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Ultimo aggiornamento: 07-05-2007
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Assunzione delle prove e mezzi di prova - Germania

 

INDICE

I. Onere della prova I.
1.
a) Quali sono le regole sull'onere della prova? a)
b) Esistono norme che dispensano dal provare determinati fatti? Queste presunzioni possono essere confutate da prove contrarie? b)
2. In quale misura il giudice deve essere convinto di un fatto per porlo a fondamento della sua decisione? 2.
II. Assunzione delle prove II.
3. L'assunzione delle prove avviene sempre su richiesta di parte o anche ad iniziativa del giudice? 3.
4.
a) Una volta accolta la richiesta di assunzione delle prove, quali sono le fasi successive? a)
b) In quali casi il giudice può respingere la richiesta di assunzione delle prove? b)
5.
a) Quali sono i mezzi di prova? a)
b) Che differenza c'è tra prova testimoniale e consulenza tecnica orale, da una parte, e prova documentale e relazione o parere di un consulente tecnico, dall'altra? b)
c) Alcuni mezzi di prova hanno maggiore efficacia probatoria di altri? c)
d) Per provare determinati fatti sono obbligatori mezzi di prova specifici? d)
6.
a) Vi è per legge un obbligo di testimonianza? a)
b) In quali casi un testimone può rifiutare di testimoniare? b)
c) Chi si rifiuta di testimoniare può incorrere in sanzioni o essere obbligato a deporre? c)
d) Vi sono persone che non possono testimoniare? d)
7. Qual è il ruolo del giudice e delle parti nell'audizione di un testimone? Quali sono le condizioni per ricorrere alle nuove tecnologie come la televisione o la videoconferenza per sentire un testimone? 7.
III. Valutazione delle prove III.
8. Se una parte si è procurata una prova in modo illegittimo il giudice può utilizzarla per la decisione? 8.
9. Le dichiarazioni rese da una parte in causa valgono come prove? 9.

 

I. Onere della prova

1.

a) Quali sono le regole sull'onere della prova?

(A quale parte spetta l'onere della prova e a quale scopo? Quali sono le conseguenze se permangono dubbi su un fatto specifico?)

Le regole sull'onere della prova si ricavano dalla norma giuridica cui fanno riferimento le allegazioni controverse delle parti, ossia il diritto sostanziale. Il principio generale è che ogni parte deve provare i fatti ad essa favorevoli. Anche la legge prevede alcune regole esplicite sull'onere della prova.

Se, nonostante l'esaurimento di tutti i mezzi di prova processualmente ammissibili, permangono dubbi su un punto essenziale, si adotta una decisione sull'onere della prova (Beweislastentscheidung) e la parte cui spetta provare i fatti che non è stato possibile provare risulta soccombente.

b) Esistono norme che dispensano dal provare determinati fatti? Queste presunzioni possono essere confutate da prove contrarie?

Il diritto tedesco prevede una dispensa dall'onere della prova sotto forma di inversione dell'onere della prova, ossia trasferimento dell'onere probatorio dalla parte cui di norma esso incombe alla controparte, oppure di agevolazione della prova a favore della parte cui spetta l'onere della prova.

  1. Inversione dell'onere della prova

    Si parla di inversione dell'onere della prova quando l'onere probatorio è accollato alla parte contraria rispetto a quella cui di norma incombe. In alcuni casi la legge prevede un rapporto regola-eccezione, in base al quale l'onere della prova spetta alla parte che invoca l'eccezione. Ad esempio, il legislatore in linea di principio presume la buona fede dell'acquirente (articolo 932, comma 1, prima frase, articolo 892 comma 1, prima frase e articolo 2366 Bürgerliches Gesetzbuch - BGB, codice civile). Particolarmente rilevante è l'inversione dell'onere della prova in caso di responsabilità per inadempimento contrattuale, in base al quale il debitore deve provare che l'inadempimento dipende da causa a lui non imputabile (articolo 280, comma 1, seconda frase, BGB).

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  2. Agevolazioni della prova
    1. Le presunzioni legali costituiscono un'agevolazione dell'onere probatorio, in quanto la parte cui incombe tale onere deve esporre e provare solo i fatti su cui si fonda la presunzione (articolo 292 Zivilprozessordnung - ZPO, codice di procedura civile). Le presunzioni legali possono riguardare fatti, come ad esempio la presunzione di trasferimento del titolo ipotecario al creditore in caso di possesso del titolo (articolo 1117, comma 3, BGB), oppure diritti, come la presunzione della qualità di erede a favore del titolare del certificato di eredità (articolo 2365 BGB).

      Ai sensi dell'articolo 292 ZPO, le presunzioni legali di norma sono confutabili, salvo altrimenti disposto dalla legge.

    2. A priori, alle presunzioni legali possono essere assimilate le presunzioni semplici, su cui si fonda la prova prima facie. Presupposto della prova prima facie è che dall'esame di tutte le singole circostanze incontestate e accertate risulti che il fatto da provare sia la conseguenza, secondo l'esperienza comune, di uno svolgimento tipico dei fatti. La prova prima facie è ammessa in particolare per stabilire il nesso causale e la colpa, ad esempio la colpa del conducente in caso collisione di un autoveicolo contro un albero.

      La parte contro cui è stabilita la presunzione può farla venir meno allegando fatti che insinuino seri dubbi sulla sussistenza di uno svolgimento tipico dei fatti.

    3. Per motivi di equità e di ragionevole composizione degli interessi, la giurisprudenza ripartisce sempre più spesso l'onere della prova per sfere di rischio. I casi più emblematici sono:
Responsabilità del produttore (articolo 823, comma 1, BGB)

L'attore deve provare la difettosità del prodotto, la lesione di un bene giuridico e il conseguente nesso causale, mentre il produttore deve provare la mancanza di colpa.

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Responsabilità medica

In caso di responsabilità medica, possono essere applicate agevolazioni della prova fino all'inversione dell'onere della prova per insufficienza o inesattezza della documentazione medica (referto operatorio, cartella clinica). In caso di errore medico grave, è sufficiente che l'attore provi che l'errore è generalmente idoneo a causare un danno dello stesso tipo di quello fatto valere. Per quanto riguarda l'accertamento del nesso causale, l'attore beneficia di agevolazioni della prova fino all'inversione dell'onere della prova, che viene trasferito a carico del medico.

Obbligo di informazione e di consulenza

In caso di violazione di particolari obblighi contrattuali di informazione, di avviso e di consulenza, l'inadempiente deve dimostrare che il danno si sarebbe verificato anche se avesse ottemperato all'obbligo. Sussiste una presunzione che il danneggiato si sia comportato conformemente a quanto dichiarato.

2. In quale misura il giudice deve essere convinto di un fatto per porlo a fondamento della sua decisione?

(Il giudice deve essere pienamente convinto della veridicità di un fatto o è sufficiente che vi sia un alto grado di probabilità, pur permanendo qualche dubbio?)

L'articolo 286 ZPO sancisce il principio procedurale fondamentale della libera valutazione delle prove, in base al quale il giudice, tenuto conto di quanto emerso durante l'udienza e del risultato delle prove eventualmente assunte, decide secondo il suo libero convincimento se un'allegazione di fatto è da ritenersi vera o meno.

Per provare un fatto non basta che vi sia una probabilità prevalente o forte. Tuttavia non è nemmeno necessario fugare ogni dubbio. Secondo la giurisprudenza è sufficiente che vi sia un ragionevole grado di certezza che consenta di risolvere eventuali dubbi residui, senza escluderli completamente.

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Un'eccezione al grado di prova necessaria è prevista nei casi in cui la legge ritiene sufficiente che il fatto sia attendibile. In tali casi l'allegazione è attendibile se sussiste una probabilità prevalente che la stessa sia vera. Per dimostrare l'attendibilità la parte non è vincolata ai mezzi di prova legali (prova testimoniale, prova documentale, ispezioni, consulenza tecnica, interrogatorio delle parti). È ammessa, ad esempio, anche la dichiarazione giurata (articolo 294 ZPO).

II. Assunzione delle prove

3. L'assunzione delle prove avviene sempre su richiesta di parte o anche ad iniziativa del giudice?

In base al principio dispositivo, proprio del processo civile, spetta alle parti produrre gli elementi di fatto e i mezzi di prova. Il giudice non può, di sua iniziativa, raccogliere elementi di fatto e porli a fondamento della decisione. Limitazioni derivano dall'obbligo di avviso e di informazione del giudice (articolo 139 ZPO).

In deroga al principio dispositivo, in alcuni casi è ammessa l'assunzione d'ufficio delle prove. Essa deve tuttavia fondarsi su un'esposizione precisa dei fatti e non può essere diretta all'indagine di ulteriori fatti di causa.

Il giudice può disporre d'ufficio ispezioni e consulenze tecniche (articolo 144 ZPO), la produzione di prove documentali (articolo 142 ZPO) e l'integrazione dell'interrogatorio di una parte (articolo 448 ZPO). È ammessa anche la disposizione d'ufficio dell'interrogatorio delle parti (articolo 448 ZPO), a condizione che quanto emerso dall'udienza e dalle prove eventualmente assunte non sia sufficiente a fondare il convincimento del giudice sulla veridicità o meno di un fatto da provare e che vi sia un certo grado di probabilità iniziale del fatto da provare.

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4.

a) Una volta accolta la richiesta di assunzione delle prove, quali sono le fasi successive?

Il giudice dispone l'ammissione delle prove dedotte dalle parti. Di norma lo fa durante l'udienza o con apposita ordinanza (articolo 358 ZPO), che, ai sensi dell'articolo 359 ZPO, deve contenere l'indicazione del fatto controverso per il quale si deve assumere la prova, del mezzo di prova, del nome del testimone, del consulente tecnico o della parte da interrogare, e della parte che ha chiesto il mezzo di prova.

L'assunzione delle prove avviene in base alle norme sull'assunzione delle prove (articoli da 355 a 484 ZPO). Devono essere osservati, in particolare, il principio di immediatezza (articolo 355 ZPO) e il principio della pubblicità dell'udienza rispetto alle parti (articolo 357 ZPO).

In base al principio di immediatezza, l'assunzione delle prove deve avvenire dinanzi all'ufficio giudiziario della causa, poiché è tale ufficio che deve procedere alla loro valutazione. Un'eccezione a tale principio è ammessa solo nei casi previsti dalla legge, attraverso il trasferimento dell'assunzione delle prove a un membro dell'ufficio giudiziario della causa (articolo 361 ZPO) o a un altro ufficio giudiziario (articolo 362 ZPO). In base al principio della pubblicità dell'udienza rispetto alle parti, le parti hanno il diritto di assistere all'udienza di assunzione delle prove e di porre domande ai testimoni (articolo 397 ZPO).

Le risultanze probatorie sono successivamente discusse con le parti e costituiscono l'oggetto dell'udienza dibattimentale (articolo 285 ZPO). In base a quanto emerso dall'udienza e dall'assunzione delle prove il giudice deve accertare i fatti valutando liberamente le prove (articolo 286 ZPO).

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b) In quali casi il giudice può respingere la richiesta di assunzione delle prove?

Una richiesta di assunzione delle prove può essere respinta per motivi procedurali o in base alle norme sulle prove, se:

  • il fatto non necessita di prova, ossia è già provato, manifesto o incontestato;
  • il fatto è irrilevante, ossia non può influire sulla decisione;
  • il mezzo di prova è inidoneo a provare il fatto (si tratta di casi rari, in quanto le prove non devono essere valutate prima della loro assunzione);
  • il mezzo di prova è inaccessibile;
  • il mezzo di prova è inammissibile, ad esempio per dichiarazioni inconsistenti o per obbligo del segreto professionale del testimone (salvo esonero dall'obbligo del segreto professionale);
  • l'assunzione delle prove è a discrezione del giudice, ad esempio in caso di accertamento del danno ai sensi dell'articolo 287 ZPO;
  • il fatto è stato definitivamente accertato in modo vincolante per le parti in un altro procedimento;
  • i termini per presentare la richiesta di assunzione delle prove sono scaduti (articolo 296, comma 1, ZPO);
  • l'assunzione delle prove è impedita da un ostacolo di durata incerta, il termine è scaduto o il procedimento è stato ritardato per altri motivi (articolo 356 ZPO).

5.

a) Quali sono i mezzi di prova?

I mezzi di prova legali (Beweismittel des Strengbeweises) sono cinque:

(1) Ispezioni (articoli da 371 a 372a ZPO)

L'ispezione è qualsiasi percezione sensoriale diretta del giudice a scopo probatorio. Tale percezione può avvenire attraverso il tatto, l'olfatto, l'udito o il gusto. Oggetto di ispezione sono quindi anche i supporti audio, video e di dati elettronici.

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(2) Prova testimoniale (articoli da 373 a 401 ZPO)

La prova testimoniale serve per provare fatti avvenuti in passato di cui il testimone è a conoscenza. Il testimone pertanto non è sostituibile, contrariamente al consulente tecnico.

Il testimone non può essere una parte processuale.

Se il testimone necessita di una particolare competenza settoriale per conoscere il fatto, si parla di testimone esperto (sachverständiger Zeuge) (articolo 414 ZPO), ad esempio un medico che depone sulle lesioni da incidente.

(3) Consulente tecnico (articoli da 402 a 414 ZPO)

Il consulente tecnico fornisce al giudice le conoscenze specifiche che questi non possiede per valutare i fatti. Egli non accerta i fatti. Fornisce il suo apprezzamento solo sulla base di fatti assodati (i cosiddetti Anschlusstatsachen).

Solo se l'accertamento dei fatti richiede conoscenze specifiche particolari, esso può essere affidato al consulente tecnico. È il caso, ad esempio, di una diagnosi medica.

Una consulenza tecnica privata commissionata da una parte può valere come prova peritale solo in via eccezionale, previo consenso di entrambe le parti.

(4) Prova documentale (articoli da 415 a 444 ZPO)

Ai sensi del codice di procedura civile, per documenti si intendono le dichiarazioni scritte. In base alla loro efficacia probatoria, la legge distingue tra atti pubblici (articoli 415, 417 e 418 ZPO) e scritture private (articolo 416 ZPO).

(5) Interrogatorio delle parti (articoli da 445 a 455 ZPO)

L'interrogatorio delle parti è sussidiario rispetto agli altri mezzi di prova ed è ammesso solo a sostegno della prova principale (articolo 445, comma 2, ZPO). L'interrogatorio delle parti può essere disposto solo previo consenso della controparte o d'ufficio.

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b) Che differenza c'è tra prova testimoniale e consulenza tecnica orale, da una parte, e prova documentale e relazione o parere di un consulente tecnico, dall'altra?

Per quanto riguarda l'efficacia probatoria non c'è alcuna differenza. Poiché vige il principio della libera valutazione delle prove, tutti i mezzi di prova hanno la stessa efficacia. La differenza sussiste solo in relazione al procedimento di assunzione della prova.

Ogni testimone deve essere interrogato separatamente e senza la presenza dei testimoni che devono essere interrogati dopo di lui (articolo 394, comma 1, ZPO). I testimoni, le cui deposizioni si contraddicono, possono essere messi a confronto (articolo 394, comma 2, ZPO).

Prima di essere interrogato il testimone viene ammonito a dire la verità e informato della possibilità di essere successivamente tenuto a prestare giuramento (articolo 395, comma 1, ZPO). L'interrogatorio comincia con la richiesta dei dati personali del testimone (articolo 395, comma 2, ZPO), dopo di che il testimone viene interrogato sui fatti ai sensi dell'articolo 396 ZPO. In tale contesto il giudice si adopera affinché la deposizione del testimone sia in relazione con l'oggetto dell'interrogatorio e pone altre eventuali domande per chiarire o completare la dichiarazione del testimone.

Durante l'interrogatorio le parti hanno il diritto di essere presenti e di porre domande. In linea di principio, la parte ha il diritto solo di presentare domande rivolte al testimone, mentre l'avvocato può interrogarlo direttamente (articolo 397 ZPO).

Le regole che disciplinano l'interrogatorio dei testimoni si applicano anche alla consulenza tecnica e all'interrogatorio delle parti (articoli 402 e 451 ZPO).

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La prova documentale viene assunta mediante produzione del documento. Qualora la parte che deve fornire la prova non sia in possesso del documento e questo si trovi presso la controparte o un terzo, la produzione della prova ha luogo richiedendo alla controparte o al terzo di presentare il documento (articoli 421 e 428 ZPO). L'obbligo di presentare il documento è stabilito dalle disposizioni del diritto civile e sorge quando colui che deduce una prova può chiedere alla controparte o a un terzo di restituire o presentare il documento (articolo 422 ZPO). La circostanza su cui si fonda questo obbligo deve essere attendibile (articolo 424, n. 5, seconda frase, ZPO). Le relazioni dei consulenti tecnici sono considerate documenti ai sensi del codice di procedura civile.

c) Alcuni mezzi di prova hanno maggiore efficacia probatoria di altri?

(Ad esempio la prova documentale rispetto alla prova testimoniale, l'atto pubblico rispetto alla scrittura privata)

Di norma, no. In base al principio della libera valutazione delle prove di cui all'articolo 286 ZPO, tutti mezzi di prova hanno la stessa efficacia probatoria. Pertanto tutte le risultanze probatorie sono poste a fondamento della valutazione delle prove da parte del giudice. Solo eccezionalmente il giudice è vincolato da norme che definiscono l'efficacia probatoria di determinate prove, come il processo verbale (articolo 165 ZPO), la sentenza (articolo 314 ZPO) o altri documenti (articoli da 415 a 418 ZPO).

d) Per provare determinati fatti sono obbligatori mezzi di prova specifici?

(Ad esempio per provare un credito superiore a una certa soglia è obbligatoria la prova documentale?)

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No, il codice di procedura civile non prevede mezzi di prova obbligatori per provare determinati fatti.

Fanno eccezione determinati tipi di procedimenti. Nel procedimento documentale e nel procedimento cambiario i fatti a fondamento della domanda possono essere provati solo mediante prova documentale e gli altri fatti solo mediante prova documentale o interrogatorio delle parti (articoli 592 e seguenti ZPO).

6.

a) Vi è per legge un obbligo di testimonianza?

Il testimone soggetto alla giurisdizione tedesca e regolarmente citato ha l'obbligo di comparire dinanzi al giudice, di testimoniare e di prestare giuramento.

L'obbligo di testimonianza comprende anche l'obbligo per il testimone di verificare le proprie conoscenze in base a documenti e di ricordarsi i fatti (articolo 378 ZPO). Non include l'obbligo di accertare fatti ignoti al testimone.

b) In quali casi un testimone può rifiutare di testimoniare?

(Se il testimone, ad esempio, è parente o affine (fino a che grado?) di una parte processuale o se la sua deposizione gli arrecherebbe pregiudizio)

Il codice di procedura civile prevede la facoltà per il testimone di astenersi dal deporre qualora abbia relazioni personali con una parte (articolo 383 ZPO) e di non rispondere a determinate domande per ragioni oggettive (articolo 384 ZPO).

La facoltà di astensione di cui all'articolo 383 ZPO si fonda sulla sussistenza di legami familiari e di obblighi di fedeltà professionale del testimone e serve ad evitare conflitti di interesse.

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Godono di tale facoltà i nubendi (n. 1), i coniugi (n. 2) e i conviventi registrati (n. 3), sia in costanza di matrimonio o unione registrata che dopo la sua fine. Essa spetta altresì a chi ha o aveva con una parte un vincolo di parentela o affinità in linea retta o un vincolo di parentela in linea collaterale entro il terzo grado o un vincolo di affinità in linea collaterale entro il secondo grado (n. 3). Il vincolo in linea collaterale consiste nella discendenza non l'uno dall'altro ma da uno stesso terzo. Il grado di parentela o affinità si determina in base al numero di generazioni.

Inoltre, ai sensi dell'articolo 383 n. 4 ZPO, godono della facoltà di astenersi dal deporre i ministri di culto, le persone che collaborano o hanno collaborato professionalmente nell'elaborazione, produzione o diffusione di periodici o emissioni radiofoniche (n. 5) e coloro cui, in forza della loro carica, posizione o professione, sono confidati fatti che per loro natura o per legge devono rimanere segreti (n. 6).

La facoltà di astensione per motivi professionali riguarda tutte le informazioni di cui le suddette persone sono venute a conoscenza in virtù della loro posizione particolare.

La facoltà di astensione di cui all'articolo 384 ZPO è diretta a proteggere i testimoni dalle conseguenze della testimonianza. I testimoni hanno il diritto di non rispondere a singole domande, ma non di astenersi dal deporre completamente come nell'articolo 383 ZPO.

La facoltà di astensione prevista dall'articolo 384 ZPO riguarda le domande le cui risposte arrecherebbero un danno patrimoniale diretto al testimone o a una persona avente con esso un vincolo familiare di cui all'articolo 383 ZPO (n. 1), o esporrebbero il testimone o tale persona al disonore o al rischio di un procedimento penale o amministrativo (n. 2). Il testimone inoltre non deve rispondere alle domande la cui risposta comporterebbe la violazione del segreto professionale o commerciale (n. 3).

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L'articolo 385 ZPO prevede alcune eccezioni alla facoltà di astenersi dal deporre di cui agli articoli 383 e 384 ZPO. Particolarmente rilevante è l'articolo 385, comma 2, ZPO che esonera dall'obbligo di riservatezza i ministri di culto e le persone tenute per legge al segreto professionale ai sensi dell'articolo 383, comma 1, n. 6 ZPO, reinstaurando l'obbligo di testimonianza.

c) Chi si rifiuta di testimoniare può incorrere in sanzioni o essere obbligato a deporre?

Sì. Se un testimone regolarmente citato non si presenta, il giudice, ai sensi dell'articolo 380, comma 1, ZPO, infligge, quale misura disciplinare, una pena pecuniaria e, nel caso questa non possa essere eseguita, una pena detentiva. L'importo della pena pecuniaria varia da 5 a 1 000 euro (articolo 6, comma 1 Einführungsgesetz zum Strafgesetzbuch, EGStGB legge introduttiva al codice penale) mentre la durata della pena detentiva varia da un giorno a sei settimane (articolo 6, comma 2, EGStGB). Il testimone è inoltre tenuto a pagare le spese conseguenti alla mancata comparizione.

Se, nonostante il ripetuto invito, il testimone non compare, oltre alla misura disciplinare può essere disposto l'accompagnamento coattivo del testimone (articolo 380, comma 2, ZPO). Queste misure non si applicano se il testimone fornisce tempestivamente una giustificazione adeguata della mancata comparizione. In caso di giustificazione tardiva, il testimone deve dimostrare che il ritardo non dipende da sua colpa (articolo 381 ZPO).

Ai sensi dell'articolo 390, comma 1, ZPO, se il testimone rifiuta di deporre o di prestare giuramento senza motivo o adducendo un motivo dichiarato irrilevante con forza di giudicato, possono essere prese nei suoi confronti le stesse misure applicabili al testimone assente ingiustificatamente. In caso di reiterato rifiuto, è disposto su istanza l'arresto al fine di estorcere la testimonianza. Tale misura tuttavia non può essere disposta dopo la conclusione del processo (articolo 390, comma 2, ZPO).

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d) Vi sono persone che non possono testimoniare?

(Maggiorenni incapaci di agire, minorenni, persone con interessi comuni a quelli di una parte o condannate per determinati reati)

No, non esiste una generale "incapacità a testimoniare". Pertanto può testimoniare chiunque sia sufficientemente maturo per comprendere i fatti e capire e rispondere alle domande ad essi inerenti, a prescindere dall'età e dalla capacità di agire.

Non esistono disposizioni particolari per coloro che sono stati condannati per falsa testimonianza dolosa o falso giuramento.

Non possono testimoniare coloro che partecipano direttamente al procedimento in qualità di parti o di rappresentanti legali di una parte. È fatta eccezione per i litisconsorti, in relazione ai fatti che riguardano esclusivamente altri litisconsorti. In determinate circostanze un rappresentante può essere capace di testimoniare se l'oggetto della testimonianza esula dal rapporto di rappresentanza. Ad esempio, un tutore può prestare testimonianza in un processo in cui l'assistito è parte su fatti che non rientrano nell'ambito delle sue funzioni.

La capacità di testimoniare si determina sempre al momento dell'esame testimoniale.

7. Qual è il ruolo del giudice e delle parti nell'audizione di un testimone? Quali sono le condizioni per ricorrere alle nuove tecnologie come la televisione o la videoconferenza per sentire un testimone?

(Chi conduce l'esame del testimone? Il giudice può interrogare il testimone? La controparte può porre domande al testimone?)

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L'esame del testimone è svolto dall'ufficio giudiziario. Quale giudice incaricato può essere designato anche un membro dell'ufficio giudiziario davanti al quale si procede. In tal caso trova spesso applicazione l'articolo 375, comma 1a, ZPO.

Ogni testimone deve essere interrogato separatamente e senza la presenza dei testimoni che devono essere interrogati dopo di lui (articolo 394, comma 1, ZPO). I testimoni, le cui deposizioni si contraddicono, possono essere messi a confronto (articolo 394, comma 2, ZPO).

Durante l'interrogatorio le parti hanno il diritto di essere presenti e di porre domande. In linea di principio, la parte ha il diritto solo di presentare domande rivolte al testimone, mentre l'avvocato può interrogarlo direttamente (articolo 397 ZPO).

Su richiesta, i testimoni possono essere escussi in videoconferenza previo consenso delle parti interessate (articolo 128a, comma 2, ZPO). È inoltre necessario il consenso dei testimoni o dei consulenti tecnici, in quanto la trasmissione coinvolge i loro diritti alla personalità.

III. Valutazione delle prove

8. Se una parte si è procurata una prova in modo illegittimo il giudice può utilizzarla per la decisione?

(Ad esempio registrazioni illegali, ecc.)

Il divieto di utilizzare una prova può essere previsto dalla legge, ad esempio il divieto di tenere conto delle sentenze cancellate o che devono essere cancellate dal casellario giudiziario federale (articolo 51 Bundeszentralregistergesetz, BZRG legge sul casellario giudiziario federale).

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Tale divieto può altresì ricavarsi dalla giurisprudenza della corte costituzionale federale nei casi in cui l'assunzione della prova pregiudicherebbe i diritti soggettivi garantiti dalla costituzione senza essere giustificata in via eccezionale dal bilanciamento degli interessi.

Secondo la giurisprudenza, ad esempio, in linea di principio non possono essere utilizzate le registrazioni segrete. Lo stesso vale per le conversazioni captate con minitrasmittenti, microfoni direzionali o citofoni, e per gli scritti personali, come diari o lettere private, ottenuti in modo illegittimo.

In tutti questi casi, tuttavia, il bilanciamento dei beni giuridici in questione può eccezionalmente giustificare l'utilizzo della prova illegittimamente acquisita, purché non siano pregiudicati gli aspetti essenziali della vita privata.

In caso di violazione di disposizioni procedurali, occorre decidere separatamente, in relazione alle disposizioni violate, se la violazione comporta il divieto di utilizzare le prove. Ai sensi dell'articolo 295, comma 1, ZPO, i vizi procedurali, in particolare i vizi formali di un atto processuale, sono sanabili. Ad esempio, l'audizione di una parte in qualità di testimone è un vizio procedurale che può essere sanato, ossia la prova può essere utilizzata se le parti hanno rinunciato all'osservanza della disposizione o non hanno eccepito il vizio entro la fine dell'udienza successiva. Ai sensi dell'articolo 295, comma 1, ZPO, è sanabile anche il mancato avvertimento della facoltà di astenersi dal deporre.

Non si può invece derogare all'osservanza di norme poste a tutela dell'interesse pubblico (articolo 295, comma 2, ZPO). È il caso, ad esempio, di tutti gli aspetti che devono essere presi in considerazione d'ufficio, quali i presupposti processuali, l'ammissibilità dei mezzi d'impugnazione e l'astensione o la ricusazione del giudice.

9. Le dichiarazioni rese da una parte in causa valgono come prove?

Come già indicato al punto 5, lettere a) e c), l'interrogatorio delle parti può costituire, a determinate condizioni, un mezzo di prova. La valutazione di tale prova è lasciata al libero convincimento del giudice (articolo 286 ZPO).

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