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Ultimo aggiornamento: 06-06-2006
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Esecuzione delle decisioni giudiziarie - Spagna

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INDICE

1. L’ esecuzione in materia civile e commerciale in Spagna 1.
2. Quali sono le condizioni per provvedere in materia di esecuzione? 2.
2.1. La procedura. 2.1.
2.2. Condizioni di fondo: criteri utilizzati dai giudici in materia di esecuzione 2.2.
3. Contenuto e natura dei mezzi di esecuzione. 3.
3.1. Quali beni possono essere oggetto di esecuzione? 3.1.
3.2. Quali sono gli effetti dei provvedimenti di esecuzione? 3.2.
3.3. Per quanto tempo sono validi i provvedimenti? 3.3.
4. È possibile impugnare la decisione con la quale si dispongono questo tipo di misure? 4.

 

L’esecuzione fa parte della risposta al mandato costituzionale, stabilito nella norma primaria che attribuisce al giudice sia la funzione di giudicare che quella di dare esecuzione ai provvedimenti giudiziari (articoli 117 e 118 della Costituzione). Pertanto si impone l’obbligo alle parti del processo di conformarsi alle sentenze e agli altri provvedimenti giudiziari nonché di collaborare all’esecuzione della decisione e al giudice di vigilare affinché tali presupposti siano rispettati integralmente.

1. L’ esecuzione in materia civile e commerciale in Spagna

Eseguire una decisione giudiziaria significa imporre e ottenere integralmente il soddisfacimento del diritto riconosciuto alla parte vittoriosa del procedimento. Il diritto può consistere nella domanda di restituzione di una certa somma, nel diritto a ottenere una prestazione specifica oppure nell’imporre al convenuto di non tenere un determinato comportamento (non facere) oppure nel soddisfacimento di un diritto che viene riconosciuto mediante l’iscrizione nei pubblici registri.

L’esecuzione può essere definitiva o provvisoria. In questo secondo caso, si esegue una sentenza non ancora definitiva, per evitare che il creditore non possa soddisfare il suo diritto a causa della lentezza della causa di merito (artt. 524-537 LEC).

2. Quali sono le condizioni per provvedere in materia di esecuzione?

In linea di principio (salvo che per l’esecuzione provvisoria che è ammissibile in determinati casi per sentenze definitive) è necessario potersi basare su una sentenza definitiva o su un altro titolo dotato di esecutività.

2.1. La procedura.
2.1.a. Quali decisioni sono esecutive?

L’esecuzione dovrà basarsi su un titolo esecutivo.

I titoli dotati di esecutività sono i seguenti:

  1. La sentenza di condanna definitiva.
  2. I lodi o provvedimenti arbitrali.
  3. I provvedimenti giudiziari che approvano o omologano le transazioni giudiziarie e gli accordi raggiunti nel corso del processo, accompagnati (ove necessario per comprovare il loro contenuto concreto) dai corrispondenti documenti che riportano i provvedimenti stessi.
  4. Le scritture pubbliche, purché si tratti dell’originale; nel caso si tratti di una copia devono essere rilasciate dall'organo giurisdizionale, menzionando l’esecutato, l’esecutante e con il consenso di tutte le parti.
  5. Le polizze di contratti commerciali firmate dalle parti e da un agente di commercio che abbia mediato, purché siano accompagnate da certificazione in cui il suddetto agente attesti che il contratto sia conforme con le registrazioni contabili e i dati contenuti in queste ultime.
  6. I titoli al portatore o nominativi, legittimamente emessi, che rappresentano obbligazioni scadute e i certificati, ugualmente scaduti, dei suddetti titoli, purché i tagliandi siano conformi ai titoli e questi, comunque, siano conformi rispetto ai registri delle ricevute.

La denuncia di falsità del titolo eventualmente formulata nel corso del procedimento non impedirà qualora risulti conforme, che si dia luogo all’esecuzione, senza pregiudicare la successiva opposizione dell’esecuzione che il debitore potrà formulare avanzando l’eccezione di falsità del titolo.

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  1. I certificati non scaduti rilasciati dagli enti responsabili dei registri contabili, rappresentati mediante scritture, con riferimento alla legge sulla borsa valori (Ley del Mercado de Valores) , purché accompagnati da copia della scrittura pubblica di rappresentazione dei valori o eventualmente, dall’emissione quando tale scrittura sia necessaria e conforme alla legislazione vigente.

Una volta che l’esecuzione sia stata disposta, i certificati di cui al primo paragrafo non potranno esser dichiarati decaduti.

  1. L’atto nel quale sia stabilita la somma massima richiedibile come risarcimento, emesso nel caso di contumacia dell’imputato o di sentenza assolutoria o di non luogo a procedere nei procedimenti penali avviati per fatti coperti dall’assicurazione obbligatoria di responsabilità civile (Seguro Obligatorio de Responsabilidad Civil) derivanti dall’uso e la circolazione di veicoli a motore.
  2. Altre decisioni e atti che conformemente a questa o a un’altra legge sono esecutivi.
2.1.b È necessario proporre istanza a un organo giurisdizionale per ottenere l’autorizzazione all’esecuzione?

Vi sono due possibilità, a seconda del titolo che si esegue.

In generale occorre adire un organo giurisdizionale. Per quanto riguarda invece l'esecuzione ipotecaria , purché sia previsto espressamente, la vendita del bene ipotecato può essere effettuata con l'intervento di un notaio

2.1.c Qual è il giudice competente per ordinare l’esecuzione?

Il giudice di primo grado che ha emesso la sentenza da eseguire. Quando il titolo esecutivo è di natura diversa esistono norme di attribuzione di competenza speciali, ma abitualmente viene prevista la competenza del giudice del luogo di residenza del convenuto.

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2.1.d Per richiedere l’esecuzione è necessario essere rappresentati da un avvocato?

In tutti i casi tranne l’esecuzione delle sentenze di valore inferiore a 900 €.

2.1.e Quali sono i costi dell’esecuzione?

Di regola il servizio fornito dagli uffici giudiziari è gratuito, salvo il caso di persone giuridiche: in tal caso, qualora il fatturato di queste ultime sia considerevole esse devono pagare un contributo all’agenzia tributaria.

Gli onorari di avvocato sono regolati in base alle norme dei relativi Consigli dell’Ordine. In ogni caso, chiunque abbia ottenuto il gratuito patrocinio può continuare a beneficiarne anche nella fase dell'esecuzione.

In linea di massima, non vi è limite per quanto riguarda i suddetti costi, che dipendono dai problemi che si verificano in corso di esecuzione.

2.2. Condizioni di fondo: criteri utilizzati dai giudici in materia di esecuzione

La richiesta di esecuzione presentata su istanza di parte deve contenere: il titolo sul quale si basa l’esecuzione, i provvedimenti esecutivi richiesti, la descrizione dei beni dell’esecutato che possono essere oggetto dell’esecuzione, i mezzi necessari per la localizzazione e la ricerca dei beni che fanno parte del patrimonio del debitore; la persona o le persone nei confronti delle quali si chiede l’esecuzione, con l’identificazione mediante le relative generalità e nel caso in cui si chieda di eseguire una sentenza o una decisione del giudice si dovrà identificare e accompagnare la stessa, ai sensi dell’articolo 549 della LEC.

I documenti di cui all’articolo 550 della LEC dovranno essere allegati alla richiesta di esecuzione. Nel caso in cui la richiesta di esecuzione avesse i requisiti summenzionati e il titolo presentato fosse fra quelli che consentono l’esecuzione, questa sarà concessa dal giudice al quale è stata presentata l’istanza e quest’ultimo stabilirà l’ammontare della stessa, le persone interessate e le misure dell'esecuzione.

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3. Contenuto e natura dei mezzi di esecuzione.

3.1. Quali beni possono essere oggetto di esecuzione?

Tutti i beni mobili e immobili, come i diritti di credito e reali. In nessun caso possono costituire oggetto dell’esecuzione i seguenti beni:

  1. I beni dichiarati inalienabili.
  2. I diritti accessori, che non possano essere alienati indipendentemente dai beni principali.
  3. I beni che non hanno valore patrimoniale a sè stante.
  4. I beni dichiarati espressamente impignorabili secondo le disposizioni di legge.
  5. I mobili di casa e i vestiti dell’esecutato e della sua famiglia, escluso ciò che può considerarsi superfluo. In generale, quei beni come gli alimenti, il combustibile e altri che, secondo il giudice, sono essenziali al debitore e ai suoi dipendenti perché possano mantenere un tenore di vita ragionevolmente dignitoso.
  6. I libri e gli strumenti indispensabili al debitore per l’esercizio della professione, dell’arte o del mestiere, quando il valore degli stessi non sia sproporzionato rispetto alla somma richiesta.
  7. Le cose sacre e quelle che servono all’esercizio del culto delle religioni riconosciute dalla legge.
  8. Le somme dichiarate espressamente impignorabili per legge.
  9. I beni e le somme di denaro dichiarate impignorabili da trattati ratificati dalla Spagna.

Inoltre, si possono pignorare le seguenti somme:

  1. Lo stipendio, il salario, la pensione, la retribuzione o l’equivalente che non superi la quantità indicata come salario minimo interprofessionale (stabilito annualmente dal Governo).
  2. Gli stipendi, i salari, le retribuzioni o le pensioni superiori al salario minimo interprofessionale saranno pignorabili secondo la scala seguente:
  • Per quanto riguarda il primo importo supplementare il 30 per cento fino alla somma equivalente al doppio dello stipendio minimo interprofessionale.
  • Per quanto riguarda un importo supplementare il 50 per cento fino alla somma equivalente al doppio dello stipendio minimo interprofessionale.
  • Per quanto riguarda l’importo supplementare il 60 per cento fino alla somma equivalente a un quarto dello stipendio minimo interprofessionale.
  • Per quanto riguarda l’importo supplementare il 75 per cento fino alla somma equivalente a un quinto dello stipendio minimo interprofessionale.
  • Per quanto riguarda qualsiasi quantità che super la precedente quantità, il 90 per cento.

Qualora l’esecutato riscuota più di un compenso, occorrerà cumularli tutti per dedurre una sola volta la parte impignorabile. Parimenti occorrerà cumulare gli stipendi, i salari e le pensioni, le retribuzioni o le entrate equivalenti dei coniugi, a meno che non vi sia un regime economico di separazione dei beni e dei redditi di qualsiasi specie: tale circostanza dovrà essere provata dinanzi al giudice competente.

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A seconda dei carichi familiari del debitore il giudice potrà applicare una riduzione tra il 10 e il 15 per cento nelle percentuali stabilite ai numeri 1, 2, 3 e 4 del paragrafo 2 del presente articolo.

Qualora gli stipendi, i salari, le pensioni o le retribuzioni fossero gravati con deduzioni permanenti o transitori di natura pubblica, secondo la legislazione fiscale tributaria o in materia di previdenza sociale, la somma liquida che l’esecutato percepisce, una volta effettuata la deduzione, sarà l’importo utilizzato come base per determinare l’importo pignorabile.

I paragrafi precedenti del presente articolo si applicano anche al reddito del lavoratore autonomo e alle attività commerciali.

In ogni caso, e fatta salva l’esigenza di tener conto delle somme impignorabili sopra menzionate, occorre sempre tener presente che le misure di esecuzione devono essere proporzionate alla somma per cui l'esecuzione è stata concessa, in modo che nel caso siano eccessive si possano ridurre e qualora siano insufficienti si possano aumentare.

Nel caso in cui la parte che avvia l’esecuzione non sia a conoscenza delle proprietà del debitore, il giudice può chiedere di prendere provvedimenti di verifica che si effettuano consultando le banche dati delle varie istituzioni ufficiali, alcune delle quali sono direttamente accessibili dal giudice, con le debite cautele.
3.2. Quali sono gli effetti dei provvedimenti di esecuzione?

Per garantire l’effettività dell’esecuzione, la legge prevede alcune misure a seconda del tipo di bene:

  • Nel caso di beni immobili e altri beni soggetti a registrazione, su richiesta del creditore il giudice può ordinare l'annotazione preventiva del pignoramento nel relativo registro pubblico (generalmente nel registro della conservatoria che si riferisce agli immobili).
  • Negli altri casi, possono essere concesse le seguenti misure:
    • Denaro: sequestro; conti correnti: ordine all’istituto bancario di blocco; stipendi: ordine di sequestro presso il pagatore.
    • Interessi, utili e frutti: blocco presso il pagatore, amministrazione o deposito giudiziario.
    • Valori e strumenti finanziari: blocco degli interessi alla fonte, notifica all’organismo della Borsa o al mercato secondario (se si tratta di valori quotati al mercato pubblico della Borsa) e notifica alla società.
    • Altri beni mobili: confisca.

Inoltre, per garantire l’esecuzione tutti gli individui e gli enti pubblici e privati hanno l'obbligo di collaborare alle attuazioni dell'esecuzione (pena una multa e/o il reato di disobbedienza in caso di inadempienza rispetto alla richiesta). Ciò comporta che devono dare le informazioni richieste, adottare i provvedimenti di garanzia loro richiesta e mettere a disposizione del giudice i documenti e i dati in loro possesso senza limitazioni se non quelle che impongono il rispetto dei diritti fondamentali o dei limiti che per determinati casi sono stabiliti dalle leggi.

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3.3. Per quanto tempo sono validi i provvedimenti?

I provvedimenti esecutivi non hanno una durata predeterminata; rimangono validi fino al termine dell’esecuzione

4. È possibile impugnare la decisione con la quale si dispongono questo tipo di misure?

Contro i provvedimenti decisi in concreto per disporre l’esecuzione non è previsto ricorso, ma il debitore può opporsi all’adozione di particolari provvedimenti. In tal caso il debitore può impugnare il rifiuto del giudice entro 5 giorni. La presentazione del ricorso non sospende l’esecuzione dei provvedimenti emessi.

Oltre a quanto sopra premesso il debitore può opporsi all’esecuzione che sia in corso contro di lui sia per vizi procedurali, sia per motivi di merito connessi al rapporto giuridico di cui si tratta.

I motivi processuali (applicabili a tutti i titoli esecutivi sono i seguenti) :

  • Il debitore non ha la capacità o la rappresentanza richiesta.
  • Difetto di capacità o di rappresentanza dell’esecutante o difetto di prova della capacità o di rappresentazione.
  • Nullità assoluta dell’esecuzione concessa in quanto non contiene la sentenza o il lodo arbitrale in cui è stata pronunciata la condanna, poiché il documento prodotto non è conforme ai requisiti di legge per quanto riguarda la funzione dell'esecuzione o per una violazione quando l'esecuzione è stata concessa delle norme che regolano il procedimento per la concessione di un provvedimento di esecuzione.
  • Nel caso in cui il titolo esecutivo sia costituito da un lodo arbitrale che non era stato registrato da un notaio, esiste un difetto di autenticità.

Tuttavia, oltre ai motivi suddetti, il debitore può invocare i motivi di opposizione all’esecuzione che derivano dal rapporto giuridico sottostante (vizi materiali). Poiché nel caso di sentenze c'è stato un precedente processo durante il quale esisteva la possibilità di dibattimento in senso assoluto, vi sono meno possibilità di opposizione nel caso in cui lo strumento per l'esecuzione sia una sentenza.

Pertanto se il titolo esecutivo è una sentenza o una decisione giudiziale o arbitrale di condanna o che ratifica una transazione o un accordo raggiunto durante il processo, il debitore, entro dieci giorni dalla notifica dell’atto con il quale è stata concessa l'esecuzione, può presentare opposizione scritta in base a uno dei seguenti argomenti:

  • Il pagamento o l’adempimento di quanto prescritto dalla sentenza, che dovrà essere giustificato documentalmente.
  • la decadenza dall’azione esecutiva.
  • i patti e gli accordi raggiunti per evitare l’esecuzione, purché i suddetti patti e accordi siano attestati da un documento pubblico.

In questi casi l’opposizione formulata non sospende l’esecuzione in corso.

Tuttavia nel caso in cui il titolo per l'esecuzione sia diverso da quelli summenzionati i motivi di opposizione sono più rilevanti e comprendono:

  • Pagamento, che si può provare documentalmente.
  • Compensazione del credito liquido che risulta dal documento che abbia forza esecutiva.
  • Richiesta eccessiva o calcolo per eccesso nel conteggio dei debiti liquidi.
  • Prescrizione e decadenza.
  • Quietanza, dilazione di pagamento o patto o promessa di non adire le vie giudiziarie, provato documentalmente.
  • Transazione, purché con l'attestazione di un documento pubblico.

In questi casi l’opposizione comporta la sospensione dell’esecuzione.

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