Commissione Europea > RGE > Assunzione delle prove e mezzi di prova > Belgio

Ultimo aggiornamento: 05-01-2007
Versione stampabile Aggiungi ai preferiti

Assunzione delle prove e mezzi di prova - Belgio

 

INDICE

I. Onere della prova I.
1.
a) Quali sono le norme applicabili per quanto riguarda l’onere della prova? a)
b) Esistono norme che stabiliscono che alcuni fatti non possono essere oggetto di prova? È possibile fornire controprove a delle presunzioni? b)
2. In quale misura il tribunale deve essere convinto di un fatto per fondare il suo giudizio sull’esistenza di tale fatto? 2.
II. Assunzione delle prove II.
3. I mezzi istruttori e l’assunzione delle prove avvengono sempre su richiesta di una parte, o il giudice può anche procedere di propria iniziativa? 3.
4.
a) Che cosa succede se il giudice ammette i mezzi istruttori richiesti? a)
b) In quali casi il giudice può respingere una richiesta di mezzi istruttori delle parti? b)
5.
a) Quali sono i diversi mezzi di prova? a)
b) Quali sono le differenze fra, da un lato, la prova testimoniale e la perizia e, d’altro lato, i mezzi di prova scritti e il parere o la relazione di un perito? b)
c) Alcuni mezzi di prova prevalgono sugli altri? c)
d) Vi sono condizioni per provare determinati fatti? d)
6.
a) I testimoni sono tenuti per legge a prestare testimonianza? a)
b) In quali casi un testimone può rifiutarsi di deporre? b)
c) È possibile obbligare a deporre un teste che si rifiuta di farlo? Incorre tale teste nel rischio di sanzioni? c)
d) Vi sono categorie di persone che non possono testimoniare? d)
7. Qual è il ruolo del giudice e delle parti nell’audizione di un testimone? Quali sono le condizioni in cui possono essere utilizzate le nuove tecnologie per interrogare indirettamente un teste? 7.
III. Valore delle prove III.
8. Può il giudice tenere conto di mezzi di prova non ottenuti legalmente? 8.
9. Le dichiarazioni delle parti hanno valore come mezzo di prova? 9.

 

I. Onere della prova

1.

a) Quali sono le norme applicabili per quanto riguarda l’onere della prova?

Il sistema giuridico belga distingue fra diritto civile e diritto commerciale. Quest’ultimo è specificamente destinato a chi esercita attività commerciali, il primo vale come diritto comune.

Le norme applicabili in materia di prove figurano del Codice civile (Code civil - Burgerlijk Wetboek), a partire dall’articolo 1315. Si tratta di un sistema chiuso, che prevede mezzi di prova rigorosamente regolamentati (si veda il punto 5a per i particolari).

Le norme applicabili in materia di prove in campo commerciale figurano nel Codice di commercio (Code commercial - Wetboek van Koophandel), all’articolo 25. La caratteristica principale è che si tratta di un sistema aperto e che vi è libertà nel determinare cosa possa costituire un mezzo di prova in una causa commerciale. L’articolo 25 del Codice di commercio stabilisce espressamente: “Oltre ai mezzi di prova ammessi dal diritto civile, gli impegni commerciali possono anche essere dimostrati da testimoni in tutti i casi in cui il tribunale giudichi di poterlo autorizzare, tranne le eccezioni stabilite per casi specifici. Gli acquisti e le vendite possono essere provati per mezzo di una fattura accettata, fermi restando gli altri mezzi di prova autorizzati dalla legislazione in materia di attività commerciali”.

Gli aspetti processuali in materia di prove nelle cause civili e commerciali sono disciplinati dal Codice giudiziario (Code judiciaire - Gerechtelijk Wetboek), a partire dall’articolo 870. L’articolo 876 di detto Codice stabilisce che il tribunale giudica la causa pendente secondo le norme in materia di prova che sono applicabili alla natura della controversia – ossia o civile o commerciale.

Inizio paginaInizio pagina

La prova di un fatto, di una tesi o di un’affermazione deve essere prodotta dalla parte che la invoca. Chi chiede che venga onorato un impegno, deve comprovarne l’esistenza. Viceversa, chi afferma di essersene liberato, deve fornire la prova del pagamento o del fatto che ha portato all’estinzione dell’impegno (art. 1315 del Codice civile). In un processo, ogni parte deve apportare la prova dei fatti che adduce (art. 870 del Codice giudiziario: “actori incumbit probatio”). Spetta quindi alla controparte confutare il valore probatorio di tali fatti – qualora ciò sia possibile ed ammesso.

b) Esistono norme che stabiliscono che alcuni fatti non possono essere oggetto di prova? È possibile fornire controprove a delle presunzioni?

Purché non vengano contrastati l’ordine pubblico e la sicurezza nazionale, tutti i fatti possono essere oggetto di prova. Vi sono tuttavia tre limitazioni al diritto alla prova in un processo. In primo luogo, il fatto da provare deve essere pertinente. In secondo luogo deve essere decisivo, ossia deve poter convincere il giudice in merito alla risoluzione definitiva della controversia. In terzo luogo, deve essere ammissibile: la vita privata, il segreto professionale e il segreto epistolare non possono essere violati. Le presunzioni sono in linea di principio confutabili dalla controparte, tranne per quanto riguarda le presunzioni assolute (“iuris et de iure”), per le quali vi è addirittura un divieto di addurre una prova contraria. Per le presunzioni relative (“iuris tantum”) è invece ammessa la prova contraria: in base a regole prestabilite in diritto civile, liberamente in diritto commerciale.

Inizio paginaInizio pagina

2. In quale misura il tribunale deve essere convinto di un fatto per fondare il suo giudizio sull’esistenza di tale fatto?

Il giudice deve essere convinto degli elementi addotti dalle parti. Tale convincimento dipende dal loro valore probatorio o dalla loro credibilità. Se il giudice ritiene che l’elemento addotto possa contribuire a risolvere la controversia e che rifletta la realtà in modo credibile, attribuisce a tale elemento valore probatorio. È del resto solo a partire da questo momento che si può parlare di prova.

Il valore probatorio è un concetto più soggettivo, la forza probatoria è invece una nozione rigorosamente oggettiva. La forza probatoria dipende dalla credibilità che si può attendere da un mezzo di prova. La legge attribuirà forza probatoria solo a mezzi di prova che offrono sufficiente credibilità, poiché il giudice viene privato del suo potere di valutazione. È il caso della prova scritta. Se il giudice interpreta il contenuto di una prova scritta legittimamente acquisita in un modo incompatibile con la formulazione del testo, viola la forza probatoria del documento. La parte interessata può invocare questo fatto dinanzi alla Corte di Cassazione.

II. Assunzione delle prove

3. I mezzi istruttori e l’assunzione delle prove avvengono sempre su richiesta di una parte, o il giudice può anche procedere di propria iniziativa?

La parte che fa un’affermazione, deve poterla dimostrare. In alcuni casi il giudice può imporre alla parte di utilizzare un certo mezzo di prova, come nel caso del giuramento deferito d’ufficio (art. 1366 del Codice civile). Il giudice, a rigorose condizioni, può imporre il giuramento a una parte per farne dipendere la decisione in merito a una causa, oppure semplicemente per fissare la somma della condanna.

Inizio paginaInizio pagina

Il giudice può interrogare le parti od ordinare di propria iniziativa l’escussione di un teste, a meno che la legge non lo vieti (art. 916 del Codice giudiziario). Può altresì ordinare una perizia per verificare certi fatti o per ottenere un parere tecnico (art. 962 del Codice giudiziario).

4.

a) Che cosa succede se il giudice ammette i mezzi istruttori richiesti?

I mezzi istruttori devono essere richiesti da una delle parti a titolo principale o accessorio. Il giudice può accettare o respingere tali richieste motivando la propria decisione.

In caso di verifica dell’autenticità di una scrittura (art. 883 del Codice giudiziario) o di accertamento del falso (art. 895 del Codice giudiziario), il giudice chiede alle parti di comparire (assistite o meno dai loro avvocati) e di portare tutti i titoli, documenti, e atti a fini di raffronto, oppure l’atto di cui è contestata l’autenticità. Il giudice può esaminare immediatamente la causa o può farla istruire, e può in seguito adottare egli stesso provvedimenti istruttori, ricorrendo eventualmente a un perito. Il giudice emette infine una decisione in merito alla verifica dell’autenticità della scrittura o in merito all’accertamento della falsità.

Se una parte propone di fornire delle prove attraverso una o più testimonianze, il giudice può autorizzarlo se la prova è ammissibile (art. 915 del Codice giudiziario). Se la legge non lo vieta, il giudice può ordinare l’audizione di testimoni. I testimoni sono convocati dal cancelliere almeno otto giorni prima della data dell’audizione. Devono prestare giuramento e sono sentiti individualmente dal giudice, che può porre loro domande o di propria iniziativa o su richiesta della parte. Le deposizioni dei testi vengono verbalizzate, lette ad alta voce, se necessario corrette e completate, dopodiché l’audizione è chiusa.

Inizio paginaInizio pagina

Una perizia può essere ordinata con decisione del giudice per risolvere od evitare una controversia. Essa può contenere solo constatazioni o pareri tecnici (art. 962 del Codice giudiziario). L’esperto svolge il proprio compito sotto la supervisione del giudice. Le parti mettono a disposizione del perito tutti i documenti richiesti e gli rivolgono tutti i quesiti utili. La relazione deve essere presentata entro un termine fissato dalla decisione del giudice. Se la relazione è contraria ai suoi convincimenti, il giudice non è obbligato a seguire il parere del perito.

Il giudice può, su richiesta delle parti o di propria iniziativa, ordinare dei sopralluoghi (art. 1007 del Codice giudiziario). Il sopralluogo può essere effettuato – in presenza o meno delle parti – dal giudice che lo ha ordinato, da un altro giudice designato, o da un incaricato ufficiale. Tutte le operazioni e constatazioni sono registrate in un verbale che viene posto a conoscenza delle parti.

b) In quali casi il giudice può respingere una richiesta di mezzi istruttori delle parti?

Il giudice non è mai obbligato ad accettare una richiesta di mezzi istruttori di una delle parti. Se invece riceve una commissione rogatoria, è tenuta ad eseguirla (art. 873 del Codice giudiziario).

5.

a) Quali sono i diversi mezzi di prova?

Il diritto civile (comune) prevede cinque tipi di mezzi di prova: la prova scritta, la prova testimoniale, le presunzioni, la confessione delle parti e il giuramento (art. 1316 del Codice civile).

Inizio paginaInizio pagina

La prova scritta (art. 1317 del Codice civile) può essere fornita in forma di atto pubblico o scrittura privata. Nel primo caso si tratta di un atto emesso in forma legale da un funzionario pubblico competente (ad esempio un notaio o un ufficiale dello stato civile), e che costituisce, fra le parti e rispetto a terzi, una prova completa dell’accordo che vi è contenuto. Una scrittura privata riconosciuta, firmata da tutte le parti interessate e redatta in tante copie quante sono le parti, costituisce una prova completa per le parti. Un atto scritto è necessario quando è interessata una somma o un valore superiore a 375 euro (art. 1341 del Codice civile).

La prova testimoniale (art. 1341 del Codice civile) non è ammissibile se è contraria o va al di là del contenuto dei documenti scritti. Può essere comunque ammessa se vi è solo un principio di prova scritta o se è impossibile fornire una prova scritta.

Le presunzioni art. 1349 del Codice civile) sono conclusioni tratte, dalla legge o dal giudice, da un fatto noto per decidere in merito a un fatto sconosciuto. Le presunzioni non possono contrastare il contenuto di un atto scritto, ma possono – come le testimonianze – completare un principio di prova scritta e sostituire documenti scritti che è impossibile fornire.

La confessione delle parti (art. 1354 del Codice civile) può essere giudiziaria od stragiudiziale. Nel primo caso si tratta di una dichiarazione rilasciata in giudizio da una parte o dal suo procuratore speciale, che costituisce una prova completa contro colui che ne è l’autore. Una confessione stragiudiziale non è invece soggetta ad alcun requisito formale.

Inizio paginaInizio pagina

Il giuramento (art. 1357 del Codice civile) è deferito da una parte all’altra parte (giuramento decisorio), oppure deferito d’ufficio dal giudice. Il giuramento decisorio può solo costituire una prova a favore o contro chi l’ha prestato.

Nelle cause commerciali (art. 25 del Codice di commercio) la prova è libera, e vi è un particolare mezzo di prova, cioè la fattura relativa alla compravendita. Con una fattura valida chi esercita attività commerciale può sempre crearsi un mezzo di prova, mentre altri atti scritti, per poter valere come prova, devono provenire dalla controparte.

b) Quali sono le differenze fra, da un lato, la prova testimoniale e la perizia e, d’altro lato, i mezzi di prova scritti e il parere o la relazione di un perito?

La prova testimoniale è prevista dal Codice civile come un mezzo di prova autonomo; gli aspetti processuali della prova testimoniale sono contenuti nel Codice giudiziario. La perizia è semplicemente un modo per apportare elementi ed è disciplinata dal Codice giudiziario. Le parti possono chiedere al giudice di convocare dei testimoni; non possono invece designare alcun perito, cosa che può fare solo il giudice.

I mezzi di prova scritti hanno forza probatoria e il giudice deve quindi rispettarne il contenuto, mentre non hanno forza probatoria i pareri o le relazioni dei periti. Se il parere o la relazione sono in contrasto con il suo convincimento, il giudice non è obbligato a seguirli (art. 986 del Codice giudiziario).

c) Alcuni mezzi di prova prevalgono sugli altri?

Esiste una gerarchia fra i mezzi di prova previsti dalla legge. La confessione e il giuramento si trovano al livello più alto di tale gerarchia. Un atto scritto prevale sempre sulla testimonianza e sulla presunzione. Gli atti pubblici costituiscono una prova completa fra le parti e rispetto a terzi, mentre la scrittura privata costituisce una prova completa solo fra le parti. Ci si può avvalere di testimonianze e presunzioni solo se, per l’impegno da dimostrare, la prova scritta è insufficiente o se è stato impossibile fornire un documento scritto.

Inizio paginaInizio pagina

d) Vi sono condizioni per provare determinati fatti?

A seconda che il fatto rientri in campo civile o commerciale, i mezzi di prova sono regolamentati o liberi. In materia civile, per tutte le cause e transazioni che interessano una somma o un valore di più di 375 euro devono essere redatti un atto pubblico o una scrittura privata (art. 1341 del Codice civile). Solo atti di questo tipo possono servire come mezzi di prova, e non sono ammesse testimonianze o presunzioni. Nelle cause commerciali, invece, le prove testimoniali o presuntive che sono contrarie o vanno al di là del contenuto degli atti sono in linea di principio ammesse.

6.

a) I testimoni sono tenuti per legge a prestare testimonianza?

No. L’audizione dei testimoni avviene su proposta delle parti o viene ordinata dal giudice (artt. 915-916 del Codice giudiziario).

b) In quali casi un testimone può rifiutarsi di deporre?

Se un testimone convocato dichiara di avere legittimi motivi per non dover deporre, il giudice decide in merito alla questione. Come motivo legittimo viene considerato, fra gli altri, il segreto professionale (art. 929 del Codice giudiziario).

c) È possibile obbligare a deporre un teste che si rifiuta di farlo? Incorre tale teste nel rischio di sanzioni?

Un testimone che viene convocato è obbligato a presentarsi. Se non si presenta il giudice può, su richiesta di una parte, notificargli una citazione tramite ufficiale giudiziario (art. 925 del Codice giudiziario). Un teste cui sia stata notificata una citazione a comparire e che non si presenti dinanzi al giudice è condannato al pagamento di una sanzione pecuniaria penale. (art. 926 del Codice giudiziario).

Inizio paginaInizio pagina

d) Vi sono categorie di persone che non possono testimoniare?

La prova è nulla se proviene da una persona incapace a testimoniare in giudizio (art. 961, 1, del Codice giudiziario).

Un minore che abbia meno di quindici anni non può essere sentito sotto giuramento, e le sue dichiarazioni possono avere solo valore informativo (art. 931, 1, del Codice giudiziario).

Un minore che abbia il richiesto discernimento può essere sentito dal giudice, o da una persona designata dal giudice, in tutti i procedimenti che lo riguardano. Ciò può avvenire su richiesta dello stesso minore o in seguito a una decisione del giudice: in tal caso, tuttavia, il minore può rifiutarsi di essere sentito (art. 931, 3-7, del Codice giudiziario).

I parenti in linea discendente non possono essere sentiti in cause in cui i loro parenti in linea ascendente abbiano interessi contrari (art. 931, 2, del Codice giudiziario).

7. Qual è il ruolo del giudice e delle parti nell’audizione di un testimone? Quali sono le condizioni in cui possono essere utilizzate le nuove tecnologie per interrogare indirettamente un teste?

Le parti non possono parlare direttamente col teste né possono interromperlo, ma devono sempre rivolgersi al giudice (art. 936 del Codice giudiziario). Il giudice può, di propria iniziativa o su richiesta della parte, porre al teste tutte le domande necessarie per chiarire o completare la testimonianza (art. 938 del Codice giudiziario).

La testimonianza indiretta è valida. Non vi è alcuna disposizione di legge o alcun principio giuridico che vi si opponga. Inoltre, l'articolo 924 del Codice giudiziario prevede la possibilità che un giudice, nel caso in cui un teste dimostri di non poter comparire personalmente, decida di interrogarlo nel luogo in cui si trova.

III. Valore delle prove

8. Può il giudice tenere conto di mezzi di prova non ottenuti legalmente?

I mezzi di prova ottenuti illegalmente non possono essere utilizzati al processo. Il giudice non può quindi tenerne conto nella formazione del suo giudizio. I mezzo di prova ottenuti violando la privacy, il segreto professionale o il segreto epistolare sono illegali e inammissibili.

9. Le dichiarazioni delle parti hanno valore come mezzo di prova?

I documenti scritti che provengono da una delle parti non possono essere utilizzati come mezzi di prova a favore di tale parte. Solo in materia commerciale, la fattura (accettata dal cliente) relativa alle compravendite vale come mezzo di prova che il commerciante può usare a proprio favore, benché si tratti di un documento che egli stesso ha emesso. Una contabilità regolarmente tenuta può essere accettata dal giudice come mezzo di prova di operazioni commerciali.

La confessione di una parte è una dichiarazione rilasciata in giudizio dalla parte stessa o dal suo procuratore speciale Tale dichiarazione costituisce una prova completa contro l’autore della dichiarazione.

« Assunzione delle prove e mezzi di prova - Informazioni generali | Belgio - Informazioni generali »

Inizio paginaInizio pagina

Ultimo aggiornamento: 05-01-2007

 
  • Diritto Comunitario
  • Diritto internazionale

  • Belgio
  • Bulgaria
  • Repubblica Ceca
  • Danimarca
  • Germania
  • Estonia
  • Irlanda
  • Grecia
  • Spagna
  • Francia
  • Italia
  • Cipro
  • Lettonia
  • Lituania
  • Lussemburgo
  • Ungheria
  • Malta
  • Paesi Bassi
  • Austria
  • Polonia
  • Portogallo
  • Romania
  • Slovenia
  • Slovacchia
  • Finlandia
  • Svezia
  • Regno Unito