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Ultimo aggiornamento: 08-02-2007
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Assunzione delle prove e mezzi di prova - Lituania

 

INDICE

I. Onere della prova I.
1.
a) Quali sono le norme applicabili per quanto riguarda l'onere della prova? a)
b) Esistono norme che dispensano dal fornire prove relativamente a certi fatti? In quali casi è possibile superare con le prove contrarie le presunzioni previste dalla legge? b)
2. In che misura il giudice deve essere convinto di un fatto per poter basare la propria decisione su di esso? 2.
II. Assunzione delle prove II.
3. L’assunzione delle prove avviene sempre su richiesta delle parti o il giudice può anche disporla d'ufficio? 3.
4.
a) Nel caso in cui la prova sia ammessa dal giudice, quali sono le fasi seguenti? a)
b) In quali casi il giudice può respingere una richiesta di una delle parti per assumere una prova? b)
5.
a) Quali sono i mezzi di prova? a)
b) Quali sono le differenze fra l’audizione di un testimone e/o il parere orale di un perito? Quali sono le norme sulla produzione di prove documentali e di perizie / pareri di esperti? b)
c) Alcuni mezzi di prova prevalgono sugli altri? c)
d) Esistono mezzi di prova obbligatori per dimostrare determinati fatti? d)
6.
a) I testimoni hanno l’obbligo di testimoniare? a)
b) In quali casi i testimoni possono rifiutarsi di testimoniare? b)
c) È possibile obbligare a deporre un teste che si rifiuta di farlo? Sono previste sanzioni per tale rifiuto? c)
d) Quali persone possono rifiutare di testimoniare? d)
7. Qual è il ruolo del giudice e delle parti nell'interrogatorio dei testimoni? In base a quali condizioni può un testimone essere ascoltato con l’ausilio delle nuove tecnologie quali televisione o videoconferenza? 7.
III. Valutazione della prova III.
8. Se la prova non è stata ottenuta legalmente da una delle parti, il giudice è soggetto a dei limiti quanto al raggiungimento della propria decisione? 8.
9. Le eventuali dichiarazioni rese da una parte in causa possono avere valore probatorio? 9.

 

I. Onere della prova

1.

a) Quali sono le norme applicabili per quanto riguarda l'onere della prova?

Secondo il codice di procedura civile della Repubblica di Lituania, l’onere della prova grava sulle parti in causa:

Articolo 178. Onere della prova

Le parti sono tenute a provare i fatti sui quali intendono basare le proprie richieste ed eccezioni tranne i fatti che non richiedono di essere provati secondo la procedura definita dal codice.

Articolo 12. Principio della concorrenza

In tutti i tribunali le cause civili vengono giudicate secondo il principio della concorrenza. Ciascuna delle parti è tenuta a provare i fatti sui quali ha fondato le proprie richieste ed eccezioni, tranne nei casi in cui tali fatti non devono essere provati.

b) Esistono norme che dispensano dal fornire prove relativamente a certi fatti? In quali casi è possibile superare con le prove contrarie le presunzioni previste dalla legge?

I fatti per i quali è escluso l’onere della prova si trovano elencati all’articolo 182 del codice di procedura civile. Si noti, inoltre, che quei fatti potrebbero essere contestati fornendo la prova secondo quanto previsto dalla normativa processuale generale.

Articolo 182. Esonero dall’onere della prova

I seguenti fatti devono essere considerati come fatti che non occorre provare:

  • fatti che il giudice considera notori;
  • fatti stabiliti in sentenze esecutive in altre cause civili o amministrative in cui le parti erano le stesse, ad eccezione dei casi in cui la sentenza comporti conseguenze legali per altre persone non coinvolte nelle cause (fatti pregiudizievoli);
  • conseguenze di azioni personali che costituiscono un reato se tali conseguenze sono state riconosciute da una sentenza esecutiva in una causa penale (fatti pregiudizievoli);
  • fatti presumibili ai sensi di leggi in vigore e non contestati nella procedura generale;
  • fatti basati su ammissioni delle parti (articolo 187 del codice di procedura civile, vedi sotto).

Articolo 187. Ammissione di fatti

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  1. Una parte può ammettere i fatti sui quali l’altra parte basa la propria richiesta o eccezione.
  2. Il giudice può considerare il fatto ammesso come avvenuto se ritiene che l’ammissione abbia avuto luogo sulla base dei fatti del caso di specie e non a seguito di inganno, violenza, minaccia, errore o al fine di occultare la verità.

2. In che misura il giudice deve essere convinto di un fatto per poter basare la propria decisione su di esso?

Nel caso in cui le prove fornite consentano al giudice di arrivare alla conclusione che è più verosimile e probabile che un determinato fatto si sia verificato, piuttosto che il contrario, allora il giudice lo riconoscerà come realmente avvenuto.

II. Assunzione delle prove

3. L’assunzione delle prove avviene sempre su richiesta delle parti o il giudice può anche disporla d'ufficio?

Secondo l’articolo 179 del codice di procedura civile, le parti e gli altri intervenienti in una causa devono produrre le prove. Se la prova raccolta non è sufficiente, il giudice può invitare le parti e gli altri intervenienti nella causa a fornirgli una prova sufficiente, fissando un termine per l'espletamento. Il giudice, inoltre, può assumere la prova d’ufficio solo nei casi previsti dal codice di procedura civile e da altre leggi.

Secondo quanto previsto dal codice di procedura civile, il giudice può assumere d’ufficio una prova nelle cause di lavoro o in materia di famiglia se, a suo avviso, ciò è fondamentale ai fini di una decisione imparziale del caso (vedi articoli 376 e 414).

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Inoltre, l’articolo 476 del codice di procedura civile stabilisce che un giudice, nella fase istruttoria della causa di dichiarazione di emancipazione di minore, può:

  1. richiedere all’organismo statale incaricato della tutela dei diritti del minore del luogo in cui il minore ha la residenza di sottoporgli la propria opinione in merito alla capacità del minore di esercitare in maniera indipendente tutti i diritti civili di cui gode e, altrettanto, di adempiere i propri obblighi;
  2. richiedere informazioni sull’eventuale presenza di precedenti penali o di violazioni di leggi amministrative o di altre leggi commesse dal minore;
  3. se è necessario a stabilire il livello dello sviluppo fisico, morale, spirituale o mentale del minore, chiedere una perizia psicologica e/o psichiatrica e richiedere qualsiasi documento clinico o altro materiale necessario al compimento di tale esame;
  4. eseguire qualsiasi altra azione necessaria per l’istruttoria della causa.

L’articolo 582 del codice di procedura civile prevede anche che, quando il giudice esamina l’autorizzazione per il trasferimento del titolo ai beni della famiglia, il pignoramento o sequestro, i beni della famiglia o altro che ne ostacoli i diritti, considerando le circostanze del caso in esame, può chiedere al ricorrente di presentargli la prova della situazione materiale della famiglia (reddito, risparmi, altri beni, debiti), le informazioni relative ai beni di famiglia trasferiti, le informazioni fornite dall’organismo preposto alla tutela dei diritti del minore o dei genitori del minore, nonché le condizioni e i termini preliminari, le probabilità di esecuzione della futura operazione e le possibilità di tutela dei diritti del minore in caso di mancato perfezionamento dell’operazione e altre prove.

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4.

a) Nel caso in cui la prova sia ammessa dal giudice, quali sono le fasi seguenti?

Secondo quanto previsto dagli articoli 199 e 206 del codice di procedura civile, per raccogliere le prove, il giudice può:

  1. chiedere ad una persona fisica o giuridica di produrre direttamente documenti o cose per provare un determinato fatto entro un termine perentorio. Se la persona fisica o giuridica non è assolutamente in grado di produrre la prova documentale o reale ovvero non è in grado di farlo nei termini fissati, questi dovrà informarne il giudice e indicare i motivi della mancata produzione;
  2. rilasciare a una persona che chiede di ottenere documenti o cose per provare un fatto un certificato che autorizzi a ottenere la prova da esibire al giudice.

Durante l’istruzione di una causa, il giudice compie anche altri atti processuali necessari alla corretta istruzione della causa (ottenere prove che non possono essere assunte dalle parti in causa e raccogliere prove d’ufficio se tale facoltà è prevista dal codice di procedura civile).

b) In quali casi il giudice può respingere una richiesta di una delle parti per assumere una prova?

Il giudice può respingere una richiesta se:

  1. la prova non è ammissibile;
  2. la prova non conferma o nega fatti rilevanti nell'ambito della causa (articolo 180 del codice di procedura civile);
  3. la prova avrebbe potuto essere assunta prima e la produzione tardiva ritarderebbe lo svolgimento del processo (articolo 181, comma 2, del codice di procedura civile).

Per essere accolto dal giudice, qualsiasi documento o altra prova su cui la parte attrice basa le proprie richieste, nonché qualsiasi informazione in merito all’avvenuto pagamento di spese ufficiali e le richieste di prove che la parte attrice non è in grado di produrre, comprendenti i motivi di tale impossibilità, deve essere allegato all'atto introduttivo dell’attore (articolo 135 del codice di procedura civile).

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Va inoltre aggiunto che la corte d’appello rifiuterà ogni richiesta di nuova prova che avrebbe potuto essere assunta dinanzi al giudice di primo grado, salvo i casi in cui tale ultimo giudice l’abbia immotivatamente respinta o se la necessità di tale nuova prova è sorta in un secondo momento (articolo 314 del codice di procedura civile).

5.

a) Quali sono i mezzi di prova?

Secondo il codice di procedura civile, la prova in una causa civile consiste in qualsiasi informazione effettiva sulla quale un giudice può basarsi per decidere – secondo quanto previsto dalle norme del codice di procedura civile – in merito all’esistenza o alla mancanza di fatti che comprovino le richieste e le eccezioni delle parti, nonché in merito ad altri fatti importanti ai fini della giusta decisione. Le informazioni possono essere ricavate da: dichiarazioni rese dalle parti o da terzi (personalmente o tramite rappresentanti), testimonianze, prove documentali, prove reali, protocolli di ispezione e perizie.

Anche foto scattate legalmente e registrazioni audio-video possono costituire mezzi di prova.

b) Quali sono le differenze fra l’audizione di un testimone e/o il parere orale di un perito? Quali sono le norme sulla produzione di prove documentali e di perizie / pareri di esperti?

Le norme sui mezzi di prova testimoniale e peritale sono contenute negli articoli 192 e 217 del codice di procedura civile:

Articolo 192. Esame del testimone

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  1. Il testimone deve essere invitato a recarsi presso un’aula di giustizia e ascoltato. Il testimone che non è ascoltato non può rimanere all’interno dell’aula durante l’udienza. I testimoni esaminati dovranno rimanere nell’aula per tutta la durata dell’udienza. Su richiesta dei testimoni esaminati, il giudice può consentire loro di abbandonare l’aula dopo aver ascoltato il parere delle parti.
  2. Il testimone può essere esaminato in loco se impossibilitato a presentarsi davanti al giudice a causa di malattia, età avanzata, disabilità o altri motivi sostanziali legittimi e una delle parti che lo ha fatto chiamare non è in grado di garantire che quel testimone si presenti davanti al giudice.
  3. Il giudice è tenuto ad accertare l’identità del testimone, spiegargli quali sono i suoi diritti e i suoi doveri nonché informarlo sulla responsabilità in cui incorre in caso di violazione del giuramento prestato e sul mancato o scorretto adempimento di altri obblighi del testimone.
  4. Prima di essere ascoltato, il testimone è tenuto a prestare giuramento ponendo una mano sulla costituzione della Repubblica di Lituania e recitando la seguente formula: “Io, (nome e cognome), giuro di dire il vero, senza nascondere, aggiungere o modificare la prova”. Il testimone che ha giurato dovrà quindi sottoscrivere il verbale di giuramento, che dovrà essere allegato al verbale dell’udienza.
  5. Il giudice, se riscontra la presenza di legami tra il testimone e le parti, terzi e altri fatti importanti relativi alla prova testimoniale (istruzione, ambito di attività del testimone, ecc.), dovrà invitare il testimone a dire tutto quello che sa con riferimento al caso, evitando quelle informazioni di cui non può riferire le fonti.
  6. Dopo che il testimone avrà reso la testimonianza, sarà possibile porgli delle domande. Il testimone dovrà essere prima esaminato dalla persona che ne ha richiesto l’intervento e da un rappresentante di tale persona. Successivamente, il testimone dovrà essere ascoltato dalle altre parti. Il giudice deve opporsi a domande tendenziose e irrilevanti con riferimento al caso e ha il diritto di porre domande in qualsiasi momento durante l’esame del testimone.
  7. Se necessario, su richiesta di una delle parti o d’ufficio, il giudice può riesaminare un testimone nel corso della stessa udienza, chiamare il testimone esaminato in occasione di un’altra udienza davanti allo stesso giudice o procedere al confronto dei testimoni.

Articolo 217. Esame dei periti

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  1. La perizia deve essere letta ad alta voce nel corso dell’udienza e, prima di ciò, il perito (o i periti) incaricato della perizia e presente all’udienza dovrà prestare giuramento ponendo una mano sulla costituzione della Repubblica di Lituania e recitando la seguente formula: “Io, (nome e cognome), giuro di bene e fedelmente adempiere al mio incarico e di produrre una perizia motivata al meglio delle mie conoscenze”. Se la perizia viene condotta al di fuori dell’udienza, il verbale di giuramento sottoscritto dal perito costituirà parte integrante della relazione peritale.
  2. Il giudice ha facoltà di invitare il consulente a rendere chiarimenti oralmente. Questi ultimi dovranno essere verbalizzati.
  3. Al perito potranno essere poste domande per fornire chiarimenti o integrare la perizia. La persona che ha chiesto la nomina di un perito dovrà essere la prima a porgli le domande. Successivamente, il perito potrà essere interrogato dalle altre parti. In caso di perito nominato d’ufficio dal giudice, sarà la parte attrice la prima a dovergli rivolgere domande.
  4. Il giudice può porre domande al consulente in qualsiasi momento durante l’esame della perizia.

La perizia è fornita (ai sensi di quanto disposto dall’articolo 217 del codice di procedura civile) solo su richiesta di un giudice (per iscritto, sotto forma di relazione peritale). La relazione peritale deve comprendere la descrizione dettagliata delle analisi, le conclusioni tratte sulla base delle analisi effettuate e le risposte motivate ai quesiti posti dal giudice.

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Va notato che, se il giudice richiede una perizia senza autenticazione, il parere dell'esperto viene considerato come una prova documentale prodotta da un consulente (come se fosse prodotta dalle altre parti) o raccolta dal giudice secondo quanto previsto dal codice di procedura civile.

Le norme riguardanti la produzione della prova documentale sono contenute nell’articolo 198 del codice di procedura civile:

Articolo 198. Produzione della prova documentale

  1. La prova documentale può essere prodotta dalle parti o assunta dal giudice secondo quanto previsto dal codice di procedura civile.
  2. La prova documentale deve essere prodotta nella forma indicata dall’articolo 114. I documenti sottoscritti dalle parti e trasmessi telematicamente secondo quanto previsto da leggi e altri regolamenti sono considerati alla stregua di un documento trasmesso in forma scritta. Qualora la prova documentale sia stata redatta in una lingua diversa da quella ufficiale, dovrà esservi allegata la relativa traduzione giurata secondo quanto previsto dall’apposita procedura. Gli atti originali della causa possono essere restituiti dietro richiesta di chi li ha esibiti. Tuttavia, in questa ipotesi, dovranno essere conservate copie conformi dei documenti restituibili ai sensi di quanto previsto dal codice di procedura civile.
c) Alcuni mezzi di prova prevalgono sugli altri?

Secondo quanto previsto dall’articolo 197 del codice di procedura civile, i documenti rilasciati da autorità statali e comunali, approvati da pubblici ufficiali nei limiti della loro competenza e secondo i requisiti previsti quanto alla forma di documenti particolari, sono considerati prove documentali ufficiali e hanno una maggiore valenza probatoria. I fatti indicati all’interno di prove documentali ufficiali sono considerati come interamente dimostrati fino a prova contraria fornita da un’altra prova rilevante, che non sia una prova testimoniale. Il divieto di servirsi di una prova testimoniale non si applicherà nei casi in cui ciò è contrario ai principi di imparzialità, giustizia, e ragionevolezza. La valenza probatoria di prove documentali ufficiali può inoltre essere obbligatoriamente conferita ad altri documenti.

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d) Esistono mezzi di prova obbligatori per dimostrare determinati fatti?

Secondo il codice di procedura civile, i fatti per la cui prova la legge prevede l’utilizzo di particolari mezzi di prova non possono essere provati mediante mezzi alternativi (articolo 177, comma 4).

6.

a) I testimoni hanno l’obbligo di testimoniare?

Il codice di procedura civile obbliga i testimoni invitati a testimoniare a comparire davanti al giudice e a fornire una prova imparziale. La persona chiamata a testimoniare è responsabile ai sensi di legge della mancata osservanza degli obblighi del testimone (articolo 191).

b) In quali casi i testimoni possono rifiutarsi di testimoniare?

Secondo quanto previsto dall’articolo 191, comma 2, del codice di procedura civile, è possibile rifiutare la testimonianza nei casi in cui la prova testimoniale costituirebbe una prova contro sé stessi, membri della famiglia o parenti prossimi.

c) È possibile obbligare a deporre un teste che si rifiuta di farlo? Sono previste sanzioni per tale rifiuto?

Nell’ipotesi di assenza di testimoni, periti o interpreti/traduttori in sede di udienza, il giudice può chiedere il parere delle parti in merito alla opportunità di esaminare il caso in difetto di testimoni, periti o interpreti/traduttori ed emettere un decreto di continuazione o rinviare la causa a una successiva udienza. Nel caso in cui un testimone, perito o interprete/traduttore non si presenti davanti al giudice senza un valido motivo, potrà essergli comminata una multa pari a mille litas e il testimone potrà anche essere costretto a presentarsi davanti il giudice a seguito di una decisione del giudice medesimo (articolo 248 del codice di procedura civile).

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d) Quali persone possono rifiutare di testimoniare?

Il codice di procedura civile prevede che le seguenti categorie di persone non possano essere ascoltate come testimoni (articolo 189, comma 2):

  1. rappresentanti in cause civili o l’avvocato della difesa in cause penali, su fatti da questi conosciuti nell’esercizio del proprio mandato di rappresentante o avvocato della difesa;
  2. persone che non sono in grado di comprendere quali sono i fatti importanti ovvero non sono in grado di fornire una prova imparziale a causa di malattia fisica o mentale;
  3. ecclesiastici, su fatti a loro narrati durante la confessione;
  4. i medici, su fatti coperti dal segreto professionale;
  5. altre categorie di persone indicate dalla legge.

7. Qual è il ruolo del giudice e delle parti nell'interrogatorio dei testimoni? In base a quali condizioni può un testimone essere ascoltato con l’ausilio delle nuove tecnologie quali televisione o videoconferenza?

In base a quanto disposto dal codice di procedura civile, dopo aver assunto la prova testimoniale, è possibile porre domande al testimone, il quale viene dapprima esaminato dalla persona che ne ha richiesto l’intervento e da un rappresentante di tale persona e, successivamente, dalle altre parti. Il giudice dovrà opporsi a domande tendenziose e irrilevanti con riferimento al caso e avrà il diritto di porre domande in qualsiasi momento durante l’esame del testimone. Se necessario, su richiesta di una delle parti o d’ufficio, il giudice può riesaminare un testimone durante la stessa udienza, chiamare il testimone esaminato in occasione di un’altra udienza davanti lo stesso giudice o procedere al confronto dei testimoni (articolo 192).

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Quanto alla domanda circa la possibilità e le condizioni per l’audizione di testimoni mediante televisione o videoconferenza, va notato che il giudice, ai sensi dell’articolo 803, comma 3, del codice di procedura civile, può chiedere al giudice di un altro stato di servirsi di tali tecnologie di comunicazione per raccogliere prove.

III. Valutazione della prova

8. Se la prova non è stata ottenuta legalmente da una delle parti, il giudice è soggetto a dei limiti quanto al raggiungimento della propria decisione?

Secondo quanto disposto dall’articolo 177 del codice di procedura civile, anche foto scattate legalmente e registrazioni audio-video altrettanto legalmente ottenute possono costituire mezzi di prova. Per contro, dati effettivi che includano segreti di stato o ufficiali non possono essere considerati come prove in cause civili fintantoché e a meno che non siano divenuti di dominio pubblico secondo quanto stabilito nel codice di procedura civile.

Va inoltre detto che, secondo l’articolo 185 del codice di procedura civile, il giudice emette il proprio giudizio sulle prove del caso basandosi sulla propria opinione, fondata sull’esame esaustivo e imparziale delle prove fornite durante il processo. Nessuna prova è dotata di valenza probatoria predeterminata per un giudice, salvi i casi previsti dal codice di procedura civile.

9. Le eventuali dichiarazioni rese da una parte in causa possono avere valore probatorio?

Sì (vedi risposta alla domanda 5 a)).

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Ultimo aggiornamento: 08-02-2007

 
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