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Ultimo aggiornamento: 23-02-2007
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Esecuzione delle decisioni giudiziarie - Polonia

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INDICE

1. Che cosa significa “esecuzione in materia civile e commerciale”? 1.
2. Quali sono le condizioni per l’emissione di un titolo esecutivo o per l’esecuzione di un provvedimento giudiziario? 2.
2.1. La procedura 2.1.
2.2. I requisiti di merito 2.2.
3. Oggetto e natura dei provvedimenti di esecuzione 3.
3.1. Quali tipi di beni possono essere oggetto dell’esecuzione? 3.1.
3.2. Quali sono gli effetti delle misure di esecuzione? 3.2.
3.3. Qual è la validità di tali misure? 3.3.
4. Vi è possibilità di appello contro la decisione che emette questo tipo di misure? 4.

 

1. Che cosa significa “esecuzione in materia civile e commerciale”?

Esecuzione: l’applicazione, da parte degli organi statali competenti, delle misure coercitive previste dalla legge affinché il creditore ottenga, sulla base di un titolo esecutivo, la prestazione dovutagli.

Procedimento esecutivo: l’insieme delle attività connesse con l’esecuzione e realizzate in seguito alla presentazione della domanda di esecuzione.

Organi del procedimento esecutivo

  • Organi giudiziali: gli organi che intervengono nel processo diretto a munire il titolo esecutivo della clausola esecutiva [presidente del tribunale, tribunale distrettuale (Sąd Rejonowy), tribunale regionale (Sąd Okręgowy), corte d’appello (Sąd Apelacyjny)];
  • Organi esecutivi: gli organi che intervengono nel procedimento esecutivo propriamente detto (tribunale distrettuale, ufficiale giudiziario).

Parti del procedimento

  • Parti del processo riguardante l’apposizione della clausola esecutiva sul titolo esecutivo
  • Parti del procedimento esecutivo propriamente detto: i soggetti indicati nel titolo esecutivo come l’avente diritto o creditore e l’obbligato o debitore; fino a che il procedimento non sia stato avviato, tali soggetti sono parti potenziali.

Misure esecutive destinate a indurre il debitore ad adempiere:

  • Misure coercitive (sanzione pecuniaria irrogata dall’autorità giudiziaria invece della reclusione in caso di mancato pagamento, obbligo imposto al debitore di coprire le perdite potenziali del creditore, ordine dato dal giudice all’ufficiale giudiziario su richiesta del creditore di vincere la renitenza del debitore, attività svolte dal creditore a spese del debitore, apertura di un appartamento, perquisizione di oggetti e abiti del debitore, sanzione di PLN 500 inflitta dall’ufficiale giudiziario per l’immotivato rifiuto di fornire spiegazioni opposto dalla persona responsabile o dal debitore che sia venuto meno all’obbligo di notificare un cambiamento di residenza);
  • Pignoramento di beni mobili o immobili;
  • Vendita al pubblico incanto di beni mobili o immobili pignorati;
  • Vendita di beni mobili pignorati mediante accordo diretto;
  • Sottoposizione di una impresa o di una azienda agricola ad amministrazione giudiziaria, confisca di beni mobili del debitore da parte dell’ufficiale giudiziario;
  • Sgombero di locali;
  • Privazione della potestà parentale.

2. Quali sono le condizioni per l’emissione di un titolo esecutivo o per l’esecuzione di un provvedimento giudiziario?

2.1. La procedura

La base dell’esecuzione è costituita dal titolo esecutivo munito della clausola esecutiva.

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Sono titoli esecutivi:

  • le sentenze passate in giudicato o meno soggette ad applicazione immediata in quanto il giudice, in considerazione della gravità dell’inadempimento accertato, ne ha stabilito l’immediata eseguibilità;
  • gli accordi raggiunti innanzi al giudice;
  • i lodi arbitrali;
  • gli accordi raggiunti innanzi all’arbitro;
  • altre sentenze, accordi e atti per i quali la legge prevede l’esecuzione giudiziale;
  • gli atti notarili mediante i quali il debitore si sottopone all’esecuzione (atti che prevedono l’obbligo di consegnare una somma di denaro, una quantità determinata di cose fungibili o cose determinate), se il termine di consegna è indicato nell’atto stesso;
  • gli atti notarili mediante cui il debitore si sottopone all’esecuzione e che prevedono l’obbligo di pagare una somma di denaro, se tale somma è stabilita direttamente nell’atto oppure determinabile attraverso una clausola di indicizzazione in esso contenuta;
  • le sentenze rese dai giudici degli Stati membri dell’Unione europea, gli accordi raggiunti innanzi a tali giudici o da essi confermati e i documenti ufficiali redatti negli Stati membri dell’Unione europea, se le autorità di tali Stati hanno dichiarato che costituiscono titoli esecutivi europei.

Soltanto le sentenze passate in giudicato, munite della clausola esecutiva o immediatamente applicabili (per decisione presa dal giudice d’ufficio o su richiesta) possono costituire titolo esecutivo. I lodi arbitrali devono essere dichiarati applicabili da un giudice statale prima di poter essere muniti della clausola esecutiva, sicché la dichiarazione di applicabilità non è di per sé sufficiente per istituire il procedimento esecutivo. Gli atti notarili costituiscono titolo esecutivo se soddisfano le condizioni stabilite dal codice di procedura civile e dalla legge notarile.

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Altri titoli esecutivi

  • Estratto dell’elenco dei crediti fatti valere in un procedimento fallimentare;
  • Estratto dell’elenco dei crediti fatti valere accompagnato dall’estratto della sentenza passata in giudicato che sancisce l’accordo concluso nell’ambito del procedimento fallimentare;
  • Accordo bancario giuridicamente vincolante;
  • Accordo concluso innanzi ad un agrimensore;
  • Accordo concluso da un comitato di conciliazione in materia di conflitti sindacali;
  • Progetto di divisione dell’importo ricavato dall’esecuzione su beni immobili;
  • Titolo esecutivo bancario previsto dalla legge bancaria, ma soltanto dopo che l’autorità giudiziaria lo abbia munito della clausola esecutiva;
  • Le sentenze rese da giudici stranieri e gli accordi raggiunti innanzi a tali giudici, purché l’autorità giudiziaria polacca abbia dichiarato che costituiscono titoli esecutivi;
  • Progetto di divisione del fondo di limitazione della responsabilità per le pretese marittime;
  • Le decisioni del comitato competente a dirimere le controversie patrimoniali tra la Repubblica polacca e la Chiesa cattolica nonché gli accordi raggiunti innanzi a tale comitato (secondo quanto previsto dalla legge sulle relazioni tra Stato e Chiesa in Polonia).

L’esecuzione è avviata:

  • d’ufficio su iniziativa del tribunale di primo grado nei casi previsti dal codice di procedura civile;
  • su istanza del creditore presentata al tribunale distrettuale o all’ufficiale giudiziario di tale tribunale, a seconda di chi sia competente a svolgere l’esecuzione;
  • su domanda di un organo a ciò autorizzato (il giudice o il pubblico ministero in casi riguardanti l’esecuzione di sanzioni pecuniarie, spese di giudizio e costi di procedura spettanti all’erario).

L’istanza di esecuzione è presentata per iscritto o messa a protocollo oralmente; l’ordinanza dell’organo competente a svolgere l’esecuzione deve essere fatta per iscritto. All’istanza occorre allegare il titolo esecutivo.

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Non occorre che l’istanza del creditore venga presentata tramite un procuratore o un altro organo.

I costi connessi con l’esecuzione svolta dall’ufficiale giudiziario, le spese sostenute nel corso dell’esecuzione e le tasse dell’esecuzione sono disciplinati dalla legge del 20 agosto 1997 sugli ufficiali giudiziari e sull’esecuzione (come modificata).

Regole sulle tasse dovute:

  • esecuzione di prestazioni pecuniarie: il 15% del valore del credito eseguito;
  • garanzia del credito: il 5% del valore del credito una volta garantito;
  • sequestro di beni: il 50% della retribuzione media prevista;
  • immissione nel possesso di un bene immobile, insediamento di un amministratore in un consiglio di amministrazione, sgombero di cose o persone da un locale: il 40% della retribuzione media prevista;
  • inventario o altro elenco di beni: il 10% della retribuzione media prevista per ogni ora iniziata;
  • immissione del creditore nel possesso di beni in altri casi: il 25%; qualora l’esecuzione venga effettuata in seguito ad ulteriori violazioni della proprietà, la tassa è aumentata ogni volta del 100%;
  • apposizione o rimozione di sigilli senza contestuale inventariazione: il 4% della retribuzione media prevista;
  • attività cui partecipa la polizia: il 25%;
  • partecipazione ad un’attività diretta a vincere la renitenza del debitore e emissione di un ordine di carcerazione del debitore: il 25%; l’esecuzione dell’ordine di carcerazione è subordinata al pagamento della tassa da parte del creditore.
2.2. I requisiti di merito

L’avvio dell’esecuzione presuppone che il creditore abbia presentato la relativa istanza accompagnata dal titolo esecutivo. Il contenuto dell’istanza è importante (in essa occorre indicare la prestazione di cui si chiede l’esecuzione e il modo in cui dovrebbe essere effettuata l’esecuzione, vale a dire i diritti patrimoniali sulla base dei quali deve essere effettuato il pagamento; in caso di esecuzione su beni immobili, occorre indicare il catasto e l’autorità giudiziaria del luogo in cui è situato il bene immobile; in caso di esecuzione su beni mobili, non occorre fornire ulteriori particolari perché in linea di massima l’esecuzione riguarda tutti i beni mobili appartenenti al debitore).

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3. Oggetto e natura dei provvedimenti di esecuzione

3.1. Quali tipi di beni possono essere oggetto dell’esecuzione?

Oggetto dell’esecuzione possono essere:

  • beni mobili;
  • redditi da lavoro;
  • conti bancari;
  • beni immobili;
  • imbarcazioni marittime;
  • altri crediti e diritti patrimoniali.

Non possono essere sottoposti a esecuzione:

  • gli apparecchi domestici, la biancheria, le lenzuola, i vestiti di tutti i giorni e gli indumenti da lavoro;
  • le scorte di prodotti alimentari e di combustibile necessarie al debitore e alla sua famiglia per un mese;
  • una vacca, due capre o tre pecore;
  • gli strumenti necessari per svolgere l’attività lavorativa e le materie prime indispensabili per la produzione di una settimana, eccetto gli autoveicoli;
  • il denaro non soggetto ad esecuzione, vale a dire la parte di retribuzione diversa da quella prelevata periodicamente secondo quanto previsto dal codice del lavoro; se il debitore non ha un lavoro stabile, il denaro indispensabile per il sostentamento del debitore e della sua famiglia per due settimane;
  • i materiali pedagogici, le carte personali, le onorificenze, gli oggetti che servono per la pratica religiosa e gli oggetti di uso quotidiano che sono di grande utilità per il debitore ma che potrebbero essere venduti soltanto ad un prezzo significativamente inferiore al loro valore;
  • alcuni oggetti appartenenti all’agricoltore che conduce un’azienda agricola, quali indicati in varie norme;
  • il denaro e le prestazioni in natura assegnate per coprire le spese connesse con un viaggio di affari;
  • il denaro concesso dallo Stato a fini speciali (borse di studio, sovvenzioni), a meno che il credito sia connesso con la realizzazione di tali fini o derivi da un’obbligazione alimentare;
  • i diritti inalienabili;
  • i crediti che il debitore vanta nei confronti di un’amministrazione statale per forniture, lavori o servizi prima del loro completamento;
  • le prestazioni derivanti da un’assicurazione personale e gli indennizzi derivanti da un’assicurazione patrimoniale.
3.2. Quali sono gli effetti delle misure di esecuzione?

Il titolo esecutivo costituisce la base per eseguire l’integralità del credito in esso indicato su tutto il patrimonio del debitore, a meno che dal titolo stesso non risulti altrimenti. Il debitore ha il diritto di gestire i suoi averi, ma il giudice può privare il debitore coniugato del diritto di amministrare da solo il patrimonio coniugale. Tuttavia, in caso di esecuzione su beni mobili l’ufficiale giudiziario li pignora e redige il relativo verbale. La disposizione di un bene immobile pignorato non incide sull’ulteriore corso del procedimento esecutivo, mentre il procedimento esecutivo avente ad oggetto beni mobili pignorati può essere svolto anche contro l’acquirente. In qualsiasi fase del procedimento l’ufficiale giudiziario può, per gravi motivi, affidare i mobili pignorati alla custodia di un terzo, che può anche essere il creditore. In caso di esecuzione su beni immobili, l’ufficiale giudiziario deve anzitutto ingiungere al debitore di pagare entro due settimane, avvertendolo che decorso inutilmente tale termine si procederà a inventariare e stimare l’immobile. La disposizione di un bene immobile pignorato non incide sull’ulteriore corso del procedimento esecutivo. L’acquirente dell’immobile può essere chiamato a partecipare al procedimento come debitore. Tuttavia, gli atti giuridici compiuti dal debitore (che gestisce una impresa o una azienda agricola) dopo che l’amministratore giudiziario abbia avviato l’esecuzione sono nulli.

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Qualora il debitore non rispetti l’obbligo di astenersi da una determinata attività o di non ostacolare l’attività del creditore, su domanda di quest’ultimo il giudice infligge al debitore una sanzione pecuniaria, che se non pagata si trasforma in pena detentiva. Pertanto, in tali casi i debitori che non pagano la sanzione pecuniaria irrogata come misura coercitiva possono essere privati della libertà.

La banca la quale abbia violato le norme riguardanti gli obblighi delle banche in materia di esecuzione su conti bancari, compresi i conti di risparmio, risponde del danno che ne risulta al creditore. La responsabilità civile e penale delle banche è disciplinata dal diritto bancario. Rispondono penalmente anche le persone che nel fornire alle autorità competenti dati sulla banca o sui clienti della banca danno informazioni false o celano informazioni corrette (sanzione pecuniaria e pena detentiva fino a tre anni), nonché le persone che, pur essendo tenute al segreto bancario, rivelano o approfittano di informazioni coperte dal segreto bancario (sanzione pecuniaria fino a PLN 1 milione e pena detentiva fino a tre anni).

3.3. Qual è la validità di tali misure?

Sebbene la legge non ponga nessun limite di tempo per la presentazione delle domande di esecuzione, occorre che siano soddisfatti i presupposti del procedimento esecutivo (ammissibilità della via giudiziale, giurisdizione nazionale, capacità processuale). Se queste condizioni non sono soddisfatte la domanda di esecuzione viene respinta.

4. Vi è possibilità di appello contro la decisione che emette questo tipo di misure?

Mezzi di impugnazione nel procedimento esecutivo:

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  • Reclamo innanzi al tribunale distrettuale contro atti dell’ufficiale giudiziario (entro una settimana dalla data dell’atto);
  • Impugnazione del provvedimento con cui il giudice ha respinto un’istanza;
  • Reclamo innanzi al tribunale distrettuale contro il provvedimento con cui l’ufficiale giudiziario ha inflitto una sanzione pecuniaria;
  • Impugnazione della decisione con cui il giudice ha rifiutato di annullare il provvedimento di cui sopra;
  • Impugnazione del provvedimento del giudice in caso di doppia esecuzione (amministrativa e giudiziale);
  • Impugnazione del provvedimento del giudice riguardante l’apposizione della clausola esecutiva;
  • Impugnazione del provvedimento del giudice riguardante la sospensione o la cessazione del procedimento;
  • Impugnazione del provvedimento del giudice riguardante la limitazione dell’esecuzione;
  • Impugnazione dell’esecuzione;
  • Impugnazione del provvedimento del giudice riguardante il rimborso delle spese e la retribuzione del custode in caso di esecuzione su beni mobili;
  • Impugnazione del provvedimento del giudice riguardante la spesa di denaro pignorato nel quadro di un’esecuzione su beni mobili;
  • Impugnazione del provvedimento del giudice riguardante l’inventariazione e la stima nel quadro di un’esecuzione su beni immobili;
  • Reclamo verbale innanzi al giudice di sorveglianza contro provvedimenti presi dall’ufficiale giudiziario nel corso di una vendita all’incanto;
  • Impugnazione del provvedimento del giudice riguardante l’aggiudicazione di un bene venduto all’incanto;
  • Opposizione al progetto di divisione dell’importo ricavato dall’esecuzione (entro due settimane dalla notifica all’organo esecutivo che lo ha redatto);
  • Impugnazione della decisione del giudice riguardante l’opposizione al progetto di divisione;
  • Impugnazione del provvedimento del giudice riguardante lo svolgimento di attività del creditore a spese del debitore, impugnazione del provvedimento con cui il giudice ingiunge al debitore di svolgere una determinata attività, impugnazione del provvedimento con cui il giudice minaccia al debitore l’irrogazione di una sanzione pecuniaria o la commutazione di quest’ultima in pena detentiva e impugnazione del provvedimento del giudice riguardante la copertura delle perdite subite dal creditore;
  • Impugnazione del provvedimento del giudice riguardante l’esclusione di un bene dal pignoramento nel corso di una esecuzione di cui sono parti l’erario e imprenditori.

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