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Ultimo aggiornamento: 24-01-2007
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Esecuzione delle decisioni giudiziarie - Ungheria

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INDICE

1. Che cosa significa "esecuzione" in materia civile e commerciale? 1.
2. Quali sono i presupposti per l'esecuzione di un titolo? 2.
2.1. Il procedimento 2.1.
2.2. Quali sono i presupposti essenziali per l'adozione di misure di esecuzione? 2.2.
3. Quali sono l'oggetto e la natura delle misure di esecuzione? 3.
3.1. Quali beni del debitore possono essere oggetto di esecuzione? 3.1.
3.2. Quali sono gli effetti delle misure di esecuzione?  3.2.
3.3. Per quanto tempo sono valide le misure di esecuzione? 3.3.
4. Vi è possibilità di ricorso contro la decisione di autorizzazione delle misure di esecuzione? 4.

 

1. Che cosa significa "esecuzione" in materia civile e commerciale?

Definire il concetto di "esecuzione"

L'esecuzione è il procedimento extragiudiziale in materia civile con il quale lo Stato dà esecuzione alle obbligazioni contenute nelle decisioni dei giudici e negli altri atti previsti dalla legge tramite il ricorso a misure coercitive.

Descrivere sinteticamente le misure di esecuzione volte a costringere il convenuto a fare qualcosa, ad astenersi dal fare qualcosa o ad eseguire un pagamento

Le misure coercitive possono limitare sia i diritti patrimoniali che i diritti personali del debitore; le misure coercitive di carattere patrimoniale possono essere applicate dal giudice e dall'ufficiale giudiziario, mentre le misure coercitive di carattere personale possono essere applicate dalla polizia, sulla base di un provvedimento del giudice o dell'ufficiale giudiziario. Le principali misure coercitive di carattere patrimoniale sono le seguenti:

  • pignoramento dello stipendio o di altri emolumenti;
  • espropriazione e vendita di beni mobili;
  • sequestro di somme detenute presso enti creditizi, blocco di conti bancari;
  • espropriazione di crediti vantati verso terzi;
  • espropriazione e vendita di beni immobili;
  • imposizione di sanzioni e multe.

2. Quali sono i presupposti per l'esecuzione di un titolo?

2.1. Il procedimento
Può essere data esecuzione sia alle decisioni giudiziarie che alle decisioni extragiudiziali?

Con il procedimento di esecuzione viene data in primo luogo esecuzione alle decisioni giudiziali. Tra le decisioni extragiudiziali, sono eseguibili con il procedimento di esecuzione, le decisioni dei vari organi di amministrazione della giustizia (ad esempio, decisioni notarili, decisioni delle autorità di disciplina) nonché le obbligazioni contenute in atti pubblici (ad esempio, negli atti notarili). Allo stesso tempo la maggior parte delle decisioni extragiudiziali sono decisioni di organi amministrativi, che possono essere eseguite tramite la procedura di esecuzione amministrativa.

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E' necessario che il giudice emetta un'ordinanza di esecuzione?

Secondo la norma generale, per l'autorizzazione dell'esecuzione non è necessaria un'ordinanza formale del giudice, che può disporre l'esecuzione con l'emissione di un titolo esecutivo.  In determinati casi l'esecuzione viene disposta con un'ordinanza di esecuzione, ad esempio nel caso di misure cautelari.

Quale giudice è competente a ordinare l'esecuzione?

Secondo la norma generale, l'esecuzione viene ordinata dal tribunale di primo grado che procede nella causa che è all'origine dell'esecuzione.  Se l'esecuzione non si basa su una decisione giudiziale, bensì su diverso atto (ad esempio, un atto notarile), l'esecuzione è ordinata dal giudice competente sulla base del domicilio o della sede del debitore o, in mancanza, dell'ubicazione del patrimonio del debitore oggetto dell'esecuzione.  Sulla base della decisione del giudice straniero, è autorizzato a ordinare l'esecuzione il tribunale locale presso il tribunale provinciale competente sulla base del domicilio o della sede del debitore, o in mancanza, dell'ubicazione del patrimonio del debitore oggetto dell'esecuzione, o, nel caso di Budapest, il tribunale centrale di Buda. Altre disposizioni in materia di competenza sono fissate dalla legge LIII del 1994 sull'esecuzione delle decisioni giudiziali.

Descrivere lo status, il ruolo, le funzioni e i poteri degli ufficiali giudiziari

Le misure di esecuzione sono eseguite dagli ufficiali giudiziari (ufficiali giudiziari indipendenti e ufficiali giudiziari dei tribunali provinciali); le misure degli ufficiali giudiziari sono obbligatorie per tutti; gli ufficiali giudiziari sono pubblici ufficiali e svolgono funzioni pubbliche.

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Secondo la norma generale, danno esecuzione alle obbligazioni di diritto civile gli ufficiali giudiziari indipendenti. Essi hanno status giuridico indipendente, sono nominati dal ministro della Giustizia nella circoscrizione di un determinato tribunale locale; non sono impiegati dello Stato e il loro reddito è costituito dagli onorari pagati dai clienti.

Gli ufficiali giudiziari dei tribunali provinciali si occupano della riscossione dei crediti verso lo Stato e sono impiegati presso i tribunali provinciali come operatori giudiziari.  La loro area di competenza è la stessa del tribunale provinciale dal quale dipendono,  e il presidente del tribunale provinciale esercita tutte le attribuzioni amministrative che li riguardano.

L'istanza di esecuzione può essere presentata tramite un avvocato o nel quadro di qualsivoglia attività di avvocato?

L'istanza di esecuzione può essere presentata al giudice conformemente alle norme generali di procedura civile: possono essere pertanto presentate da un avvocato, anche se la rappresentanza legale non è obbligatoria in questi procedimenti.

Indicate l'ordine di grandezza delle spese per i diversi tipi di misure di esecuzione

Le spese che insorgono nel corso dell'esecuzione consistono principalmente nell'onorario dell'ufficiale giudiziario, nella commissione di riscossione e nei rimborsi spese previsti dal decreto n. 14/1994 (IX. 8.) IM sulle tariffe degli ufficiali giudiziari. L'onorario è in funzione dell'importo del credito: per la riscossione di crediti di importo maggiore è dovuto un onorario di importo maggiore, mentre nel caso di esecuzione di una determinata azione, l'onorario è calcolato sulla base del tempo richiesto per l'attività dell'ufficiale giudiziario. Gli ufficiali giudiziari hanno diritto al rimborso delle spese, previste dal decreto, sostenute nel corso dell'esecuzione, debitamente documentate; inoltre, hanno diritto al 50% del loro onorario come rimborso spese forfetario.  L'importo delle spese di esecuzione dipende dall'importo riscosso dall'ufficiale giudiario, mentre nel caso dell'esecuzione di una determinata azione l'importo delle spese di esecuzione è fisso. Le riduzioni delle spese applicabili nel quadro del gratuito patrocinio si applicano anche nel procedimento di esecuzione; di conseguenza se dimostra lo stato di indigenza, la parte istante non deve pagare in anticipo le spese di esecuzione e non deve pagare la tassa di bollo per l'ordinanza del tribunale.

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2.2. Quali sono i presupposti essenziali per l'adozione di misure di esecuzione?
Quali criteri applica il giudice per l'autorizzazione di misure di esecuzione per quanto riguarda i crediti?

Il giudice autorizza l'esecuzione se la decisione che è alla base dell'esecuzione contiene obbligazioni, è passata in giudicato o può essere eseguita in via provvisoria, ed è scaduto il termine per l'esecuzione fissato nella decisione.

Secondo una norma speciale, nel caso di riscossione di alimenti, l'esecuzione riguardante rate scadute da più di 6 mesi può essere autorizzata se la parte istante dimostra che il ritardo nel pagamento degli alimenti è dovuto al comportamento fraudolento del debitore o al fatto che il debitore non lo ha eseguito per validi motivi. Per l'esecuzione delle decisioni straniere, il giudice verifica anche se l'esecuzione sia consentita dalle leggi, dai trattati internazionali, da accordi di reciprocità o dalle norme dell'Unione europea.

Quali criteri applicano i giudici per l'autorizzazione delle misure di esecuzione per quanto riguarda i debitori ?

Per quanto riguarda i debitori, il giudice tiene conto delle informazioni fornite dalla parte istante compilando l'apposito modulo, ossia:

  • il nome del debitore e i dati necessari alla sua identificazione,
  • a seconda delle circostanze del caso, il domicilio del debitore, il luogo di lavoro, la sua sede o l'ubicazione dei beni oggetto dell'esecuzione (la parte istante è tenuta a fornire almeno uno dei predetti elementi).

L'autorizzazione dell'esecuzione è possibile solo se il giudice dispone dei summenzionati dati del debitore.

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3. Quali sono l'oggetto e la natura delle misure di esecuzione?

3.1. Quali beni del debitore possono essere oggetto di esecuzione?
Oggetto dell'esecuzione possono essere i seguenti beni:
  • importi depositati su conti bancari; nel caso delle persone fisiche la legge prevede tuttavia l'esenzione dall'esecuzione fino ad un certo importo;
  • beni mobili; ad esclusione dei beni indispensabili al sostentamento del debitore, che sono esenti per legge dall'esecuzione, ad esempio:
    • capi di abbigliamento,
    • mobili in numero adeguato per i membri della famiglia del debitore,
  • medicinali necessari per la cura della malattia del debitore, ecc.;
  • beni immobili (a prescindere dalla loro natura, dall'uso, dai diritti e dai divieti di cui sono gravati, e dai fatti iscritti nel catasto); tuttavia è esente dall'esecuzione il bene immobile che nella procedura di fallimento non può essere considerato appartenente al patrimonio del debitore;
  • oltre ai summenzionati elementi, possono anche essere oggetto di esecuzione: lo stipendio, la pensione o gli altri emolumenti del debitore (anche in questo caso si applica una certa quota di esenzione), azioni, crediti verso terzi, ecc.
3.2. Quali sono gli effetti delle misure di esecuzione?  
I debitori che non rispettano le misure di esecuzione possono continuare a disporre del loro patrimonio?

Nel caso di pignoramento di beni mobili e di conti bancari, viene meno il diritto del debitore di disporre dei suoi beni; nel caso in cui i beni pignorati siano anche oggetto di espropriazione, cessa la proprietà del debitore. Nel caso di pignoramento di alcuni beni immobili, il debitore può disporre del bene immobile, può alienarlo ma unicamente gravato del diritto di esecuzione.

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I debitori che non rispettano le misure sono passibili di sanzioni?

Il giudice può infliggere al debitore una sanzione massima di 500 000 HUF, nel caso non adempia all'obbligazione sancita dalla legge o qualora con il suo comportamento ostacoli le misure di esecuzione.

Se nel corso dell'esecuzione il debitore oppone resistenza fisica, l'ufficiale giudiziario può rivolgersi alla polizia, che può applicare misure coercitive contro il debitore.

Può essere considerato penalmente responsabile il debitore che ostacola l'azione dell'ufficiale giudiziario con il suo comportamento attivo (violento). Il debitore commette reato se sottrae i beni pignorati all'esecuzione, se rimuove i sigilli applicati nel corso dell'esecuzione o se apre il locale chiuso in cui sono custoditi i beni pignorati, sequestrati o espropriati (reato di rottura dei sigilli).

Quali sono gli obblighi cui sono tenute le banche in materia di comunicazione di informazioni e di blocco dei conti?

Le banche sono tenute a comunicare le informazioni sul debitore e sulle sue finanze richieste dall'ufficiale giudiziario, e a trasferire dal conto del debitore all'ufficiale giudiziario, secondo le disposizioni di quest'ultimo, la somma di denaro stabilita, e in alcuni casi a bloccare il conto. Sulle banche grava anche la responsabilità civile nell'esecuzione delle disposizioni dell'ufficiale giudiziario.

Quali sanzioni possono essere inflitte ai terzi in caso di rifiuto di eseguire le misure?

Se non adempiono all'obbligo derivante dall'esecuzione, le banche sono passibili di una sanzione e può essere loro richiesto il pagamento del credito non ancora riscosso a causa della loro omissione. Analoga responsabilità per l'esecuzione del pignoramento dello stipendio ha il datore di lavoro del debitore nonché tutte le altre persone tenute a collaborare al procedimento.

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3.3. Per quanto tempo sono valide le misure di esecuzione? 
C'è un termine fissato dalla legge o stabilito nella decisione del tribunale?

I crediti possono essere riscossi entro il termine di prescrizione previsto dal diritto civile (il termine generale di prescrizione è 5 anni), che decorre dalla pronuncia da parte del giudice della decisione definitiva. In caso di istanza presentata dopo la prescrizione del credito, non può essere ordinata l'esecuzione e l'esecuzione svoltasi in precedenza non può essere ripetuta. Ogni azione di esecuzione può interrompere la prescrizione di un credito, analogamente al procedimento di fronte al giudice promosso per far valere un credito, e la prescrizione ricomincia a decorrere.

4. Vi è possibilità di ricorso contro la decisione di autorizzazione delle misure di esecuzione?

a) Revoca del titolo esecutivo e cancellazione della formula esecutiva

Se il giudice ordina l'esecuzione con l'emissione di un titolo esecutivo, come rimedi giuridici sono possibili la revoca del titolo esecutivo o la cancellazione della formula esecutiva, se il giudice accerta che non vi era luogo a procedere all'emissione del titolo esecutivo.

  • Chi può presentare istanza di revoca del titolo esecutivo o di cancellazione della formula esecutiva?

La revoca del titolo esecutivo o la cancellazione della formula esecutiva può essere richiesta dal debitore e dalla parte istante, ovvero disposta d'ufficio dal giudice.

  • A quale giudice competente deve essere presentata l'istanza?

L'istanza va presentata al giudice che ha ordinato l'esecuzione.

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  • Qual è il termine per la presentazione dell'istanza?

Non è previsto un termine per la presentazione dell'istanza, che può essere presentata in qualsiasi momento.

  • Quali sono le conseguenze dell'istanza?

Se accoglie l'istanza, il giudice emette un'ordinanza di revoca del titolo esecutivo o di cancellazione della formula esecutiva; la parte ha diritto di presentare ricorso contro l'ordinanza.

b) Ricorso contro l'ordinanza di esecuzione

Nei casi in cui l'autorizzazione dell'esecuzione viene disposta con regolare ordinanza, è ammesso ricorso contro l'ordinanza.

  • Chi può impugnare la decisione?

Il ricorso può essere presentato dal debitore o dalla parte istante.

  • A quale giudice può essere presentato il ricorso?

Il ricorso deve essere presentato al giudice che ha emesso l'ordinanza di esecuzione, indirizzando la domanda al tribunale di secondo grado. La competenza per l'esame del ricorso spetta al tribunale di secondo grado.

  • Qual è il termine per la presentazione del ricorso?

Il ricorso deve essere presentato entro il quindicesimo giorno dall'emissione dell'ordinanza.

  • Quali sono le conseguenze del ricorso?

Se l'ordinanza di esecuzione emessa dal giudice è fondata nel merito, il tribunale di secondo grado la conferma, in caso contrario, la modifica. In caso di violazione delle norme di procedura, il tribunale di secondo grado annulla l'ordinanza e ordina al giudice che ha disposto l'esecuzione di emettere un'altra decisione.

c) Ricorsi contro l'ordinanza di revoca del titolo esercutivo
  • Chi può impugnare la decisione?

La parte istante può presentare ricorso contro l'ordinanza di revoca del titolo esecutivo.

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  • A quale giudice può essere presentato il ricorso?

Il ricorso deve essere presentato al giudice che ha emesso l'ordinanza, indirizzandolo al tribunale di secondo grado. La competenza per l'esame del ricorso spetta al tribunale di secondo grado.

  • Qual è il termine per la presentazione del ricorso?

Il ricorso deve essere presentato entro il quindicesimo giorno dall'emissione dell'ordinanza.

  • Quali sono le conseguenze del ricorso?

Se l'ordinanza è fondata nel merito, il tribunale di secondo grado la conferma, in caso contrario la modifica. Nel caso di violazione delle norme di procedura, il tribunale di secondo grado annulla l'ordinanza e ordina al giudice che ha emesso l'ordinanza di emettere una nuova decisione.

Una volta emessa l'ordinanza di esecuzione, l'ufficiale giudiziario può adottare misure coercitive di esecuzione in maniera autonoma, senza bisogno dell'autorizzazione del giudice. Contro le misure adottate dall'ufficiale giudiziario è ammesso un rimedio giuridico speciale, la cosiddetta opposizione all'esecuzione, che può essere proposta davanti al giudice dal debitore, dalla parte istante o da altre parti interessate. L'opposizione all'esecuzione deve essere proposta entro 15 giorni dall'adozione delle misure da parte dell'ufficiale giudiziario. Se il richiedente viene a conoscenza delle misure oltre il predetto termine, ovvero se gli è stato impedito di proporre opposizione all'esecuzione entro il termine di 15 giorni, il termine per la proposizione dell'opposizione decorre dalla data in cui è venuto a conoscenza delle misure o dalla data in cui l'ostacolo è stato rimosso. Trascorsi sei mesi dall'adozione delle misure non è più possibile proporre opposizione all'esecuzione. Sulla base dell'opposizione accolta, il giudice annulla le misure che violano la legge, e in caso di inadempienza dell'ufficiale giudiziario, gli ordina di attuare le misure, altrimenti respinge l'opposizione.

Oltre alle summenzionate forme di rimedio giuridico è anche possibile porre fine all'esecuzione. Viene posta fine all'esecuzione con ordinanza del giudice su istanza della parte istante se la cessazione non lede i diritti di altre parti o se è prevista dalla legge. Si ha ad esempio cessazione dell'esecuzione se il debitore salda il debito. Si ha altresì cessazione dell'esecuzione con ordinanza del giudice qualora si stabilisca con atto pubblico che una decisione passata in giudicato ha annullato la decisione da eseguire.

Nel procedimento di esecuzione è anche possibile che un terzo, titolare del diritto di proprietà su un bene pignorato nel corso dell'esecuzione, o che intende far valere diritti che impediscono la vendita nel corso dell'esecuzione, di promuovere l'azione possessoria contro la parte istante al fine di liberare il bene dal pignoramento. Se accoglie l'azione possessoria, il giudice libera dal pignoramento il bene di cui viene rivendicato il possesso. Se il bene è stato già venduto, la parte vincitrice riceve la somma di denaro corrispondente al prezzo di aquisto.

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