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Ultimo aggiornamento: 16-12-2008
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Assunzione delle prove e mezzi di prova - Portogallo

 

INDICE

I. L’ONERE DELLA PROVA I.
1.
a) Quali sono le norme applicabili per quanto riguarda l’onere della prova? a)
b) Esistono norme che dispensano dal fornire prove relativamente a certi fatti? In quali casi? È possibile superare con prove queste presunzioni? b)
2. In quale misura il giudice deve essere convinto di un fatto per porlo a fondamento della sua decisione? 2.
II. L’ASSUNZIONE DELLE PROVE II.
3. L’assunzione delle prove avviene sempre su richiesta di una parte, o il giudice può anche procedere di propria iniziativa? 3.
4.
a) Se la richiesta di una parte relativa all’assunzione di prove è accettata, quali sono le fasi seguenti? a)
b) In quali casi il tribunale può respingere la richiesta di una parte di assunzione delle prove? b)
5.
a) Quali sono i diversi mezzi di prova? a)
b) Quali procedure vengono seguite per l’assunzione delle prove testimoniali? Sono esse diverse da quelle relative alle dichiarazioni dei periti? Quali sono le norme relative alla presentazione di prove scritte e di relazioni/pareri di esperti? b)
c) Hanno alcuni mezzi di prova maggiore forza di altri? c)
d) Per provare certi fatti sono obbligatori certi mezzi di prova? d)
6.
a) Vi è per legge un obbligo di testimonianza? a)
b) In quali casi un testimone può rifiutare di deporre? b)
c) Può una persona che si rifiuta di deporre incorrere in sanzioni o essere obbligata a farlo? c)
d) Vi sono persone che non possono testimoniare? d)
7. Qual è il ruolo del giudice e delle parti nell’audizione di un testimone? A quali condizioni un teste può essere sentito ricorrendo a nuove tecnologie come la televisione o la videoconferenza? 7.
III. VALUTAZIONE DELLA PROVA III.
8. Quando una prova viene ottenuta illegalmente da una parte, in che misura il tribunale può tenerne conto nella sua decisione? 8.
9. In quanto parte in causa, le mie dichiarazioni conteranno come prove? 9.

 

I. L’ONERE DELLA PROVA

1.

a) Quali sono le norme applicabili per quanto riguarda l’onere della prova?

Le norme relative all’onere della prova sono volte a definire il soggetto processuale che deve dimostrare determinati fatti, al fine di corroborare la tesi presentata in giudizio.

In tale campo, il criterio generale in vigore si basa sul seguente principio: incombe alla parte che intende far valere un diritto provare in giudizio i fatti costitutivi di tale diritto, ossia, i fatti che normalmente lo producono.

La parte convenuta dovrà dimostrare i fatti anomali che escludano o limitino l'efficacia degli elementi  all’origine di tale diritto.

Inoltre, la dimostrazione di fatti impeditivi, modificativi o estintivi incombe alla parte contro cui è stato invocato tale diritto. Sono impeditivi i fatti che ostacolano l’efficace costituzione del diritto. Sono modificativi quelli che alterano il contenuto del diritto costituito. Sono estintivi i fatti che, essendo il diritto validamente costituito, lo estinguono.

In caso di dubbio, i fatti devono essere considerati come costitutivi e, pertanto, spetterà alla parte che intende far valere il proprio diritto in giudizio dimostrarli.

Nelle azioni di semplice accertamento negativo, caratterizzate dall’assenza di una richiesta di condanna dell’altra parte e da una mera valutazione dell’inesistenza di un diritto o di un fatto, spetta al convenuto (la parte contro cui è stata intentata la causa) provare gli elementi costitutivi del diritto da esso invocato.

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Nelle azioni che devono essere esperite entro un certo termine a decorrere dalla data in cui l’attore (colui che intenta la causa) è venuto a conoscenza di un fatto determinato, spetta al convenuto provare che il termine è già scaduto, fatta salva altra disposizione specificatamente stabilita dalla legge.

Se il diritto invocato dall’attore è soggetto a condizione sospensiva (evento futuro e incerto dalla cui verifica le parti hanno lasciato dipendere la produzione degli effetti del negozio giuridico) o a dies a quo (termine allo scadere del quale insorge il diritto), spetta all’attore provare che si è verificata la condizione o che il termine è trascorso; nel caso in cui il diritto sia soggetto a condizione risolutiva (evento futuro e incerto dalla cui verifica le parti hanno lasciato dipendere la cessazione degli effetti del negozio giuridico) o dies ad quem (termine allo scadere del quale avviene l’estinzione del diritto), spetta al convenuto provare che si è verificata la condizione o che il termine è trascorso.

Le norme precedenti s’invertono in caso vi sia una presunzione legale (conseguenza o illazione che la legge trae da un fatto noto per risalire a un fatto ignoto), una dispensa o esonero dal rispetto delle suddette norme relative all’onere probatorio, oppure se vi sia un accordo valido in tal senso, laddove una parte si sia resa colpevole di avere impedito all'altra di presentare la prova, e, in generale, ogniqualvolta lo stabilisca la legge.

L’accordo che inverte l’onere della prova è considerato nullo quando si tratta di diritto indisponibile (diritto di cui la parte non può disporre attraverso semplice manifestazione di volontà in tal senso) o quando l’inversione renda eccessivamente difficile per una delle parti l’esercizio del diritto. E’ inoltre nullo il patto che esclude l’uno o l’altro mezzo di prova legale o ammette un mezzo di prova diverso da quelli legali. Se le disposizioni legali relative alla prova si fondano su motivi di ordine pubblico, l’accordo è considerato nullo in qualsiasi circostanza.

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Alla prova prodotta da colui al quale spetta dimostrare un fatto determinato, la controparte può opporre controprova, al fine di sollevare dubbio o incertezza nella mente del giudice sulla realtà dell’evento che si intendeva porre in rilievo; se tale dubbio insorge, la causa dovrà essere risolta a sfavore della parte incaricata di provare l’esistenza del fatto.

Il dubbio sulla ripartizione dell’onere della prova ha come conseguenza una decisione a sfavore della parte che trae vantaggio dal fatto.

b) Esistono norme che dispensano dal fornire prove relativamente a certi fatti? In quali casi? È possibile superare con prove queste presunzioni?

Tali norme effettivamente esistono.

Innanzi tutto, i fatti notori, ossia quelli che sono di pubblico dominio, non sono soggetti all'onere della prova.

Ciò vale ugualmente per i soggetti che beneficiano di una presunzione legale (sopra definita), i quali sono dispensati dalla prova di un fatto presunto.

Di norma, le presunzioni legali possono essere confutate, ossia, contestate tramite prova contraria. Esistono, tuttavia, situazioni in cui la legge non ammette la prova contraria. Ciò avviene, ad esempio, quando il legislatore dichiara di considerare sempre in mala fede il terzo che abbia acquisito il diritto dopo la registrazione dell'azione di simulazione (azione con cui si intende dimostrare, per accordo tra le parti in un determinato negozio, e al fine d'ingannare terzi, che vi è stata una divergenza tra la dichiarazione negoziale e la volontà reale del dichiarante), laddove ci sia stata tale registrazione.

In relazione alle presunzioni che possono essere confutate mediante prova contraria, varie sono le fattispecie previste dalla legge. A titolo esemplificativo, ricordiamo le seguenti:

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  • colui che abbia in suo possesso un bene mobile o immobile, con il dovere di custodirlo, e colui che si è assunto l'incarico di vigilare un qualsivoglia animale, è responsabile per i danni causati dal bene o dall'animale, salvo che non sia in grado di dimostrare l'assenza di una colpa qualsiasi da parte sua o che l'evento dannoso si sarebbe comunque verificato anche in assenza di una sua colpa;
  • colui che causa danni a terzi nell'esercizio di un'attività pericolosa per sua propria natura o per la natura dei mezzi utilizzati, è tenuto a ripararli, salvo che non possa dimostrare di aver utilizzato tutte le precauzioni richieste dalle circostanze al fine di prevenire tali danni;
  • il debitore è tenuto a provare che il mancato o inesatto adempimento dell'obbligazione non dipende da sua responsabilità;
  • il possesso legale è considerato di buona fede, quello non legale di mala fede;
  • il possessore gode della presunzione della titolarità del diritto, salvo nel caso in cui esista, a favore di terzi, una presunzione fondata su di una registrazione precedente all'inizio del possesso;
  • in caso di concorrenza di presunzioni legali fondate su di una registrazione, la priorità tra di esse sarà stabilita dalla rispettiva normativa in vigore;
  • la parete o il muro divisorio tra due edifici è considerato comune in tutta la sua altezza, se gli edifici sono uguali, e sino all'altezza di quello più basso, in caso contrario;
  • i muri tra fondi rustici, o tra cortili e giardini di fondi urbani, sono considerati anch'essi comuni, salvo indicazione contraria. Indicazioni contrarie del genere sono: a) la presenza di elementi sporgenti su un solo lato; b) la presenza, su un solo lato, di pezzi di risalti in pietra distribuiti sull'intera larghezza di un muro; c) l'assenza di muri lungo gli altri lati del fondo contiguo. Nel primo caso, si presume che il muro appartenga al fondo verso il quale s'inclina l'elemento sporgente; negli altri casi, a quello sul cui lato si trovano le costruzioni o le indicazioni menzionate; se il muro sostiene su tutta la sua larghezza una qualsiasi costruzione che si trovi solo da uno dei lati, si presume ugualmente che tale muro appartenga esclusivamente al proprietario della costruzione;
  • si presume che il figlio nato o concepito durante il matrimonio dalla madre abbia come padre il marito di quest'ultima;
  • avendo accettato l'eredità con beneficio d'inventario, solo i beni inventariati sono soggetti alle imposte applicabili, salvo che i creditori o i legatari dimostrino l'esistenza di altri beni;
  • in caso di accettazione pura e semplice dell'eredità, la responsabilità per le imposte applicabili non eccede il valore dei beni ereditati, ma spetta all'erede, in questo caso specifico, provare che nell'eredità non esistono valori sufficienti per pagare tali imposte;
  • se il testamento sigillato risulta lacerato o in pezzi, sarà considerato nullo, salvo nel caso in cui si dimostri che il fatto è stato compiuto da un soggetto diverso dal testatore o che questi non aveva intenzione di revocarlo o era incapace d'intendere e di volere. Si presume che il fatto sia stato compiuto da un soggetto diverso dal testatore se il testamento non si trovava nel lascito di quest'ultimo alla data del decesso;
  • l'alienazione totale o parziale di un bene legato implica la revoca correlativa del legato; la revoca sortisce il suo effetto, anche se l'alienazione è annullata per motivi diversi dalla mancanza o dal vizio di volontà dell'autore dell'alienazione, o anche se quest'ultimo riacquista per altro mezzo la proprietà del bene. Il legato è altresì annullato in caso di trasformazione del bene in altro, con forma differente e denominazione o natura diversa, laddove la trasformazione sia stata compiuta dal testatore. Tuttavia, è ammissibile la prova che dimostri che il testatore, nell'alienare o trasformare la cosa, non avesse intenzione di annullare il legato.

2. In quale misura il giudice deve essere convinto di un fatto per porlo a fondamento della sua decisione?

Il tribunale valuta liberamente le prove, e il giudice decide sulla base del proprio prudente convincimento in relazione a ciascun fatto, essendo tale convincimento il frutto di meccanismi razionali.

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Per giungere a tale convincimento, il giudice può, di norma, ricorrere a qualsiasi mezzo di prova.

Tuttavia, se la legge esige, per dimostrare l’esistenza del fatto giuridicamente rilevante, una qualsiasi formalità specifica, essa non può essere oggetto di alcuna dispensa. Ciò si verifica, ad esempio, quando una norma giuridica impone la necessità di produrre prove documentali o la legge consideri inammissibile la prova testimoniale.

Il principio della libera valutazione delle prove viene meno, inoltre, davanti a situazioni in cui esista prova per confessione o per presunzione legale.

Dato che il giudice non può astenersi dal giudizio, adducendo dubbi insolubili sui fatti controversi, è tenuto, in situazione d’insufficienza di prove, a pronunciare una decisione sfavorevole alla parte incaricata di provare il fatto.

II. L’ASSUNZIONE DELLE PROVE

3. L’assunzione delle prove avviene sempre su richiesta di una parte, o il giudice può anche procedere di propria iniziativa?

L’assunzione delle prove non avviene sempre su iniziativa delle parti. Anzi, la legge prevede la possibilità che sia il giudice ad avviare d’ufficio tutte le pratiche per l’acquisizione della prova.

A tale effetto, spetta al giudice eseguire od ordinare, anche in via ufficiosa, tutte le misure necessarie per appurare la verità e per la giusta composizione della controversia, in quanto ai fatti che è autorizzato a conoscere.

Il giudice può, in qualsiasi fase del procedimento, ordinare la comparizione personale delle parti per deporre su fatti riguardanti la decisione della causa.

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Può inoltre, d’ufficio e con ordinanza motivata, decidere di richiedere informazioni presso il tribunale, laddove le consideri essenziali al regolare andamento del procedimento o alla giusta composizione della controversia. Ciò avviene, ad esempio, in relazione a dati riservati che sono disponibili presso i servizi amministrativi.

Spetta al tribunale, per sua iniziativa o su istanza di una delle parti, richiedere informazioni, pareri tecnici, piante, fotografie, disegni, oggetti o altri documenti necessari a chiarire la verità. Tale richiesta può essere rivolta ad organi ufficiali, alle parti o a terzi.

Il giudice, sempre che lo giudichi opportuno, può, d’ufficio o su istanza delle parti, e nel rispetto della riservatezza della vita privata e familiare e della dignità umana, procedere all’ispezione di beni o persone, al fine di chiarire qualsivoglia fatto che interessi la decisione della causa, con la possibilità di recarsi nel luogo in questione o di ordinare di procedere alla ricostruzione dei fatti, qualora lo ritenesse necessario.

Quando, nel corso della causa, sussistano motivi per presumere che un determinato soggetto, non chiamato a deporre come testimone, sia a conoscenza di fatti rilevanti per la decisione della causa, il giudice è tenuto a ordinare che tale soggetto sia chiamato a deporre in giudizio.

Il giudice può inoltre, d’ufficio, ordinare l’assunzione di prove periziali.

Non richiedono alcuna dichiarazione i fatti di cui il giudice è venuto a conoscenza nell’esercizio delle proprie funzioni.

Il giudice deve prendere in esame tutte le prove prodotte, che provengano o meno dalla parte incaricata di produrle.

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4.

a) Se la richiesta di una parte relativa all’assunzione di prove è accettata, quali sono le fasi seguenti?

La prova è normalmente presentata dalle parti durante la fase istruttoria, ossia nella fase immediatamente successiva alla definizione dei fatti da dimostrare. Generalmente, la produzione della prova avviene durante l’udienza finale.

È ammessa, a titolo eccezionale, la produzione anticipata di prove, in relazione alla deposizione di persone, alle prove periziali e all’ispezione giudiziaria. Per farlo, è sufficiente il giustificato motivo di ritenere che diventi impossibile o molto difficile raccogliere la deposizione di alcuni soggetti nel momento processuale  appropriato, oppure procedere alla verifica ulteriore di determinati fatti.

La produzione di prove nell’udienza finale, fatti salvi i casi in cui le circostanze giustifichino un’alterazione dell’ordine legale da parte del giudice, inizia dalle deposizioni delle parti.

Segue, qualora la prova si fondasse su tali mezzi, l’esibizione di riproduzioni cinematografiche o di registrazioni fonografiche.

Possono seguire chiarificazioni orali da parte dei consulenti tecnici, in caso le parti o il tribunale abbiano richiesto la loro comparizione in udienza.

La prova testimoniale è, di norma, assunta nell’udienza finale.

Dopo l’assunzione della prova, inizia il dibattito sul merito. In tali dibattiti, gli avvocati cercano di stabilire i fatti che dovranno essere considerati dimostrati e quelli che, a loro parere, non potranno essere considerati come dimostrati.

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Al termine dei dibattiti, il tribunale si riunisce per deliberare. Se non ritiene di avere chiarito in modo sufficiente i fatti, può tornare in aula, ascoltare i soggetti che ritiene necessario sentire e ordinare tutti i provvedimenti che considera opportuni.

b) In quali casi il tribunale può respingere la richiesta di una parte di assunzione delle prove?

La richiesta di assunzione delle prove può essere respinta qualora venga presentata al di fuori dei termini legalmente previsti a tal fine.

Analogamente, non potranno essere ammesse prove vietate per legge. Ad esempio, le testimonianze di testimoni fisicamente e mentalmente incapaci di deporre, le deposizioni della parte relative a fatti contrari alla moralità o criminosi di cui la parte è accusata, oppure relativi a fatti non personali o di cui il deponente non deve essere a conoscenza. Rientrano, inoltre, in questo gruppo i testimoni che abbiano indebitamente ascoltato una conversazione telefonica o che abbiano agito come investigatori privati, oppure abbiano ottenuto informazioni mediante tortura o trattamento degradante, la presentazione di un diario personale della parte avversa, e tutti i mezzi che implichino la possibilità di un mancato rispetto della riservatezza e della dignità della persona umana, nonché la violazione del segreto di Stato, professionale o d'ufficio.

In relazione alla violazione di tale segreto, il tribunale gerarchicamente superiore a quello adito per tale questione potrà far venir meno detto segreto, considerando la necessità di far prevalere l’interesse preponderante.

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È inoltre possibile dichiarare irricevibile tale richiesta di assunzione delle prove, nel caso in cui si utilizzi un mezzo di dimostrazione diverso da quelli richiesti dalla legge (ad esempio, laddove la norma imponga di allegare un documento, soggetto a un certo formalismo, per attestare un fatto, e si richieda l’assunzione delle prove testimoniali allo stesso effetto), o se si è superato un limite previsto da una norma procedurale (ad esempio, laddove si ecceda il numero di testimoni previsto per un determinato tipo di processo, dovranno essere respinte le testimonianze eccedenti).

5.

a) Quali sono i diversi mezzi di prova?

Costituiscono mezzi di prova:

  1. la presentazione di beni mobili e immobili;
  2. le presunzioni (nel senso sopra enunciato);
  3. i documenti;
  4. le deposizioni delle parti in giudizio, se si tratta di confessioni giudiziarie;
  5. le perizie realizzate da persone dotate di particolari conoscenze tecniche;
  6. le ispezioni giudiziarie ossia il confronto diretto del giudice con il fatto da dimostrare;
  7. le deposizioni dei testimoni.

b) Quali procedure vengono seguite per l’assunzione delle prove testimoniali? Sono esse diverse da quelle relative alle dichiarazioni dei periti? Quali sono le norme relative alla presentazione di prove scritte e di relazioni/pareri di esperti?

Non è in virtù del fatto che la prova sia presentata oralmente o per iscritto che emergono differenze specifiche tra l’efficacia dimostrativa dei mezzi probatori.

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Conformemente al principio della libera valutazione della prova, che disciplina la procedura civile, ciò che genera il convincimento del giudice in relazione alla materializzazione di un certo fatto, è un percorso intellettuale, poi interno, di natura razionale, fondato anch’esso su regole dettate dalla propria esperienza e dalle proprie conoscenze, e non la mera osservazione di un determinato formalismo, in particolare quello relativo alla presentazione di un supporto scritto per attestare un riferimento fattuale.

Inoltre, il fatto che il procedimento civile portoghese esiga l’immediatezza (contatto personale tra il giudice e la varie fonti di prova), la concentrazione (la compressione e localizzazione nello spazio temporale limitato e tendenzialmente continuo dell’istruzione, della delibera e del giudizio), l’oralità (dibattito orale) e l’identità del giudice (la necessità che il giudice assista a tutti gli atti istruttori e dibattimentali prodotti durante l’udienza finale), rende irrilevante la distinzione proposta nell’ambito della domanda.

c) Hanno alcuni mezzi di prova maggiore forza di altri?

In effetti, la legge attribuisce una diversa efficacia dimostrativa ai vari mezzi probatori.

La libera valutazione dei mezzi di prova risulta esclusa, e alcuni mezzi risultano prevalenti sugli altri, sempre che la legge attribuisca un valore specifico di convincimento a un determinato mezzo probatorio o quando esiga, per l’esistenza o prova del fatto giuridico, una qualsiasi formalità particolare. Nei casi di prova legale negativa, la legge vieta che determinati mezzi probatori inducano il convincimento del giudice.

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In relazione alla produzione di prove mediante l’assunzione di deposizioni testimoniali, l’audizione orale di consulenti (che, in generale, sono ascoltati solo nell’udienza finale, se risultino necessari chiarimenti orali, poiché il risultato della perizia figura già in una relazione scritta), le ispezioni giudiziarie, le relazioni periziali e i documenti non dotati per legge di particolare forza probatoria, il tribunale valuta, liberamente, le prove prodotte.

L’efficacia dimostrativa delle deposizioni testimoniali è liberamente valutata dal giudice. Tuttavia, ciò avviene fatta salva l’irricevibilità della prova testimoniale come sostituto di un documento legalmente richiesto o per dimostrare qualsivoglia accordo contrario o aggiuntivo al contenuto di determinati documenti.

La forza probatoria delle risposte dei consulenti, nonché il risultato delle ispezioni giudiziarie, è liberamente determinata dal tribunale.

Gli atti pubblici (ossia gli atti scritti predisposti da autorità o pubblico ufficiale competente, nell’ambito delle sue funzioni) producono una prova piena (ossia, dimostrazione che può essere confutata soltanto mediante prova contraria, non essendo sufficiente far sorgere un semplice dubbio nella mente del giudice) dei fatti che indicano come realizzati da tali agenti, nonché dei fatti in essi attestati sulla base della comprensione dell’ente che ha redatto gli atti. Le scritture private, la cui firma o la cui grafia siano autenticate ai sensi della legislazione notarile, costituiscono piena prova in quanto alle dichiarazioni attribuite al suo autore, fatte salve la contestazione e la prova della falsità del documento. I fatti contemplati nella dichiarazione sono considerati dimostrati nella misura in cui risultino contrari agli interessi del dichiarante, avendo, tuttavia, la dichiarazione un carattere indivisibile.

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d) Per provare certi fatti sono obbligatori certi mezzi di prova?

È quanto prevede effettivamente il diritto portoghese.

Quando la legge esige, come forma di dichiarazione negoziale, un documento soggetto a un determinato formalismo, tale documento non può essere sostituito da una altro mezzo di prova o da un altro documento di forza probatoria inferiore.

Laddove la legge esiga, in relazione all'esistenza o alla prova del fatto giuridico, una qualsiasi formalità speciale, essa non può essere oggetto di deroga.

Potremmo segnalare, a titolo di esempio, le seguenti situazioni specifiche:

  • un contratto di mutuo (in virtù del quale un soggetto presta a un altro una somma di denaro o un bene che può essere determinato in funzione del suo genere, della sua qualità e quantità) di valore superiore a 20 000 euro è valido solo se stipulato mediante atto pubblico; un contratto di valore superiore a 2 000 euro, è invece considerato valido se stipulato mediante documento firmato dal mutuatario (colui che chiede il prestito);
  • un contratto di compravendita di beni immobili e un contratto di donazione di beni immobili sono validi soltanto se stipulati tramite atti pubblici.

6.

a) Vi è per legge un obbligo di testimonianza?

Tutti i soggetti, siano parti in causa o no, sono tenuti a collaborare per scoprire la verità, rispondendo alle domande che sono loro rivolte, sottoponendosi alle ispezioni necessarie, mettendo a disposizione quanto sia stato richiesto e compiendo gli atti stabiliti.

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b) In quali casi un testimone può rifiutare di deporre?

Possono rifiutarsi di deporre come testimoni, salvo nelle azioni che abbiano come oggetto la verifica della nascita o del decesso dei figli:

  • gli ascendenti nelle cause dei discendenti e gli adottandi in quelle degli adottati, e viceversa;
  • il suocero o la suocera nelle cause del genero o della nuora, e viceversa;
  • uno dei due coniugi, o ex coniugi, nelle cause in cui l'altro coniuge o ex coniuge sia parte in giudizio;
  • chi convive, o abbia convissuto, in un'unione di fatto in condizioni analoghe a quelle dei coniugi con una delle parti in causa.

Spetta al giudice informare i soggetti summenzionati della facoltà di rifiutare di deporre.

È considerato legittimo il rifiuto di deporre eccepito da testimoni tenuti al segreto professionale, d'ufficio e di Stato, relativamente ai fatti coperti da tale segreto e laddove il rispetto del dovere di collaborare con l'amministrazione della giustizia implichi la violazione dell'integrità fisica o morale dei soggetti, l'intromissione nella vita privata o familiare, nel domicilio, nella corrispondenza o nelle telecomunicazioni.

c) Può una persona che si rifiuta di deporre incorrere in sanzioni o essere obbligata a farlo?

I soggetti che rifiutano di collaborare sono condannati a una multa, fatto salvo l’impiego di mezzi coercitivi che si rivelino adatti al caso concreto.

Nel caso di un testimone che, senza alcuna giustificazione, non si presenti in giudizio, il giudice può ordinare che il soggetto stesso compaia sotto custodia, condannandolo al pagamento di una multa.

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d) Vi sono persone che non possono testimoniare?

In effetti, esistono soggetti le cui deposizioni non possono essere assunte.

Si tratta, ad esempio, dei soggetti interdetti per anomalia psichica e tutti coloro che non sono fisicamente e mentalmente atti a deporre su fatti che costituiscono oggetto di prova.

Spetta al giudice valutare la capacità naturale dei soggetti chiamati a testimoniare.

Coloro che nella causa possono deporre come parti, non possono rendere una deposizione testimoniale.

7. Qual è il ruolo del giudice e delle parti nell’audizione di un testimone? A quali condizioni un teste può essere sentito ricorrendo a nuove tecnologie come la televisione o la videoconferenza?

I testimoni depongono nell'udienza finale, di persona o mediante teleconferenza, eccetto quando:

  • si proceda a un'audizione anticipata (che può essere utilizzata laddove esista il fondato timore che diventi impossibile e molto difficile assumere la deposizione di un determinato soggetto);
  • si proceda all'audizione per rogatoria, o inviando una lettera rogatoria al consolato portoghese che non dispone dei mezzi tecnici per un'audizione in teleconferenza;
  • l'audizione avvenga presso la residenza o nella sede dei servizi (prerogativa concessa al Presidente della Repubblica e agli agenti diplomatici stranieri in condizioni di reciprocità);
  • sussista l'impossibilità di comparire in tribunale;
  • sia utilizzata la prerogativa di deporre innanzi tutto per iscritto oppure nel caso in cui il giudice autorizzi la deposizione in questi termini, di fronte all'impossibilità o alla grave difficoltà di comparire in tribunale, oppure all'esistenza di un accordo tra le parti.

Il Presidente del tribunale gode di tutti i poteri per far sì che il dibattimento sia utile e breve e per assicurare la giusta decisione della causa. A lui compete, in particolare, dirigere i lavori, mantenere l'ordine e il rispetto delle istituzioni, della legge e della corte, adottare i provvedimenti che consentono il dibattimento consono e sereno della causa, informare gli avvocati e il Pubblico Ministero della necessità di chiarire i punti oscuri o dubbi e, se del caso, disporre l'ampliamento dei fatti da dimostrare.

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Il testimone è interrogato sui fatti illustrati o contestati dalla parte che lo ha chiamato a testimoniare, e depone in modo preciso, indicando le sue motivazioni e qualsiasi circostanza che possa giustificare la sua conoscenza dei fatti; i motivi addotti dovranno essere, per quanto possibile, dettagliati e fondati.

In caso di deposizione di fronte al giudice collegiale, l'interrogatorio è condotto dall'avvocato della parte che ha citato il testimone; l'avvocato della parte avversa è autorizzato a rivolgere al testimone le domande indispensabili a completare o chiarire la deposizione, in relazione ai fatti sui quali ha deposto.

Il presidente del tribunale deve impedire che gli avvocati trattino incivilmente il testimone e facciano domande o considerazioni impertinenti, tendenziose, capziose o vessatorie; tanto il presidente quanto il collegio possono rivolgere le domande che ritengono opportune per appurare la verità.

L'interrogatorio e le domande sono opera dei procuratori delle parti, fatti salvi i chiarimenti richiesti dai membri del tribunale.

Il presidente del tribunale concluderà l'interrogatorio, laddove risulti necessario per garantire la serenità del testimone o per porre termine a domande inopportune.

Il testimone, prima di rispondere alle domande che gli sono rivolte, può consultare il fascicolo, esigere che gli siano mostrati determinati documenti in esso contenuti, oppure presentare documenti volti a corroborare la sua deposizione.

I testimoni residenti al di fuori della circoscrizione giudiziaria, o della rispettiva isola nel caso delle regioni autonome, sono presentati dalle parti quando queste lo abbiano dichiarato al momento della citazione. In alternativa, essi possono essere ascoltati tramite teleconferenza durante la stessa udienza a partire dal tribunale della loro zona di residenza, oppure, qualora in detta zona non esistano ancora i mezzi necessari a tal fine, dal tribunale della sede della circoscrizione giudiziaria ove risiedono.

III. VALUTAZIONE DELLA PROVA

8. Quando una prova viene ottenuta illegalmente da una parte, in che misura il tribunale può tenerne conto nella sua decisione?

Le prove ottenute illegalmente non possono essere prese in considerazione dal tribunale.

9. In quanto parte in causa, le mie dichiarazioni conteranno come prove?

Sì, avranno valore se costituiscono una confessione giudiziaria, ossia, se si rivelano sfavorevoli ai suoi interessi e favoriscono la parte avversa.

Ulteriori informazioni

È possibile ottenere chiarimenti complementari sui seguenti siti Internet:

  • http://www.stj.pt English - français - português - Corte Suprema;
  • http://www.tribunalconstitucional.pt/ português - Corte Costituzionale;
  • http://www.mj.gov.pt/ English - português - Ministero della Giustizia;
  • http://trl.pt/ português - Corte di appello di Lisbona;
  • http://www.trc.pt/ português - Corte di appello di Coimbra;
  • http://www.tre.pt English - français - português - Corte di appello di Evora;
  • http://www.trp.pt português - Corte di appello di Oporto;
  • http://www.pgr.pt/ português - Procura Generale della Repubblica;
  • http://www.itij.mj.pt português - Banca dati giuridica;
  • http://www.cej.pt/ English - português - Centro di studi giudiziari (ente responsabile della formazione dei magistrati portoghesi);
  • http://www.dgsj.pt - Direzione generale dell'amministrazione della Giustizia (mette a disposizione, inter alia, informazioni sui contatti dei tribunali e sulla giurisdizione territoriale e l'accesso alla pagina degli uffici giudiziari); English - português
  • http://www.gplp.mj.pt/ português - Gabinetto di politica legislativa e pianificazione del Ministero della Giustizia;
  • http://www.dgrn.mj.pt português - Direzione generale dei registri e del notariato;
  • http://www.asjp.pt/ português - Associazione sindacale dei giudici portoghesi;
  • http://www.smmp.pt/ português - Sindacato dei magistrati della Procura;
  • http://www.oa.pt/ português - Ordine degli avvocati;
  • http://www.dr.incm.pt/dr/ português - Banca dati sulla legislazione «on-line» (contiene i documenti e gli atti pubblicati nella Serie I del Diário da República (Gazzetta ufficiale) dall'01-01-1970; permette l'accesso gratuito alla legislazione pubblicata nella Serie I dall'01-01-2000);
  • http://www.solicitador.net/ português - Camera dei procuratori legali.

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