assumere tali prove (articolo 244 ZPP, terzo comma). I periti vengono generalmente nominati in base ad un elenco speciale utilizzato dal tribunale. Il compito può essere affidato anche ad un'istituzione specializzata. Soltanto le persone fisiche possono essere nominati perite. I periti sono tenuti ad accettare i propri obblighi e a comunicare i propri risultati ed il proprio parere (articolo 246 ZPP, primo comma). Il tribunale può comminare un'ammenda ad un perito che non si presenti pur avendo correttamente ricevuto la convocazione; può inoltre infliggere un'ammenda ad un perito che rifiuti di svolgere i propri compiti senza indicare giustificati motivi (articolo 248 ZPP, primo comma). Il tribunale può sollevare i periti dai loro obblighi, su loro richiesta, soltanto per le ragioni che essi possono invocare per rifiutarsi di testimoniare o di rispondere ad una singola domanda, ossia quelle stabilite negli articoli 231-233 ZPP. Il tribunale può inoltre sollevare i periti dal loro obbligo per altri giustificati motivi (ad esempio un eccessivo carico di lavoro). Un esonero per tale ragione può anche essere richiesto da un dipendente autorizzato dell'istituzione o organizzazione in cui lavora il perito (articolo 246 ZPP, secondo e terzo comma). Anche un perito può essere escluso con le stesse modalità previste per un giudice. La sola eccezione è il fatto che qualcuno che sia stato precedentemente sentito come testimone possa essere convocato come perito (articolo 247 ZPP, primo comma).

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Il compito del perito è quello di effettuare una perizia e di dare il proprio parere. Il tribunale decide inoltre se i periti presentano la perizia ed il parere soltanto oralmente nel corso del dibattimento o se devono anche presentarli prima per iscritto. Se vengono nominati più periti, possono presentare le proprie perizie ed i propri pareri assieme, se si accordano in merito. In caso contrario, ciascun perito comunica le proprie conclusioni separatamente (articolo 254 ZPP). Se emergono differenze fondamentali tra le informazioni fornite dai periti o se le conclusioni di uno o più periti sono poco chiare, incomplete o contraddittorie, o se contraddicono le circostanze su cui è si è indagato, e tali anomalie non sono rettificate da un'ulteriore audizione del perito, la prova viene nuovamente assunta dagli stessi o da altri periti (articolo 254 ZPP, secondo comma). Tuttavia, se vi sono contraddizioni nei pareri di uno o più periti o se il loro parere contiene anomalie o se esistono ragionevoli dubbi in merito alla correttezza del parere espresso, vengono richiesti i pareri di altri periti (articolo 254 ZPP, terzo comma). I periti hanno diritto al rimborso delle spese e ad una retribuzione per il lavoro svolto (articolo 249 ZPP, primo comma).

c) Determinati mezzi di prova hanno maggiore valore probatorio di altri?

Il principio applicato nella valutazione delle prove è che esse vengono considerate liberamente. Il tribunale, che agisce in base al proprio convincimento, decide quali fatti si considerano come provati, in base ad una valutazione completa ed accurata di ogni singola prova e di tutti gli elementi di prova nel loro insieme e in base all'esito dell'intero procedimento (articolo 8 ZPP). La procedura civile slovena non riconosce dunque delle regole relative alle prove, con cui il legislatore stabilisce anticipatamente in maniera astratta il valore di specifici tipi di prova. La sola eccezione è la regola sulla valutazione dei documenti pubblici.

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In pratica, tuttavia, la regola applicata è che la prova documentale, ad esempio, è più affidabile ma non ha maggiore valore probatorio di altre, quali le testimonianze dei testi o delle parti.

d) Per provare determinati fatti sono obbligatori specifici mezzi di prova?

La ZPP non prevede alcuna disposizione in merito all'obbligatorietà di specifici mezzi di prova per stabilire l'esistenza di determinati fatti.

6.

a) Vi è per legge un obbligo di testimonianza?

Sì. Chiunque venga convocato come testimone deve presentarsi e, salvo altrimenti disposto per legge, deve anche deporre (articolo 229 ZPP, primo comma).

b) In quali casi un testimone può rifiutarsi di deporre?

Una persona non può essere sentita come testimone se la sua testimonianza viola l'obbligo di mantenere un segreto ufficiale o militare, a meno che l'autorità competente non lo sollevi da tale obbligo (articolo 230 ZPP).

I testimoni possono rifiutarsi di deporre (articolo 231 ZPP):

  • su argomenti che una parte ha confidato loro in qualità di suo rappresentante autorizzato;
  • su argomenti che la parte o altra persona ha confessato loro in qualità di confessore religioso;
  • sui fatti che hanno scoperto in qualità di legale o medico o nell'esercizio di qualsiasi altra professione o attività in cui vi è un obbligo di mantenere segreto qualsiasi fatto scoperto nell'esercizio di detta professione o attività.

I testimoni possono rifiutarsi di rispondere a singole domande se hanno una ragione valida, in particolare se rispondendo provocano grave mortificazione, considerevole danno finanziario o conseguenze penali per loro stessi o per i loro parenti in linea retta di ogni grado e per i loro parenti in linea collaterale fino al terzo grado, o provocano grave mortificazione, considerevole danno finanziario o conseguenze penali per il coniuge o per un affine fino al secondo grado (anche dopo lo scioglimento del matrimonio) o per il loro tutore o tutelato, o per il genitore o il figlio adottivo (articolo 233 ZPP, primo comma).

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Tuttavia, il rischio di causare un qualsivoglia danno finanziario non può essere invocato dai testimoni come ragione per rifiutarsi di testimoniare sulle transazioni giuridiche di cui sono stati testimoni, sulle azioni che hanno compiuto come predecessore o rappresentante giuridico di una delle parti di una controversia, su fatti relativi a rapporti patrimoniali connessi a legami di parentela o di affinità, su fatti concernenti nascite, matrimoni o decessi, e comunque in tutti i casi in cui, in applicazione di norme particolari, devono presentare una domanda o rilasciare una dichiarazione (articolo 234 ZPP).

c) Qualora una persona si rifiuti di testimoniare, può essere obbligata a farlo o incorrere in sanzioni?

Sì. Se i testimoni che sono stati convocati in modo corretto non si presentano e la loro assenza è ingiustificata o se hanno lasciato senza permesso il luogo in cui avrebbero dovuto deporre, il tribunale può ordinarne la convocazione coatta a loro spese e può anche infliggere un'ammenda. Il tribunale può infliggere un'ammenda di questo tipo anche ad un testimone che si presenta alla convocazione, ma che, dopo essere stato informato delle eventuali conseguenze, rifiuta di testimoniare o di rispondere a domande specifiche per motivi che il tribunale considera non giustificati. In quest'ultimo caso il tribunale può, se il testimone è ancora intenzionato a non testimoniare, disporne la detenzione fino a quanto egli non sia disposto a testimoniare o fino a quando la sua testimonianza non è più necessaria, per un periodo non superiore ad un mese (articolo 241 ZPP, secondo e terzo comma).

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d) Vi sono persone che non possono testimoniare?

Può comparire come testimone chiunque sia in grado di fornire informazioni sui fatti da comprovare (articolo 229 ZPP, secondo comma). L'ammissibilità non dipende dalla capacità giuridica del testimone. Un minore o una persona in parte o completamente priva della capacità giuridica può essere un testimone se è effettivamente in grado di fornire informazioni sui fatti giuridicamente pertinenti. Il tribunale valuta caso per caso se il testimone è idoneo a testimoniare.

Una parte o il suo rappresentante legale non possono comparire come testimoni, mentre lo può fare un procuratore o un interveniente.

7. Qual è il ruolo del giudice e delle parti nell’audizione di un testimone? A quali condizioni l'audizione del testimone può avvenire ricorrendo a nuove tecnologie come la televisione o la videoconferenza?

Per quanto riguarda l'audizione dei testimoni, si veda la risposta al punto 5.b).

Le nuove tecnologie, per esempio la televisione o i collegamenti video, non sono attualmente utilizzate in pratica per l'audizione dei testimoni in Slovenia, sebbene la ZPP contenga disposizioni sulla registrazione dei procedimenti utilizzando l'adeguata tecnologia moderna (ad esempio registrazioni su nastro) o apparecchiature per la stenografia (articolo 125 ZPP).

III. Valutazione delle prove

8. Quando una parte ottiene una prova in modo illegale, in che misura il tribunale può tenere conto di tale prova nella sua decisione?

Nella dottrina giuridica, nella giurisprudenza e nella legislazione slovene il problema delle prove ottenute in modo inammissibile è finora emerso soltanto in relazione ai procedimenti penali. Attualmente la ZPP non prevede alcuna disposizione particolare in merito alle prove inammissibili.

9. Le dichiarazioni delle parti in causa contano come prove in un procedimento?

Se la dichiarazione fa parte dell'istanza o di una memoria, non conterà come prova, ma sarà considerata un'affermazione fattuale della parte, per la quale la parte deve presentare anche le adeguate prove. Se la dichiarazione è contenuta in un documento presentato come prova delle affermazioni di una parte, essa avrà carattere di documento.

Anche una dichiarazione rilasciata da una parte durante l'audizione conta come prova, poiché la ZPP riconosce come prova anche l'audizione delle parti (articolo 257 ZPP).

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Ultimo aggiornamento: 17-03-2008

 
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