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Ultimo aggiornamento: 09-11-2006
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Esecuzione delle decisioni giudiziarie - Paesi Bassi

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INDICE

1. Che cosa si intende con “esecuzione” in materia civile e commerciale? 1.
2. Quali sono le condizioni per l’esecuzione di un provvedimento giudiziario? 2.
2.1. Titoli esecutivi 2.1.
2.2. Principali condizioni per l’esecuzione 2.2.
3. Misure di esecuzione 3.
3.1. Quali beni possono essere oggetto di misure di esecuzione? 3.1.
3.2. Quali sono le conseguenze del pignoramento? 3.2.
3.3. Validità delle misure 3.3.
4. È possibile impugnare le decisioni che impongono misure d’esecuzione? 4.

 

1. Che cosa si intende con “esecuzione” in materia civile e commerciale?

Diritto dell’esecuzione : elementi generali

La decisione di un giudice chiude un procedimento. Con essa il giudice può condannare un debitore a compiere degli atti a favore del creditore (ad esempio a pagare una somma come risarcimento). Se il debitore non compie spontaneamente tale atto, il creditore può imporne la realizzazione attraverso il diritto dell’esecuzione. Tale diritto contempla le disposizioni relative ai mezzi coercitivi e il modo in cui essi possono venire applicati. Gli ufficiali giudiziari sono competenti a procedere all’esecuzione: essi ricevono a tal fine un mandato dal creditore che vuole vedere rispettati i propri diritti. Vi sono due condizioni per poter avvalersi dei mezzi coercitivi previsti dal diritto dell’esecuzione: occorre disporre di un titolo esecutivo (ad esempio una sentenza), e tale titolo deve essere previamente notificato alla persona nei confronti della quale è diretta l’esecuzione.

Mezzi coercitivi

Il principale mezzo coercitivo è il pignoramento (executoriaal beslag), qui di seguito più ampiamente spiegato.

Altri mezzi coercitivi sono la penale e l’arresto.

La penale è una somma decisa dal tribunale, che la persona condannata deve pagare se non adempie ai suoi obblighi principali. La penale viene utilizzata come mezzo di pressione soprattutto nei procedimenti d’urgenza. Tale mezzo coercitivo può essere collegato solo a un obbligo principale diverso dal pagamento di una somma di denaro, ad esempio la consegna di determinati documenti, o il divieto imposto dal tribunale di utilizzare un determinato marchio.

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Anche l’arresto viene utilizzato come mezzo di pressione per imporre l’adempimento di un determinato obbligo. È raramente stabilito e in casi ancora più rari effettivamente eseguito. È possibile solo quando deciso da un giudice.

Le principali persone interessate dall’esecuzione sono il creditore (colui che chiede l’esecuzione), il debitore (nei confronti del quale è diretta l’esecuzione) e l’ufficiale giudiziario (il pubblico funzionario incaricato dell’esecuzione effettiva).

2. Quali sono le condizioni per l’esecuzione di un provvedimento giudiziario?

2.1. Titoli esecutivi

Sono titoli esecutivi le decisioni del giudice, gli atti autentici e determinati altri documenti previsti dalla legge (ordini del Pubblico ministero, ingiunzioni emesse dai servizi fiscali, sentenze arbitrali con autorizzazione di esecuzione, verbali di risoluzioni amichevoli).

Alle parti viene consegnata gratuitamente una copia della decisione del tribunale (grosse). Si tratta di una copia autentica, sulla quale, in alto, figura l’espressione “In nome della Regina” (“In naam der Koningin”). Si può così riconoscere la grosse, e che si tratta quindi di una decisione che ha valore esecutivo. Solo con tale copia può avere luogo l’esecuzione.

Una copia di questo tipo può essere emessa anche per un atto notarile.

Con la consegna della grosse l’ufficiale giudiziario viene autorizzato all’esecuzione. Il creditore può consegnare egli stesso tale copia all’ufficiale giudiziario senza ricorrere a un avvocato.

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Prima dell’esecuzione, l’ufficiale giudiziario deve notificare il titolo alla persona nei confronti della quale è diretta l’esecuzione. La notifica ha lo scopo di rendere nota alla controparte la decisione, e di comunicarle che il creditore chiede l’esecuzione della sentenza.

Per quanto riguarda la notificazione, si veda il regolamento (CE) n. 1348/2000, del 29 maggio 2000, relativo alla notificazione e alla comunicazione negli Stati membri degli atti giudiziari ed extragiudiziali in materia civile o commerciale.

Si veda inoltre: Notificazione e comunicazione degli atti - Diritto comunitario

Ufficiali giudiziari
Procedimento di esecuzione

L’ufficiale giudiziario è la figura principale nel procedimento di esecuzione. Tutte le sue azioni sono compiute su mandato di e per colui che chiede l’esecuzione. Tale mandato viene conferito con la consegna della grosse. Di regola l’ufficiale giudiziario non ha bisogno di alcuna autorizzazione speciale.

Nell’ambito del procedimento di esecuzione l’ufficiale giudiziario esegue, fra le altre, le seguenti azioni:

  • notificazione del titolo esecutivo alla persona nei confronti della quale è diretta l’esecuzione;
  • ingiunzione ad adempiere all’obbligo richiesto, ad esempio al pagamento di una somma di denaro;
  • riscossione dell’importo dovuto, se il debitore lo paga;
  • pignoramento.

Se necessario l’ufficiale giudiziario può farsi aiutare dalla polizia (ad esempio in caso di pignoramento).

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Tariffe degli ufficiali giudiziari

Per le azioni svolte dagli ufficiali giudiziari esistono tariffe fisse che possono essere poste a carico del debitore. Per il creditore non vi sono tariffe fisse, e occorre quindi negoziarle con l’ufficiale giudiziario. Le tariffe poste a carico del debitore figurano nel decreto del 4 luglio 2001 contenente norme dettagliate sulle azioni degli ufficiali giudiziari e le tariffe (Besluit van 4 juli 2001, houdende nadere regels inzake de ambtshandelingen van gerechtdeurwaarders en tarieven, Besluit tarieven ambtshandelingen gerechtsdeurwaarders Nederlands PDF File (PDF File 61 KB)).

Esso indica le tariffe valide dal 1º gennaio 2005.

2.2. Principali condizioni per l’esecuzione

Le due condizioni principali sono:

  • disporre di un titolo esecutivo
  • notificare il titolo, prima dell’esecuzione, alla persona interessata dall’esecuzione stessa.

Si veda la domanda 1.

Mezzi coercitivi

Il principale mezzo coercitivo è, come già indicato sopra, il pignoramento. Vi sono anche provvedimenti che possono essere adottati nell’attesa dell’ottenimento di un titolo esecutivo, misure che possono essere chieste prima che sia pronunciata la sentenza, durante o anche prima del processo. Si tratta delle misure conservative, dirette cioè ad assicurare il mantenimento di un diritto, come ad esempio il sequestro conservativo, l’apposizione di sigilli, l’inventario. La presente scheda tratta del pignoramento.

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3. Misure di esecuzione

3.1. Quali beni possono essere oggetto di misure di esecuzione?

Pignoramento:

  • beni mobili non registrati
  • diritti relativi a titoli al portatore o a ordini, a quote e ad altri titoli nominativi
  • pignoramento presso terzi
  • beni immobili
  • navi
  • aeromobili

Vi è in generale libertà nella scelta dei beni che si intendono pignorare.

In linea di principio possono essere pignorati tutti i beni del debitore. Vi sono tuttavia alcuni beni impignorabili: si tratta ad esempio dei beni di prima necessità, come vestiti, cibo, utensili di lavoro, letteratura specializzata, oggetti destinati all’istruzione, all’arte e alla scienza. Sono parzialmente impignorabili i pagamenti periodici come stipendi, assegni alimentari o sussidi.

Non possono essere pignorati beni destinati al servizio pubblico. Possono essere pignorati simultaneamente beni mobili e immobili.

3.2. Quali sono le conseguenze del pignoramento?
Effetti giuridici su beni mobili non registrati

Atti del debitore compiuti dopo il pignoramento non possono pregiudicare i diritti del pignorante. Se ad esempio il debitore vende un bene, l’acquirente non può in linea di principio invocare davanti al creditore la proprietà del bene. Un altro effetto è che sono sottoposti a pignoramento anche i profitti derivanti dal bene.

Effetti giuridici su azioni, titoli e altri beni

Non vi sono particolari effetti giuridici.

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Durante il pignoramento il diritto di voto resta al pignorato.

Effetti giuridici del pignoramento presso terzi

In questo caso il creditore pignora un terzo, quindi non direttamente il suo debitore, poiché tale parte terza è a sua volta debitrice di quest’ultimo o possiede un suo bene. Il pignoramento riguarda quindi beni del debitore che si trovano in possesso di terzi. Il pignorante è tutelato contro atti giuridici della sua controparte. Atti giuridici compiuti dopo il pignoramento non possono essere invocati contro il pignorante.

Il pignoramento presso terzi si effettua spesso presso una banca su conti correnti o presso un datore di lavoro sullo stipendio di un dipendente.

Effetti giuridici su beni immobili

Il pignoramento viene iscritto sui registri pubblici, e ha effetto dal momento dell’iscrizione. Esso interessa anche i profitti derivanti dal bene immobile ottenuti dopo il pignoramento. Il pignorante è tutelato contro atti giuridici compiuti dal debitore dopo il pignoramento. Un’alienazione (vendita) del bene immobile non è opponibile nei confronti del pignorante.

3.3. Validità delle misure

Di regola il diritto di fare eseguire una decisione giudiziaria si prescrive dopo vent’anni a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pronuncia. Se per l’esecuzione di una decisione giudiziaria vi sono delle condizioni, il cui adempimento non dipende dalla volontà di colui che ha ottenuto la sentenza, tale diritto si prescrive dopo vent’anni dal giorno in cui è stato adempiuto a tali condizioni.

Tuttavia, il termine di prescrizione è di cinque anni quando si tratta di pagamenti da effettuare, in seguito alla decisione, entro un anno o meno. Per quanto riguarda gli interessi, le multe, le penali e altre condanne complementari, il termine interviene, salvo interruzione o proroga, non più tardi di quello relativo all’esecuzione della sentenza principale

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4. È possibile impugnare le decisioni che impongono misure d’esecuzione?

Controversie relative all’esecuzione

L’articolo 438 del Codice di procedura civile (Wetboek van Burgerlijke rechtsvordering) contiene delle disposizioni generali riguardanti le controversie in materia di esecuzione. In questi casi, il debitore può cercare di contestare l’esecuzione. Si tratta ad esempio di controversie sul valore e sull’entità del titolo esecutivo, sull’effetto di fatti prodottisi dopo la sentenza (il titolo esecutivo), sulla validità del pignoramento, sulla questione di sapere chi è il proprietario dei beni sottoposti a pignoramento. In una controversia di questo tipo, ad esempio, il debitore può affermare che vi è un abuso da parte del procedente, o che il provvedimento è eccessivo vista la sentenza. Il debitore (il pignorato) non può più tuttavia contestare la sentenza quanto al suo contenuto: a questo fine deve rivolgersi in appello o in Cassazione. Una controversia sull’esecuzione ha come oggetto solo l’esecuzione stessa, e non la sostanza della sentenza.

Giudice competente

Per tutte le controversie relative all’esecuzione è competente il Tribunale, indipendentemente dal giudice che ha emesso la sentenza. Il Tribunale è competente anche per una sentenza emessa dalla Corte d’appello o dall’Hoge Raad (“Alta Corte”, Corte di Cassazione).

Competenza territoriale. È competente il Tribunale designato secondo le norme generali in materia di competenza, oppure il Tribunale nel cui territorio avviene il pignoramento, o ancora il Tribunale nel cui territorio si trovano i beni in questione o ancora il Tribunale nel cui territorio sarà effettuata l’esecuzione. Per ogni sentenza da eseguire nei Paesi Bassi vi è un giudice olandese competente.

Le controversie relative all’esecuzione vengono per lo più esaminate nell’ambito di un procedimento d’urgenza. Il giudice può ad esempio sospendere l’esecuzione o levare il pignoramento per un certo tempo.

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