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Ultimo aggiornamento: 03-01-2007
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Assunzione delle prove e mezzi di prova - Italia

 

INDICE

I. L'onere della prova I.
1.
a) Quali sono le norme applicabili per quanto riguarda l’onere della prova? a)
b) Esistono norme che dispensano dal fornire prove relativamente a certi fatti? In quali casi? È possibile superare con prove queste presunzioni? b)
2. In quale misura il tribunale deve essere convinto di un fatto per fondare il suo giudizio sull’esistenza di tale fatto? 2.
II. Assunzione delle prove II.
3. L’assunzione delle prove avviene sempre su richiesta di una parte, o il giudice può anche procedere di propria iniziativa? 3.
4.
a) Se la richiesta di una parte relativa all’assunzione di prove è accettata, quali sono le fasi seguenti? a)
b) In quali casi il tribunale può respingere la richiesta di una parte di assunzione delle prove? b)
5.
a) Quali sono i diversi mezzi di prova? a)
b) Quali procedure vengono seguite per l’assunzione delle prove testimoniali? Sono esse diverse da quelle relative alle dichiarazioni dei periti? Quali sono le norme relative alla presentazione di prove scritte e di relazioni/pareri di esperti? b)
c) Hanno alcuni mezzi di prova maggiore forza di altri? c)
d) Per provare certi fatti sono obbligatori certi mezzi di prova? d)
6.
a) Vi è per legge un obbligo di testimonianza? a)
b) In quali casi un testimone può rifiutare di deporre? b)
c) Può una persona che si rifiuta di deporre incorrere in sanzioni o essere obbligata a farlo? c)
d) Vi sono persone che non possono testimoniare? d)
7. Qual è il ruolo del giudice e delle parti nell’audizione di un testimone? A quali condizioni un teste può essere sentito ricorrendo a nuove tecnologie come la televisione o la videoconferenza? 7.
III. Valutazione delle prove III.
8. Quando una prova viene ottenuta illegalmente da una parte, in che misura il tribunale può tenerne conto nella sua decisione? 8.
9. In quanto parte in causa, le mie dichiarazioni conteranno come prove? 9.

 

I. L'onere della prova

1.

a) Quali sono le norme applicabili per quanto riguarda l’onere della prova?

(A quale parte spetta l'onere della prova e per quali fatti? Quali sono le implicazioni se non è possibile risolvere i dubbi su un fatto specifico?)

In materia di onere della prova si applicano i principi contenuti nell’articolo 2697 del codice civile, in base ai quali: “chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento” e, “chi eccepisce l’inefficacia di tali fatti ovvero eccepisce che il diritto si è modificato o estinto deve provare i fatti su cui l’eccezione si fonda”. In base ai principi enunciati, pertanto, l’attore deve provare i fatti costitutivi che sono a fondamento della sua domanda, ossia quei fatti che producono giuridicamente gli effetti da lui invocati. Spetta invece al convenuto la prova dei fatti impeditivi, estintivi o modificativi, che possono comportare il rigetto della domanda dell’attore, neutralizzando la sua pretesa.

Se l’attore non prova i fatti costitutivi del suo diritto, ciò provoca il rigetto della sua domanda, indipendentemente dalla proposizione o meno da parte del convenuto di eccezioni difensive e dalla prova delle stesse.

L’articolo 2698 del codice civile stabilisce la nullità di ogni accordo volto a invertire o modificare l’onere della prova, quando esso sia relativo a diritti indisponibili o quando tale accordo abbia per effetto quello di rendere ad una delle parti eccessivamente difficile l’esercizio del diritto.

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L’insufficienza della prova si risolve in un pregiudizio per la parte, attore o convenuto, tenuto a dimostrare i fatti costitutivi o le eccezioni di tali fatti, nel senso che tale insufficienza è equiparata alla mancata di prova.

b) Esistono norme che dispensano dal fornire prove relativamente a certi fatti? In quali casi? È possibile superare con prove queste presunzioni?

L’onere della prova viene meno nei seguenti casi:

  1. Quando la legge determina, sul piano probatorio, gli effetti giuridici di determinati fatti, o consente al giudice di risalire da un fatto noto ad uno ignorato. Nel primo caso si parla di presunzioni legali che possono essere di due tipi: “iuris tantum” perché ammettono la prova contraria; “iuris et de iure” perché escludono la possibilità di fornire in giudizio la prova contraria. Nel secondo caso si parla di presunzioni semplici che sono lasciate alla prudente valutazione del giudice che può ammetterle solo se si basino su fatti gravi, precisi e concordanti. Inoltre, le presunzioni semplici non sono ammesse per quei fatti per i quali la legge esclude la prova per testimoni;
  2. per i fatti notori, cioè per quei fatti che sono noti alla generalità delle persone nel tempo e nel luogo della decisione, e sulla cui esistenza pertanto non può essere sollevato alcun dubbio;
  3. per le massime di esperienza, cioè quei principi logici e quelle nozioni di comune esperienza da cui è possibile desumere criteri generali di apprezzamento o di giudizio sui fatti;
  4. per i fatti incontestati o ammessi, cioè per quelli allegati concordemente dalle parti ovvero ammessi, anche tacitamente da chi tra esse avrebbe interesse a contestarli.

2. In quale misura il tribunale deve essere convinto di un fatto per fondare il suo giudizio sull’esistenza di tale fatto?

(Deve essere interamente convinto, o è sufficiente che il fatto sia altamente probabile, anche se sussistono dei dubbi?)

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La decisione del giudice, sia per l’accoglimento della domanda, sia per l’accoglimento di eventuali eccezioni, deve essere basato unicamente sui fatti interamente provati o direttamente, o in via di presunzione.

Invece la decisione del giudice non può essere basata su fatti non provati, quand’anche gli stessi siano possibili o altamente probabili.

II. Assunzione delle prove

3. L’assunzione delle prove avviene sempre su richiesta di una parte, o il giudice può anche procedere di propria iniziativa?

Nel nostro ordinamento vige, in materia probatoria, il “principio dispositivo”, contenuto nell’articolo 115, 1° comma, del codice di procedura civile, in base al quale il giudice “salvi i casi previsti dalla legge” deve porre a fondamento della decisione le prove proposte dalle parti. I fatti dedotti, per essere oggetto di prova, devono essere rilevanti, tali cioè che la dimostrazione della loro esistenza o inesistenza appaia influente per la decisione della causa.

In base a quanto sopra enunciato dunque, di regola il giudice non può ricercare d’ufficio i mezzi di prova che possano servire alla conoscenza dei fatti.

Esistono tuttavia alcune eccezioni a questo principio, previste dal codice di procedura civile, e, precisamente, agli articoli:

  • art. 257: prevede la possibilità di disporre d’ufficio la citazione di un testimone cui altro testimone ha fatto riferimento;
  • art. 317: prevede, nei soli processi davanti al giudice di pace (con esclusione, quindi, di quelli davanti al Tribunale o alla Corte d’appello), la possibilità giudice di disporre d’ufficio la prova testimoniale se le parti hanno fatto riferimento a persone in grado di conoscere i fatti;
  • art. 118: prevede la possibilità di ordinare l’ispezione di persone e cose;
  • art. 117: prevede la possibilità di procedere all’interrogatorio non formale delle parti;
  • art. 61 e art. 191: prevedono la possibilità per il giudice di disporre consulenza tecnica

4.

a) Se la richiesta di una parte relativa all’assunzione di prove è accettata, quali sono le fasi seguenti?

La prova dei fatti, richiesta da una parte, consente alla controparte di chiedere di provare il contrario. In tal caso il giudice ammette entrambe le richieste, se ritiene che i fatti addotti a loro sostegno siano rilevanti ai fini della decisione.

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Il giudice, quando ammette i mezzi di prova, procede al loro espletamento.

Dopo la chiusura della fase probatoria, la causa viene posta in decisione, previo compimento degli atti previsti dalla legge a tal fine.

b) In quali casi il tribunale può respingere la richiesta di una parte di assunzione delle prove?

(per esempio, i casi in cui la prova non è rilevante o ammissibile)

Il Tribunale rigetta la richiesta di ammissione di prova quando la stessa non è ammessa dalla legge (ad esempio provare con testimoni una vendita immobiliare), ovvero quando i fatti su cui la richiesta si basa sono ininfluenti ai fini della decisione (ad esempio una testimonianza su un fatto estraneo a quello oggetto di lite)

5.

a) Quali sono i diversi mezzi di prova?

Nell’ordinamento giuridico italiano i mezzi di prova si distinguono in documentali e non documentali.

I primi comprendono gli atti pubblici, le scritture private. Particolari figure di scrittura privata sono il telegramma, le carte ed i registri domestici, le scritture contabili delle imprese soggette a registrazione, le riproduzioni meccaniche o con strumenti telematici, le copie degli atti, gli atti di ricognizione o di rinnovazione.

Sono prove non documentali la confessione, il giuramento, la prova testimoniale, l’ispezione, la consulenza tecnica.

b) Quali procedure vengono seguite per l’assunzione delle prove testimoniali? Sono esse diverse da quelle relative alle dichiarazioni dei periti? Quali sono le norme relative alla presentazione di prove scritte e di relazioni/pareri di esperti?

La prova testimoniale è ammessa con ordinanza dal giudice istruttore, che obbliga il testimone a comparire per essere interrogato sotto pena, in caso di mancata comparizione, di misure coercitive e di sanzioni pecuniarie.

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L’obbligo suddetto è sancito anche per i consulenti tecnici nominati dal giudice.

I consulenti tecnici redigono una relazione scritta se la stessa viene disposta espressamente dal giudice. Il giudice che può anche limitarsi a chiedere ai consulenti di rispondere oralmente in udienza.

c) Hanno alcuni mezzi di prova maggiore forza di altri?

(per esempio, elementi probatori scritti rispetto ad una deposizione, atto pubblico rispetto ad una scrittura privata)

Le prove dotate di maggiore efficacia nel nostro ordinamento sono l’atto pubblico, perché contro lo stesso è ammessa solo la querela di falso, e le presunzioni “ iuris et de iure” che non ammettono prova contraria.

d) Per provare certi fatti sono obbligatori certi mezzi di prova?

(per esempio, è necessaria una prova scritta per i crediti superiori ad una determinata soglia?)

La legge prevede che certi fatti possono essere provati solo con determinati mezzi di prova, in alcuni casi solo con atto pubblico, in altri solo con atto scritto (pubblico o privato).

6.

a) Vi è per legge un obbligo di testimonianza?

Il testimone, come sopra detto, è obbligato a rendere testimonianza, a meno che la legge non disponga altrimenti. Infatti è prevista l’incapacità a testimoniare, il divieto di testimoniare e la facoltà di astenersi dal testimoniare.

b) In quali casi un testimone può rifiutare di deporre?

(per esempio, quando il testimone è un prossimo congiunto della parte (quale?), o se la deposizione può arrecargli un danno)

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Nei casi previsti dal codice di procedura penale, a cui il codice di procedura civile fa espresso rinvio, agli articoli 199 e 200.

c) Può una persona che si rifiuta di deporre incorrere in sanzioni o essere obbligata a farlo?

Sì, per come già sopra precisato

d) Vi sono persone che non possono testimoniare?

(adulti a cui non è riconosciuta la capacità giuridica, minori, persone con interessi in comune con una delle parti, persone condannate per determinati reati, ecc.)

Si vedano le risposte ai punti precedenti.

7. Qual è il ruolo del giudice e delle parti nell’audizione di un testimone? A quali condizioni un teste può essere sentito ricorrendo a nuove tecnologie come la televisione o la videoconferenza?

(Chi conduce l'esame del testimone? Il giudice può porre domande al testimone? La controparte può interrogare il teste?)

Il giudice conduce l’esame del testimone, rivolgendogli direttamente le domande sui fatti ammessi e quelle eventualmente richiestegli, con riferimento agli stessi, dai difensori delle parti nel corso dell’interrogatorio.

Le modalità di escussione del testimone mediante tecnologie quali televisione o videoconferenza non sono attualmente ammesse nel nostro ordinamento, mancando una previsione normativa in tal senso.

III. Valutazione delle prove

8. Quando una prova viene ottenuta illegalmente da una parte, in che misura il tribunale può tenerne conto nella sua decisione?

(per esempio, registrazioni illegali, ecc.)

Il giudice non tiene conto delle prove non ritualmente richieste ed ammesse.

9. In quanto parte in causa, le mie dichiarazioni conteranno come prove?

Non conta come prova a mio favore. Conta invece come prova a mio carico in caso di confessione resa durante un interrogatorio formale.

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