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Ultimo aggiornamento: 30-11-2007
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Assunzione delle prove e mezzi di prova - Romania

 

INDICE

I. L'onere della prova I.
1.
a) Quali norme regolano l'onere della prova? a)
b) Vi sono norme che dispensano la parte dalla prova di un determinato fatto? In quali casi? È possibile superare tali presunzioni fornendo la prova contraria? b)
2. In che misura il giudice dev'essere convinto di un fatto per basare una sentenza sull'esistenza dello stesso? 2.
II. Assunzione delle prove II.
3. Occorre assumere le prove su istanza di una parte o in alcuni casi il giudice può assumerle d'ufficio? 3.
4.
a) Nel caso in cui la richiesta di una parte di assumere una prova venga accolta, come si procede successivamente? a)
b) In quali casi il giudice può respingere una richiesta di assunzione di prove? b)
5.
a) Quali sono i vari mezzi di prova? a)
b) Quali sono i mezzi per assumere le prove testimoniali? Esse sono diverse dai mezzi utilizzati per assumere prove mediante consulenze tecniche? Quali sono le regole in riferimento alla presentazione di prove documentali e alle relazioni o pareri dei consulenti tecnici? b)
c) Esistono mezzi di prova più efficaci di altri? c)
d) Esistono mezzi probatori obbligatori per taluni fatti? d)
6.
a) I testimoni sono obbligati a testimoniare? a)
b) In quali casi possono rifiutarsi di deporre? b)
c) Una persona che si rifiuta di deporre può essere sanzionata o obbligata a deporre? c)
d) Vi sono persone che non possono essere escusse come testimoni? d)
7. Qual è il ruolo del giudice e delle parti durante l'escussione di un testimone? A quali condizioni può essere escusso un testimone con i nuovi mezzi tecnologici, come la televisione o la videoconferenza? 7.
III. Valutazione della prova III.
8. Nel caso in cui una parte abbia ottenuto una prova in modo illecito, il giudice è tenuto a non prenderla in considerazione al momento della decisione? 8.
9. Le dichiarazioni rese da una delle parti in causa hanno valore probatorio? 9.

 

I. L'onere della prova

Principale normativa in materia:

Codice civile, Codice di procedura civile, Codice di diritto commerciale, Legge n. 189/2003 sull'assistenza legale internazionale in diritto civile e commerciale, Legge n. 105/1992 concernente il regolamento di controversie di diritto internazionale privato.

1.

a) Quali norme regolano l'onere della prova?

(A quale parte incombe l'onere della prova e per quali azioni? Quali sono le conseguenze se sussistono dubbi su un determinato fatto che non possono essere risolti?)

La parte attrice deve provare le sue pretese. Nel caso in cui il convenuto deduca eccezioni per confutare le pretese della parte attrice, l'onere della prova incombe sul convenuto. Nel caso delle presunzioni, il principio dell'onere della prova si inverte, passando dal soggetto a favore del quale è stato previsto alla controparte.

b) Vi sono norme che dispensano la parte dalla prova di un determinato fatto? In quali casi? È possibile superare tali presunzioni fornendo la prova contraria?

Le presunzioni legali sono stabilite dalla legge e contro le presunzioni assolute la prova contraria è ammessa solo con la testimonianza e a volte neanche in questa forma. Esiste anche una categoria mista o intermedia di presunzioni legali caratterizzata dal fatto che non può essere superata con la prova contraria, ma soltanto con determinate prove, in alcune circostanze o da parte di alcuni soggetti. La prova contraria è ammessa contro le presunzioni legali sottoposte a condizione.

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I fatti notori (per i quali la prova si basa sulla conoscenza comune del fatto) e le leggi, indipendentemente dalla forma in cui sono espressi, non sono soggetti al principio dell'onere della prova. Si presume che siano noti a tutti.

Le parti che producono atti pubblici non sono tenute a fornire alcuna prova poiché sono redatti secondo quanto prescritto dalla legge da un funzionario abilitato ad agire nel luogo in cui il documento è stato redatto. La maggior parte degli atti sono redatti presso gli studi notarili o presso gli uffici pubblici oppure si tratta di ordinanze emesse da un organo giurisdizionale, atti registrati presso il registro civile o documenti emessi dagli enti amministrativi dello Stato ecc.

2. In che misura il giudice dev'essere convinto di un fatto per basare una sentenza sull'esistenza dello stesso?

(È necessario che il giudice sia assolutamente convinto del fatto o è sufficiente che il fatto sia molto probabile pur rimanendo alcuni dubbi?)

Per utilizzare le prove occorre rispettare alcune condizioni che riguardano la legalità, la credibilità, la rilevanza e la conclusività. La regola più importante concernente la gestione delle prove è che devono essere ottenute prima dell'inizio del dibattimento; la seconda è che le prove e le prove contrarie siano prodotte, per quanto possibile, contemporaneamente.

II. Assunzione delle prove

3. Occorre assumere le prove su istanza di una parte o in alcuni casi il giudice può assumerle d'ufficio?

Le prove possono essere assunte su istanza di parte quando si tratta di: consulenza tecnica, prova testimoniale su istanza dell'attore nell'atto di citazione e su istanza del convenuto richiesta nella comparsa di costituzione o al più tardi nel corso della prima udienza del processo; confessione, in seguito alla notifica di un interrogatorio su istanza della parte interessata, per ottenere ammissioni dalla controparte; ammissioni (mediante la confessione/convocazione per sottoporsi a un esame).

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Il giudice può disporre una consulenza tecnica d'ufficio; l'accertamento di fatti in situ, testimonianze, dichiarazioni rese in seguito a un interrogatorio ecc.

Il codice di procedura civile regola le situazioni in cui un documento che una parte adduce come prova non sia in suo possesso, situazioni in cui il documento sia in possesso della controparte e situazioni in cui il documento sia in possesso di un'autorità o di un terzo.

4.

a) Nel caso in cui la richiesta di una parte di assumere una prova venga accolta, come si procede successivamente?

Il giudice si pronuncia sulle prove richieste dalle parti dopo averne valutato l'ammissibilità. Non è possibile ammettere prove se non sono state precedentemente discusse dalle parti.

Anzitutto è previsto che la richiesta di una prova sia presentata prima che i fatti di causa siano discussi; in secondo luogo le prove dirette e le prove contrarie devono essere espletate contemporaneamente, per quanto possibile.

L'assunzione preventiva delle prove è un procedimento contenzioso attraverso il quale si producono e si conservano prove, nel caso in cui vi sia pericolo di sparizione o vi sia la possibilità che si presentino difficoltà in futuro per quanto riguarda l'espletamento delle stesse. Il presupposto fondamentale della richiesta di assunzione preventiva delle prove è l'urgenza. La richiesta viene trattata dal giudice nella cui giurisdizione si trova l'oggetto dell'attività istruttoria o dove vive il testimone.

b) In quali casi il giudice può respingere una richiesta di assunzione di prove?

(Ad esempio in casi in cui le prove non siano rilevanti, concrete o ammissibili)

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Le prove vengono presentate dal richiedente con un ricorso per avviare il procedimento e dal convenuto nella comparsa di costituzione o, al più tardi, alla prima udienza del processo. La prova che non è richiesta secondo queste condizioni o al più tardi entro la prima udienza del processo non può essere utilizzata nel processo. Tuttavia, la sanzione dell'esclusione non viene applicata in alcune situazioni specifiche in cui le prove non vengono prodotte in limine litis, ma che potranno essere prodotte successivamente.

La legge non prevede altri mezzi probatori per provare atti o fatti legali. Tuttavia, vi sono alcune restrizioni per quanto riguarda l'utilizzazione di alcune prove (ad esempio la prova di atti giuridici mediante dichiarazioni giurate,il divieto di esame orale per determinare i motivi di divorzio).

Per quanto riguarda le questioni di credibilità, rilevanza e il carattere conclusivo, le prove possono essere ammesse se contribuiscono alla definizione del giudizio.

5.

a) Quali sono i vari mezzi di prova?

Prove documentali, testimonianze, presunzioni, confessioni in seguito agli interrogatori, accertamento dei fatti in situ, consulenze tecniche.

b) Quali sono i mezzi per assumere le prove testimoniali? Esse sono diverse dai mezzi utilizzati per assumere prove mediante consulenze tecniche? Quali sono le regole in riferimento alla presentazione di prove documentali e alle relazioni o pareri dei consulenti tecnici?

Di regola le testimonianze vengono richieste in limine litis dalle parti, dall'attore nell'atto introduttivo del giudizio e dal convenuto nella comparsa di costituzione o entro la prima udienza del processo. In caso di inosservanza delle suddette condizioni nell'assunzione della prova ne consegue la perdita del diritto della parte ad assumere prove nel corso del processo, a meno che non esista una norma che preveda il contrario. Nell'interesse della verità, il giudice può espletare una prova anche se le parti si oppongono. Tutti gli atti di valore superiore a 250 lei possono essere certificati soltanto con atto pubblico o con scrittura privata. Non è ammessa la prova contraria o la prova concernente il contenuto di un atto pubblico. Tale restrizione è applicabile soltanto ai documenti precostituiti. Vi sono diverse importanti eccezioni a queste due norme restrittive sull'ammissibilità della prova testimoniale: la testimonianza non si applica quando esiste un inizio di prova scritta e nel caso in cui i creditori non siano in grado di produrre prove scritte relative al credito o di conservare la prova ottenuta.

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Per accertare alcuni fatti, quando ritiene necessario acquisire il parere di esperti in materia, il giudice nomina su istanza delle parti o d'ufficio uno o tre consulenti, stabilisce i punti sui quali occorre che esprimano il loro parere e il termine entro il quale devono eseguire la consulenza tecnica.

Le prove devono essere assunte nel corso del giudizio a meno che la legge stabilisca diversamente. Nel caso in cui una prova debba essere assunta altrove, essa dev'essere espletata mediante delega da un giudice dello stesso grado o di grado inferiore, qualora non ci siano giudici dello stesso grado in quella località. Nel caso in cui il tipo di prova lo consenta e le parti siano d'accordo, il giudice che assume la prova può essere dispensato dal citare le parti a comparire.

c) Esistono mezzi di prova più efficaci di altri?

Gli atti pubblici sono spesso accettati dalle parti per i vantaggi che presentano. Tra questi, la presunzione della veridicità di quanto dichiarato da parte del soggetto che presenta atti pubblici come prove documentali. La data dell'atto pubblico fa prova fino a querela di falso. Gli atti pubblici che provano l'esistenza di crediti costituiscono titoli esecutivi e permettono l'avvio dell'esecuzione senza necessità di una decisione del giudice. Gli atti il cui oggetto sia di valore superiore ai 250 lei, anche quando si tratta di un deposito volontario, può effettuarsi mediante atto pubblico o scrittura privata. Non è ammessa la prova contraria o riguardante il contenuto del documento o riguardo a quanto dichiarato durante o successivamente all'elaborazione dell'atto, anche quando si tratta di un valore che non superi i 250 lei.

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d) Esistono mezzi probatori obbligatori per taluni fatti?

Tutti gli atti con oggetto superiore ai 250 lei possono essere provati con documenti pubblici o scritture private. Tale norma restrittiva non si applica ai fatti materiali; tali circostanze possono essere provate sia dalle parti direttamente interessate, sia da terzi, mediante qualsiasi mezzo di prova. Tuttavia, ci sono anche fatti materiali che, in linea di principio, non possono essere provati con testimonianze, come la nascita o la morte o i beni acquisiti in regime di comunione dai coniugi.

È inammissibile la prova testimoniale contraria e sul contenuto di un documento. Tale restrizione si applica soltanto ai documenti precostituiti prodotti. Gli articoli 1197 e 1198 del codice civile stabiliscono importanti eccezioni alle restrizioni sull'ammissibilità della prova testimoniale:

  • la prova testimoniale non può essere utilizzata nel caso in cui vi sia un principio di prova scritta;
  • il creditore non è in grado di procurare prove scritte concernenti il ricorso o di conservare la prova già ottenuta.

La forma di atto pubblico dell'atto è imposta per legge come condizione di validità del rispettivo atto. È il caso delle donazioni, delle ipoteche convenzionali e dei registri dei terreni.

Esistono alcune eccezioni alla regola generale secondo cui i documenti privati sono validi se si rispetta una condizione cioè se sono firmati dalla parte obbligata. Inoltre, devono essere rispettati altri requisiti. La prima eccezione riguarda gli accordi contrattuali sinallagmatici, i quali devono essere prodotti in varie copie. Un'altra eccezione è il requisito secondo il quale il documento deve contenere la menzione "letto e approvato", con l'indicazione in lettere della somma e la firma sui documenti privati sui quali una parte si obbliga a pagare una somma di denaro all'altra.

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I documenti privati acquisiscono validità (e sono opponibili ai terzi) quando sono presentati a un'istituzione pubblica, registrati in pubblici registri o il loro contenuto trasferito o anche riassunto, in documenti redatti da funzionari pubblici.

6.

a) I testimoni sono obbligati a testimoniare?

V. risposta al quesito di cui alla lettera c).

b) In quali casi possono rifiutarsi di deporre?

[ad esempio: nel caso in cui un testimone sia imparentato con una delle parti (in quale grado?) o la sua deposizione possa arrecare pregiudizio al testimone stesso]

Il codice di procedura civile non disciplina le condizioni per l'assunzione di prove testimoniali e neanche le ragioni per le quali i testimoni possono rifiutarsi di deporre. V. la risposta al quesito d).

c) Una persona che si rifiuta di deporre può essere sanzionata o obbligata a deporre?

Il giudice infligge una multa al testimone che non compare in giudizio o si rifiuta di testimoniare o che si rifiuta di deporre quando è presente in tribunale, salvo che si tratti di un minorenne. La multa non sarà inflitta nel caso in cui il testimone abbia avuto un impedimento dovuto a fondati motivi.

Il giudice può ordinare di comparire al testimone che non sia comparso in seguito a una prima citazione. In casi urgenti, il giudice può ordinare che i testimoni compaiano in tribunale già alla prima udienza. Se i testimoni non compaiono in giudizio dopo che sia stato loro ordinato il giudice proseguirà il processo. Il giudice può autorizzare l'escussione del testimone nel domicilio di quest'ultimo qualora non sia in grado di comparire.

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Se la parte si rifiuta di rispondere all'interrogatorio per provare la titolarità del documento o se le prove prodotte dimostrano che il documento è stato nascosto o distrutto, o se si rifiuta di esibire il documento dopo che è stata provata la sua titolarità, il giudice potrà considerare come provate le pretese della parte che ha chiesto la produzione in giudizio dell'atto. Pertanto, in tali circostanze, esiste una semplice presunzione attraverso la quale può pronunciarsi tenendo conto dell'atteggiamento della parte chiamata a rispondere all'interrogatorio.

La seconda ipotesi riguarda la situazione in cui il documento è in possesso di un'autorità pubblica o di un terzo. In tale situazione, il giudice ordina che il documento sia prodotto alla data fissata.

Il possessore di un documento che non lo produce in giudizio può essere multato e, su richiesta della parte interessata, alla persona che volontariamente o per negligenza non ha prodotto il documento può essere ordinato di pagare il risarcimento dei danni provocati dal ritardo.

Esistono alcune eccezioni alla regola secondo la quale il giudice può ordinare il trasferimento di documenti, come documenti del registro di conservatoria e piani, registri pubblici, e atti originali depositati presso gli organi giurisdizionali o i notai. Tuttavia, questi atti possono essere esaminati dal giudice presso l'ufficio in questione o tramite lettere di rogatoria.

d) Vi sono persone che non possono essere escusse come testimoni?

(adulti incapaci di intendere e di volere, minorenni, persone che hanno gli stessi interessi di una delle parti, persone condannate per determinati reati)

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Le persone che non possono essere escusse come testimoni o che sono dispensate dall'obbligo di testimoniare, sono i parenti e gli affini fino al terzo grado, compresi i coniugi, anche se separati, minorenni e persone dichiarate per legge incapaci di testimoniare e persone condannate per falsa testimonianza.

Nei processi civili e di divorzio, i parenti e gli affini possono essere escussi come testimoni. Per ragioni etiche, la legge non permette ai figli di essere escussi in tali processi. È vietato utilizzare interrogatori di testi per provare i motivi di un divorzio. Minorenni, persone dichiarate per legge incapaci di testimoniare e persone condannate per spergiuro non sono ammesse a testimoniare.

I soggetti dispensati dal testimoniare sono i ministri di culto, i dottori, le ostetriche, i farmacisti, gli avvocati, i notai e tutti gli altri pubblici ufficiali vincolati per legge al segreto per quanto riguarda le informazioni che hanno appreso nell'esercizio delle loro attività professionali (a meno che non siano liberati dal vincolo del segreto dalle autorità interessate) i funzionari pubblici in attività o in pensione che siano venuti a conoscenza dei segreti che hanno appreso per le loro funzioni professionali (a meno che non siano liberati dal vincolo del segreto dalle autorità interessate); oppure le persone che, come conseguenza delle loro risposte, potrebbero essere incriminate o incriminare altre persone oppure esporre se stessi o altre persone al pubblico disprezzo.

Le disposizioni riguardanti l'audizione di parenti e affini e del coniuge, anche se i coniugi sono separati, sono condizionate, in quanto stabilite nell'interesse delle parti. Ciò perché è stato deciso che parenti e affini possono essere escussi come testimoni nel caso in cui la parte che ha ottenuto tale divieto non si opponga alla loro escussione.

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I minorenni e le persone dichiarate per legge incapaci di testimoniare e le persone condannate per spergiuro non possono testimoniare in nessun caso.

7. Qual è il ruolo del giudice e delle parti durante l'escussione di un testimone? A quali condizioni può essere escusso un testimone con i nuovi mezzi tecnologici, come la televisione o la videoconferenza?

(Chi dirige l'interrogatorio dei testimoni? Il giudice può interrogare i testimoni? La controparte può sottoporre i testimoni a un esame incrociato?)

Il codice di procedura civile contiene alcune norme importanti sull'escussione dei testimoni.

In primo luogo, il giudice cita i testimoni a comparire e può multarli nel caso non compaiano. Nei processi riguardanti gli immobili i testimoni non sono citati a comparire dinanzi al tribunale in quanto la parte che ha chiesto tale prova deve garantire la sua presenza il giorno dell'udienza. L'ordine a comparire per i testimoni viene emesso dall'organo giurisdizionale. Ciascun testimone va escusso separatamente. Coloro che non sono stati ancora escussi non possono essere presenti durante l'escussione di un testimone. Dopo l'udienza il teste deve rimanere nell'aula di udienza fino alla fine del procedimento, a meno che il giudice disponga diversamente. Ciò è stabilito dalla legge in modo tale che i testimoni esaminati non influenzino in alcun modo i testimoni che non sono stati ancora escussi.

Prima dell'escussione il Presidente del collegio giudicante chiede al testimone di declinare le sue generalità: nome, professione, luogo di residenza e data di nascita; se sia imparentato con una delle parti e, nel caso, che tipo di parentela; se sia dipendente di una delle parti e se abbia una causa in corso con una di esse, se abbia motivi di rancore oppure condivida interessi con una delle parti. Tali elementi si giustificano con la necessità di una esatta identificazione del testimone e, in definitiva, al fine di valutare il valore delle deposizioni effettuate dinanzi al giudice. Un altro obbligo stabilito per legge riguarda il giuramento o la dichiarazione di una formula sostitutiva. Dopo che è stato prestato giuramento, il presidente del collegio giudicante ammonisce il testimone che in caso di false dichiarazioni sarebbe accusato di spergiuro. Secondo la normativa prevista dal codice di procedura civile rumeno, i testimoni di età inferiore a 14 anni non possono prestare giuramento; tuttavia sono avvisati del fatto che incombe loro l'obbligo di dire la verità.

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Successivamente all'escussione le parti possono interrogare il testimone. La parte che ha proposto di escutere il testimone pone per prima i suoi quesiti e successivamente la controparte interroga il testimone. Al testimone non è consentito leggere risposte già preparate; tuttavia, può utilizzare alcune note, previa autorizzazione del giudice, ma che contengano soltanto numeri e nomi. I testimoni possono essere richiamati a deporre nel caso in cui il giudice lo ritenga necessario. Secondo le stesse norme è possibile l'esame incrociato dei testimoni, nel caso in cui le dichiarazioni non concordino.

III. Valutazione della prova

8. Nel caso in cui una parte abbia ottenuto una prova in modo illecito, il giudice è tenuto a non prenderla in considerazione al momento della decisione?

(ad esempio registrazioni audio illecite ecc.)

Il documento che non può essere autenticato, a causa dell'incompetenza o dell'incapacità del funzionario, o perché le formalità non sono state osservate, è valido come scrittura privata se è stato sottoscritto dai contraenti.

In tutte le situazioni in cui viene contestato il contenuto della scrittura o la firma, l'autenticità del documento viene accertata con il procedimento detto di "verificazione di scritture". Tale procedimento viene utilizzato quando la parte non riconosce la scrittura o la firma di un documento. Dopo la verificazione, il giudice può pronunciarsi sull'autenticità dei documenti. Se il giudice non è in grado di pronunciarsi sull'autenticità del documento dopo la verificazione diretta delle scritture, dispone una perizia.

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Il procedimento di querela di falso è un procedimento speciale e complesso che si avvia in seguito a una istanza presentata dalla parte interessata, depositata personalmente o mediante un legale rappresentante con una procura speciale. La parte che intende utilizzare il documento deve presentare l'originale. Il giudice può ordinare la sospensione del processo civile fino alla conclusione delle indagini da parte del pubblico ministero.

9. Le dichiarazioni rese da una delle parti in causa hanno valore probatorio?

Quando il convenuto è citato in giudizio per un debito pecuniario lo riconosce e dichiara che intende pagarlo alla persona designata dal giudice, non occorre affrontare il processo nel caso in cui depositi la somma dovuta. Qualora il convenuto riconosca una parte delle pretese dell'attore, il giudice, su istanza di quest'ultimo, emette una decisione parziale di riconoscimento.

L'attore può rinunciare all'azione in qualsiasi momento durante il processo dinanzi al giudice, anche se il convenuto si oppone. La rinuncia dell'attore non influisce in alcun momento sulle pretese del convenuto. Le cause di divorzio possono concludersi con la riconciliazione da parte dei coniugi in qualunque fase del processo anche se la causa è già nella fase di appello o di revisione o se o l'appello o la revisione non sono stati presentati conformemente a quanto previsto dalla legge. Tuttavia, l'attore può depositare un nuovo ricorso dopo la riconciliazione e, in questo caso, può usare i fatti precedentemente addotti.

Se il soggetto indicato come titolare riconosce le pretese del convenuto e l'attore è d'accordo esso prende il posto del convenuto che viene estromesso dal processo. Quando una persona citata in giudizio non compare o contesta la presenza del convenuto dinanzi al giudice, il soggetto chiamato in tribunale può intervenire nel suo interesse e la sentenza gli sarà opponibile.

Ulteriori informazioni

(Link a siti Internet ecc.)

www.just.ro română

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