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Ultimo aggiornamento: 07-06-2007
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Assunzione delle prove e mezzi di prova - Austria

 

INDICE

I. L’onere della prova I.
1.
a) Quali sono le norme applicabili in materia di onere della prova? a)
b) Esistono norme che dispensano dal fornire prove in relazione a certi fatti? Quali? È possibile superare con prove queste presunzioni? b)
2. In quale misura il tribunale deve essere convinto di un fatto per fondare il suo giudizio sull’esistenza di tale fatto? 2.
II. Assunzione delle prove II.
3. L’assunzione delle prove avviene sempre su richiesta di una parte, o il giudice può anche procedere di propria iniziativa? 3.
4.
a) Se la richiesta di una parte relativa all’assunzione di prove è accolta, quali sono le fasi successive? a)
b) In quali casi il tribunale può respingere la richiesta di una parte di assunzione della prove? b)
5.
a) Quali sono i diversi mezzi di prova? a)
b) Le procedure seguite per l’assunzione delle prove testimoniali sono diverse da quelle relative alle dichiarazioni dei consulenti tecnici? Quali sono le norme relative alla presentazione di prove scritte e di perizie di consulenti tecnici? b)
c) Alcuni mezzi di prova hanno forza maggiore di altri? c)
d) Alcuni fatti possono essere provati solo con determinati mezzi di prova? d)
6.
a) Vi è per legge un obbligo di testimonianza? a)
b) In quali casi un testimone può rifiutarsi di deporre? b)
c) Può una persona che si rifiuta di deporre incorrere in sanzioni o essere obbligata a deporre? c)
d) Vi sono persone che secondo il diritto austriaco non possono testimoniare? d)
7. Qual è il ruolo del giudice e delle parti nell’audizione di un testimone? A quali condizioni un teste può essere sentito ricorrendo a nuove tecnologie come la televisione o la videoconferenza? 7.
III. Valutazione delle prove III.
8. Quando una prova viene ottenuta illegalmente da una parte, in che misura il tribunale può tenerne conto nella sua decisione? 8.
9. In quanto parte in causa, le mie dichiarazioni conteranno come prove? 9.

 

I. L’onere della prova

1.

a) Quali sono le norme applicabili in materia di onere della prova?

In linea di principio ogni parte deve produrre tutti gli elementi di fatto a sostegno della sua domanda (principio dispositivo – Behauptungslast) e fornire le relative prove (art. 226, primo comma, art. 243, secondo comma, del codice di procedura civile austriaco Zivilprozessordnung – ZPO). Anche se i fatti di causa restano ancora oscuri (cosiddetta situazione di “non liquet”) il giudice deve comunque prendere una decisione. In tal caso entrano in gioco le norme sull’onere della prova. Ogni parte ha l’onere di provare l’esistenza di tutti i presupposti oggettivi per l’applicazione della norma ad essa favorevole. In circostanze normali l’attore deve fornire la prova dei fatti che giustificano le ragioni della domanda, mentre il convenuto ha l’onere di provare i fatti sui cui si fondano le eccezioni sollevate. L’attore ha anche l’onere di provare l’esistenza dei presupposti processuali.

b) Esistono norme che dispensano dal fornire prove in relazione a certi fatti? Quali? È possibile superare con prove queste presunzioni?

Ai fini della decisione devono essere provati i fatti rilevanti, nella misura in cui essi non sono esenti. Non devono essere provati i fatti oggetto di ammissioni (artt. 266, 267 ZPO) i fatti notori (art. 269 ZPO) e quelli che costituiscono presunzioni legali (art. 270 ZPO).

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Con l’espressione fatto oggetto di ammissione deve intendersi la confessione di una parte con quale essa riconosce come corretta un’affermazione della controparte. In linea di massima il giudice deve considerare vero il fatto confessato e decidere senza un ulteriore esame.

Notorio è il fatto conosciuto in generale (noto o attendibilmente percettibile senza difficoltà in ogni momento da un numero rilevante di persone) o conosciuto dal giudice (dal tribunale adito sulla base delle conoscenze acquisite d’ufficio o in modo evidente dagli atti).

Il giudice deve fondare la sua decisione d’ufficio sui fatti notori, senza che questi ultimi debbano essere né affermati né provati.

La presunzione legale si ricava direttamente dalla legge ed ha l’effetto di invertire l’onere della prova: la controparte di colui che beneficia di una simile presunzione legale deve produrre la prova del contrario. Deve provare cioè che nonostante l’esistenza di una base giuridica per una presunzione legale, il fatto presunto o la situazione giuridica presunta non esiste.

2. In quale misura il tribunale deve essere convinto di un fatto per fondare il suo giudizio sull’esistenza di tale fatto?

Lo scopo del procedimento giudiziario è quello di convincere il giudice di un fatto. In generale deve essere presa in considerazione un “alta probabilità”, la “certezza assoluta” non è necessaria per il convincimento del giudice.

La legge o la giurisprudenza stabiliscono il grado della prova, aumentandolo da un “livello di normalità” fino alla “probabilità che sfiora la certezza”, o riducendolo a “una prevalente probabilità” (ad esempio art. 138, primo comma, o art. 163, primo comma, del codice civile austriaco Allgemeinen Bürgerlichen Gesetzbuches – ABGB). Nell’ultimo caso la presunzione o un certificato sono sufficienti per costituire una prova ai sensi del codice di procedura civile austriaco - ZPO (art. 274 ZPO). Anche le cosiddette prove per presunzione semplice (prima facie – Beweis) comportano una riduzione del grado della prova e svolgono un ruolo nel contrastare le difficoltà probatorie nei processi per risarcimento danni. Fissato un tipico decorso dei fatti che secondo l’esperienza di vita presuppone un determinato nesso causale o un elemento di colpevolezza, questi presupposti di fatto si ritengono provati sulla base di semplici apparenze (prima facie) anche in casi specifici.

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II. Assunzione delle prove

3. L’assunzione delle prove avviene sempre su richiesta di una parte, o il giudice può anche procedere di propria iniziativa?

L’assunzione delle prove (Beweisaufnahme) può avvenire d’ufficio o su istanza di parte. In processi di tipo puramente inquisitorio (il giudice ha l’obbligo accertare d’ufficio i fatti decisori) non è necessaria l’istanza di parte. Nel processo civile ordinario austriaco il giudice può acquisire d’ufficio tutti i mezzi di prova rilevanti per l’acclaramento dei fatti importanti (art. 183 ZPO). Il giudice può imporre alle parti di produrre documenti, ordinare l’esecuzione di un’ispezione, richiedere una perizia tramite consulenti tecnici o un interrogatorio formale. Tuttavia la presentazione di documenti può essere ordinata solo se una parte ha fatto ad essi riferimento; l’assunzione della prova documentale o l’interrogatorio dei testimoni non possono essere effettuati se entrambe le parti si oppongono. In tutti gli altri casi l’assunzione delle prove è fatta su richiesta di parte.

4.

a) Se la richiesta di una parte relativa all’assunzione di prove è accolta, quali sono le fasi successive?

In linea di principio l’assunzione di una prova avviene nel corso di un’udienza orale. Nell’ambito delle cosiddette “udienze preparatorie” (vorbereitenden Tagsatzung - art. 258 ZPO) il giudice e le parti, in particolare i loro rappresentanti, elaborano congiuntamente un calendario processuale contenente anche il programma per l’assunzione delle prove. Comunque, se necessario, il calendario processuale può essere discusso ulteriormente in ogni altro momento. Una volta assunte le prove il risultato è discusso con le parti (art. 278 ZPO). La prova deve essere assunta in linea di massima direttamente dal giudice che deciderà sulla causa. Nei casi espressamente disciplinati dalla legge è possibile l’assunzione probatoria nel corso del procedimento di assistenza giudiziaria reciproca. Le parti sono invitate all’assunzione delle prove e dispongono di diversi diritti di partecipazione, ad esempio il diritto di interrogare i testimoni o i consulenti tecnici. L’assunzione delle prove è sempre effettuata d’ufficio e in linea principio anche nel caso in cui le parti (nonostante la convocazione) non siano presenti.

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b) In quali casi il tribunale può respingere la richiesta di una parte di assunzione della prove?

La richiesta di assunzione delle prove deve essere respinta quando il giudice la ritiene irrilevante (art. 275 ZPO) o quando essa è fatta al fine di ritardare l’iter processuale (artt. 275 e 278 ZPO). Inoltre è possibile fissare un termine per l’assunzione di prove che ritarderebbero presumibilmente il processo (art. 279 ZPO). Decorso il termine la richiesta di assunzione delle prove può essere respinta. Un rifiuto dell’assunzione delle prove può verificarsi anche nel caso in cui l’assunzione delle prove non sia necessaria, poiché il giudice è già convinto dei fatti di causa e qualora esista un divieto all’assunzione delle prove. Se l’assunzione delle prove comporta spese (ad esempio compenso dei consulenti tecnici) occorre chiedere un anticipo delle spese al richiedente. Se esso non è pagato entro il termine fissato, la prova può essere assunta solo se non comporta un ritardo nell’iter processuale.

5.

a) Quali sono i diversi mezzi di prova?

Il codice di procedura civile austriaco prevede i “classici” 5 mezzi di prova: prova documentale (artt. da 292 a 319), prova per testimoni (art. da 320 a 350), consulenza tecnica (art. da 351 a 367), ispezione (art. da 368 a 370) e l’interrogatorio formale delle parti (art. da 371 a 383). Sostanzialmente tutte le fonti di informazioni possono essere ammesse come mezzo di prova e sono classificate, in funzione delle loro caratteristiche, in uno dei summenzionati mezzi di prova.

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b) Le procedure seguite per l’assunzione delle prove testimoniali sono diverse da quelle relative alle dichiarazioni dei consulenti tecnici? Quali sono le norme relative alla presentazione di prove scritte e di perizie di consulenti tecnici?

I testi vengono escussi uno ad uno in assenza del teste successivo da escutere. In tal modo si evita che essi si influenzino reciprocamente. Se le deposizioni testimoniali sono in reciproca contraddizione si può procedere al confronto dei testimoni. L’assunzione della testimonianza inizia con un interrogatorio informativo, relativo alla capacità testimoniale in generale e all’esame dell’esistenza di motivi di rifiuto della testimonianza o di impedimenti al giuramento. Dopo aver ricordato al testimone il suo obbligo di dire la verità e averlo reso edotto delle conseguenze penali delle dichiarazioni mendaci inizia l’esame vero e proprio con la domanda delle generalità del testimone. Successivamente vengono poste le domande sul fatto di causa. Le parti possono partecipare all’esame testimoniale e con il consenso del giudice possono interrogare i testimoni. Il giudice può rifiutare domande inappropriate. In linea di principio i testimoni devono essere interrogati dal giudice istruttore. A talune condizioni, tuttavia, è possibile l’esame dei testimoni nell’ambito della reciproca assistenza giudiziaria (art. 328 ZPO).

Il consulente tecnico è considerato “assistente” del giudice. Nel corso dell’assunzione della prova testimoniale relativa ai fatti di causa, il consulente tecnico fornisce al giudice le conoscenze scientifiche di cui egli può non essere in possesso. La consulenza tecnica dell’esperto in linea di principio deve essere assunta direttamente dinanzi al giudice istruttore. È possibile far ricorso d’ufficio al consulente tecnico senza limitazioni. Il consulente tecnico è obbligato a fornire una perizia e una relazione. La perizia del consulente tecnico resa in forma orale va esposta durante l’udienza orale. Su istanza di parte le perizie redatte per iscritto devono essere esposte e chiarite dal consulente tecnico durante l’udienza orale. La perizia e la relazione devono essere motivate. Le perizie private non sono considerate equivalenti a perizie rese da consulenti tecnici nominati dal giudice ai sensi del codice di procedura civile austriaco, ma sono considerate documenti privati.

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Il diritto austriaco non ammette un procedimento esclusivamente per iscritto. Tuttavia, poiché i mezzi di prova non sono in nessun modo limitati, esiste la possibilità di produrre per iscritto quanto affermato dai testimoni. Un simile mezzo di prova deve essere tuttavia assimilato a una prova documentale ed è soggetto al libero apprezzamento del giudice. Nella misura in cui il giudice lo ritenga necessario, il testimone deve comparire dinanzi al tribunale, se entrambe le parti non si oppongono alla sua deposizione testimoniale.

c) Alcuni mezzi di prova hanno forza maggiore di altri?

Si applica il principio del “libero apprezzamento del giudice” (freie Beweiswürdigung) (articolo 272 ZPO). L’apprezzamento della prova corrisponde all’esame dei risultati probatori effettuato dal giudice. Nell’eseguire questo apprezzamento il giudice non è vincolato a nessuna norma di legge in materia probatoria, ma deve decidere secondo la propria convinzione personale se il fatto è provato. Non esiste una gerarchia applicabile ai mezzi di prova. La prova scritta ricade nell’ambito delle prove documentali, a meno che non si tratti di una perizia di un consulente tecnico. Esiste la presunzione di autenticità per i documenti pubblici austriaci, ciò significa che si ritiene che siano effettivamente attribuibili all’autorità che li ha emessi. Ai fini probatori l’esattezza del loro contenuto è pienamente presunta. I documenti privati, una volta firmati, fanno piena prova del fatto che le dichiarazioni in essi contenuti sono attribuibili al firmatario. L’esattezza del loro contenuto è sempre soggetta al libero apprezzamento del giudice.

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d) Alcuni fatti possono essere provati solo con determinati mezzi di prova?

Il codice di procedura civile austriaco non prevede nessun metodo di prova obbligatorio per casi determinati. La scelta dei mezzi di prova è indipendente dal valore della causa.

6.

a) Vi è per legge un obbligo di testimonianza?

I testimoni sono obbligati a comparire dinanzi al giudice, per rendere testimonianza e, se richiesto, per prestare giuramento. Se il testimone regolarmente convocato non compare in udienza senza un motivo giustificato, il giudice in primo luogo gli applica una sanzione amministrativa e, se il testimone non compare nemmeno la seconda volta, ne ordina l’accompagnamento coatto. Se il testimone rifiuta di rendere testimonianza senza indicare i motivi o per motivi ingiustificati, egli può essere costretto a rendere testimonianza obbligatoria. La falsa testimonianza in udienza è punita con una sanzione penale.

b) In quali casi un testimone può rifiutarsi di deporre?

Nel caso in cui sussistano motivi di rifiuto di testimoniare (articolo 321 ZPO) il testimone ha diritto di rifiutarsi di rispondere alle domande o ad alcune domande. Non esiste il pieno diritto al silenzio. I motivi di cui sopra possono essere legati ad uno scandalo o al pericolo di subire conseguenze penali per i testimoni o per i loro prossimi congiunti, una perdita patrimoniale diretta per le stesse persone, l’esistenza del segreto d’ufficio riconosciuto dallo Stato, la messa in pericolo di segreti commerciali o artistici e l’esercizio di un diritto di voto dichiarato segreto per legge. Il giudice deve rendere edotti i testimoni dell’esistenza di questi motivi prima che essi rendano testimonianza. Se il testimone intende avvalersi del diritto al silenzio deve indicarne i motivi.

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c) Può una persona che si rifiuta di deporre incorrere in sanzioni o essere obbligata a deporre?

Sulla legittimità del rifiuto di testimoniare il giudice decide con ordinanza. Se il testimone rifiuta di rendere testimonianza senza indicare i motivi o sulla base di motivi ritenuti ingiustificati dal giudice, può essere costretto a rendere testimonianza (art. 354 del codice dell’esecuzione - Exekutionsordnung – EO). Le misure coercitive previste sono le sanzioni pecuniarie e, in misura più limitata, l’arresto. Il testimone è responsabile nei confronti delle parti anche per tutti i danni provocati da un ingiustificato rifiuto di testimoniare.

d) Vi sono persone che secondo il diritto austriaco non possono testimoniare?

Sono incapaci di testimoniare le persone che erano o che sono incapaci di rendere testimonianza sui fatti che devono essere provati o di comunicare quello che hanno percepito. Si parla in tal caso di un “assoluta” incapacità fisica di testimoniare (art. 320, prima riga del ZPO). In caso di malati mentali, minori, ecc, deve essere deciso caso per caso se si è in presenza di un’incapacità di testimoniare. Esistono inoltre tre casi di incapacità “relativa” di testimoniare (art. 320 riga da 2 a 4 del ZPO): l’incapacità a deporre del ministro di culto per fatti a lui rivelati nel corso della confessione o in altri contesti coperti dal segreto professionale, dei pubblici ufficiali per fatti coperti dal segreto d’ufficio, nella misura in cui essi ne siano ancora soggetti e dei mediatori per le informazioni ad essi rivelate in determinati procedimenti o in altro modo conosciute.

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7. Qual è il ruolo del giudice e delle parti nell’audizione di un testimone? A quali condizioni un teste può essere sentito ricorrendo a nuove tecnologie come la televisione o la videoconferenza?

Il giudice deve porre ai testimoni domande appropriate sui fatti che devono essere provati con la testimonianza e sulle circostanze sui cui si basa la loro conoscenza. Le parti possono partecipare all’interrogatorio dei testimoni e previo consenso del giudice possono fare domande ai testimoni per chiarire o completare la loro deposizione. Il giudice può respingere le domande inappropriate. La deposizione dei testimoni deve essere verbalizzata in modo che ne sia conservato il contenuto oggettivo e, se necessario, anche le singole parole utilizzate (si veda anche il punto 5.b). Le registrazioni audio e video e i dati in esse raccolti costituiscono in generale oggetto di ispezione. La prova acquisita mediante ispezione è il risultato della diretta percezione sensoriale di caratteristiche o di stati di cose fatta dal giudice. A causa del principio di immediatezza materiale dell’assunzione delle prove questi mezzi di prova sono ammessi solo se non è disponibile il mezzo di prova diretto, ad esempio, un testimone. L’escussione di un testimone mediante l’utilizzo della tecnologia video è possibile in linea di principio, ma non ci sono leggi specifiche in materia. È allo studio la creazione di un quadro normativo per l’escussione di un testimone mediante tecnologia video.

III. Valutazione delle prove

8. Quando una prova viene ottenuta illegalmente da una parte, in che misura il tribunale può tenerne conto nella sua decisione?

Nel caso in cui una parte violi un’obbligazione contrattuale, una disposizione di diritto privato o un principio del buon costume il giudice può accogliere la prova e valutarla, ma la parte sarà in ogni caso tenuta al risarcimento del danno. Se una parte nel procurarsi una prova viola una disposizione penale a tutela degli elementi costituitivi dei diritti fondamentali o dei diritti di libertà sanciti nella Costituzione, (ad esempio, lesioni personali, sequestro, coazione esercitata nei confronti di un testimone per costringerlo a testimoniare) il mezzo di prova non è ammissibile e non può essere ammesso dal giudice. Se esiste un dubbio in ordine alla commissione del reato il giudice può disporre l’interruzione del processo civile fino alla sentenza definitiva del processo penale. Se il reato commesso per ottenere un mezzo di prova non viola contemporaneamente gli elementi costituitivi dei diritti fondamentali o dei diritti di libertà, la parte interessata è considerata penalmente responsabile, ma la prova non è tuttavia inammissibile. Solo i mezzi di prova ottenuti illegalmente che hanno violato il dovere di ricerca della verità della Corte e quindi la garanzia di verità e della correttezza della sentenza sono inammissibili.

9. In quanto parte in causa, le mie dichiarazioni conteranno come prove?

Anche l’interrogatorio delle parti rappresenta un mezzo di prova. Al pari dei testimoni, anche le parti hanno l’obbligo di comparizione, di testimoniare e di prestare giuramento. Nei confronti della parte non può tuttavia essere disposto né l’accompagnamento coatto dinanzi al giudice, né l’obbligo di rendere testimonianza. La mancata comparizione non giustificata o la mancata prestazione della testimonianza viene valutata dal giudice, tenuto conto di tutte le circostanze. Solo nei processi relativi alla paternità o nelle cause matrimoniali è possibile l’uso della forza per garantire la comparizione delle parti. La violazione dell’obbligo di verità - diversamente dai testimoni - non è sanzionata penalmente, tranne in caso di falsa deposizione resa sotto giuramento. L’interrogatorio delle parti può essere ordinato dal giudice d’ufficio.

Ulteriori informazioni

La legislazione austriaca è disponibile nel sistema di informazioni giuridiche della Repubblica austriaca all’indirizzo www.ris.bka.gv.at Deutsch - English. Ulteriori informazioni sul diritto austriaco sono disponibili sulla pagina principale del sito del Ministero federale della Giustizia all’indirizzo: www.bmj.gv.at Deutsch - English - français.

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