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Ultimo aggiornamento: 24-10-2007
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Assunzione delle prove e mezzi di prova - Ungheria

 

INDICE

I. L'onere della prova I.
1.
a) Quali sono le norme applicabili per quanto riguarda l'onere della prova? a)
b) Esistono norme che dispensano dal fornire prove relativamente a certi fatti? In quali casi? È possibile superare con prove queste presunzioni? b)
2. In quale misura il tribunale deve essere convinto di un fatto per fondare il suo giudizio sull'esistenza di tale fatto? 2.
II. Assunzione delle prove II.
3. L'assunzione delle prove avviene sempre su richiesta di una parte, o il giudice può anche procedere di propria iniziativa? 3.
4.
a) Se la richiesta di una parte relativa all'assunzione di prove è accettata, quali sono le fasi seguenti? a)
b) In quali casi il tribunale può respingere la richiesta di una parte di assunzione delle prove? b)
5.
a) Quali sono i diversi mezzi di prova? a)
b) Quali procedure vengono seguite per l'assunzione delle prove testimoniali? Sono esse diverse da quelle relative alle dichiarazioni dei periti? Quali sono le norme relative alla presentazione di prove scritte e di relazioni/pareri di esperti? b)
c) Alcuni mezzi di prova hanno maggiore valore di altri? c)
d) Per provare certi fatti sono obbligatori certi mezzi di prova? d)
6.
a) Vi è per legge un obbligo di testimonianza? a)
b) In quali casi un testimone può rifiutarsi di deporre? b)
c) Può una persona che si rifiuta di deporre incorrere in sanzioni o essere obbligata a farlo? c)
d) Vi sono persone che non possono testimoniare? d)
7. Qual è il ruolo del giudice e delle parti nell'audizione di un testimone? A quali condizioni un teste può essere sentito ricorrendo a nuove tecnologie come la televisione o la videoconferenza? 7.
III. Valutazione delle prove III.
8. Quando una prova viene ottenuta illegalmente da una parte, in che misura il tribunale può tenerne conto nella sua decisione? 8.
9. In quanto parte in causa, le mie dichiarazioni conteranno come prove? 9.

 

I. L'onere della prova

1.

a) Quali sono le norme applicabili per quanto riguarda l'onere della prova?

In generale, i fatti (da provare) necessari ai fini della decisione su una causa devono essere provati dalla parte che ha interesse a che il giudice accetti detti fatti come veri (obbligo della prova). Il giudice è tenuto ad informare le parti sui fatti da provare.

Quale parte sia tenuta a provare quali fatti dipende dall'oggetto della causa, dalle norme sostanziali applicabili, ecc. In ogni caso, dato che il giudice deve comunque informare le parti dei fatti da provare, è escluso che si possa perdere una causa per mancanza di informazioni sulle prove.

In generale, fatti o circostanze essenziali (rilevanti) non chiariti devono essere interpretati a sfavore della parte che ha interesse a che il giudice li accetti come veri. Tuttavia, l'onere della prova costituisce solo un aspetto dell'obbligo della prova. Il giudice può anche ordinare alla controparte di fornire mezzi di prova (ad esempio, di consegnare un documento in suo possesso) e, in alcuni casi speciali, il giudice può procedere d'ufficio alla raccolta delle prove.

Per quanto riguarda la "qualità" delle prove, il giudice deve acquisire la piena certezza sui fatti essenziali (rilevanti) ai fini della decisione. Se tale piena certezza non può essere raggiunta, la causa è persa conformemente alle norme in materia di onere della prova.

b) Esistono norme che dispensano dal fornire prove relativamente a certi fatti? In quali casi? È possibile superare con prove queste presunzioni?

Sulla base dell'ammissione della controparte, della dichiarazione identica di entrambe le parti o della dichiarazione di una delle parti non contestata dalla controparte nonostante il richiamo del giudice, il giudice può accettare i fatti come veri, se in merito ad essi non esistono dubbi. Il giudice può accettare come veri i fatti che egli considera notori. Lo stesso dicasi per i fatti di cui il giudice è a conoscenza in via ufficiale; egli ne terrà conto anche se non dedotti dalle parti, ma nel corso del procedimento è tenuto a richiamare l'attenzione delle parti su di essi. Naturalmente, anche questi fatti ammettono la prova contraria, e il giudice stesso non è obbligato ad accettarli se esistono dubbi sulla loro veridicità.

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Diverse norme giuridiche disciplinano altre presunzioni (la presunzione di paternità, la presunzione di concepimento, la presunzione di avvenuta notificazione, la presunzione di morte di persona dichiarata morta, ecc.). In generale, le presunzioni possono essere confutate, ossia possono essere accettate come vere fino a prova del contrario; esistono però anche presunzioni inconfutabili (ad esempio: tutti i minori di età inferiore a 14 anni sono incapaci), le quali non ammettono prova contraria.

2. In quale misura il tribunale deve essere convinto di un fatto per fondare il suo giudizio sull'esistenza di tale fatto?

Il giudice deve raggiungere la piena certezza sui fatti rilevanti su cui si basa la sua decisione. Un'elevata probabilità non è sufficiente per garantire la fondatezza della sentenza.

II. Assunzione delle prove

3. L'assunzione delle prove avviene sempre su richiesta di una parte, o il giudice può anche procedere di propria iniziativa?

Come regola generale, il giudice ordina l'assunzione delle prove su istanza delle parti. In assenza di istanza delle parti il giudice può ordinare l'assunzione delle prove solo se la legge lo consente. Questa deroga significa che il giudice può presentare prove d'ufficio solo in casi speciali, normalmente in cause eccezionali (ad esempio le cause relative allo stato civile).

4.

a) Se la richiesta di una parte relativa all'assunzione di prove è accettata, quali sono le fasi seguenti?

Sulla base della richiesta presentata da una delle parti il giudice ordina l'assunzione delle prove. Le fasi successive dipendono dai mezzi di prova disposti dal giudice: in caso di prova testimoniale, convocherà i testimoni, in caso di perizia, nominerà l'esperto, ecc.

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b) In quali casi il tribunale può respingere la richiesta di una parte di assunzione delle prove?

Il giudice non è vincolato alla richiesta o ad ogni altra decisione che ordina l'assunzione delle prove. Il giudice non ordina l'assunzione delle prove o l'esecuzione dell'assunzione delle prove già ordinata (completamento o ripetizione), se non necessario ai fini del giudizio nella causa. Salvo altrimenti disposto dalla legge, il giudice non può ordinare l'assunzione delle prove se la parte, per sua colpa, presenta in ritardo l'istanza ovvero in una forma che è incompatibile con la condotta in buona fede della causa.

Per il resto, i casi in cui il giudice deve respingere la richiesta di prove delle parti non sono specificati in modo esatto. Fondamentalmente il giudice deve cercare di impedire il protrarsi della causa e respingere la richiesta di prove se manifestamente inammissibile. Contro la decisione sulla richiesta delle prove non è ammesso ricorso separato, ma la decisione può essere impugnata dell'ambito del ricorso contro la decisione di merito.

5.

a) Quali sono i diversi mezzi di prova?

Secondo il principio della prova libera, la legge indica i mezzi di prova solo a titolo indicativo. Si tratta dei seguenti: prove testimoniali, perizie, ispezioni, documenti e altre prove materiali. La legge esclude dal novero dei possibili mezzi di prova solo il giuramento, pertanto tutti gli altri elementi possono costituire mezzo di prova.

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Secondo il principio della prova diretta, il giudice può considerare ogni manifestazione delle parti, anche il loro silenzio, come prova.

b) Quali procedure vengono seguite per l'assunzione delle prove testimoniali? Sono esse diverse da quelle relative alle dichiarazioni dei periti? Quali sono le norme relative alla presentazione di prove scritte e di relazioni/pareri di esperti?

Le deposizioni devono essere raccolte nel corso dell'interrogatorio dei testimoni. I testimoni non possono deporre per iscritto. Le deposizioni devono essere rese dinanzi al giudice della causa. Solo in casi eccezionali (se anziano, malato o portatore di handicap fisico, ecc.) il testimone può essere sentito presso la sua abitazione o nel luogo in cui si trova. Ai fini dell'assunzione delle prove è anche possibile contattare il tribunale competente per il luogo di residenza del testimone.

Gli esperti, invece, possono presentare le loro perizie oralmente e per iscritto. Ciò dipende dal momento in cui viene presentata la perizia: se l'esperto conduce l'esame dinanzi al giudice ed è in grado di rispondere immediatamente alle domande che gli vengono poste, allora presenta la propria perizia oralmente, in caso contrario lo fa per iscritto o, se viene fissato un nuovo termine, oralmente. In caso di perizia per iscritto, il giudice fissa un termine appropriato per la presentazione.

Dopo la deposizione o dopo la presentazione della perizia, il giudice può rivolgere domande sia al testimone che all'esperto, mentre le parti possono proporre le domande.

c) Alcuni mezzi di prova hanno maggiore valore di altri?

Secondo il principio della prova libera, il valore dei diversi mezzi di prova non è predeterminato. Il giudice determina i fatti confrontando le prove presentate dalle parti e quelle emerse nel corso del procedimento probatorio; il giudice valuta le prove nella loro totalità e decide in base alle sue convinzioni.

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Anche nel caso di atti pubblici o di documenti privati con pieno valore probatorio non si può parlare di prove di maggiore valore. Va detto invece che in merito a determinate forme di documenti la legge crea una presunzione confutabile, in base alla quale il contenuto dei documenti deve essere accettato come vero fino a prova contraria.

Secondo la legge, i documenti in formato cartaceo o elettronico emessi come atto pubblico nel rispettivo ambito di competenza e in forma specifica da giudici, notai, e altre autorità o organi della pubblica amministrazione provano pienamente i provvedimenti o le decisioni, la veridicità dei dati e dei fatti e le dichiarazioni in essi contenuti, nonché la data e le modalità. I documenti che altre norme giuridiche considerano atti pubblici possiedono lo stesso valore probatorio.

La registrazione - di norma con mezzi tecnici o chimici - di un atto pubblico (fotografia, film, audio, ecc.) nonché il documento prodotto sulla base del documento originale tramite qualsiasi supporto dati hanno lo stesso valore probatorio dell'atto pubblico originale su carta, se la registrazione o il documento vengono prodotti da un tribunale, un notaio o altra autorità o organo della pubblica amministrazione o sotto il loro controllo da altri enti. Hanno lo stesso valore probatorio la registrazione o il documento prodotti da o sotto il controllo dell'ente designato per la custodia dei documenti (ad esempio, archivi), nonché il documento prodotto dalle autorità emittenti, o dall'ente incaricato della custodia sulla base dei dati ottenuti dalla registrazione o dal supporto dati.

Il documento elettronico rilasciato in base ad un atto pubblico nel suo ambito di competenza e in forma specifica dall'ente autorizzato ad emettere l'atto pubblico in oggetto, sul quale venga apposta la firma certificata e, se previsto dalla legge, il timbro della data, ha lo stesso valore probatorio dell'atto pubblico originale in formato cartaceo o elettronico. Hanno lo stesso valore probatorio dell'atto pubblico originale anche il documento elettronico emesso conformemente alla procedura specificata in disposizioni di legge speciali dall'ente autorizzato al rilascio dell'atto pubblico in questione, e il documento che la legge qualifica come atto pubblico elettronico.

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Il documento predisposto in una forma specifica di atto pubblico (compreso il documento elettronico) rilasciato nel suo ambito di competenza dall'ente autorizzato al rilascio di atti pubblici sulla base di un documento privato prova pienamente che il suo contenuto concorda con quello del documento originale. Per quanto riguarda il documento elettronico, il valore probatorio è anche subordinato al requisito che l'ente autorizzato al rilascio dell'atto pubblico vi apponga la firma elettronica certificata e, se previsto dalla legge, il timbro della data, o che emetta il documento conformemente alla procedura specificata in apposite disposizioni di legge. Per quanto riguarda il contenuto, il valore probatorio del documento emesso in forma di atto pubblico sulla base di un documento privato è uguale a quello del documento originale.

Queste norme si applicano anche agli atti pubblici stranieri, a condizione che vengano autenticati dall'autorità diplomatica ungherese competente per il luogo di emissione. In caso di diverso accordo internazionale sottoscritto dallo Stato ungherese l'autenticazione non è richiesta.

I documenti privati hanno pieno valore probatorio se:

  1. l'autore ha scritto e firmato il documento di suo pugno;
  2. due testimoni confermano con la loro firma che l'autore ha firmato in loro presenza il documento non scritto di suo pugno, o che l'autore ha riconosciuto come propria la firma sul documento, sul quale deve figurare anche il luogo di residenza (indirizzo) dei testimoni;
  3. la firma o la sigla dell'autore è stata autenticata da un magistrato o da un notaio;
  4. il documento emesso da un'impresa in merito alla sua attività è stato debitamente firmato;
  5. apponendo debitamente la sua controfirma sul documento da egli redatto, l'avvocato (il consulente legale) certifica che l'autore ha firmato in sua presenza il documento non redatto di suo pugno, o che l'autore ha riconosciuto come sua la firma apposta sul documento o che il contenuto del documento elettronico con la firma certificata dell'autore è identico al documento elettronico redatto dall'avvocato;
  6. l'autore ha apposto la propria firma elettronica certificata sul documento elettronico.

La registrazione di un documento redatto o custodito da un'impresa [articolo 195, paragrafo 2] e ogni documento emesso tramite qualsiasi supporto dati dimostra con pieno valore probatorio che il suo contenuto è identico a quello del documento originale, a condizione che l'impresa che ha effettuato la registrazione o ha redatto o custodisce il documento certifichi debitamente che la registrazione o il documento sono uguali all'originale. Un documento elettronico prodotto sulla base di un documento redatto o custodito da un'impresa dimostra con pieno valore probatorio che il suo contenuto è identico al contenuto del documento originale se il soggetto che ha prodotto il documento sulla base del documento elettronico appone la firma elettronica certificata e, se previsto dalla legge, il timbro della data o se il soggetto ha emesso il documento conformemente alla procedura specificata in apposite disposizioni di legge. Il documento prodotto sulla base di un documento emesso o custodito da un'impresa ha lo stesso valore probatorio del documento originale per quanto riguarda il contenuto, mentre il documento emesso sulla base di un atto pubblico è identico al documento privato avente pieno valore probatorio.

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Se l'autore del documento non sa leggere o non comprende la lingua in cui il documento è stato redatto, il documento ha pieno valore probatorio solo se dal documento si evince che uno dei testimoni o la persona che ha autenticato il documento ne ha spiegato il contenuto all'autore.

d) Per provare certi fatti sono obbligatori certi mezzi di prova?

Alcune disposizioni di legge speciali possono prevedere mezzi di prova obbligatori, ad esempio l'esame psicologico del soggetto da sottoporre a tutela in una causa di interdizione.

6.

a) Vi è per legge un obbligo di testimonianza?

Sì.

b) In quali casi un testimone può rifiutarsi di deporre?

Può rifiutarsi di deporre:

  1. il testimone è parente di una delle parti [parenti in linea diretta e i loro coniugi, genitori adottivi, l'adottato, fratelli e sorelle, il coniuge, la/il fidanzata/o, il partner, i parenti in linea diretta e i fratelli e le sorelle del coniuge, i coniugi dei fratelli e delle sorelle];
  2. il testimone che nel rispondere alle domande nel corso della deposizione potrebbe accusare se stesso o i parenti di aver commesso il reato;
  3. l'avvocato, il medico o altre persone soggette all'obbligo del segreto professionale se con la loro deposizione dovessero violare detto obbligo, tranne i casi in cui le parti interessate li dispensano dall'obbligo;
  4. il mediatore o l'esperto che esegue la procedura di mediazione in una controversia legata all'oggetto della causa.

La deposizione non può essere rifiutata sulla base delle lettere a) e b) se la domanda:

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  1. si riferisce ad un negozio giuridico al quale il testimone ha partecipato o come rappresentante di una delle parti o come testimone del negozio giuridico o nel quale una delle parti era il rappresentante del testimone o se nel rapporto giuridico in oggetto il testimone è il predecessore legale di una delle parti;
  2. si riferisce alla discendenza, al matrimonio, alla nascita, alla morte di un membro della famiglia del testimone, alla custodia di un membro minore della sua famiglia, alle spese o a questioni patrimoniali basate sui rapporti familiari del testimone.

c) Può una persona che si rifiuta di deporre incorrere in sanzioni o essere obbligata a farlo?

Il giudice della causa può obbligare:

  1. il testimone o l'esperto che non compare dinanzi al giudice nonostante una regolare convocazione (ordine di comparizione) e che non ha debitamente motivato in via preliminare la sua assenza o ha abbandonato l'aula senza permesso,
  2. il testimone che si rifiuta di testimoniare o di collaborare, o l'esperto che, senza motivo, o in violazione di una decisione definitiva del giudice, dopo essere stato ammonito sulle conseguenze, si rifiuta di presentare la sua perizia,
  3. l'esperto che, senza motivo valido, ritarda la presentazione del proprio parere o non comunica al giudice il termine previsto per l'invio del suo parere prima della scadenza del termine fissatogli,

al rimborso delle spese causate e al pagamento di un'ammenda. Allo stesso tempo il giudice può anche ordinare la comparizione del testimone o dell'esperto assente (o che si è allontanato). L'ammenda può ammontare ad un massimo di 500 000 HUF, ma non può superare il valore della causa.

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d) Vi sono persone che non possono testimoniare?

Le persone di cui si presume che a causa di un loro handicap mentale o fisico non siano in grado di rendere una testimonianza corretta non devono essere sentite come testimoni. Il testimone, se non ha ricevuto una dispensa in tal senso, non può essere interrogato su questioni considerate segreti di Stato o di servizio o alle quali si applica l'obbligo del segreto professionale, fatti salvi i casi in cui disposizioni di legge specifiche stabiliscano che le predette questioni non sono coperte dal segreto professionale. La deposizione dei testimoni interrogati in violazione di dette disposizioni non viene presa in considerazione come prova.

7. Qual è il ruolo del giudice e delle parti nell'audizione di un testimone? A quali condizioni un teste può essere sentito ricorrendo a nuove tecnologie come la televisione o la videoconferenza?

Sulla base di quanto detto in precedenza, è il giudice che interroga i testimoni; le parti possono proporre le domande da porre al testimone. Il giudice può autorizzare le parti a interrogare direttamente i testimoni.

I testimoni devono essere interrogati dinanzi al giudice, o dinanzi ad un altro giudice locale se il testimone vive lì o se più opportuno per altre ragioni. In casi eccezionali (se anziano, malato, o portatore di handicap fisico, ecc.) il testimone può essere sentito presso la sua abitazione o il luogo in cui si trova.

III. Valutazione delle prove

8. Quando una prova viene ottenuta illegalmente da una parte, in che misura il tribunale può tenerne conto nella sua decisione?

In Ungheria vige il principio della prova libera; pertanto, non vi sono restrizioni esplicite in merito all'ottenimento delle prove. Tuttavia, per impedire il moltiplicarsi di violazioni della legge, il giudice non tiene conto delle prove ottenute per mezzo di una violazione flagrante della legge (ad esempio, la testimonianza di una persona che non può essere testimone).

9. In quanto parte in causa, le mie dichiarazioni conteranno come prove?

Dal principio della prova libera e diretta deriva anche che il giudice considererà come prova ogni atto o omissione nel corso della causa (dichiarazione, silenzio, assenza, dimenticanza, ecc.). Dato, tuttavia, che la parte, diversamente dal testimone, non è obbligata a dire la verità, il giudice considererà gli atti della parte assieme a tutte le circostanze della causa, e li valuterà secondo le proprie convinzioni ai fini della pronuncia della sentenza.

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